The Chemistry of Death

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Publisher: Bantam Press

3.9
(899)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Swedish , Portuguese , Polish , Hungarian , Dutch , Chi traditional

Isbn-10: 0593055217 | Isbn-13: 9780593055212 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Audio CD , eBook , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
When the bizarrely mutilated and long-dead body of a young woman is found in a ditch in Manham, an isolated and insular village in the Norfolk marshlands, it isn't just the fact that she had been a friend that disturbs Dr David Hunter. He was once a high-profile forensic anthropologist and all too familiar with the different faces of death, until a devastating personal tragedy made him turn his back on his former life and career. Now hidden away as a country doctor, Hunter's past is a secret he hopes will remain buried. So when he's asked by the police to use his arcane skills to help track down the killer, he's reluctant to become involved, knowing this will only stir up the painful memories he's been trying so hard to forget. Then another young woman disappears, and Manham is plunged into a fog of fear and paranoia that threatens to tear it apart. And no one seems exempt from suspicion as the twisted killings continue. And as the once peaceful community is riven by fear and mistrust, David Hunter realises it will take all his knowledge and expertise if the killer is to be stopped.
But not even he is prepared for the terrible cost that will exact - or the awful price that failure threatens to bring.
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  • 4

    Tra tutti i libri di Simon Beckett che ho fino adesso letto, questo è stato il più bello e appassionante.
    Ho praticamente cominciato a leggere le avventure del dottor David Hunter dal penultimo libro ...continue

    Tra tutti i libri di Simon Beckett che ho fino adesso letto, questo è stato il più bello e appassionante.
    Ho praticamente cominciato a leggere le avventure del dottor David Hunter dal penultimo libro e poi a ritroso fino al primo.
    L'ho trovato scorrevole, senza tanti giri di parole per allungare il brodo, molti personaggi e tutti che sembrano innocenti ... ed il colpo di scena finale...
    Bello e appassionante.

    said on 

  • 4

    Spettacolare!

    Un incrocio tra un giallo e un thriller molto coinvolgente, teso e avvincente fino all'ultima pagina.
    Assolutamente consigliato.

    said on 

  • 5

    LA CHIMICA DEL THRILLER

    LETTO IN EBOOK --- Leggendo “Concerto per archi e canguro” di Jonatham Lethem e “Il richiamo del cuculo” di Robert Galbraith ho cominciato a interrogarmi su cosa ci sia nei gialli che fa sì che non r ...continue

    LETTO IN EBOOK --- Leggendo “Concerto per archi e canguro” di Jonatham Lethem e “Il richiamo del cuculo” di Robert Galbraith ho cominciato a interrogarmi su cosa ci sia nei gialli che fa sì che non riesca ad amare questo genere letterario. La lettura de “La chimica della morte” mi offre l’occasione per approfondire la riflessione.
    Credo che sia abbastanza corretto dire che la principale differenza tra un giallo e un thriller sia che un giallo ruota attorno a un delitto già avvenuto, non deve spaventare e si concentra soprattutto su come risolvere un dato mistero, mentre un thriller crea un'atmosfera di paura e angoscia, senza riguardare necessariamente un delitto.
    “La chimica della morte” è stato a volte definito un giallo e il suo autore Simon Beckett è stato definito un giallista.
    Dell’autore non ho letto altro, ma direi che la definizione di giallo per “La chimica della morte” non è scorretta, dato che vi compaiono dei delitti e un’indagine di polizia. Si potrebbe persino dire che è un poliziesco, anche se il principale investigatore non fa parte di tale corpo, pur aiutando i poliziotti.
    Di solito io, però, non amo i gialli, mentre questo mi è piaciuto. Mi sono dovuto interrogare sul perché.
    La risposta credo sia nel fatto che oltre a essere un giallo, questo romanzo è, soprattutto, un thriller.
    I delitti, infatti, avvengono nel corso della storia e, già in questo, ci discostiamo dalla definizione appena data di giallo. L’atmosfera, poi, direi che si può in effetti definire angosciante, se non addirittura paurosa (almeno per protagonisti).
    Sono punti a favore di questo romanzo:
    • il succedersi incalzante degli eventi;
    • il coinvolgimento personale del protagonista, un medico antropologo forense, che aiuta la polizia nell’indagine, ma è anche collegato alle vittime;
    • l’ambiente ristretto (il villaggio della periferia londinese Manham), che rende il lettore più partecipe delle vicende degli abitanti;
    • i precisi riferimenti ai processi di decomposizione, con interessanti annotazioni scientifiche.
    Caratteristiche che corrispondono più a quelle di un thriller che di un giallo.
    Quello che non amo nei gialli è, soprattutto:
    • la ricostruzione a posteriori degli eventi, che finiscono per essere raccontati e non vissuti;
    • il distacco emotivo dell’investigatore dalle vicende personali della vittima.
    Caratteristiche assenti ne “La chimica della morte” e ulteriori punti a suo vantaggio.
    Perché mi ostino a leggere libri classificati come gialli, se non amo il genere? In realtà, se li leggo, è spesso per altri motivi. Nel caso de “Il nido del cuculo” è stato per l’apprezzamento dell’autore (la Rowling che si nasconde dietro lo pseudonimo di Galbraith), per “Concerto per archi e canguro” per l’ambientazione fantastica e, per “La chimica della morte” per le buone recensioni e il bell’incipit, oltre al fatto che non avevo focalizzato che potesse essere un giallo. Mi aspettavo piuttosto qualcosa sul filosofico.
    L’attenta analisi del processo di decomposizione su cui si basano soprattutto le indagini di David Hunter mi hanno fatto riflettere su quanto poco accurati siano invece altri romanzi, film o telefilm in merito. In particolare penso ai tanti telefilm sugli zombie ora in circolazione .
    Avete mai visto le orde di morti viventi di, pur apprezzabili serie televisive come “Walking Dead”, “Nation Z” o “The strain”. Dove sono gli insetti? Dove sono i vermi? E, soprattutto, dove sono finite le mosche? Se uno suda in campagna, mosche e moscerini si precipitano. Se un corpo va in putrefazione, si riempie subito di una miriade di insetti. Perché gli zombie, con tutta quella carne in decomposizione, quelle ferite aperte, non ne sono circondati.
    La prossima volta che fanno un film sugli zombie dovrebbero prima leggere un romanzo di Simon Beckett o consultarlo. Chissà come sarebbe un suo romanzo gotico!
    Insomma, un bel thriller, scritto con cura e attenzione a dettagli spesso trascurati, coinvolgente e intelligente.

    said on 

  • 4

    Una piacevole lettura "triller con aspetto psicologico". Trama scorrevole e piena di nozioni intetessanti sulla "fine"materiale o fisiologica del corpo umano in generale.
    Tanti personaggi coinvolti e ...continue

    Una piacevole lettura "triller con aspetto psicologico". Trama scorrevole e piena di nozioni intetessanti sulla "fine"materiale o fisiologica del corpo umano in generale.
    Tanti personaggi coinvolti e tutti descritti in maniera semplice da ricordarli facilmente man mano che la lettura va avanti. Una bella sorpresa per questo autore.

    said on 

  • 0

    Un buon thriller sulle orme di K. Reichs

    Il dott. Hunter, antropologo forense di fama mondiale, si è trasferito da Londra in un paesino di campagna nel Norfolk, x lavorare come medico generico, sconvolto dalla tragica morte in un incidente s ...continue

    Il dott. Hunter, antropologo forense di fama mondiale, si è trasferito da Londra in un paesino di campagna nel Norfolk, x lavorare come medico generico, sconvolto dalla tragica morte in un incidente stradale della moglie e della figlioletta. Dopo tre anni, la quiete è sconvolta da un orribile ritrovamento: due ragazzini scoprono a lato di un sentiero il corpo decomposto di una donna, massacrata con violente coltellate. L’assassino ha lasciato una macabra firma: ha conficcato nella schiena del cadavere bianche ali di cigno. Mentre la polizia invita Hunter a collaborare x risalire alla data della morte, un’altra donna scompare. A Manham tutti si conoscono, e presto affiorano sospetti. La soluzione è abbastanza prevedibile, perché nei gialli il colpevole è sempre l’insospettabile. Tuttavia anche in un assassino non c’è solo male, ma anche dolore, frustrazione, vendetta, e una forma distorta di amore. Come sempre l’investigatore dilettante si rivela più attivo e perspicace della polizia, e il suo coinvolgimento in prima persona nel concitato finale è alquanto improbabile ma Hunter è un personaggio umano, con dubbi, incertezze, timori, a differenza di tanti infallibili protagonisti della letteratura gialla. Interessanti le osservazioni disincantate e ironiche sulla psicologia umana, dall’eccitazione x la novità di un delitto che non tocca direttamente, allo sgomento quando si scopre che riguarda una persona conosciuta, alla paura x la propria sicurezza, alla diffidenza reciproca quando si capisce che l’assassino deve essere fra noi. Ottimo affresco della campagna inglese e della vita in un villaggio, in cui il forestiero è sempre visto con diffidenza e mai interamente accettato, anche dopo anni. Un romanzo sulle orme di K. Reichs, meno preciso in medicina ma più avvincente come giallo.

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  • 4

    un bel thriller

    un bel thriller dal ritmo incalzante.
    piacevole il protagonista e appassionante la vicenda.
    personalmente avevo capito chi era il colpevole già da metà libro, però leggere il perchè di tutta quella fo ...continue

    un bel thriller dal ritmo incalzante.
    piacevole il protagonista e appassionante la vicenda.
    personalmente avevo capito chi era il colpevole già da metà libro, però leggere il perchè di tutta quella follia è stato interessante.
    resterete incollati fino alla fine!

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  • 4

    Me ha gustado - Nota 3,5 sobre 5

    Está escrito en un lenguaje bastante sencillo, por lo que se avanza rápidamente en la lectura.

    Es cierto que el autor hace uso de algún que otro tópico y cliché, pero se le perdona.

    La novela está com ...continue

    Está escrito en un lenguaje bastante sencillo, por lo que se avanza rápidamente en la lectura.

    Es cierto que el autor hace uso de algún que otro tópico y cliché, pero se le perdona.

    La novela está compuesta de capítulos que pueden leerse del tirón sin ningún problema. En ningún momento he tenido que dejar un capítulo a medias, siempre he podido llegar a terminarlos.

    Desde el principio la novela resulta amena, aunque al inicio no resulta muy emocionante. Es al ir avanzando en la historia que va atrapando cada vez un poco mas, llegando a un final inesperado. Al final el regusto que deja es muy bueno y con ganas de leer la próxima de la saga.

    El protagonista me ha caído bastante bien y no me ha parecido el típico.

    A ver qué tal el resto de la saga, pero para empezar creo que está bastante bien y merece la pena.

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