Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Child in Time

By

Publisher: Vintage

3.8
(2375)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Czech

Isbn-10: 0099755017 | Isbn-13: 9780099755012 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Children , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

Do you like The Child in Time ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
"The Child in Time" opens with a harrowing event. Stephen Lewis, a successful author of children's books, takes his three-year-old daughter on a routine Saturday morning trip to the supermarket. While waiting in line, his attention is distracted and his daughter is kidnapped. Just like that. From there, Lewis spirals into bereavement that has effects on his relationship with his wife, his psyche and time itself.
Sorting by
  • 5

    Per lo più era indifferente allo squallore del suo appartamento, compresi i mosconi neri con i loro pigri voli di perlustrazione. Quando era fuori, detestava l'idea di tornare ad affrontare lo scoraggiante schieramento di oggetti domestici, quel particolare afflosciarsi delle poltrone vuote, ...continue

    Per lo più era indifferente allo squallore del suo appartamento, compresi i mosconi neri con i loro pigri voli di perlustrazione. Quando era fuori, detestava l'idea di tornare ad affrontare lo scoraggiante schieramento di oggetti domestici, quel particolare afflosciarsi delle poltrone vuote, circondate da piatti sporchi e giornali vecchi

    said on 

  • 4

    Una scrittura singolare che salta e si incastra come le scene di un film, ha un inizio un pò lento, ma dopo non ti dà tregua e la voglia di finirlo e incredibile.

    said on 

  • 2

    angosciante

    il tempo di un libro è una scelta, e preferisco essere piacevolmente accompagnata nel mio tempo, nel modo di scrivere o nel racconto. E' il secondo libro di McEwan che leggo, e l'ultimo.
    La storia è angosciante, dolorosa, vicinissima e possibile. Una bambina scompare dal carrello della spes ...continue

    il tempo di un libro è una scelta, e preferisco essere piacevolmente accompagnata nel mio tempo, nel modo di scrivere o nel racconto. E' il secondo libro di McEwan che leggo, e l'ultimo.
    La storia è angosciante, dolorosa, vicinissima e possibile. Una bambina scompare dal carrello della spesa del padre in pochi istanti.
    Per non comparire mai più.
    Mi bastano i giornali con le tante tragedie di questo tipo, speravo portasse a qualcosa, ma l'ho cercato inutilmente fino alla fine del libro senza trovarlo.

    said on 

  • 5

    Questo è...

    ...è uno di quei libri che amo rileggere. I bambini di cui parla McEwan sono di volta in volta reali, perduti, ormai adulti, solo un'idea, un'astrazione. E' un romanzo che prende le mosse da una tragedia: il rapimento di una bambina che non verrà mai più ritrovata. Il padre è uno scrittore di lib ...continue

    ...è uno di quei libri che amo rileggere. I bambini di cui parla McEwan sono di volta in volta reali, perduti, ormai adulti, solo un'idea, un'astrazione. E' un romanzo che prende le mosse da una tragedia: il rapimento di una bambina che non verrà mai più ritrovata. Il padre è uno scrittore di libri per bambini, lo è diventato per caso, McEwan ci racconta la sua lunga elaborazione del lutto, perché di lutto si tratta anche se la bambina è viva da qualche parte ed è impegnata a crescere. Ambientato in un futuro molto vicino è anche una satira dell'Inghilterra e del tachterismo, una riflessione sulla pressione a cui ognuno di noi è sottoposto, sullo splendore dell'infanzia e sulla sua profonda malinconia.

    said on 

  • 3

    Una storia che non mi ha appassionato sebbene si tratti di un romanzo piuttosto curioso. Io e McEwan non ci pigliamo, la vicenda individuale dei personaggi è piuttosto penosa e la società Britannica alla fine degli anni '80 è rappresentata con ferocia e senza pietà in molte delle sue storture. Se ...continue

    Una storia che non mi ha appassionato sebbene si tratti di un romanzo piuttosto curioso. Io e McEwan non ci pigliamo, la vicenda individuale dei personaggi è piuttosto penosa e la società Britannica alla fine degli anni '80 è rappresentata con ferocia e senza pietà in molte delle sue storture. Sento di poter salvare soltanto le peregrinazioni del protagonista nel tempo della sua quotidianità o in quello dei sentimenti suoi o delle persone a lui vicine. Peregrinazioni che rappresentano quasi una sorta di dissertazione su questa strana dimensione o proprietà della realtà in cui viviamo. Separare queste due nature (romanzo/saggio) non si può senza danneggiarle entrambe, ma il voto al "saggio" sarebbe più alto ed il giudizio forse più convinto di quello che ho dato al romanzo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    LETTO IN EBOOK
    _______________
    “Bambini nel tempo” di Ian McEwan è un romanzo con un grande potenziale. Innanzitutto nel titolo: quante storie eccezionali si potrebbero scrivere con un titolo così! Poi nell’incipit (che anticipa la trama principale): un padre, scrittore di romanzi per ...continue

    LETTO IN EBOOK
    _______________
    “Bambini nel tempo” di Ian McEwan è un romanzo con un grande potenziale. Innanzitutto nel titolo: quante storie eccezionali si potrebbero scrivere con un titolo così! Poi nell’incipit (che anticipa la trama principale): un padre, scrittore di romanzi per bambini, perde la figlia in un supermercato. Forse è stata rapita. La cerca invano per lungo tempo. La sua vita familiare è sconvolta. I rapporti con la moglie precipitano. Bene. Da qui si potrebbe andare in molte direzioni. Io avrei immaginato che, trattandosi di uno scrittore, il protagonista avrebbe fatto lavorare la fantasia. Avrei immaginato che la bambina nella sua memoria cambiasse o che restasse sempre uguale nonostante lo scorrere del tempo, che comunque diventasse cosa diversa da quella che stava diventando veramente. Ma Stephen Lewis (forse non è un caso che il cognome del protagonista ricordi quello del celeberrimo autore fantasy) si limita ad andarsene in giro per Londra cercandola per tre anni. Sua moglie si ritira in meditazione. Si separano. Insomma, reazioni abbastanza normali e poco romanzesche.
    McEwan approfitta di questa trama, per inserirci i ricordi dell’infanzia di Stephen, ma non ci offre nessuna allucinata mescolanza dell’infanzia di padre e figlia. Peccato! Ci mostra anche il grande amico di Stephen, affermato politico vicino al Primo Ministro, che regredisce all’infanzia e, in una ricerca di semplicità, costruisce una casa sull’albero, dove fa ascendere anche il povero Stephen, in uno dei brani meglio riusciti del romanzo. C’è insomma una riflessione sul bambino che è sempre presente in noi e che vuole ritornare, ma la vicenda mi pare poco legata a quella principale.
    Il protagonista, grazie al suo successo come autore di romanzi per ragazzi, entra in una commissione ministeriale per l’educazione dell’infanzia, e qui siamo nel campo di una blanda satira del governo tatcheriano, con un’Inghilterra in cui l’accattonaggio è regolamentato e altre piccole varianti, che rendono la storia quasi una lieve distopia, senza osare spingersi a immaginare mondi orwelliani. Peccato? Forse sarebbe stato eccessivo farlo.
    A un certo punto Stephen è vittima di un incidente automobilistico, grazie al quale percepisce una dilatazione del tempo quale non aveva mai sperimentato prima. Anche questa potrebbe essere un’interessante occasione per mostraci come il tempo non sia uguale per tutti. Dopo una simile presa di coscienza mi sarei aspettato di scoprire come il tempo sia andato avanti per la piccola Kate, la figlia dispersa di Stephen, di quanto sia stato diverso per lei rispetto al padre. Del resto è noto quanto sia diverso il suo scorrere durante l’infanzia. A un certo punto Stephen crede di averla ritrovata. La piccola non lo riconosce. È passato troppo tempo, penso. È la diversa percezione del tempo che fa sì che per Stephen la piccola sia ancora sua figlia, mentre per la bambina Stephen non è più il padre. Però, McEwan ci fa capire che Stephen si è solo sbagliato. Quella è un’altra bambina. Peccato!
    Alla fine la coppia, che si era brevemente rappacificata mesi prima, ha un nuovo figlio, che torna a unirli. Stephen capisce che continuerà ad amare nel nuovo figlio la bambina perduta. McEwan però non ci mostra cosa comporta questo, perché con la nascita il romanzo si chiude. Peccato!
    C’è anche una complessa esposizione della moglie dell’amico di Stepehen sul tempo in fisica. Anche quest’idea, mi pare, non ha molto seguito nella trama successiva, né aiuta a spiegare nulla di quanto avvenuto prima.
    Insomma, come dicevo all’inizio tanti bellissimi spunti, che personalmente avrei sviluppato in tanti altri modi. Insomma, un romanzo molto stimolante, che fa riflettere, che fa venire una voglia matta di scrivere. Di riscriverlo. Un buon romanzo, insomma, ma non quello che avrei voluto leggere, eppure, a volte, i romanzi sono buoni proprio per questo, perché non sono come li vorremmo, perché ci stimolano a creare noi qualcosa di più adatto ai nostri gusti. Purché siano scritti bene e questo, in fondo, lo è, anche se ci sono un po’ troppe divagazioni dalla trama principale.

    https://m.facebook.com/sharer.php?sid=10200834529802951

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    LA PERCEZIONE DEL TEMPO

    “Bambini nel tempo” di Ian McEwan è un romanzo con un grande potenziale. Innanzitutto nel titolo: quante storie eccezionali si potrebbero scrivere con un titolo così! Poi nell’incipit (che anticipa la trama principale): un padre, scrittore di romanzi per bambini, perde la figlia in un supermercat ...continue

    “Bambini nel tempo” di Ian McEwan è un romanzo con un grande potenziale. Innanzitutto nel titolo: quante storie eccezionali si potrebbero scrivere con un titolo così! Poi nell’incipit (che anticipa la trama principale): un padre, scrittore di romanzi per bambini, perde la figlia in un supermercato. Forse è stata rapita. La cerca invano per lungo tempo. La sua vita familiare è sconvolta. I rapporti con la moglie precipitano. Bene. Da qui si potrebbe andare in molte direzioni. Io avrei immaginato che, trattandosi di uno scrittore, il protagonista avrebbe fatto lavorare la fantasia. Avrei immaginato che la bambina nella sua memoria cambiasse o che restasse sempre uguale nonostante lo scorrere del tempo, che comunque diventasse cosa diversa da quella che stava diventando veramente. Ma Stephen Lewis (forse non è un caso che il cognome del protagonista ricordi quello del celeberrimo autore fantasy) si limita ad andarsene in giro per Londra cercandola per tre anni. Sua moglie si ritira in meditazione. Si separano. Insomma, reazioni abbastanza normali e poco romanzesche.
    McEwan approfitta di questa trama, per inserirci i ricordi dell’infanzia di Stephen, ma non ci offre nessuna allucinata mescolanza dell’infanzia di padre e figlia. Peccato! Ci mostra anche il grande amico di Stephen, affermato politico vicino al Primo Ministro, che regredisce all’infanzia e, in una ricerca di semplicità, costruisce una casa sull’albero, dove fa ascendere anche il povero Stephen, in uno dei brani meglio riusciti del romanzo. C’è insomma una riflessione sul bambino che è sempre presente in noi e che vuole ritornare, ma la vicenda mi pare poco legata a quella principale.
    Il protagonista, grazie al suo successo come autore di romanzi per ragazzi, entra in una commissione ministeriale per l’educazione dell’infanzia, e qui siamo nel campo di una blanda satira del governo tatcheriano, con un’Inghilterra in cui l’accattonaggio è regolamentato e altre piccole varianti, che rendono la storia quasi una lieve distopia, senza osare spingersi a immaginare mondi orwelliani. Peccato? Forse sarebbe stato eccessivo farlo.
    A un certo punto Stephen è vittima di un incidente automobilistico, grazie al quale percepisce una dilatazione del tempo quale non aveva mai sperimentato prima. Anche questa potrebbe essere un’interessante occasione per mostraci come il tempo non sia uguale per tutti. Dopo una simile presa di coscienza mi sarei aspettato di scoprire come il tempo sia andato avanti per la piccola Kate, la figlia dispersa di Stephen, di quanto sia stato diverso per lei rispetto al padre. Del resto è noto quanto sia diverso il suo scorrere durante l’infanzia. A un certo punto Stephen crede di averla ritrovata. La piccola non lo riconosce. È passato troppo tempo, penso. È la diversa percezione del tempo che fa sì che per Stephen la piccola sia ancora sua figlia, mentre per la bambina Stephen non è più il padre. Però, McEwan ci fa capire che Stephen si è solo sbagliato. Quella è un’altra bambina. Peccato!
    Alla fine la coppia, che si era brevemente rappacificata mesi prima, ha un nuovo figlio, che torna a unirli. Stephen capisce che continuerà ad amare nel nuovo figlio la bambina perduta. McEwan però non ci mostra cosa comporta questo, perché con la nascita il romanzo si chiude. Peccato!
    C’è anche una complessa esposizione della moglie dell’amico di Stepehen sul tempo in fisica. Anche quest’idea, mi pare, non ha molto seguito nella trama successiva, né aiuta a spiegare nulla di quanto avvenuto prima.
    Insomma, come dicevo all’inizio tanti bellissimi spunti, che personalmente avrei sviluppato in tanti altri modi. Insomma, un romanzo molto stimolante, che fa riflettere, che fa venire una voglia matta di scrivere. Di riscriverlo. Un buon romanzo, insomma, ma non quello che avrei voluto leggere, eppure, a volte, i romanzi sono buoni proprio per questo, perché non sono come li vorremmo, perché ci stimolano a creare noi qualcosa di più adatto ai nostri gusti. Purché siano scritti bene e questo, in fondo, lo è, anche se ci sono un po’ troppe divagazioni dalla trama principale.

    https://m.facebook.com/sharer.php?sid=10200834529802951

    said on 

Sorting by