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The Children of Húrin

By

Publisher: Houghton Mifflin

3.8
(2003)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Czech , Italian , Dutch , Catalan , French , Chi traditional , Polish , Greek , Slovenian , Portuguese , Norwegian , Russian

Isbn-10: 0547086059 | Isbn-13: 9780547086057 | Publish date:  | Edition 1

Curator: Christopher Tolkien

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook , Leather Bound , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Semplicemente Tolkien

    Mi ha affascinata e appassionata quanto la stessa trilogia, perchè ogni opera di Tolkien è importante e meravigliosa esattamente allo stesso modo.

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  • 4

    Uno dei miei libri preferiti di questo immortale autore. Nella sua tragicità, una storia piena di epos e di grandezza. Molto interessanti i corposi riferimenti edipici.
    Immancabile nella libreria di chiunque ami Tolkien

    said on 

  • 4

    il libro qui proposto da tolkien non è altro che un poema epico dai risvolti assai tragici, scritto sicuramente con stile, anche se a tratti l'ho trovato un po pesante, ma sicuramente la voglia di continuare a leggere la sorte toccata ai figli di hurin è forte, e la fine lascia sia soddisfatti ch ...continue

    il libro qui proposto da tolkien non è altro che un poema epico dai risvolti assai tragici, scritto sicuramente con stile, anche se a tratti l'ho trovato un po pesante, ma sicuramente la voglia di continuare a leggere la sorte toccata ai figli di hurin è forte, e la fine lascia sia soddisfatti che tristi! sicuramente un libro che consiglio a chi ama tolkien e il mondo magico che ha creato, ma lo consiglio anche a chi ama il fantasy o i racconti cavallereschi ;)

    said on 

  • 5

    "Utulie 'n aure! Aiya Eldalië ar Atanatarni, Utulie 'n Aure!" "Auta i lome" ... "Aurë Entuluva" ...

    Molto bello e anche triste e non come mi avevano detto tutti nomi di discendenze, anche se il protagonista, Turin figlio di Hùrin, ha l' abitudine di prendere un nome per ogni posto in cui va. Triste lo è veramente solo all' inizio, un po' in mezzo e soprattutto alla fine, e racconta l' odissea e ...continue

    Molto bello e anche triste e non come mi avevano detto tutti nomi di discendenze, anche se il protagonista, Turin figlio di Hùrin, ha l' abitudine di prendere un nome per ogni posto in cui va. Triste lo è veramente solo all' inizio, un po' in mezzo e soprattutto alla fine, e racconta l' odissea e le avventure e disavventure di Turin, ma anche le battaglie della Prima Era e quelle sue, cosa che lo rende un libro molto d'azione e a volte anche un po' epico.

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  • 4

    *Tolkien non si recensisce.. Si legge :D*


    Il primo pensiero quando ho finito il libro è andato a Peter Jackson.. Mi sono fatta un film mentale incredibile su quale capolavoro egli sarebbe in grado di tirare fuori da questa grande opera.. Già mi vedo al cinema a rivivere su pellicola le mil ...continue

    *Tolkien non si recensisce.. Si legge :D*

    Il primo pensiero quando ho finito il libro è andato a Peter Jackson.. Mi sono fatta un film mentale incredibile su quale capolavoro egli sarebbe in grado di tirare fuori da questa grande opera.. Già mi vedo al cinema a rivivere su pellicola le mille emozioni che il libro - seppur parecchio breve, anche considerando LOTR (ma in fondo chi non è breve se paragonato a questa meraviglia? :D) - ha saputo trasmettermi! Spero davvero che una volta finito di girare Lo Hobbit, una meritata vacanza in spiaggia a bere latte di cocco e magari un progetto cinematografico extra Peter Jackson si dedichi a "The children of Hùrin".. Anche come modo per riportare in auge Tolkien, mica no! :D
    Detto ciò, ora non ricordo se a suo tempo avevo affrontato meglio la cosa e oggi l'ho rimossa o se non era presente (mmm.. Dubbi).. Ma... Vogliamo parlare dei 192384782892734871238391726743 miliardi di nomi che Tolkien è capace di sparare in una singola pagina?! O.O
    Io a volte fatico a ricordare il mio, di nome.. Figuriamoci quelli di intere stirpi che sono pure molto simili tra loro.. Ammetto che è stato un grande handicap e che ho consultato in modo spasmodico le genealogie nell'appendice perché ogni volta era un enorme buco nero.. XD

    La fantasia di quest'uomo.. Ne avessi un quarto, mi riterrei soddisfattissima!
    *Stima e amore*

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  • 4

    La trama ci fa vivere eventi accaduti nelle Ere precedenti alle vicende de Il Signore degli Anelli. Un romanzo denso di emozioni e di avventure che fanno sognare. Il finale però è parecchio triste, ma ciò non guasta la struttura complessiva della storia.

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  • 5

    I figli di Hurin

    Turin,figlio di Hurin deve combattere il suo stesso destino,su cui grava una maledizione lanciata da Morgoth,il futuro Sauron.La sua vita é piena i avventura,ma anche di sofferenze continue.Da padrone di una terra diverrá figlio adottivo di un re elfo e,in seguito,sará un bandito.Finirá i suoi gi ...continue

    Turin,figlio di Hurin deve combattere il suo stesso destino,su cui grava una maledizione lanciata da Morgoth,il futuro Sauron.La sua vita é piena i avventura,ma anche di sofferenze continue.Da padrone di una terra diverrá figlio adottivo di un re elfo e,in seguito,sará un bandito.Finirá i suoi giorni come eroe e signori di umini.Suo padre intanto,liberato da Monogroth,recatosi nel luogo in cui era sepolto il figlio assiste alla morte di sua moglie,tra le sue braccia.

    said on 

  • 4

    Fantasy noir

    La domanda sorge spontanea, è veramente un’opera di Tolkien questa? Così si intraprende la lettura. La Terra di Mezzo, quella della prima era c’è tutta e combacia, d’altronde è sempre stato il figlio dell’autore a disegnargli le cartine topografiche. Pertinenti sono pure i regni, i popoli, i pers ...continue

    La domanda sorge spontanea, è veramente un’opera di Tolkien questa? Così si intraprende la lettura. La Terra di Mezzo, quella della prima era c’è tutta e combacia, d’altronde è sempre stato il figlio dell’autore a disegnargli le cartine topografiche. Pertinenti sono pure i regni, i popoli, i personaggi più importanti, già citati in appendice in altre opere del maestro. Certamente esistevano appunti, delle bozze, embrioni mai nati di romanzi che Tolkien aveva in mente, ma il punto è, quanto sono esaustivi e completi questi appunti, per poter pubblicare un romanzo postumo con il nome dell’autore? Questi quesiti nascono dalle seguenti osservazioni che ho potuto fare leggendo questo romanzo. Il protagonista Turin, è anomalo rispetto ai precedenti personaggi Tolkeniani, di solito ben distinti tra luce e buio, egli è ombra, non è l’eroe epico cavalleresco senza macchia guidato dall’onore, Turin è piuttosto un eroe romantico ma allo stesso tempo nichilista, orgoglioso e arrogante, votato alla distruzione di se e di chi lo circonda. Altra cosa che lascia perplessi è la prosa inconsueta per Tolkien, troppo fluida, manca la forma epica, la poesia, la magia peculiare dell’autore di saper dar vita agli scenari, la parola calda a tratti barocca che ci avvolgeva nel suo mondo come una lingua antica e perduta. Ma la cosa inedita, e forse che più lascia basiti, è la visione pessimistica del futuro, la mancanza della fiducia nell’animo umano, delle alleanze del bene e della luce contro la tenebra, insomma manca la speranza che era prerogativa del messaggio Tolkeniano. Diciamo che se mi fossi chiamato Tolkien figlio o Tolkien nipote, probabilmente avrei fatto anch’io un operazione simile, partendo dalle ruote si può pur sempre costruire una macchina, se poi c’ho pure una bella targhetta “Ferrari”, sicuramente la venderò meglio. Attenzione però! Perché comunque la macchina non è male, non è una Ferrari, ma si lascia guidare bene, non farà sussultare nel sedile, ma fa scorrere lieti momenti!

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