The Children of Men

By

Publisher: Faber and Faber

3.4
(415)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Norwegian , German

Isbn-10: 0571258174 | Isbn-13: 9780571258178 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The year is 2021.
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  • 3

    A paragone dell'omonimo (e ottimo) film di Alfonso Cuarón con Clive Owen e Julianne Moore, questo romanzo risulta piuttosto noioso e lento.
    Film e romanzo, inoltre, hanno ben poco in comune: il nome d ...continue

    A paragone dell'omonimo (e ottimo) film di Alfonso Cuarón con Clive Owen e Julianne Moore, questo romanzo risulta piuttosto noioso e lento.
    Film e romanzo, inoltre, hanno ben poco in comune: il nome del protagonista (Theo), il contesto futuribile (un mondo in senescenza e sterile) e poco altro.
    I nomi dei personaggi sono per lo più attribuiti a personaggi diversi: per es., nel film Julian è l'ex-moglie di Theo, Luke non è un prete, il Governatore non si chiama Xan ma Nigel, ....
    Le vicissitudini che Theo deve affrontare sono parecchio diverse.
    Il romanzo è diviso tra capitoli tratti dal diario di Theo e racconto con voce narrante esterna.

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  • 2

    L'idea è stimolante lo sviluppo è soporifero

    Da un'idea interessante e stimolante un romanzo piatto e quasi privo di trama. Nessun guizzo, nessuna invenzione narrativa, una scrittura solida ma anonima che mette in scena un pugno di personaggi se ...continue

    Da un'idea interessante e stimolante un romanzo piatto e quasi privo di trama. Nessun guizzo, nessuna invenzione narrativa, una scrittura solida ma anonima che mette in scena un pugno di personaggi senza qualità con una sviluppo scialbo e privo di credibilità. Anche le riflessioni non scendono mai di molto al di sotto della superficie.
    Uno dei rarissimi casi in cui il film è ampiamente migliore del libro.

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  • 0

    L'idea di fondo del libro è buona, però è sviluppata in maniera deludente. I personaggi a mio avviso sono poco credibili. Il ritmo della narrazione è discontinuo, a tratti l'ho trovato addirittura noi ...continue

    L'idea di fondo del libro è buona, però è sviluppata in maniera deludente. I personaggi a mio avviso sono poco credibili. Il ritmo della narrazione è discontinuo, a tratti l'ho trovato addirittura noioso. Si legge a fatica. Si conclude in manier banale.

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  • 0

    Incipit

    Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires.....

    http://www.incipitmania.com/incipit ...continue

    Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/f/i-figli-degli-uomini-pd-james/

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  • 3

    26.01.2016 Non mi ricordavo di averlo letto ma oggi, guardando le altre recensioni di P.D. James l'ho visto. E' un libro che non mi era particolarmente piaciuto ma mi ha impressionato, non tanto per l ...continue

    26.01.2016 Non mi ricordavo di averlo letto ma oggi, guardando le altre recensioni di P.D. James l'ho visto. E' un libro che non mi era particolarmente piaciuto ma mi ha impressionato, non tanto per la parte fantapolitica bensì per quella che riguardava l'impossibilità dell'umanità di avere figli, il conseguente invecchiamento della popolazione, il suicidio di massa dei vecchi che, per scelta propria o obbligati dallo Stato, raggiunta una certa età o un certo degrado fisico venivano portati a morire per non pesare su chi rimaneva e sarebbe diventato sempre più vecchio. Si potrebbe pensare ad un memento del nazismo (il dittatore mondiale in questo romanzo) e dell'eugenetica, ma io penso che la James, che ha scritto questo romanzo a 70 anni, iniziasse ad avere esperienza di vecchi e vecchiaia e abbia mostrato una soluzione, non necessariamente condivisa, ma necessaria per lo meno in quella situazione. E tra poco bisognerà pensarci anche nel mondo reale, perlomeno nei paesi industrializzati dove la vita si è allungata non sempre mantenendo la salute, i giovani sono sempre meno e non è detto che vogliano curarsi dei vecchi. Forse questa chiosa non è pertinente alla recensione di un libro? E vabbè, come dice la compagna di stanza di mia madre all'ospizio.

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  • 1

    Deludente

    Ho iniziato la lettura di questo libro con grandi aspettative, da amante del genere distopico, e dato che l'idea alla base del tutto mi sembrava molto originale. Forse il problema è stato questo, ma l ...continue

    Ho iniziato la lettura di questo libro con grandi aspettative, da amante del genere distopico, e dato che l'idea alla base del tutto mi sembrava molto originale. Forse il problema è stato questo, ma l'ho trovato parecchio fiacco e noioso.
    L'autrice ha puntato moltissimo sull'analisi introspettiva dei personaggi, in particolare del protagonista Theo, e sulle descrizioni dei paesaggi, che ho trovato eccessive e ripetitive allo sfinimento.
    Le poche pagine di azione mi sono sembrate prive di ritmo. Anche la forma in cui è scritto, in parte racconto e in parte diario, mi ha lasciato perplesso.
    La storia pare non decollare mai, e il finale stesso mi ha lasciato...basito, come direbbero gli sceneggiatori di Boris.

    Di solito non sono mai ipercritico e qualcosa da salvare, nei libri che non mi sono piaciuti, la trovo sempre; nel caso de I figli degli uomini proprio non l'ho trovata. Un libro che non mi ha coinvolto, in nessun senso, e mi dispiace.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Estetica dell'utopia

    Romanzo che si colloca nel filone del distopico cui aggiunge un concetto ulteriore: la fine della razza umana. nulla di catastrofico, nessuna guerra, nessun virus: semplicemente le donne non rimangono ...continue

    Romanzo che si colloca nel filone del distopico cui aggiunge un concetto ulteriore: la fine della razza umana. nulla di catastrofico, nessuna guerra, nessun virus: semplicemente le donne non rimangono incinta. in un mondo che diventa sempre più vecchio è quasi ovvio che si innalzi un uomo solo al comando. altrettanto indispensabile il fatto che non tutti siano d'accordo con il tiranno. da queste premesse nasce una buona storia: P.D. JAMES costruisce sapientemente ambientazioni urbane e rurali disegnando un futuro triste e macchiato dal tempo che scorre sempre più pesante. le scene d'azione sono poche e ben scandite, su tutto veglia un colore seppia inquietante. l'introspezione dell'uomo che invecchia e vede il termine della vita avvicinarsi. le strade le città i monumenti tutti inizia lentamente a disfarsi a dimostrare quanto sia illusorio il senso di onnipotenza con cui l'umanità si accanisce sul mondo. in fondo un tenue colore di speranza, ma ce la meritiamo una seconda possibilità?

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  • 4

    Se il domani non c'è più...

    Mi chiedo se la spinta a scrivere una storia distopica in alcuni grandi scrittori (penso ad esempio a Saramago, McCarthy, Atwood) sia la stessa che periodicamente mi fa sentire il bisogno di legger qu ...continue

    Mi chiedo se la spinta a scrivere una storia distopica in alcuni grandi scrittori (penso ad esempio a Saramago, McCarthy, Atwood) sia la stessa che periodicamente mi fa sentire il bisogno di legger questo tipo di storie. Nel mio caso è la necessità di rivivere una paura anestetizzandola, tenendola a bada, circoscrivendola alle pagine di un romanzo.
    Non sono una buona lettrice di gialli quindi non conosco l'opera di P.D. James specializzata in questo genere. Sono stata, invece, attratta da questa che è considerata un'anomalia nella sua produzione.
    La storia si svolge in un ipotetico futuro (un 2021 a noi molto vicino) dove il mondo si ammala di sterilità ponendo così la fine di ogni speranza futura. Il tema della fine dell'umanità si congiunge anche a delle riflessioni sulla questione del potere.
    E' una lettura piacevole anche per la scrittura elegante e la vena thriller che serpeggia dando una dosata tensione.

    L'uomo si sminuisce se vive nell'ignoranza del proprio passato; senza la speranza nel futuro diventa una bestia.

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  • 3

    Distopico atipico, dagli spunti iniziali senza dubbio interessanti, in cui l'umanità si ritrova, senza un apparente motivo, incapace di riprodursi; abbiamo una società futuristica (ma neanche tanto) i ...continue

    Distopico atipico, dagli spunti iniziali senza dubbio interessanti, in cui l'umanità si ritrova, senza un apparente motivo, incapace di riprodursi; abbiamo una società futuristica (ma neanche tanto) in cui non esistono bambini, in cui ci si è dimenticati di cosa sia un vagito o una risata infantile, una società accartocciata su se stessa, tra pessimismo e disperazione.
    Da un distopico mi aspetto un minimo di pathos e avventura, invece tutta la prima parte è troppo intimista e a tratti pesante; poca azione e tante, troppe riflessioni, che risultano non fluide a causa dei continui cambi di registro nella narrazione: troppo spesso si salta dal punto di vista di Theo alla terza persona, senza seguire però un filo logico.
    La seconda parte è più movimentata e salva il romanzo; nonostante i numerosi difetti, l'opera rimane una riflessione incisiva e sottile sulla dittatura e sui pericoli che possono arrivare da un società frenata dall'immobilismo.

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  • 0

    Questo libro di P.D. James inquieta non poco ma fa riflettere.. Un consiglio: se volete leggerlo perché avete visto il film e vi aspettate una versione simile, ricredetevi. E' molto introspettivo e to ...continue

    Questo libro di P.D. James inquieta non poco ma fa riflettere.. Un consiglio: se volete leggerlo perché avete visto il film e vi aspettate una versione simile, ricredetevi. E' molto introspettivo e totalmente differente.

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