The Children of Men

By

Publisher: Faber and Faber

3.4
(402)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Norwegian , German

Isbn-10: 0571258174 | Isbn-13: 9780571258178 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The year is 2021.
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  • 0

    Incipit

    Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires.....

    http://www.incipitmania.com/incipit ...continue

    Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/f/i-figli-degli-uomini-pd-james/

    said on 

  • 3

    26.01.2016 Non mi ricordavo di averlo letto ma oggi, guardando le altre recensioni di P.D. James l'ho visto. E' un libro che non mi era particolarmente piaciuto ma mi ha impressionato, non tanto per l ...continue

    26.01.2016 Non mi ricordavo di averlo letto ma oggi, guardando le altre recensioni di P.D. James l'ho visto. E' un libro che non mi era particolarmente piaciuto ma mi ha impressionato, non tanto per la parte fantapolitica bensì per quella che riguardava l'impossibilità dell'umanità di avere figli, il conseguente invecchiamento della popolazione, il suicidio di massa dei vecchi che, per scelta propria o obbligati dallo Stato, raggiunta una certa età o un certo degrado fisico venivano portati a morire per non pesare su chi rimaneva e sarebbe diventato sempre più vecchio. Si potrebbe pensare ad un memento del nazismo (il dittatore mondiale in questo romanzo) e dell'eugenetica, ma io penso che la James, che ha scritto questo romanzo a 70 anni, iniziasse ad avere esperienza di vecchi e vecchiaia e abbia mostrato una soluzione, non necessariamente condivisa, ma necessaria per lo meno in quella situazione. E tra poco bisognerà pensarci anche nel mondo reale, perlomeno nei paesi industrializzati dove la vita si è allungata non sempre mantenendo la salute, i giovani sono sempre meno e non è detto che vogliano curarsi dei vecchi. Forse questa chiosa non è pertinente alla recensione di un libro? E vabbè, come dice la compagna di stanza di mia madre all'ospizio.

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  • 1

    Deludente

    Ho iniziato la lettura di questo libro con grandi aspettative, da amante del genere distopico, e dato che l'idea alla base del tutto mi sembrava molto originale. Forse il problema è stato questo, ma l ...continue

    Ho iniziato la lettura di questo libro con grandi aspettative, da amante del genere distopico, e dato che l'idea alla base del tutto mi sembrava molto originale. Forse il problema è stato questo, ma l'ho trovato parecchio fiacco e noioso.
    L'autrice ha puntato moltissimo sull'analisi introspettiva dei personaggi, in particolare del protagonista Theo, e sulle descrizioni dei paesaggi, che ho trovato eccessive e ripetitive allo sfinimento.
    Le poche pagine di azione mi sono sembrate prive di ritmo. Anche la forma in cui è scritto, in parte racconto e in parte diario, mi ha lasciato perplesso.
    La storia pare non decollare mai, e il finale stesso mi ha lasciato...basito, come direbbero gli sceneggiatori di Boris.

    Di solito non sono mai ipercritico e qualcosa da salvare, nei libri che non mi sono piaciuti, la trovo sempre; nel caso de I figli degli uomini proprio non l'ho trovata. Un libro che non mi ha coinvolto, in nessun senso, e mi dispiace.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Estetica dell'utopia

    Romanzo che si colloca nel filone del distopico cui aggiunge un concetto ulteriore: la fine della razza umana. nulla di catastrofico, nessuna guerra, nessun virus: semplicemente le donne non rimangono ...continue

    Romanzo che si colloca nel filone del distopico cui aggiunge un concetto ulteriore: la fine della razza umana. nulla di catastrofico, nessuna guerra, nessun virus: semplicemente le donne non rimangono incinta. in un mondo che diventa sempre più vecchio è quasi ovvio che si innalzi un uomo solo al comando. altrettanto indispensabile il fatto che non tutti siano d'accordo con il tiranno. da queste premesse nasce una buona storia: P.D. JAMES costruisce sapientemente ambientazioni urbane e rurali disegnando un futuro triste e macchiato dal tempo che scorre sempre più pesante. le scene d'azione sono poche e ben scandite, su tutto veglia un colore seppia inquietante. l'introspezione dell'uomo che invecchia e vede il termine della vita avvicinarsi. le strade le città i monumenti tutti inizia lentamente a disfarsi a dimostrare quanto sia illusorio il senso di onnipotenza con cui l'umanità si accanisce sul mondo. in fondo un tenue colore di speranza, ma ce la meritiamo una seconda possibilità?

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  • 4

    Se il domani non c'è più...

    Mi chiedo se la spinta a scrivere una storia distopica in alcuni grandi scrittori (penso ad esempio a Saramago, McCarthy, Atwood) sia la stessa che periodicamente mi fa sentire il bisogno di legger qu ...continue

    Mi chiedo se la spinta a scrivere una storia distopica in alcuni grandi scrittori (penso ad esempio a Saramago, McCarthy, Atwood) sia la stessa che periodicamente mi fa sentire il bisogno di legger questo tipo di storie. Nel mio caso è la necessità di rivivere una paura anestetizzandola, tenendola a bada, circoscrivendola alle pagine di un romanzo.
    Non sono una buona lettrice di gialli quindi non conosco l'opera di P.D. James specializzata in questo genere. Sono stata, invece, attratta da questa che è considerata un'anomalia nella sua produzione.
    La storia si svolge in un ipotetico futuro (un 2021 a noi molto vicino) dove il mondo si ammala di sterilità ponendo così la fine di ogni speranza futura. Il tema della fine dell'umanità si congiunge anche a delle riflessioni sulla questione del potere.
    E' una lettura piacevole anche per la scrittura elegante e la vena thriller che serpeggia dando una dosata tensione.

    L'uomo si sminuisce se vive nell'ignoranza del proprio passato; senza la speranza nel futuro diventa una bestia.

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  • 3

    Distopico atipico, dagli spunti iniziali senza dubbio interessanti, in cui l'umanità si ritrova, senza un apparente motivo, incapace di riprodursi; abbiamo una società futuristica (ma neanche tanto) i ...continue

    Distopico atipico, dagli spunti iniziali senza dubbio interessanti, in cui l'umanità si ritrova, senza un apparente motivo, incapace di riprodursi; abbiamo una società futuristica (ma neanche tanto) in cui non esistono bambini, in cui ci si è dimenticati di cosa sia un vagito o una risata infantile, una società accartocciata su se stessa, tra pessimismo e disperazione.
    Da un distopico mi aspetto un minimo di pathos e avventura, invece tutta la prima parte è troppo intimista e a tratti pesante; poca azione e tante, troppe riflessioni, che risultano non fluide a causa dei continui cambi di registro nella narrazione: troppo spesso si salta dal punto di vista di Theo alla terza persona, senza seguire però un filo logico.
    La seconda parte è più movimentata e salva il romanzo; nonostante i numerosi difetti, l'opera rimane una riflessione incisiva e sottile sulla dittatura e sui pericoli che possono arrivare da un società frenata dall'immobilismo.

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  • 0

    Questo libro di P.D. James inquieta non poco ma fa riflettere.. Un consiglio: se volete leggerlo perché avete visto il film e vi aspettate una versione simile, ricredetevi. E' molto introspettivo e to ...continue

    Questo libro di P.D. James inquieta non poco ma fa riflettere.. Un consiglio: se volete leggerlo perché avete visto il film e vi aspettate una versione simile, ricredetevi. E' molto introspettivo e totalmente differente.

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  • 4

    Romanzo distopico che ha ispirato il cupo film di Cuarón interpretato da Clive Owen, ad opera della famosa giallista (nonché politico) P.D. James.
    Nel mondo delineato dall'autrice, non molto in là nel ...continue

    Romanzo distopico che ha ispirato il cupo film di Cuarón interpretato da Clive Owen, ad opera della famosa giallista (nonché politico) P.D. James.
    Nel mondo delineato dall'autrice, non molto in là nel futuro (2021), da tempo hanno smesso di nascere bambini: gli ultimi, gli Omega, sono nati nel 1995, e saranno l'ultima generazione a camminare sulla Terra. Lo sperma maschile, infatti, è diventato inspiegabilmente sterile, e la specie umana è condannata a scomparire. La particolare situazione, che ha gettato l'umanità in grande sconforto, ha permesso nel Regno Unito l'insediarsi di una dittatura che riesce a imporre ordine e disciplina grazie al corpo militare dei Granatieri.
    Ma quando Theo Faron, professore di storia e cugino del dittatore, nonché voce narrante del romanzo, viene coinvolto in un pericoloso movimento rivoluzionario, scopre che per l'umanità potrebbe ancora esserci speranza.

    Recensione completa e approfondita di Sakura sul blog:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/i-figli-degli-uomini-pd-james.html

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  • 4

    Chi arriva al romanzo dal cupo film di Cuarón interpretato da Clive Owen potrebbe rimanere deluso: poca azione e molta riflessione caratterizzano infatti il libro di P.D. James. D'altronde, forse, esu ...continue

    Chi arriva al romanzo dal cupo film di Cuarón interpretato da Clive Owen potrebbe rimanere deluso: poca azione e molta riflessione caratterizzano infatti il libro di P.D. James. D'altronde, forse, esulando dalla poca simpatia che suscita ogni singolo personaggio e dal puzzo di miracolismo di cui l'opera è pervasa, il romanzo non sfigura certo rispetto alla sua trasposizione cinematografica.

    Nel 2021, anno in cui l'opera è ambientata, non esistono più bambini. Gli ultimi parti sono stati registrati nel 1995, e quei neonati - ora venticinquenni – sono stati denominati Omega. L'ultima lettera dell'alfabeto greco, a designare che saranno l'ultima generazione a camminare sulla Terra.
    Un'improvvisa infertilità ha colpito inspiegabilmente lo sperma maschile: a nulla serve la scienza, i controlli umilianti e continui cui maschi e femmine di sana moralità e costituzione sono sottoposti annualmente, la specie è condannata a scomparire.
    La società si è adattata di conseguenza: le scuole sono state ripensate per gli adulti, non vengono più prodotti giocattoli e i vecchi sono stati distrutti (escluse le bambole, divenute, insieme ai gattini, succedanee dei neonati che le donne possono battezzare e portare a spasso in carrozzina), così come qualsiasi prodotto pensato per l'infanzia; l'umanità si avvia malinconicamente verso la vecchiaia e l'estinzione, con una concentrazione sempre maggiore negli ormai spaziosi agglomerati urbani e un disinteresse verso le discipline e le attività che non portino vantaggi immediati alla generazione presente. L'Inghilterra si protegge dall'imbarbarimento dei costumi trincerandosi dietro al suo dittatore, Xan Lyppiatt, che governa attraverso il corpo militare dei Granatieri esiliando i criminali, promuovendo suicidi di massa per gli anziani (i cosiddetti Trapassi) in modo da non disperdere le risorse, e attirando nel paese Omega di nazioni povere (gli Ospiti Temporanei) per affidare loro mestieri ingrati.
    Theo Faron, voce narrante - ora attraverso il suo diario, ora in terza persona - del romanzo, non è esente dal clima di rassegnazione dovuto allo spegnersi ineluttabile della civiltà: professore di storia, disciplina più inutile che mai in un mondo che non ha futuro, ha alle spalle un matrimonio naufragato e un profondo senso di colpa per l'involontario omicidio della figlioletta. Vissuto all'ombra del cugino, il dittatore in persona, viene avvicinato da un maldestro gruppo di sovversivi che sperano di risvegliare le coscienze sopite del popolo inglese. I Cinque Pesci, così si fanno chiamare Julian, Rolf, Gascoigne, Luke e Miriam, nascondono un segreto che potrebbe ridar vita alle speranze dell'umanità, e cercano di ottenere l'aiuto di Theo, un tempo consigliere personale di Xan, finendo per coinvolgerlo in una fuga pericolosa e disperata.

    La prosa della James, politica e giallista, è scarna ed efficace quanto basta in funzione della storia narrata. L'autrice trasporta il lettore per mano in un futuro distopico inquietante nella sua semplicità e cupezza, in cui il totalitarismo prospettato è fiaccamente accettato da un'umanità giunta al tramonto e priva di scopo, essendo andata ormai in crisi la sua radicale certezza di avere il diritto all'esistenza sulla Terra e alla predominanza sulle altre specie.
    I figli degli uomini suscita più di una riflessione, ma purtroppo finisce per perdersi sulla strada della ragione per esaltare la forza della speranza che talvolta è premiata dal miracolo. Un messaggio non ricorrente nel genere distopico per adulti e decisamente troppo buonista - per i miei gusti.

    Recensione pubblicata anche su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/09/i-figli-degli-uomini-pd-james.html

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  • 2

    Da questo libro è stato tratto un gran film, ma questo è il caso in cui il libro è molto meno bello della versione cinematografica.
    Gran bella l'idea alla base: di punto in bianco gli uomini di tutto ...continue

    Da questo libro è stato tratto un gran film, ma questo è il caso in cui il libro è molto meno bello della versione cinematografica.
    Gran bella l'idea alla base: di punto in bianco gli uomini di tutto il mondo diventano totalmente sterili; come si strutturerà la società destinata inesorabilmente ad una fine? Ottimo il personaggio del Governatore Xan, che senza scrupoli prende le redini di un mondo in declino garantire ordine e benessere fino alla inevitabile fine.
    La pecca, decisamente, è lo stile dell libro: inizia come un diario, ma ben presto di questo diario l'autore non se ne fa più nulla e si passa con imbarazzo all'uso della terza persona.
    La seconda parte,inoltre, è lenta e di una noiosa con un finale che lascia delusi.

    said on