The Complete Maus

A Survivor's Tale

By

Publisher: Pantheon

4.6
(4892)

Language: English | Number of Pages: 296 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan , French , Italian , Slovenian , Dutch , Croatian

Isbn-10: 0679406417 | Isbn-13: 9780679406419 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Others , Paperback

Category: Biography , Comics & Graphic Novels , History

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Book Description
Volumes I & II in paperback of this 1992 Pulitzer Prize-winning illustrated narrative of Holocaust survival.
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  • 5

    Al momento di esprimere la mia opinione su un'opera riguardante l'Olocausto mi sento sempre tremendamente inadeguata. Più che mai mi sento così di fronte a "Maus".
    Non credo di aver scoperto cose che ...continue

    Al momento di esprimere la mia opinione su un'opera riguardante l'Olocausto mi sento sempre tremendamente inadeguata. Più che mai mi sento così di fronte a "Maus".
    Non credo di aver scoperto cose che non sapevo, pratiche oscure attuate dai nazisti per ridurre in cenere le loro vittime di cui ignoravo l'esistenza, ma di certo quest'opera mi ha dato modo di riflettere su questo evento in un modo completamente nuovo.
    Per prima cosa, il mezzo del fumetto. Sebbene disinformata pressoché su tutti i fumetti occidentali, mi considero una discreta lettrice di manga e cerco di variare il più possibile nei generi. Eppure un disegno così aspro, così duro e allo stesso tempo assolutamente diretto non lo avevo trovato. "Mio padre sanguina storia" è intitolata la prima parte del racconto, e a me è sembrato che fin dall'inizio sanguinasse la pagina stessa. Come se cercasse di divincolarsi, o non sapesse come far spazio a una tragedia simile. La scelta della metafora degli animali (gatti e topi, ma non solo), inoltre, mi è sembrata di un'immediatezza quasi tangibile.
    Quello che però ho trovato destabilizzante in "Maus" è il quadro che viene tratteggiato di quella che deve essere stata una situazione non solo scomoda, ma dolorosissima: quella del confronto tra sopravvissuti e i loro figli, e le persone che niente avevano avuto a che fare con l'Olocausto. Il desiderio di continuare la propria vita e dimenticare da un lato, la volontà di sapere ma allo stesso tempo non pagare lo scotto dall'altra. Sapere cosa era accaduto ma non affrontare le conseguenze che gli eventi sentiti avevano avuto sulle persone che raccontavano. Ho voluto molto male ad Art, come personaggio della sua opera e come autore. Mi è sembrato interessato esclusivamente alla storia e non a trattare con il padre e i suoi tic, che per sua ammissione derivano in gran parte dagli anni della guerra ("Dopo di Hitler non riesco più di buttare via niente"). In generale non mi sembra abbia rispettato molto Vladek, e non per il ritratto del "tipico ebreo avaro" che ne fa, ma per la sua reazione ai comportamenti del padre. Come se non avesse un macigno sulle spalle. Mi ci è voluto del tempo per assimilare il fatto che la situazione era molto più delicata di quanto sembrasse a prima vista, ma tutt'ora non riesco a perdonargli una certa mancanza di rispetto per il padre che prescinde dalle esperienze di quest'ultimo.
    Ma, in realtà, tutto era molto più complicato di quanto non sembri. L'Olocausto lo è. Ed è un'opera come "Maus" che mi induce a chiedermi se sarò mai in grado di comprenderlo.

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  • 5

    A mio parere, un'Opera d'arte

    Letto tutto d'un fiato per la scorrevolezza della narrazione.
    Personaggi perfettamente delineati e adorabili, nei loro lati positivi e negativi. Alterna momenti buffi ad altri, purtroppo la maggior pa ...continue

    Letto tutto d'un fiato per la scorrevolezza della narrazione.
    Personaggi perfettamente delineati e adorabili, nei loro lati positivi e negativi. Alterna momenti buffi ad altri, purtroppo la maggior parte, tremendamente drammatici, perchè così è la vita.
    Pensare in ogni momento, mentre si leggono le avventure dei topini, che è tutto vero, e che è la storia di un numero inimmaginabile di persone, dà i brividi.
    Come tutto quanto parla della crudeltà e dell'ingiustizia, dell'odio...
    Un'Opera da non lasciarsi sfuggire perchè racconta una verità storica raccapricciante che ormai tutti conosciamo, ma la racconta in modo diverso, arrivi alla fine che i protagonisti sono famigliari, soffri con loro, ridi con loro, speri con loro.. e lascia con qualche lacrima e qualche riflessione profonda, che non fa mai male.

    said on 

  • 5

    Maus, Racconto di un sopravvissuto

    Non credo ci sia bisogno di dirlo è davvero un capolavoro. Riesce ad essere uno dei libri più belli sull'olocausto, con un approccio, oltre a quello fumettistico, ad essere vicino a quello di Levi. Un ...continue

    Non credo ci sia bisogno di dirlo è davvero un capolavoro. Riesce ad essere uno dei libri più belli sull'olocausto, con un approccio, oltre a quello fumettistico, ad essere vicino a quello di Levi. Un libro che a mio parere andrebbe riletto ciclicamente sia da adulti che ai i più piccoli.

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  • 0

    Sebbene abbia faticato un pochino dal punto di vista fisico-visivo, a causa di testi a volte veramente molto piccoli e compressi, sono stata molto presa dalla lettura di questo incredibile fumetto, in ...continue

    Sebbene abbia faticato un pochino dal punto di vista fisico-visivo, a causa di testi a volte veramente molto piccoli e compressi, sono stata molto presa dalla lettura di questo incredibile fumetto, in cui viene proposto il terribile tema dell'Olocausto. Confesso però che la tanto celebrata rappresentazione degli esseri umani con diverse razze animali, a seconda dell'etnia, per me è passata quasi in secondo piano, nel senso che durante la lettura, a parte l'inizio ovviamente, non ci ho fatto quasi caso: per me è stata una coinvolgente lettura, incredibilmente resa a fumetti, riguardo un drammatico capitolo della Storia. Alla fine poi, risfogliando il fumetto e rileggendo certi passaggi, mi sono meglio resa conto della differenza.
    Consiglio vivamente di leggere le due parti in sequenza (in "Tutto Maus" sono infatti comprese tutte e due) come se fosse un testo unico, anche solo per meglio ricordare tutti i personaggi e le vicende che vengono ripresi poi nella seconda parte.
    Mi è piaciuto tantissimo e lo cercherò per acquistarlo...bisogna averlo in libreria!

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  • 5

    Un must-have, un libro da far leggere a grandi e piccini. Racconta gli orrori vissuti da un popolo e le sue asprezze.

    Mi è piaciuto molto, mi ha coinvolta enormemente.

    said on 

  • 4

    Recientemente prohibida en Rusia por ser considerada "propaganda nazi", Maus es, por el momento, la única novela gráfica que ha ganado el premio Pulitzer.

    No me esperaba tanta metaficción en Maus. Por ...continue

    Recientemente prohibida en Rusia por ser considerada "propaganda nazi", Maus es, por el momento, la única novela gráfica que ha ganado el premio Pulitzer.

    No me esperaba tanta metaficción en Maus. Por ejemplo, podemos ver, y leer, cómo el propio autor grababa las entrevistas a su padre. También asiste el lector al momento en que Art Spiegelman concibe las caras de sus personajes, esas zoomorfas que dependen de la nacionalidad o ideología de cada uno (ratones para los judíos, gatos para los alemanes, cerdos para los polacos, ranas para los franceses...).

    Me ha parecido que el aspecto animal de los personajes, lejos de deshumanizarlos, les hace más entrañables y cercanos. A lo mejor, la perspectiva actual también contribuye a otorgar naturalidad a la narración: el lector se siente parte de la familia Spiegelman y es tan testigo del relato de Vladek como su hijo Art. Este, además de soportar las excentricidades propias de la vejez y la complicada relación que su padre mantiene con su madrastra, intenta asumir el pasado de su familia y su papel como depositario y difusor de un testimonio tan duro e importante para la humanidad. Para ello cuenta con la ayuda y el apoyo de Françoise Mouly, su esposa francesa, que decide convertirse al judaísmo para satisfacer los deseos de Vladek. Será en la revista Raw, editada por ambos, donde hacia 1980 empezará a publicarse la serie de cómics que se reúnen ahora en esta obra.

    Antes de que los nazis llegaran a destruir sus vidas, muchos judíos, como Vladek Spiegelman, trabajaban en empresas que les proporcionaban dinero para llevar una vida acomodada. A medida que les iban arrebatando cuanto tenían, habían de improvisar trucos para conservar, escondidas, parte de sus riquezas, las cuales podían ser muy útiles (tanto o más que un cigarrillo) para eso tan importante que era sobrevivir un día más. Por supuesto, no sólo les arrebataban el dinero y los bienes materiales. Había que proteger a los ancianos. Había que salvar a los niños. Y, pese a los ingeniosos escondites que ideaban las familias en sus casas, no todos evitaban que fueran descubiertos y deportados a guetos y campos.

    La lectura de Maus me ha acercado a detalles que me han sorprendido y abierto los ojos. Sorprendente, por ejemplo, lo importante que podía llegar a ser una rebanada de pan, una onza de chocolate o un simple cigarrillo. Una rebanada y una onza eran un exquisito manjar... para compartir entre unos cuantos judíos. Un cigarrillo podía servir para comprar más rebanadas o más onzas. O queso o cualquier otra cosa comestible. Cualquier otra cosa que sirviera para sobrevivir y alcanzar con vida el final de la guerra, si es que este llegaba.

    Maus es, en definitiva, una de las mejores novelas gráficas que he leído. Me recuerda mucho a "Persépolis" en el sentido de que cuenta una historia que entretiene y enseña, y además porque lo hace empleando el dramatismo justo y con cierto humor entreverado en sus viñetas.

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  • 5

    Maus

    L'autore è riuscito nell'impossibile:
    rendere in un fumetto l'orrore del nazismo e dei campi di sterminio attraverso la vita dei suoi genitori.

    Commovente e indimenticabile.

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  • 5

    Volevo leggerlo da anni e l'ho ritrovato nella libreria del mio proprietario di casa, fonte continua di scoperte e meraviglie. Non saprei cosa aggiungere, se non che "Maus" è un libro che andrebbe let ...continue

    Volevo leggerlo da anni e l'ho ritrovato nella libreria del mio proprietario di casa, fonte continua di scoperte e meraviglie. Non saprei cosa aggiungere, se non che "Maus" è un libro che andrebbe letto a scuola, insieme ai libri di testo, per la sua semplicità e la sua immediatezza.

    L'aver rappresentato gli ebrei come dei topi trova una spiegazione in una breve citazione da un giornale tedesco degli anni Trenta, che vedeva in Mickey Mouse l'incarnazione suprema della mollezza e della meschinità, inadatto alla gioventù ariana. Per il resto, la trasfigurazione animale è suggestiva, a tratti emozionante, intensa, ed è come se apportasse uno sguardo nuovo a tutte le immagini che si sono accumulate nella testa sull'Olocausto.

    said on 

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