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The Corrections

By

Publisher: Farrar, Straus & Giroux Inc

4.2
(5151)

Language:English | Number of Pages: 568 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , German , Italian , Finnish , Portuguese , Swedish , Danish , Slovenian , Catalan , Dutch , Czech , Chi traditional

Isbn-10: 0374100128 | Isbn-13: 9780374100124 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Audio CD , Audio Cassette , School & Library Binding , Unbound , eBook , Others , Softcover and Stapled , Library Binding

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Enid Lambert is terribly, terribly anxious about her husband, Alfred. Maybe it's the medication that he takes for his Parkinson's disease, or maybe it's his negative attitude, but he spends his days brooding in the basement and committing shadowy, unspeakable acts. More and more often, he doesn't seem to understand a word Enid says.

Trouble is also brewing in the live of Enid's three grown children. Her older son, Gary, a banker in Philadelphia, has turned cruel and materialistic. The middle child, Chip, has quit his exciting job as a professor at D---- College and moved to New York City, where he seems to be pursuing a "transgressive" lifestyle and writing some sort of screenplay. Meanwhile the baby of the family, Denise, has escaped her disastrous marriage only to pour her youth and beauty down the drain of an affair with a married man -- or so Gary hints.

Enid, who loves to have fun, can still look forward to a final family Christmas and to the ten-day Nordic Pleasurelines Luxury Full Color Cruise that she and Alfred are about to embark on. But ever these few remaining pleasures are threatened by her husband's confusion and unsteadiness. As Alfred's condition worsens, the Lamberts mush face the failures, secrets, and long-buried hurts that haunt them as a family.

Stretching from the Midwest at mid-century to Wall Street and Eastern Europe in the age of globalized greed, Jonathan Franzen's keenly awaited third novel brings an old-time America of freight trains and civic duty, of Cub Scout and Christmas cookies and sexual inhibitions, into wild collision with the era of home surveillance, hands-off patenting, do-it- yourself mental healthcare, and New Economy speculation. Deeplymoving, painfully funny, The Corrections confirms Franzen as one of our most brilliant interpreters of American society and the American soul.

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  • 5

    Equilibri

    Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffi ...continue

    Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia
    Questo è l'incipit del controverso romanzo “Le correzioni”. Un avvio arduo che sprona il lettore ad un'ardua attenzione.
    Si entra a casa di Alfred ed Enid e s'intuisce subito un disagio:
    In tutta la casa risuonava un campanello d’allarme che nessuno poteva udire eccetto Alfred e Enid. Era il campanello d’allarme dell’ansia.
    Ho amato questo libro fondamentalmente per come è scritto. Franzen gioca con le parole: sminuzza, mescola, amalgama generando nuovi suoni.
    Il tema della famiglia disfunzionale unito ad un contesto socio-economico instabile è ritrito nel romanzo postmoderno nord-americano. L'autore, tuttavia, riesce, anche nel contenuto, ad essere originale; passa dallo zoom sulla vita dei personaggi alla visione più allargata della famiglia. Correggere è equivalente del tentativo di trovare un equilibrio, una stabilità. Anche in questo senso c'è ambivalenza: si può correggere il proprio ruolo all'interno del nucleo famigliare ma si parla anche di correzione in ambito economico quando si vuole riportare su un piano favorevole un investimento.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Stavo per iniziare anche questa recensione dicendo che per me è difficile parlare di questo libro, raccogliere le idee e trovare una visione univoca, ma mi rendo conto che questo è quello che dico più ...continue

    Stavo per iniziare anche questa recensione dicendo che per me è difficile parlare di questo libro, raccogliere le idee e trovare una visione univoca, ma mi rendo conto che questo è quello che dico più o meno ad ogni recensione, e dunque che valore potrebbe avere? È anche vero che, in questo caso più che in altri, sento di non sapere quanto ho apprezzato e quanto invece non mi è piaciuto di questo romanzo.
    Sento parlare di "Le correzioni" da tanti anni, ho letto commenti entusiasti che inneggiavano ad un capolavoro contemporaneo destinato ad entrare a far parte del novero dei classici, di un moderno Tolstoj, di Letteratura con la maiuscola, e al tempo stesso ho letto critiche ferocissime che stroncavano in pieno il romanzo definendolo un mucchietto di nulla. Be', solitamente davanti a situazioni del genere io mi getto a capofitto nella lettura, curiosa di scoprire da che parte mi schiererò, e così ho fatto anche questa volta. Ebbene, ripensando ai commenti così disparati, mi rendo conto di trovarmi esattamente nel mezzo, o per lo meno mi sembra che entrambi i fronti abbiano le loro ottime ragioni.
    "Le correzioni" è un grande romanzo che narra la vita dei Lambert, "tipica" famiglia del midwest americano: troviamo Alfred, uomo dispotico, rigidissimo nelle sue regole di disciplina che non concedono mai un gesto d'affetto evidente per le persone che ama, e troviamo il suo lento degradare a causa del Parkinson, della depressione e della demenza incombente. Incontriamo poi l'odiosissima Enid, moglie di Alfred, una donnetta insignificante, morbosamente attaccata all'apparenza e piena di vergogna per tutto quello che non rientra nei suoi canoni di normalità, tutto ciò che non riesce a correggere, mi verrebbe da dire. A contendersi il premio di personaggio più odioso incontriamo poi il primogenito Gary e tutta la sua famigliola: un uomo visceralmente attaccato ai soldi, che monitora la sua depressione senza voler ammettere di avere un problema (o meglio, crogiolandosi al pensiero di avere una malattia mentale per la quale potersi autocommiserare), soggiogato all'arrogantissima moglie Caroline, manipolatrice, e circondato da figli adolescenti vogliono, comandano e possono tutto. C'è poi Chip, il figlio di mezzo, il figlio pseudotrasgressivo che scrive e riscrive una sceneggiatura squallida, pontifica contro il sistema capitalistico senza fare mezzo passo per uscirne, non si occupa della famiglia, scappa di fronte ad ogni minima responsabilità e si imbarca in un tragicomico e improbabile viaggio di (truffaldino) lavoro in Lituania per poi subire una sorta di redenzione ancora più imbrobabile nelle ultime pagine del romanzo. Sì, insomma, lo stereotipo fatto a personaggio. Infine c'è Denise, la figlia minore, l'unico personaggio per cui abbia provato un minimo di simpatia: donna glaciale ed ambiziosa, che si difende dalle aspettative altrui rifugiandosi in un mondo fatto di lavoro, lavoro e ancora lavoro fino al momento in cui le sue barriere inevitabilmente cedono sotto la pressione della vita, e tutta la sua umanità, le sue contraddizioni, i suoi difetti e il suo dolore fanno irruzione.
    È molto interessante come Franzen approfondisca ogni figura in un capitolo, e come ogni parte del romanzo getti una luce diversa sia sul protagonista che, soprattutto, sugli altri membri della famiglia, che inevitabilmente si ritagliano la propria identità partendo dal modo in cui gli altri li riconoscono. Proprio come in un gioco di specchi, non esiste identità, esistono prospettive, che possono distorcere un fatto, piegarlo e snaturarlo, ma anche aprire nuove possibilità di interpretazione, illuminare angoli bui, mostrare lati nascosti. E il lettore stesso si trova a far parte di questo gioco di specchi, a muoversi in questo gioco di specchi, cosicché, arrivato in fondo alle seicento pagine del romanzo, non esistono visioni unilarerali, non esiste nessuna epifania di realtà nascoste, ma solo un fascio di diversi punti di vista con cui cercare di fare i conti. Perché, sì, i personaggi sono veramente insopportabili, ma al tempo stesso sono tremendamente piccoli nelle loro infelicità, e i loro difetti, nel momento in cui non vengono più considerati come singoli personaggi ma in quanto inseriti in una rete di relazioni, diventano quasi parte di un sistema, hanno delle cause e delle conseguenze che creeranno nuove ondate di rezione negli altri elementi che costituiscono il sistema.
    Vero è che forse questo voler mostrare tutti i dubbi, il dolore, la solitudine, gli errori e le correzioni (ma davvero si può parlare di errori e correzioni) di quella che in apparenza dovrebbe essere una tipica famiglia, andando a scavare sotto le apparenze per portare alla luce tutto il marcio non è esattamente quanto di più originale si possa fare in un romanzo. Per tutta la durata della lettura ho avuto l'impressione di leggere qualcosa di già sentito, una bella variazione su un tema ormai un po' troppo sfruttato. Davvero è necessario ribadire che anche dietro la facciata più canonica si possono nascondere anfratti oscuri e dolore? Forse sì, ma questa sensazione di ripetere qualcosa già detto mi ha accompagnata per tutto il romanzo.
    Romanzo che si lascia leggere con estrema semplicità, molto scorrevole, accattivante, ma a tratti ho avuto la sensazione che di alcune pagine si sarebbe potuto tranquillamente fare a meno. Quasi che Franzen fosse stato consapevole di voler scrivere un "librone" importante, e abbia a tutti i costi voluto allungare il brodo con elementi che sul momento non infastidiscono, perché a pensarci bene durante la lettura non ho mai trovato noioso qualche passaggio, ma che a conti fatti non aggiungono proprio niente alla struttura generale, se non un buon numero di pagine.
    In fine dei conti, mi ritrovo ad aver speso un gran numero di parole per trovarmi alla fine di questa recensione più confusa di prima: ho apprezzato questo romanzo? Se devo essere sincera, non lo so. Mi è passato addosso molto velocemente, come velocemente l'ho letto, e mi rendo conto che alcuni passaggi che normalmente mi avrebbero scossa profondamente (come quelli sul degrado della malattia di Alfred, e soprattutto il suo ultimo dialogo con Chip) mi hanno lasciata quasi (badate bene, quasi) indifferente. E mi sto ancora chiedendo se la colpa sia di Franzen oppure mia.

    ( http://dellecigliailfremitorespiri.blogspot.it/2015/04/le-correzioni-di-j-franzen.html )

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  • 4

    Prendete un blocco di pietra, un parallelepipedo liscio e intero: non vi dice niente. Cominciate a dargli qualche colpo di mazza: ancora non vi dice niente. Poi con strumenti via via sempre più sensib ...continue

    Prendete un blocco di pietra, un parallelepipedo liscio e intero: non vi dice niente. Cominciate a dargli qualche colpo di mazza: ancora non vi dice niente. Poi con strumenti via via sempre più sensibili e raffinate cominciate a dare una forma al blocco, ecco che qualcosa prende forma, comincia a vedersi. Come gli scalpellini di una volta, con pazienza e pervicacia Franzen costruisce i suoi personaggi, gli dà anima e forma; ciò che all’inizio era una insipida massa di materia diventa corpo sempre più complesso, intricato ed insieme anche fragile. Ad ogni colpo dello scalpellino, si aggiunge un particolare nuovo, fino a raggiungere un senso compiuto e completo. Per far questo l’Autore non usa iperboli o enfasi, non troverete in questo racconto gli “ipse dixit” che tanto piacciono ai lettori da farne il titolo di un social o di un profilo. Solo il muto trascorrere degli eventi fino all’inevitabile mattino di Natale. Dite un po’: quanti di voi leggendo quelle pagine della riunione avranno sentito nell’aria Eduardo e le sue commedie ?

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  • 2

    Non abbastanza brutto per abbandonarlo, non abbastanza bello per stimolarmi alla lettura. Sono passati Natale, carnevale e anche una buona parte della quaresima, talmente tanto tempo che sul finale no ...continue

    Non abbastanza brutto per abbandonarlo, non abbastanza bello per stimolarmi alla lettura. Sono passati Natale, carnevale e anche una buona parte della quaresima, talmente tanto tempo che sul finale non ricordavo più cosa fosse stato narrato quasi 600 pagine prima. Di una cosa sono però sicura: odio Enid ma soprattutto Gary.

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  • 5

    ◤關於回家的故事◥

    無論你承不承認,回家對每個人來說都是意義重大的事。
    那些不被承認的過往乃至愛恨糾結,皆始於家的緣故﹔若不得和解,即便遠走他鄉,心中仍不免有遺憾。
    世間沒有十全十美,家也是一樣。
    我們總是期待著家能帶給個人最棒的呵護,往往卻令人失落與感傷,很多關係的破碎和疑惑,家給了人們不同的見解,人生因而有了不同的選擇。

    想回真正的家。
    關係何以正常,家給不了的答案,我們只能從事實判斷。
    從無法接受到 ...continue

    無論你承不承認,回家對每個人來說都是意義重大的事。
    那些不被承認的過往乃至愛恨糾結,皆始於家的緣故﹔若不得和解,即便遠走他鄉,心中仍不免有遺憾。
    世間沒有十全十美,家也是一樣。
    我們總是期待著家能帶給個人最棒的呵護,往往卻令人失落與感傷,很多關係的破碎和疑惑,家給了人們不同的見解,人生因而有了不同的選擇。

    想回真正的家。
    關係何以正常,家給不了的答案,我們只能從事實判斷。
    從無法接受到被迫接受,心裡總有個疑問,何時家才能因此有歸屬。
    特定的節日,家變得很重要,回與不回,常在猶疑之間。

    陌生是家,熟悉也是家,混雜著不同的情緒,心念至此,家就是這樣令人牽腸掛肚。
    在平常不過的家居生活中,家中成員有了變故(生老病死)離家之後,異常想念,卻在某個時刻, 極欲排斥,對家漠不關切,甚至心中生出恨來,巴不得就此切割,一刀兩斷,老死不相往來。

    家無論是大是小,有家歸不得,無家可歸的異鄉遊子,心中思念甚篤,日漸加深。

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  • 4

    Non so se vi capita mai di ricordare con precisione quando stavate leggendo un dato romanzo. Io per esempio ricordo di aver letto il precedente della saga della Ferrante in un sabato pomeriggio un po’ ...continue

    Non so se vi capita mai di ricordare con precisione quando stavate leggendo un dato romanzo. Io per esempio ricordo di aver letto il precedente della saga della Ferrante in un sabato pomeriggio un po’ obliquo, passato a letto per inerzia. Ho poi (ri)scoperto proprio mentre finivo The Corrections di Jonathan Franzen di aver letto il suo Libertà durante la mia precedente influenza. A questo punto non so se è così affidabile la mia impressione di Franzen, che avevo adorato in Zona Disagio (letto senza febbre) e altrettanto apprezzato nei suoi romanzi, che però mi sembrano dei vortici impazziti che richiedono davvero un bell’impegno nella lettura. Sarà anche la lettura in lingua originale…

    Prosegue qui:

    https://abrightshininglie.wordpress.com/2015/01/24/memento-mori/

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  • 0

    Per la serie Grande Romanzo Americano

    Le correzioni cui allude il titolo sono tutte quelle che possono aver luogo in una vita o, come in questo caso, in una famiglia.
    Unità e diaspora (unità malgrado la diaspora) permettono ai genitori e ...continue

    Le correzioni cui allude il titolo sono tutte quelle che possono aver luogo in una vita o, come in questo caso, in una famiglia.
    Unità e diaspora (unità malgrado la diaspora) permettono ai genitori e ai tre figli di declinare il vocabolo in tutte le sue sfaccettature.
    Provando a citarne alcune, le correzioni sono gli aggiustamenti che ciascun apporta alla sua visione della realtà, in modo da renderla sopportabile. Sconfinano nell’inautenticità, ma stiamo parlando, la maggior parte delle volte, di pura sopravvivenza.
    In questo libro incontriamo inoltre le correzioni come punizione e mezzo di coercizione da parte del più forte in una relazione su chi è più debole. Genitori sui figli, quindi, ma non solo.
    Infine, incontriamo anche le correzioni come buoni propositi: nel finale “Enid sentì che niente più poteva uccidere la sua speranza. Aveva 75 anni e intendeva cambiare alcune cose nella sua vita”
    Il libro è duro e chiuso come la famiglia, la società e i nodi di fondo che racconta. Non apporta gioia, piacere o divertimento se non alla mente. Quello, grande.

    said on 

  • 4

    Il romanzo, avvincente, ricco di input - ora palesi ora più impliciti - a riflessioni psico-sociologiche, si fonda su un sapiente, ben riuscito mix di privato e pubblico, costituito,quest'ultimo, da u ...continue

    Il romanzo, avvincente, ricco di input - ora palesi ora più impliciti - a riflessioni psico-sociologiche, si fonda su un sapiente, ben riuscito mix di privato e pubblico, costituito,quest'ultimo, da un Occidente capitalista, tecnologico, consumista, disumanizzato ed un Est antiquato e violento, non meno disumano.
    In queste realtà, entrambe imperfette, scricchiolano le effimere certezze private e si ingigantiscono le crisi individuali dei protagonisti, sempre inadeguati, pur nell'apparente consustanzialità con l'esterno, e che, anche in famiglia, vivono come "monadi chiuse".
    L'autore si rivela acuto comportamentista nel tratteggiare i componenti di una famiglia medio-borghese, colta nella crisi dei suoi tradizionali valori e nel fallimento del suo portato educativo; solida solo formalmente ma nella reltà percorsa e scossa da sotterranee infelicità, incomprensioni ed instabilità emotive, che ne condizionano i rapporti interpersonali e con l'esterno, costantemente presente in filigrana ma non per questo meno drammaticamente reale.
    Nitide, plasmate a tutto tondo risultano le figure dei persoaggi principali, colti nella loro risolutezza irresoluta, nei loro tabù, nelle loro attese deluse, nel loro funambolismo esistenziale, nelle loro ambiguità sentimentali ed emotive, nelle loro epidermiche certezze, che spesso tentano di rafforzare, ma inutilmente e distruttivamente, con l'alcool, il sesso ed una vita "allo sbaraglio".
    Il romanzo, che pure fa registrare al suo interno solo abortiti tentativi di realizzazione dei personaggi, è costruito circolarmente, nel senso che alla fine si assiste ad un certo riflusso nei luoghi ed ambienti iniziali, in cui sembrano ricomporsi, "correggersi" appunto, le sbilenche tessere di un mosaico perennemente disarmonico.
    L'insieme, con i suoi personaggi in continuo scacco, suggerisce un senso di malinconia che solo il talento dello scrittore riesce a tratti a stemperare con il suo pirandelliano umorismo e l'ironica leggerezza del narrare.
    Magistrale l'intelaiatura tematica, incisivo il periodare, felice il lessico.
    Romanzo ottimo, davvero da non perdere. 27 dic 2007

    said on 

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