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The Cosmic Puppets

(Gollancz SF)

By

Publisher: Gollancz

3.6
(292)

Language:English | Number of Pages: 144 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0575076704 | Isbn-13: 9780575076709 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Yielding to a compulsion he can't explain, Ted Barton interrupts his vacation in order to visit the town of his birth, Millgate, Virginia. But upon entering the sleepy, isolated little hamlet, Ted is distraught to find that the place bears no resemblance to the one he left behind'and never did. He also discovers that in this Millgate Ted Barton died of scarlet fever when he was nine years old. Perhaps even more troubling is the fact that it is literally impossible to escape. Unable to leave, Ted struggles to find the reason for such disturbing incongruities, but before long, he finds himself in the midst of a struggle between good and evil that stretches far beyond the confines of the valley. Winner of both the Hugo and John W. Campbell awards for best novel, widely regarded as the premiere science fiction writer of his day, and the object of cult-like adoration from his legions of fans, Philip K. Dick has come to be seen in a literary light that defies classification in much the same way as Borges and Calvino. With breathtaking insight, he utilizes vividly unfamiliar worlds to evoke the hauntingly and hilariously familiar in our society and ourselves.
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  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/citta_sostituita.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario classico delle opere dell'autore: la piccola cittadina Americana della provinc ...continue

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/citta_sostituita.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario classico delle opere dell'autore: la piccola cittadina Americana della provincia, lontana anni luce, geograficamente ma soprattutto idealmente, dalle grandi metropoli, e che impersonifica se vogliamo quella parte di provincialismo, con i suoi pregiudizi, le sue paranoie, le sue fissazioni che Dick interpreta e stigmatizza.
    In quest'opera però la cittadina di Millgate assurge al ruolo di un microcosmo separato dal resto del mondo, un campo di battaglia riservato dove va in scena uno scontro cosmico. Luce e Oscurità (Bene e Male potrebbero suggerire un'interpretazione diversa dal messaggio del'autore) combattono per il controllo della cittadina, impersonificati da Peter e Mary, due ragazzini dai poteri misteriosi, la cui natura verrà svelata solo al termine del romanzo.
    Il protagonista è Ted Barton, il protagonista tipico delle opere dell'autore, colui che deve fare i conti con la realtà mutevole, ingannevole che lo circonda e che rischia di spingerlo alla pazzia. E proprio l'illusorietà del reale, la sua stratificazione, la sua molteplicità in contrasto con le proprietà di univocità assoluta classicamente attribuita al termine "realtà" sarà un altro dei concetti cardini della produzione di Dick per tutta la sua carriera letteraria. Nel romanzo troviamo anche i golem, precursori di un altro tema portante dell'autore, le imitazione artificiali dell'uomo, dai simulacri agli androidi.
    Nonostante la natura paradossale, quasi allucinatoria, della narrazione, l'intreccio, a differenza di opere più mature, è classico diremmo, lineare nel suo svolgimento, con una trama ben definita e una chiara sequenza degli eventi. Il lettore viene poco a poco immerso in questo in questo microcosmo fantastico, la cui natura impensabile emerge in tutti i dettagli soltanto alla fine, nel momento in cui tutti i nodi dell'intreccio classicamente vengono al pettine. La lettura è quindi meno impegnativa di altre opere di Dick ma non per questo meno valida; consigliata a tutti gli appassionati.

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  • 4

    La città sostituita non è uno dei Dick più "impegnati" che ho letto, non ha certo la profondità de La svastica sul sole, ma è una storia avvincente che non vi annoierà mai.
    La recensione completa sul ...continue

    La città sostituita non è uno dei Dick più "impegnati" che ho letto, non ha certo la profondità de La svastica sul sole, ma è una storia avvincente che non vi annoierà mai.
    La recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/01/la-citta-sostituita-philip-k-dick.html

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  • 3

    Racconto avvincente ed originale, che cela una possente metafora sulla lotta eterna fra il bene e il male.
    Su un altro piano, a mio avviso ancor più originale, l'apice della narrazione - permeata da u ...continue

    Racconto avvincente ed originale, che cela una possente metafora sulla lotta eterna fra il bene e il male.
    Su un altro piano, a mio avviso ancor più originale, l'apice della narrazione - permeata da un'atmosfera di angoscia crescente - si consegue nell'insinuare l'intangibilità del "reale" o la sua molteplicità.

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  • 4

    Un bel racconto tra Sci-Fi, Thiller e religione.
    Cosa succede quando si vuole tornare nella cittadina dove si è nati ma non si è più ritornati da 18 anni e scoprire che non c'è più, ce n'è un'altra, c ...continue

    Un bel racconto tra Sci-Fi, Thiller e religione.
    Cosa succede quando si vuole tornare nella cittadina dove si è nati ma non si è più ritornati da 18 anni e scoprire che non c'è più, ce n'è un'altra, che sono quasi sparite tutte le traccie del proprio passato? E scoprire anche di trovarsi al centro e come possibile chiave di uno scontro universale tra due entità divine?

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  • 2

    Il bene, il male e il mito del ritorno

    Una riflessione di stampo onirico sull'identità e le proprie radici si trasforma presto, in questo avvincente romanzo, nella classica lotta tra bene e male, scomodando addirittura Ahriman e Ahura Mazd ...continue

    Una riflessione di stampo onirico sull'identità e le proprie radici si trasforma presto, in questo avvincente romanzo, nella classica lotta tra bene e male, scomodando addirittura Ahriman e Ahura Mazda (qui chiamato Ormazd). Indeciso tra psicoanalisi e avventura pura, Dick imbastisce un pastrocchio denso di suspense ma confuso e poco incisivo. Siamo ben lontani dai romanzi che lo resero famoso.

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  • 3

    Questo è l'unico romanzo di Dick a me noto in cui venga raggiunta l'agognata "meta finale" di ogni sua storia: la verità definitiva oltre l'inganno dell'apparenza. Ogni dubbio narrativo, metafisico, e ...continue

    Questo è l'unico romanzo di Dick a me noto in cui venga raggiunta l'agognata "meta finale" di ogni sua storia: la verità definitiva oltre l'inganno dell'apparenza. Ogni dubbio narrativo, metafisico, esistenziale risulta sciolto al termine del libro. Ciò rende A glass of darkness (titolo originale) peculiare e, francamente, meno intrigante del solito.

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  • 3

    Avvincente e godibilissimo, ritmo serrato e scrittura efficace. Disvelando però le due divinità perde improvvisamente appeal e diventa ridicolo. Non solo ne escono banalizzate le due (tre) divinità, m ...continue

    Avvincente e godibilissimo, ritmo serrato e scrittura efficace. Disvelando però le due divinità perde improvvisamente appeal e diventa ridicolo. Non solo ne escono banalizzate le due (tre) divinità, ma ne esce banalizzato tutto il racconto.

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  • 2

    due e mezzo

    Un racconto atipico di Dick. C'è sempre la contrapposizione tra ciò che è reale e ciò che non lo è, ma stavolta la narrazione (oltre ad essere poco fantascientifica) risulta parziale, superficiale e f ...continue

    Un racconto atipico di Dick. C'è sempre la contrapposizione tra ciò che è reale e ciò che non lo è, ma stavolta la narrazione (oltre ad essere poco fantascientifica) risulta parziale, superficiale e frettolosa. Troppi personaggi introdotti ed avvenimenti per 150 pagine; allo stesso modo la conclusione giunge improvvisamente.
    Forse il romanzo Dickiano che mi ha convinto di meno.

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