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The Count of Monte Cristo

Classic Collection

By

Publisher: Blackstone Audiobooks, Inc.

4.6
(7246)

Language:English | Number of Pages: 41 | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Portuguese , Polish , Russian , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 1433215799 | Isbn-13: 9781433215797 | Publish date:  | Edition Unabridged

Narrator: John Lee

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Mass Market Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Unbound , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Data la mia scarsa propensione a leggere classici nutrivo seri dubbi sul leggere o meno questo libro…poi è saltato fuori un GdL e ho pensato fosse l’occasione giusta…male che andava, lo abbandonavo…
    D ...continue

    Data la mia scarsa propensione a leggere classici nutrivo seri dubbi sul leggere o meno questo libro…poi è saltato fuori un GdL e ho pensato fosse l’occasione giusta…male che andava, lo abbandonavo…
    Devo dire che l’inizio mi è particolarmente piaciuto. Sono stata colpita dalla velocità con cui accadevano i fatti e dai vari colpi di scena, tanto da pensare che si trattava di un classico atipico dal momento che i pochi che avevo letto in precedenza erano tutti terribilmente lenti ed è proprio questo fatto a farmi passare la voglia di leggerne altri.
    Come dicevo, l’inizio l’ho trovato davvero avvincente, diciamo che mi è piaciuta tutto fino a quando viene ritrovato il tesoro. Durante la lettura sono stata particolarmente coinvolta dalla parte ambientata in prigione, dove il nostro Edmond conosce quella meravigliosa persona che è Faria che ho paragonato subito a Leonardo Da Vinci in quanto a genialità. Devo dire ho trovato il tutto un po’ esagerato, va bene inventarsi le cose, ma quando è troppo è troppo, eppure qui anche il troppo c’è stato bene, nonostante tutto. Bella anche la parte dell’evasione, il modo in cui essa è avvenuta.
    Dopo il ritrovamento del tesoro devo dire che sono stata meno coinvolta dalla vicenda, certo, non vedevo l’ora che si compisse la vendetta nei confronti di quei due abominevoli esseri che rispondevano al nome di Danglars e Villefort , ma ho trovata un po’ noiosa la parte successiva. Mi è piaciuto quando Edmond, sotto altre spoglie, non ricordo il nome esatto, è andato dal suo vecchio padrone, Morrel, ormai caduto in miseria, per aiutarlo…se lo meritava, è stato l’unico che si è preoccupato per lui quando l’avevano arrestato ma il periodo successivo, quello del carnevale romano soprattutto, l’ho letto svogliatamente, con scarso interesse, anche se ho trovato interessante il personaggio di Luigi Vampa.
    Il libro recupera invece molti punti nella parte francese, da quando il Conte prende residenza a Parigi le cose si fanno più interessanti, c’è aria di vendetta nell’aria ed io esulto. Il capitolo della cena ad Ateuil ad esempio è un esempio di quello che mi piace di questo libro. Certo, poi ci sono anche momenti poco interessanti anche qui…la tirano troppo per le lunghe sia con i matrimoni che con i funerali, ma in generale questa parte mi è piaciuta molto, in particolare il personaggio di Maximilien Morrel ma anche Albert, nonostante il padre è venuto su molto bene, probabilmente grazie alla mamma.
    Mi hanno fatta divertire anche i vari travestimenti del Conte, l’abate Busoni in primis.
    Il finale è davvero degno di una puntata di Carramba che sorpresa, ma sono stata davvero contenta del ricongiungimento tra Maximilien e Valentine, soprattutto per lui che è stato uno dei miei personaggi preferiti di tutto il libro insieme all’abate Faria.
    Mi è dispiaciuto che le donne non siano state molto considerate da Dumas, è vero che ci sono ma non hanno avuto grande rilievo nella storia, Mercedes a parte forse, ma anche lei non ha avuto molto spazio. Peccato.

    said on 

  • 5

    meraviglioso! Non fatevi spaventare dalla mole! Non vorrete più staccarvi!

    Un libro di cui si sente la paura che finisca già dopo poche pagine!
    L'ho appena chiuso e già ne sento la mancanza.
    Una scrittura se pur d'altri tempi, sempre scorrevole, ogni personaggio viene pres ...continue

    Un libro di cui si sente la paura che finisca già dopo poche pagine!
    L'ho appena chiuso e già ne sento la mancanza.
    Una scrittura se pur d'altri tempi, sempre scorrevole, ogni personaggio viene presentato in modo scrupoloso.
    All'inizio ho fatto un po' fatica a collegare le storie dei vari personaggi che vengono riprese a volte dopo molti capitoli. Ma Dumas sa incalzare la lettura, sa incollarti al libro! I capitoli sono brevi e appassionanti.
    pieno di emozioni e colpi di scena.
    Ogni volta che accendevo il reader era come se venissi catapultata in un mondo parallelo, vedevo, sentivo, odoravo ogni cosa, ero spettatrice si, ma era come essere davvero sugli scogli, dentro la cella della prigione, sopra il ponte della nave, distesa sui magnifici tappeti a gustare cibi prelibati!
    Ho pianto, mi sono spaventata, ho gioito, ho provato odio, affetto, speranza.
    Ed è proprio con queste parole che questo capolavoro si chiude:
    "Il Conte ci ha lasciato scritto che l'umana saggezza sta tutta intera in queste due parole: aspettare e sperare"

    said on 

  • 4

    ma che bel classico!!!

    non me l'aspettavo. guardavo con timore le oltre 1000 pagine, che già intravedevo pesanti come mattoni.
    e invece, sorpresa: pur essendo il linguaggio usato d'altri tempi, e in alcuni tratti non propri ...continue

    non me l'aspettavo. guardavo con timore le oltre 1000 pagine, che già intravedevo pesanti come mattoni.
    e invece, sorpresa: pur essendo il linguaggio usato d'altri tempi, e in alcuni tratti non proprio agevole, la narrazione è sempre scorrevole e avvincente.
    emoziona e rapisce, questa storia di sfortuna, riscatto e vendetta del povero Dantes.
    colpisce la complessità e varietà della trama, l'intreccio, il modo garbato dell'autore di dare un giusto ordine e tanta chiarezza ai frequenti cambi di situazioni, che però tutte si legano in una storia dove il filo non si perde mai.
    interessante anche l'aspetto della onnipresente fede cristiana, che si respira nelle numerose invocazioni dei personaggi, e che si comprende connaturata a uomini di altri tempi.
    un classico che non deve mancare a nessun amante della lettura.

    said on 

  • 5

    Una trama che crea dipendenza

    Me lo avevano presentato come un libro da massimo dei voti.
    Ai classici mi avvicino sempre con timore, ma questo ti incolla alle pagine, una dopo l'altra ne passano mille e quasi non te ne accorgi. Du ...continue

    Me lo avevano presentato come un libro da massimo dei voti.
    Ai classici mi avvicino sempre con timore, ma questo ti incolla alle pagine, una dopo l'altra ne passano mille e quasi non te ne accorgi. Dumas è un romaziere dalla fantasia inesauribile e nel Conte di Montecristo costruisce una storia gustosa, avvincente, da leggere tutta d'un fiato nonostante la mole.

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  • 4

    Ora ditemi ancora che i soldi non fanno la felicità.
    Scherzi e buonismo a parte, Dumas fa centro con un altro libro, sebbene non riesca ad assegnargli il massimo dei voti.
    Se, nei primi capitoli, il v ...continue

    Ora ditemi ancora che i soldi non fanno la felicità.
    Scherzi e buonismo a parte, Dumas fa centro con un altro libro, sebbene non riesca ad assegnargli il massimo dei voti.
    Se, nei primi capitoli, il vostro unico pensiero sarà "ma che ha fatto sto disgraziato per meritarsi tutto questo?", nella seconda fase penserete qualcosa tipo "seeee, vabbè, nemmeno l'FBI".
    In effetti, alcune trovate e scenari sembrano TROPPO surreali, quasi sfociando nel soprannaturale. Capisco il voler concedere al conte un'aura di superiorità, ma ho storto un po' il naso per alcune forzature.

    Tuttavia, inserisco anche Il conte di Montecristo nella categoria "libri da leggere a 15 anni, ma solo se si ha la testa di uno di 30".

    Ps. Consiglio di appuntare i nomi dei personaggi incontrati, per evitare l'effetto Beautiful, tra unioni, figli e titoli nobiliari.

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  • 5

    Un capolavoro che ti affascina e ti rapisce in modo sorprendente dalle prime righe tenendoti incollata a lui fino alla fine... Non ho mai amato cosi tanto un libro e consiglio vivamente a tutti di leg ...continue

    Un capolavoro che ti affascina e ti rapisce in modo sorprendente dalle prime righe tenendoti incollata a lui fino alla fine... Non ho mai amato cosi tanto un libro e consiglio vivamente a tutti di leggerlo, perchè merita e perchè sono sicura, ne rimarrete estasiati

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  • 4

    All'ormai smaliziato lettore che riprende in mano questo colosso della letteratura dopo 30 anni non possono non apparire le smagliature, le situazioni stiracchiate, i coup-de-theatre e tutto l'armamen ...continue

    All'ormai smaliziato lettore che riprende in mano questo colosso della letteratura dopo 30 anni non possono non apparire le smagliature, le situazioni stiracchiate, i coup-de-theatre e tutto l'armamentario letterario che consentiva a un autore come Dumas di tirarla, per cosi' dire, lunga. Eppure per larghi tratti il Conte di Montecristo avvince, conquista, incatena alle sue pagine con quel personaggio, quell'Edmond Dantes che si pone a meta' tra gli eroi romantici dei Tre Moschettieri e gli uomini nuovi, positivisti, invasi dalla volontà di potenza e dalla fede nella scienza e della tecnica usciti dalla penna di Verne come Robur i conquistatore o il Capitano Nemo. O forse sara' che Dumas riesce a dipingere benissimo la società borghese che prospera in Francia negli anni 30 del XIX secolo, coi suoi banchieri, la sua nobiltà di toga, i suoi giovani avventurieri, le sue ipocrisie matrimoniali risultando persino disarmante nella sua modernità quando si azzarda a raccontare le esperienze psichedeliche con l'hascisc, quando sventola di fronte al lettore adulteri e relazioni lesbiche, coi suoi personaggi cinici e amorali oppure costretti alla perdizione dalla loro umana, umanissima avidità. Tanto moderno che nel finale Dumas prende la sua creatura, il meraviglioso Dantes, e lo riporta da eroe titanico a uomo qualunque che finalmente svuotato dello scopo della sua vita si decide finalmente a costruirsene un'altra senza inseguire il suo passato. Ed e' forse per questo che a distanza di 150 e passa anni lo si continua a leggere e credo che lo si farà ancora a lungo

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  • 5

    Fantastico!!!

    "Le ferite morali hanno questo di particolare: che si nascondono, ma non si rimarginano; sempre dolorose, sempre pronte a sanguinare quando si toccano, rimangono perennemente vive e aperte in fondo al ...continue

    "Le ferite morali hanno questo di particolare: che si nascondono, ma non si rimarginano; sempre dolorose, sempre pronte a sanguinare quando si toccano, rimangono perennemente vive e aperte in fondo al cuore"
    Romanzo travolgente con effetti a sorpresa, trovate narrative uniche per stile e genialità.
    Ogni personaggio o evento narrato incarna perfettamente i temi trattati: la vendetta, la giustizia, la misericordia e il perdono fino a toccare l’amore, il tutto visto da una prospettiva prettamente umana.
    Lettura fantastica, piacevole e molto avvincente!!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Non riesco a dargli un voto...

    Finalmente ho terminato questa lunghissima lettura, ma pur essendo arrivata alla fine, non posso dire di essere entrata in sintonia con lo stile dell'autore. Pur rappresentando dopotutto una bella sto ...continue

    Finalmente ho terminato questa lunghissima lettura, ma pur essendo arrivata alla fine, non posso dire di essere entrata in sintonia con lo stile dell'autore. Pur rappresentando dopotutto una bella storia, questo classico non mi ha lasciato davvero nessuna emozione particolare.
    All'inizio della lettura ero più coinvolta, le pagine scorrono bene fino all'evasione di Dantes dal castello d'If e alla ricompensa di Morrel, mentre a partire dai capitoli seguenti Dumas allunga di parecchio il brodo, con avvenimenti ininfluenti ai fini della trama. Non sono riuscita a stringere empatia con il conte Dantes, diventa un uomo molto freddo e cinico, calcolatore ed impenetrabile, troppo per i miei gusti. Io i supereroi, quelli che sono al di sopra di tutto e tutti, proprio non li sopporto nei romanzi, mi sono antipatici a pelle :/
    C'è anche qualcosa nel modo di scrivere di Dumas che non mi convince, forse nel modo di descrivere i personaggi (quanti tremiti convulsi e volti che impallidiscono...), lo scavo psicologico è pressoché minimo. Non voglio castigarlo come un brutto libro, probabilmente é proprio il genere avventuroso che non fa per me! Insomma, un romanzone tutta trama, fredda ed implacabile, con poca introspezione, non è il "mio" genere di "capolavoro".
    L'unico personaggio che ho apprezzato è stato l'abate Faria, bellissima la metafora della rinascita di Dantes che passa attraverso un uomo ricco di cultura, non banale e incompreso. Bello anche il rapporto tra nonno Nortiers e la nipote Valentine.

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