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The Count of Monte Cristo

Classic Collection

By

Publisher: Blackstone Audiobooks, Inc.

4.6
(7383)

Language:English | Number of Pages: 41 | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Catalan , Swedish , Portuguese , Polish , Russian , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 1433215799 | Isbn-13: 9781433215797 | Publish date:  | Edition Unabridged

Narrator: John Lee

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Mass Market Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Unbound , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    會拿起這本書,主要是對書名有印象,曾在別本書上出現過這個詞,所以大略知道是含冤入獄的戲碼,以現代來說不稀奇,但本書是在1844年完成的,可想而知在當時那會有多經典啊!
    主角遭受陷害最後復仇成功,雖然大快人心,但主角在看到維爾福的妻小自殺後,也會懷疑自己這樣做對嗎?我想沒有絕對的對與錯,有些人選擇原諒有些人選擇復仇,我覺得二個都是好方法,原諒後放下或是復仇後了結,人生苦短,只要不是含恨到死就好了。 ...continue

    會拿起這本書,主要是對書名有印象,曾在別本書上出現過這個詞,所以大略知道是含冤入獄的戲碼,以現代來說不稀奇,但本書是在1844年完成的,可想而知在當時那會有多經典啊!
    主角遭受陷害最後復仇成功,雖然大快人心,但主角在看到維爾福的妻小自殺後,也會懷疑自己這樣做對嗎?我想沒有絕對的對與錯,有些人選擇原諒有些人選擇復仇,我覺得二個都是好方法,原諒後放下或是復仇後了結,人生苦短,只要不是含恨到死就好了。

    said on 

  • 5

    Mai incontrato "mattone" che si lasciasse leggere con più facilità! Il conte di Montecristo è uno di quei libri che mi dico di dover leggere da che ho memoria e come tutti i libri del genere aveva f ...continue

    Mai incontrato "mattone" che si lasciasse leggere con più facilità! Il conte di Montecristo è uno di quei libri che mi dico di dover leggere da che ho memoria e come tutti i libri del genere aveva finito per proiettare su di me un'ombra di apprensione e soggezione. Con mia enorme sorpresa non mi ero mai sbagliata di più!
    Dumas scrive in un modo che non risulta pesante neanche se si impegnasse, le rapide descrizioni contribuiscono a dare una precisa idea dei personaggi e a caratterizzarli in modo immediato e duraturo. In particolare, trovo che con il personaggio di Haydee si sia superato (parlare di Dantes mi sembra alquanto scontato. Mi limiterò a dire che fa onore al suo ruolo di protagonista, e mi scuso con i critici per questo mio svicolare): la ragazza ha un'aura di dignità, orgoglio e fascino esotico che non si può fare a meno di restarne incantati.
    Da creature miserevole quale sono, mi sarei aspettata una punizione ancora più colossale per i tre perseguitati da Montecristo, ma ho apprezzato lo stesso modo i rimorsi di coscienza, la capacità di mettere in gioco le proprie convinzioni e il dibattito interiore che ne è derivato. Quest'ultima fase, come tutto il libro, non è mai banale. Può forse sembrarlo a noi lettori moderni, ma per quanto mi riguarda la sua storia mi è risuonata dentro in un modo che posso definirlo d'archetipo.

    said on 

  • 3

    Voto: 3.5

    Scrivere qualcosa su questo libro è davvero difficile perchè le altissime aspettative che avevo sono state deluse e davvero non riesco a spiegarlo.

    Il conte parte alla grande, le prime duecento pagine ...continue

    Scrivere qualcosa su questo libro è davvero difficile perchè le altissime aspettative che avevo sono state deluse e davvero non riesco a spiegarlo.

    Il conte parte alla grande, le prime duecento pagine le ho divorate, mi hanno legata al libro e mi hanno fatto amare Edmond e la Marsiglia: il rapporto tra padre Dantès e figlio, l'amore per Mercedes, l'amicizia con Morrel per poi arrivare all'arresto e l'incarcerazione; ma non mi sono fermata qui perchè la vicenda giudiziaria e gli anni di galera mi hanno stregata, con immagini vivide nella mente di una prigione buia e solitaria e il crollo psicologico del protagonista per non parlare poi dell'incontro con l'abate Faria e della fuga.
    Purtroppo però l'iniziale entusiasmo si è fermato al ritrovamento del tesoro, da questo momento l'attenzione è calata e confesso che spesso mi sono annoiata.

    Personalmente il problema che ho riscontrato non è nel fatto che sia un romanzo di appendice, come ho letto in parecchi commenti, ma è proprio la storia della vendetta che non mi ha catturata: capisco che Dumas abbia creato un puzzle sensazionale che ruota intorno ad orgoglio, onore, vendetta, amore e amicizia ma per quello che mi riguarda l'ha tirata troppo alla lunga. Le ripetizioni in ogni capitolo sono un habitué, nulla da dire, ma è proprio la costruzione della vendetta che mi ha sfiancata: capitoli interi di macchinazioni per poi alla fine arrivare al dunque ma quando si tratta di ottocento pagine di giri e rigiri allora mi sento un po' sconcertata. Nella parte centrale quindi ho fatto fatica ad interessarmi e per di più la comparsa di certi personaggi che potevano benissimo non essere introdotti mi ha infastidita.
    Dopo tutta questa parte centrale il ritmo si fa di nuovo incalzante e mi ritrovo a pensare le stesse cose riguardanti la parte iniziale: le ultime duecento pagine crescono di intensità e di interesse, nonostante il finale l'abbia trovato veloce rispetto a tutto il romanzo.

    Devo essere sincera però perchè, obiettivamente, Il conte di Montecristo è superiore a I tre moschettieri per quello che riguarda lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e il contesto socio-politico. Questi elementi si percepiscono sin dalle prime pagine, lo stile di Dumas è più accurato ed elegante per non parlare dell'indagine psicologica dei personaggi che invece nei moschettieri mancava quasi del tutto.
    Ma quello che per me differenzia sostanzialmente quel libro da questo sono stati i sentimenti che mi hanno legato ai protagonisti: purtroppo il Conte non mi è piaciuto, è freddo e calcolatore come il suo progetto esige ma non mi è entrato nel cuore, si comporta in modo altezzoso e superbo e per di più l'ho trovato alquanto antipatico.
    Tutti gli altri personaggi, ad eccezione di Morrel, sono degni di nota nella costruzione e nella caratterizzazione ma di certo non hanno le qualità per entrare nella grazie del lettore, e una domanda mi sorge spontanea, a questo punto a chi mi dovrei legare?

    Il mio voto basso, credo rispetto alla media mondiale, è dovuto a tutti questi fattori, capisco l'originalità dell'opera e tuttora Dumas è uno degli scrittori che apprezzo maggiormente ma purtroppo non posso proprio vedere questo libro come il capolavoro considerato da molti. Si sa, i gusti sono del tutto personali ma non me ne vogliate per le mie tre stelline. ^^

    "Spesso passiamo in tal modo accanto alla felicità senza vederla, senza guardarla, oppure, se l'abbiamo vista e guardata, senza riconoscerla."

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  • 4

    Ottimo romanzo che si fa leggere e merita tutti i commenti positivi che riceve. Ben scritto, sorprendentemente moderno nel modo in cui e messo assieme, forse davvero il primo vero romanzo d'intratteni ...continue

    Ottimo romanzo che si fa leggere e merita tutti i commenti positivi che riceve. Ben scritto, sorprendentemente moderno nel modo in cui e messo assieme, forse davvero il primo vero romanzo d'intrattenimento.Detto questo, a un inizio e una fine senza nulla da eccepire, si accompagna una parte centrale non ugualmente scorrevole, che si trascina e riavvita su se stessa ininterrottamente.Du palle, per dirla in altre parole, ma gli altri due terzi sono straordinari

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  • 5

    Un grande amore

    All'inizio mi rimproveravo di non averlo letto prima ma ora sono contenta di averlo scoperto da adulta ed aver colto le mille sfumature (storiche, sociologiche, psicologiche...) di questo capolavoro. ...continue

    All'inizio mi rimproveravo di non averlo letto prima ma ora sono contenta di averlo scoperto da adulta ed aver colto le mille sfumature (storiche, sociologiche, psicologiche...) di questo capolavoro. Divorato in poco più di un mese, mi ha coinvolto ed emozionato fino alle lacrime. Edmond Dantès avrà sempre un posto nel mio cuore. Fantastico.

    said on 

  • 5

    È impossibile andare contro la natura umana

    Il romanzo d'appendice è immortale. Basterebbe quest'opera a confermarlo, ma per fortuna altre testimonianze ce lo ricordano. "Il conte di Montecristo", pubblicato per due anni tra il 1845 e il 1846 è ...continue

    Il romanzo d'appendice è immortale. Basterebbe quest'opera a confermarlo, ma per fortuna altre testimonianze ce lo ricordano. "Il conte di Montecristo", pubblicato per due anni tra il 1845 e il 1846 è una delle più fortunate opere di Alexandre Dumas (padre). Non solo nello stile, non solo nella prosa sofisticata e così minuziosa nelle sue descrizioni, non solo nei personaggi, così magistralmente retti in piedi da problemi di etica e perfettamente immersi nella società parigina dell'epoca, e neanche solo nella trama, ordita in maniera così geniale e sempre con decine di colpi di scena e particolari che risultano dei veri e propri aspetti funzionali a tenere la trama così perfettamente legata fra sé. Sta principalmente nei significati intrinsechi dell'opera, un'apologia inconscia (e neanche tanto) all'animo umano, così tremendamente impaurito, vendicativo ed egoista, ma allo stesso tempo capace anche di prodigi e fantastici sentimenti quando sollecitato e a suo agio in contesti che glielo permettono. Non è il secondo caso nella vita di Edmond Dantès a prevalere. Egli diventa da vittima a carnefice, e quando si accorge della fatale trasformazione per lui è troppo tardi, egli abbraccia infine l'identità di fuggitivo dal mondo, l'uomo che scappa dai suoi errori. Dantès è un po' tutti noi, così umano eppur così fragile e vendicativo, una vendetta che gli si ritorce contro, così come è solito negli esseri umani. L'uomo che per egoismo si "crede Dio" (o si crede UN Dio) potendo giudicare tutto e tutti. Ma allora dove sta la verità? La figura del maestro, il così mortalmente immortale abate Farìa lascia un monito a Dantès: egli deve rinunciare alla vendetta, perché gli avrebbe procurato solo dolore, quello stesso dolore di cui non avrebbe più potuto liberarsi. Ma l'egoismo risulta più forte e ha una forte presa sul protagonista, che vediamo modificare la sua etica sempre di più fino ad una radicale trasformazione, fino al boia che risoluto e inamovibile porta devastazione a coloro che lo hanno devastato, fintanto che l'unica salvezza è ritrovata nella gioventù, l'ultimo barlume di speranza per un uomo che ha perso ogni briciolo di umanità, esattamente come i suoi carnefici. Montecristo non è solo questo però, è anche e soprattutto un affresco dell'Europa contemporanea a Napoleone prima e post-napoleonica dopo, un'Europa che si iniziava ad addentrare in quella che poi un futuro sarebbe stata la "Belle Epoque". Un affresco anche e soprattutto della Francia nobiliare, con le sue macchinazioni e i suoi intrighi, la sua facciata e i giochi di potere che vi avvenivano. L'Europa che, ancora "giovane", si perdeva nelle sue chincaglierie e per altro tempo avrebbe potuto giovare della lunga pace, prima del tramonto.

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  • 3

    Alleluya! Ci ho messo quasi cinque anni tondi a finirlo!
    Ovviamente è un capolavoro, la storia mi piace molto, ma ahimè ho scelto la versione integrale. Da tagliarsi le vene. Alla fine lo leggevo a te ...continue

    Alleluya! Ci ho messo quasi cinque anni tondi a finirlo!
    Ovviamente è un capolavoro, la storia mi piace molto, ma ahimè ho scelto la versione integrale. Da tagliarsi le vene. Alla fine lo leggevo a tempo perso e nonostante ci abbia messo cinque anni non ho mai perso il filo in quanto i fatti sono ripetuti e i capitoli avanzano a rilento stile puntate di telenovela.

    Tre stelline solo per questo altrimenti ne meriterebbe ben di più.

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  • 5

    Ci sono quelle immagini o frasi stucchevoli dove la gente poi ti dice "I brividi".
    No ragazzi, questi sono brividi veri. Perché di storie così belle ce ne sono poche, ma come quella di Edmond Dantès, ...continue

    Ci sono quelle immagini o frasi stucchevoli dove la gente poi ti dice "I brividi".
    No ragazzi, questi sono brividi veri. Perché di storie così belle ce ne sono poche, ma come quella di Edmond Dantès, forse c'è proprio solo la sua.

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  • 0

    Incredibile ma vero, molti utenti di Escri non hanno ancora letto questo caposaldo della letteratura.
    Rimediamo tutti insieme, facendo ripartire le letture di gruppo:
    http://escrivere.com/groups/salot ...continue

    Incredibile ma vero, molti utenti di Escri non hanno ancora letto questo caposaldo della letteratura.
    Rimediamo tutti insieme, facendo ripartire le letture di gruppo:
    http://escrivere.com/groups/salotto-letterario-1964614226/forum/topic/proposte-libro-del-mese-giugno-2015/

    Volete unirvi a noi?

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