The Da Vinci Code

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Publisher: Black Swan

3.7
(40484)

Language: English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi traditional , Chi simplified , Catalan , Italian , German , Portuguese , Swedish , Norwegian , Galego , Dutch , Czech , Greek , Polish , Slovak , Hungarian , Russian , Finnish , Slovenian , Croatian , Korean , Turkish , Romanian

Isbn-10: 0552149519 | Isbn-13: 9780552149518 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , Softcover and Stapled , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
While in Paris on business, Harvard symbologist Robert Langdon receives an urgent late-night phone call: the elderly curator of the Louvre has been murdered inside the museum. Near the body, police have found a baffling cipher. Solving the enigmatic riddle, Langdon is stunned to discover it leads to a trail of clues hidden in the works of Da Vinci…clues visible for all to see…and yet ingeniously disguised by the painter.Langdon joins forces with a gifted French cryptologist, Sophie Neveu, and learns the late curator was involved in the Priory of Sion—an actual secret society whose members included Sir Isaac Newton, Botticelli, Victor Hugo, and Da Vinci, among others. The Louvre curator has sacrificed his life to protect the Priory's most sacred trust: the location of a vastly important religious relic, hidden for centuries.In a breathless race through Paris, London, and beyond, Langdon and Neveu match wits with a faceless powerbroker who appears to work for Opus Dei—a clandestine, Vatican-sanctioned Catholic sect believed to have long plotted to seize the Priory's secret. Unless Langdon and Neveu can decipher the labyrinthine puzzle in time, the Priory's secret—and a stunning historical truth—will be lost forever.In an exhilarating blend of relentless adventure, scholarly intrigue, and cutting wit, symbologist Robert Langdon (first introduced in Dan Brown's bestselling Angels & Demons) is the most original character to appear in years. THE DA VINCI CODE heralds the arrival of a new breed of lightening-paced, intelligent thriller…surprising at every twist, absorbing at every turn, and in the end, utterly unpredictable…right up to its astonishing conclusion.
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  • 3

    Finale da dimenticare

    Romanzo indubbiamente appassionante, sorretto al momento della pubblicazione da un battage pubblicitario davvero efficace.
    Si tratta di un giallo perché la vicenda parte da un assassinio al museo pari ...continue

    Romanzo indubbiamente appassionante, sorretto al momento della pubblicazione da un battage pubblicitario davvero efficace.
    Si tratta di un giallo perché la vicenda parte da un assassinio al museo parigino del Louvre, e l'indagine condotta dalla giovane nipote della vittima insieme ad un docente di storia delle religioni è davvero emozionante.
    I simbolismi storici ed artistici si sprecano, così come il mistero di alcuni personaggi che ruotano attorno all'indagine dei protagonisti.
    All'epoca della pubblicazione questo titolo suscitò parecchie polemiche che ne alimentarono la notorietà e con essa le vendite.
    In un capitolo che si risolve in un poderoso 'spiegone' Brown pesca il jolly di un'idea tanto brillante quanto sacrilega.
    Cambiare ciò che sarebbe rappresentato dalla reliquia del Santo Graal, pretendendo con questo addirittura di riscrivere niente meno che la storia della cristianità.
    La genialità dell'autore è tutta quì, ma è foriera di conseguenze davvero imprevedibili.
    Naturalmente anche il sottoscritto è stato attirato da questa esca che, pur essendo stata individuata come un espediente pubblicitario, si è comunque rivelata irresistibile.
    Aggiungete a questo una caccia alla coppia dei protagonisti senza esclusione di colpi.
    Ma, come spesso accade, alla costruzione di un simile castello di aspettative segue purtroppo un finale davvero deludente che costa almeno una stella alla valutazione.
    Si aggiunga che i colpi di scena, inizialmente funzionali ad accrescere l'attenzione del lettore, ad un certo punto si susseguono in modo forzato e poco credibile e la valutazione scende ulteriormente.
    Brown in ogni caso sforna un titolo che si legge davvero senza grandi intoppi e senza particolare impegno.
    Vorrei poter dire che non si tratta di un romanzo da ombrellone, ma un finale così, che comunque non raggiunge il livello infimo di quello cinematografico, si poteva certo evitare. Peccato.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dan Brown è un genio. È riuscito a costruire una bellissima avventura giocando su elementi di arte, storia e religione (seppur con qualche errore). Fatto sta che quando è uscito il libro in tanti hann ...continue

    Dan Brown è un genio. È riuscito a costruire una bellissima avventura giocando su elementi di arte, storia e religione (seppur con qualche errore). Fatto sta che quando è uscito il libro in tanti hanno creduto che fosse tutto vero, compresa e sopreattutto la la relazione tra Gesù e Maria Maddalena

    said on 

  • 0

    Ero molto scettica quando l'ho acquistato ma alla fine mi sono fatta coinvolgere dalla storia e devo dire che ho apprezzato molto questo libro. Mi piace la scrittura di Dan Brown e il suo dividere la ...continue

    Ero molto scettica quando l'ho acquistato ma alla fine mi sono fatta coinvolgere dalla storia e devo dire che ho apprezzato molto questo libro. Mi piace la scrittura di Dan Brown e il suo dividere la narrazione in brevi capitoli.

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  • 4

    Adoro scivolare tra le righe scritte da Dan Brown, tra la suspance e le descrizioni architettoniche, soprattutto se la storia è ambientata in Italia!
    Mi è piaciuto un po' meno di Angeli e demoni, però ...continue

    Adoro scivolare tra le righe scritte da Dan Brown, tra la suspance e le descrizioni architettoniche, soprattutto se la storia è ambientata in Italia!
    Mi è piaciuto un po' meno di Angeli e demoni, però la storia è originale anche nell'interpretazione de "L'ultima cena"!

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  • 4

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche a ...continue

    Dopo "Angeli e demoni" ho finalmente letto il libro più famoso di Brown, che si conferma un grande narratore. In questa seconda storia con protagonista Robert Langdon ci ha risparmiato anche qualche americanata di troppo presente nel primo libro. Un ottimo thriller che consiglio di leggere prendendolo per quello che è, ovvero un romanzo, un'opera di fantasia. Lettura sicuramente leggera ma che lascia spazio anche a qualche piccola riflessione.

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  • 0

    Quasi divertente come i Monty Python, non c'è che dire

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce ...continue

    Ecco, sono una persona che ride assai di rado, e poco mi deliziano i comici di casa nostra (con le dovute eccezioni, sia chiaro!) e ancor meno i loro colleghi americani.
    La comicità a Stelle e Strisce non mi ha mai detto niente, escluso il buon vecchio Groucho Marx; non sopporto le loro trivialità, le risate sguaiate fuoriuscenti da quelle bocche larghe, che fanno tremare le loro grassissime gote.
    Sono invece un grande appassionato di comicità inglese.
    Nulla mi diverte come l'immenso Benny Hill, mi cappotto dal ridere quando c'è Mr Bean e, soprattutto, amo la vena geniale dei Monty Python.
    E se c'è una cosa che ha rischiato di mandarmi letteralmente in rianimazione (possono testimoniarvelo la mia signora e il mio caro amico Frescobaldo Chiaramonti) è stata senza dubbio il film "Monty Python e il Sacro Graal", che posseggo in tutti i formati: VHS, DVD, Blu-ray, pellicola, 16mm, Betamax, audiocassetta per non vedenti, varie ed eventuali. Ho anche da qualche parte un autografo fattomi da John Cleese in occasione della sua ospitata al Festival Internazione del Cinema di Pratovecchio: una serata indimenticabile.

    Come si suol dire, cari lettori, c'è sempre una eccezione che conferma la regola: a questo giro, infatti, mi sono innamorato alla follia di un umorista statunitense.
    Il suo nome è Dan Brown; e il suo romanzo, "Il codice Da Vinci", lo trovai per puro caso qualche anno fa all'autogrill di Cantagallo, messo lì tra i thriller più venduti. A quanto pare, l'addetto ai biscotti e a tutte le altre leccornie doveva aver sostituito l'addetto al reparto libri; cose che succedono, non gliene feci una colpa e non lo biasimo manco oggi.
    Io lo feci mio solo perché mi ritrovai a leggerne il primo capitolo, stuzzicato da titolo e copertina, tanto per vedere di che si trattasse; e fu così che, dopo poche pagine, mi ritrovai convulsionante come un tarantolato, paonazzo in viso, a tentare in vano di trattenere le fameliche risa che mi nascevano in corpo e in cuore.
    La mia signora, uscita dal bagno, vedendomi in quello stato, fece al principio finta di non conoscermi; poi, mi tolse di mano il volume col suo aristocratico distacco, presentandolo alla cassa assieme a un caffè e a un pacchetto di gomme da masticare. Io continuai a ridacchiare tra me e me, tanto da dimenticare di acquistare il mio pacchetto giornaliero di Nazionali.

    Tornato a casa, finalmente solo con le comiche pagine del Codice, continuai la mia ridanciana lettura, che ad oggi considero l'unica esperienza paragonabile alla visione della pellicola di Gilliam, Chapman, Cleese, Idle e Palin.
    Quello di Brown è un complottare divertente, scoppiettante, oserei dire funambolico; riesce a fare col thriller ciò che Douglas Adams è riuscito a fare con la fantascienza, cosa per nulla facile.
    Utilizza l'espediente del mistero, dell'intrigo, per colorare una narrazione che nasconde ad ogni pagina parodie esilaranti, che neanche l'Eco del Pendolo (infatti, sopravvalutato) ha saputo trasporre in un romanzo.
    L'americano sbeffeggia il Clero e il buon Dio ma anche coloro che del Clero e del buon Dio si fanno facili beffe. In poche parole, un incredibile visionario. Un genietto.

    Dopo una simile meraviglia, ho deciso di non leggere altro di colui che, grazie a questo libro, ritengo uno dei più significativi autori comico-satirici viventi.
    La paura di una delusione sarebbe fin troppa, e voglio che le mie risate restino un dolce ricordo di quei giorni vissuti così intensamente.

    Grazie, Dan Brown.

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  • 0

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte. ...continue

    Un neologismo semantico?Un invenzione?o una via tra esse? Il libero arbitrio di ognuno può ritrovarsi in questa narrazione lineare semplice di un mistery e una similutudine di un saggio d'arte.

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  • 3

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è ...continue

    Secondo me inferiore ad "Angeli e Demoni", che mi aveva preso di più, l'ho trovato noioso e un po' scontato in certe parti (lasciando perdere le "imprecisioni" - eufemismo - storiche di Dan Brown: c'è davvero gente convinta che i suoi libri siano storicamente attendibili?). Ma sicuramente meglio del film, IMHO...

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  • 3

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho appr ...continue

    Libro ben scritto in quanto fa riferimenti storici che lo rendono più o meno credibile e perché ha una certa tensione narrativa che incuriosisce il lettore e rende interessante la lettura. Non ho apprezzato particolarmente il finale

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