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The Dark Design

(Riverworld Ser)

By Philip Jose Farmer

(2)

| Paperback | 9780425086780

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Book Description

The Dark Design is the third book in the epic Riverworld saga, in which almost all of humanity has been resurrected on a strange planet along the shores of a river 22 million miles long. But why have humans been given another chance at life, Continue

The Dark Design is the third book in the epic Riverworld saga, in which almost all of humanity has been resurrected on a strange planet along the shores of a river 22 million miles long. But why have humans been given another chance at life, and who is behind it all? That's what Sir Richard Francis Burton and Sam Clemens set out to discover in two earlier novels, one by riding the "suicide express" (if you die on Riverworld, you're resurrected again at a random point along the river) and the other steaming on the greatest riverboat ever seen. Now Milton Firebrass, Clemens's former enemy and now his No. 1 lieutenant, is planning to use the dwindling iron supply on the Riverworld to create a great airship, which can fly to the North Polar Sea far more quickly than any boat can travel. There he hopes to learn the secret of the mysterious tower thought to house the beings who created this planet.

Jill Gulbirra does not care as much about the mission as she wants the chance to captain the great airship, which in all likelihood will be the last airship ever constructed by humankind. But in landing the coveted role, she faces stiff competition--especially from the greatest swordsman of all time, Cyrano de Bergerac, who turns out to be a natural pilot. But even if Jill can win the command of the airship and even if the ship can reach the river's headwaters, there is no guarantee it can get through the mountain wall that surrounds the tower. And it's likely that one or more agents of the Ethicals--the creators of Riverworld--are on board the airship, plotting its downfall. Worse still, somewhere along the way the airship is sure to encounter the Rex Grandissimus, the steamboat stolen by Sam's archnemesis, King John Lackland. --Craig E. Engler

10 Reviews

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    Non bisognerebbe accostarsi a una serie partendo da metà o giù di lì, e qui si tratta del terzo volume del Ciclo del Fiume, ma in casa questo c’era (un vecchio Urania di vent’anni fa) e non avevo tempo e voglia di andarmi a cercare le puntate precede ...(continue)

    Non bisognerebbe accostarsi a una serie partendo da metà o giù di lì, e qui si tratta del terzo volume del Ciclo del Fiume, ma in casa questo c’era (un vecchio Urania di vent’anni fa) e non avevo tempo e voglia di andarmi a cercare le puntate precedenti (che poi mi sono arrivate a tiro quando avevo già cominciato la lettura, ma questo è un altro discorso). E’ anche vero, però, che ogni capitolo dovrebbe comunque saper camminare con le proprie gambe – se non altro con lo scopo di far avvicinare anche il lettore di passaggio - e così mi sono avviato fiducioso, anche perché Farmer è un narratore che sa coinvolgere e divertire: caratteristiche, queste ultime, che finiscono per acuire il senso di delusione che si prova una volta chiuso il libro. E’ certamente affascinante l’idea di un mondo percorso da un grande fiume lungo le cui sponde qualcuno ha resuscitato l’intera umanità mischiando provenienze geografiche ed epoche storiche, però non ci si può nascondere l’impressione che, giunto a questo punto, l’autore si sia di fatto ritrovato prigioniero in un universo dai difficili sbocchi, magari con il desiderio di volare nello spazio a immaginare nuovi mondi vicino a stelle lontane. La brillantezza della scrittura si rivela soprattutto nella capacità di sfruttare un’occasione come quella di mettere a contatto figure famose di epoche diverse (da Mark Twain a Richard Burton l’esploratore a molti altri), e nel sottofondo avventuroso che resta l’aspetto migliore, con i risorti che, una volta organizzatisi, si avvicinano ai responsabili (autonominatisi Etici) del loro risveglio che sono piazzati, in apparenza, in una grande torre al centro del mare polare. Il procedere della storia è però rallentato da una serie non indifferente di zavorre, a partire dalle lunghe parti didascaliche che, a volte, sembrano scritte per un’enciclopedia – si tratti di raccontare lo sfondo storico di un personaggio oppure di descrivere con minuzia le caratteristiche e il volo di un aeronave. Altrettanto disorientante è il gran numero di personaggi che entrano in scena – ci sono almeno tre o quattro filoni narrativi che procedono in parallelo – anche se non tutti riescono a raggiungere un certo spessore: al confronto, pur essendo avulse dal flusso principale, funzionano assai meglio le divagazioni (i flash-back, la lettera nel contenitore di bambù) che hanno come protagonista soprattutto Frigate e che si configurano come racconti a se stanti, ma in ogni caso gustosi. E’ curioso notare come, fra i personaggi suddetti, una sola sia donna, cioè il pilota di dirigibili Jill Gulbirra, che combarre quasi da sola per i diritti femminili in una compagnia esclusivamente maschile (le altre donne sono solo decorative) in cui gli uomini, anche i più sensibili alle istanze sociali, faticano moltissimo a mollare anche un grammo di potere al gentil sesso. Tra i sospetti incrociati di essere spie degli Etici, ripetizioni di ogni misura in sistema decimale e statunitense,viaggi ai confini del mondo e scoppiettanti battaglie aero-navali, il romanzo si lascia comunque leggere senza troppo impegno – malgrado, forse, le intenzioni dell’autore - per arrivare a un finale del quale non si può dire che sia aperto perché sarebbe riduttivo: manca solo la scritta ‘continua’…

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    Catcarlo said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    IL GRANDE DISEGNO NON ESISTE...

    ... E questo libro è tutta una perdita di tempo.

    Succedono cose, muoiono personaggi, ne appaiono altri, e quando arrivi alla fine pensi: embé?

    Lo sviluppo tecnologico di Parolando è ancora più inverosimile, mentre il resto del Mondo del Fiume perde ...(continue)

    ... E questo libro è tutta una perdita di tempo.

    Succedono cose, muoiono personaggi, ne appaiono altri, e quando arrivi alla fine pensi: embé?

    Lo sviluppo tecnologico di Parolando è ancora più inverosimile, mentre il resto del Mondo del Fiume perde qualsiasi interesse e ormai persino Farmer si è stancato di parlarcene.

    Si avvicina lo scontro finale tra Mark Twain e Giovanni Senzaterra, ma si sa già che terminerà con un nulla di fatto: c.v.d.

    Con questo libro comincia anche tutta una serie di seghe mentali dello scrittore, del tipo: "nulla può essere dimostrato in maniera indubitabile, tutto può essere messo in discussione".
    Mi riferisco alla storia dei vari sabotaggi sui battelli e delle spie/agenti infiltrati degli Etici, che infestano il libro e che soprattutto rovineranno il finale della saga nella Torre degli Etici.

    Fatevi un favore ed evitate questo libro, che oltretutto è di una noia mortale, persino i colpi di scena come quello sull'identità di Frigate, sono a dir poco sconclusionati, non apportano nulla e neanche emozionano.

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    Federico Boldrini said on Jun 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La sensazione è che questo volume di oltre 500 pagine nonché terzo della serie non aggiunga o tolga quasi nulla ai 2 precedenti, indi per cui se ne poteva pure fare a meno... A questo punto del racconto mi aspettavo che non TUTTI, ma per lo meno QUAL ...(continue)

    La sensazione è che questo volume di oltre 500 pagine nonché terzo della serie non aggiunga o tolga quasi nulla ai 2 precedenti, indi per cui se ne poteva pure fare a meno... A questo punto del racconto mi aspettavo che non TUTTI, ma per lo meno QUALCUNO dei nodi venissero al pettine... Invece i tanti (troppi?) personaggi diventano ancora di più e ai dubbi esistenti se ne aggiungono ulteriori ancora e tutti senza la minima risposta.

    Dispiace perché nonostante tutto sono ancora curioso di sapere come va a finire e credo che continuerò con il 4° della saga.

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    Arca said on Nov 19, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La saga del Fiume

    rece completa qui: http://beatblog2.blogspot.it/2012/05/philip-j-farmer-pt…

    Il Grande Disegno (1977) è il più lungo tra i libri del ciclo. I personaggi da gestire si fanno più numerosi e le vicende si intersecano avanzando ...(continue)

    rece completa qui: http://beatblog2.blogspot.it/2012/05/philip-j-farmer-pt…

    Il Grande Disegno (1977) è il più lungo tra i libri del ciclo. I personaggi da gestire si fanno più numerosi e le vicende si intersecano avanzando verso la conclusione (seppur ancora lontana); e intanto si discute di fede e religione, discriminazione e sessualità. La storia, essenzialmente, narra di come gruppi diversi di persone intraprendano, con ragioni e modalità diverse, la stessa ricerca, mano a mano intersecandosi con tanto di colpi di scena e battaglie, a seguito delle premesse raccontate nei due capitoli precedenti.
    Farmer riprende quota con parti brillanti e avvincenti, usando i suoi personaggi migliori, sebbene ogni tanto ecceda in passaggi storico-biografici. Sempre molto attento alla parte filosofica, discute – attraverso i personaggi – delle Chiese che tentano di spiegare gli eventi del Mondo del Fiume, delle convinzioni religiose dei personaggi stessi; nonché del loro passato letterario (in questo episodio entra in gioco persino Jack London) e personale (nel personaggio di Jill, una bisessuale e femminista, troviamo il Farmer più provocante che discute l'etica della sessualità).

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    Matt Mediomondo said on Oct 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La trama diventa sempre più ingarbugliata e meno interessante!
    Continuo solo per sapere chi sono i creatori del Mondo fiume!

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    Tex said on Oct 12, 2012 | Add your feedback

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    facciamo che aspetto di finire il ciclo completo, prima di recensire....perchè sennò lo stronco di brutto!

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    Andy Gold said on Oct 10, 2012 | Add your feedback

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