The Dark Tower, Book 1

The Gunslinger

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Publisher: Donald M. Grant Publishers

3.8
(4861)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , French , Italian , Chi traditional , Portuguese , German , Swedish , Dutch , Russian , Polish , Hungarian , Czech , Greek , Japanese

Isbn-10: 0937986518 | Isbn-13: 9780937986516 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
"An impressive work of mythic magnitude. May turn out to be Stephen King's greatest literary achievement." (Atlanta Journal-Constitution)

"Brilliant, fresh, and compelling...will leave you panting for more." (Booklist)
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  • 5

    introduzione

    Un libro che sta alla base della storia vera e propria, le fondamenta di una saga che tiene incollato il lettore sulle pagine dall'inizio alla fine. CAPOLAVORO

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Ragazzi, che fatica leggere King... almeno per me. 10 giorni per leggere 167 pagine, ringrazio che non fosse più lungo. Anzi, forse l'ho scelto proprio perchè corto, chissà. Stavo cercando un libro di ...continue

    Ragazzi, che fatica leggere King... almeno per me. 10 giorni per leggere 167 pagine, ringrazio che non fosse più lungo. Anzi, forse l'ho scelto proprio perchè corto, chissà. Stavo cercando un libro di King che si distaccasse un po' da It, l'unico libro suo che avevo letto, ma può darsi che la lunghezza abbia influito. Forse.
    Comuqnue, la storia è ambientata in uno scenario decisamente apocalittico. La Terra ha tutta l'aria di essere reduce da più di una guerra atomica. Tutta la tecnologia sembra andata persa, ma guarda caso le pistole esistono ancora. Lo stesso non si può dire di molte altre cose.
    Onestamente non so cosa vorrebeb raccontare Stephen King con questo racconto. Forse con gli altri libri si svelerà l'arcano, ma una delle cose che non mi piacciono qui è Jake. Non che non mi sia simpatico, ma che caspita, è chiedere troppo una spiegazione migliore di come sia finito lì? E' chiaro che viene dal nostro tempo, ma era stato investito da una macchina ed era morto, come ha fatto a finire centinaia (migliaia?) d'anni nel futuro nel bel mezzo del deserto? E che senso ha avuto per lui essere stato trovato da Roland per poi essere "sacrificato"? Davvero uccidere l'uomo in nero era più importante di Jake? Senza contare che alla fine non lo uccide nemmeno, è più corretto dire che è il tempo a farlo. Si mette pure a parlare ambilmente con lui dopo aver abbandonato Jake!
    A questo proposito, siamo sicuri che sia morto? Io nutro la speranza di un colpo di scena in cui lui è riuscito a salvarsi dopo che Roland è andato a parlare con l'uomo in nero.

    said on 

  • 0

    Stephen King. Il re.
    Chi non lo conosce, soprattutto per le enne trasposizioni cinematografiche dei suoi libri.
    La mia conoscenza era limitata ai film: Shining turbò molti sonni della mia giovinezza.
    ...continue

    Stephen King. Il re.
    Chi non lo conosce, soprattutto per le enne trasposizioni cinematografiche dei suoi libri.
    La mia conoscenza era limitata ai film: Shining turbò molti sonni della mia giovinezza.
    Ho appena cominciato il recupero, affrontando il primo romanzo della saga La torre nera.
    Prima impressione: straniante.
    Il western contaminato dal fantasy contaminato dallo splatter contaminato dalla fantascienza postapocalittica (a posteriori la definirei preapocalittica).
    (Seconda impressione: inquietante; terza impressione: avviluppante.)

    “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.”

    Chi è l’uomo in nero? Chi è il pistolero? E dov’è questo strano deserto che sembra non terminare mai, dove l’unica pianta che cresce è l’erba canina, la gramigna?
    Procedendo nella lettura queste domande hanno avuto risposta ma millanta altri interrogativi si sono generati, interrogativi ai quali lo stesso King, nella nota finale, dice di non avere ancora risposta.

    “Ma che dire dell’oscuro passato del pistolero? Mio Dio, ne so così poco. E la rivoluzione che rovescia il “mondo di luce” del pistolero? Non ne so niente. (…) Una cosa so: a un certo punto, in un tempo magico, ci sarà una sera purpurea (una sera fatta apposta per fantasticare!) in cui Roland arriverà alla sua Torre Nera e vi si avvicinerà dando fiato alla sua tromba… e se mai dovessi esserci anch’io, sarete i primi a saperlo.”

    Molte storie d’ammore iniziano con il colpo di fulmine, con una scintilla.
    La mia è in questo passo:
    Forse tu hai visto che luogo occupa il nostro universo nello schema di tutte le cose, quello di un atomo in uno stelo d’erba. (…)
    Pensa a come diventiamo piccoli noi davanti a una simile concezione della realtà, pistolero! Se davvero un Dio soprintende a tutto, è pensabile che dispensi giustizia per una razza di esseri infinitesimali in mezzo a un’infinità di razze analoghe?(…)
    Le Dimensioni, pistolero… le Dimensioni. ..
    Ma possiamo spingerci ancora più avanti. Supponiamo che tutti i mondi e tutti gli universi si incontrino in un unico nesso, un pilone comune, una Torre.”

    King alla Torre ci è arrivato. Ci voglio arrivare anche io.
    (King, Il re.)

    said on 

  • 2

    Come un film di Sergio Leone...

    ... e quindi lungo (malgrado le duecento pagine), lento e solenne. Però a me i film di Leone non piacciono molto e pertanto anche questo King l'ho trovato pesantuccio, pur cogliendo qua e là idee e pa ...continue

    ... e quindi lungo (malgrado le duecento pagine), lento e solenne. Però a me i film di Leone non piacciono molto e pertanto anche questo King l'ho trovato pesantuccio, pur cogliendo qua e là idee e passaggi veramente belli. Tuttavia i fan della Torre Nera mi hanno raccomandato di perseverare... e io persevero, sperando che il prossimo sia migliore.

    said on 

  • 3

    In attesa dei successivi

    Ripreso a distanza di tanti anni. Pillole di King in qua ed in là, si legge bene come sempre, c'è qualche picco, però è molto breve e, di fatto, non conclusivo. Forse leggere i successivi capitoli del ...continue

    Ripreso a distanza di tanti anni. Pillole di King in qua ed in là, si legge bene come sempre, c'è qualche picco, però è molto breve e, di fatto, non conclusivo. Forse leggere i successivi capitoli della saga rivaluterà anche questo.

    said on 

  • 3

    Sento parlare di questa serie da tantissimo.
    Questo primo volume non è niente di particolarmente memorabile, ma credo che prima o poi tornerò sul tema e leggerò il secondo volume.
    Primo libro di King ...continue

    Sento parlare di questa serie da tantissimo.
    Questo primo volume non è niente di particolarmente memorabile, ma credo che prima o poi tornerò sul tema e leggerò il secondo volume.
    Primo libro di King che leggo in lingua originale, ho sofferto un po' i cambi di stile in corsa, a volte scorrevolissimo, altre davvero troppo visionario per i miei gusti e le mie competenze.

    said on 

  • 3

    L'inizio è sempre l'inizio.

    Preso singolarmente il libro non è nulla di che; ma è pur stato scritto con l'idea già chiara di essere solo l'antipasto, la porta che solo nei libri successivi si spalancherà davanti un intero mondo ...continue

    Preso singolarmente il libro non è nulla di che; ma è pur stato scritto con l'idea già chiara di essere solo l'antipasto, la porta che solo nei libri successivi si spalancherà davanti un intero mondo in cui fantasy, apocalittico e far west si mescolano in qualcosa di unico. Nonostante King sia il re dell'horror, è proprio in libri come questo (che si scostano dalla tematica degli "incubi") che la penna del Nostro diventa scorrevole come non mai.
    È un libro da leggere in massimo 2giorni.
    Consigliato agli amanti di MadMax; Hokuto no Ken; Il buono, il brutto e il cattivo; l'intera serie di Fallot.

    said on 

  • 4

    Grande inizio saga...

    Poche parole al termine di questo primo libro del ciclo della Torre Nera.
    Entusiasmo e gratitudine...
    E adesso via dentro il secondo volume

    said on 

  • 3

    L'introduzione al mondo di King

    E' forse il libro più ostico della serie, probabilmente per il fatto che vengono introdotti diversi personaggi che poi, con il tempo, andremo a comprendere maggiormente e ad amare ancor di più.
    E' anc ...continue

    E' forse il libro più ostico della serie, probabilmente per il fatto che vengono introdotti diversi personaggi che poi, con il tempo, andremo a comprendere maggiormente e ad amare ancor di più.
    E' anche il libro più breve della serie, all'inizio di tutto, come se volesse essere un preludio, un assaggio di ciò che sarà, o forse semplicemente non si sapeva ancora cosa poi sarebbe nato da quelle prime pagine.
    incontriamo l'uomo in nero, Roland, Jake e anche per questi ultimi due è il loro primo incontro e la nascita del loro complesso legame.
    Ci sono due versioni di questo romanzo: una più succinta e una arricchita (dopo il 2003) di alcuni particolari. Tanto vale leggere la seconda, perché sono davvero identiche nei capitoli in comune e la versione più recente ha delle parti in più.
    Roland è distante, l'ultimo dei pistoleri e Jake è forse un carattere già troppo complesso, già così maturo per la propria età, ma che si porta ancora inevitabilmente dentro le incertezze e insicurezze della giovinezza.
    L'uomo in nero è una figura nebulosa, oscura e inquietante, ma non vengono ancora espresse appieno le sue facoltà.
    L'ultimo cavaliere è uno sguardo sulle varie possibilità, su ciò che sarà e su ciò che avremo, è la porta sull'universo di King che ci porterà a conoscere il legame fra alcuni dei suoi romanzi e dei suoi protagonisti.

    said on 

  • 2

    Dopo aver messo otto giorni a leggere le ottocento pagine di It, ci ho messo due mesi a completare le duecento scarse pagine de L'ultimo cavaliere. Mi è piaciuto veramente solo il flashback sul ragazz ...continue

    Dopo aver messo otto giorni a leggere le ottocento pagine di It, ci ho messo due mesi a completare le duecento scarse pagine de L'ultimo cavaliere. Mi è piaciuto veramente solo il flashback sul ragazzino e la sacerdotessa grassa. Tutto il resto mi è sembrato troppo, troppo lento e privo di interesse. Non mi ha certo incuriosito verso il resto della serie.

    said on 

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