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The Dark Tower, Book 2

The Drawing of the Three

By

Publisher: Signet

4.2
(3455)

Language:English | Number of Pages: 480 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , French , Italian , Chi traditional , German , Portuguese , Swedish , Dutch , Japanese , Polish , Czech , Hungarian , Greek , Russian

Isbn-10: 0451210859 | Isbn-13: 9780451210852 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Beginning with a short story appearing in The Magazine of Fantasy and Science Fiction in 1978, the publication of Stephen King's epic work of fantasy-what he considers to be a single long novel and his magnum opus-has spanned a quarter of a century.

Set in a world of extraordinary circumstances, filled with stunning visual imagery and unforgettable characters, The Dark Tower series is King's most visionary feat of storytelling, a magical mix of science fiction, fantasy, and horror that may well be his crowning achievement. In November 2003, the fifth installment, Wolves of the Calla, will be published under the imprint of Donald M. Grant, with distribution and major promotion provided by Scribner. Song of Susannah, Book VI, and The Dark Tower, Book VII, will follow under the same arrangement in 2004. With these last three volumes finally on the horizon, readers-countless King readers who have yet to delve into The Dark Tower and a multitude of new and old fantasy fans-can now look forward to reading the series straight through to its stunning conclusion. Viking's elegant reissue of the first four books ensures that for the first time The Dark Tower will be widely available in hardcover editions for this eager readership.
Sorting by
  • 0

    Il primo capitolo di questa saga è già un ricordo lontano. infatti, quel senso di indeterminatezza, quella vicenda così distante, assume qui dei contorni più chiari. anche se le tre porte apparse chissà come sulla spiaggia, porta Roland ad interfacciarsi col "nostro" mondo, in momenti diversi, e ...continue

    Il primo capitolo di questa saga è già un ricordo lontano. infatti, quel senso di indeterminatezza, quella vicenda così distante, assume qui dei contorni più chiari. anche se le tre porte apparse chissà come sulla spiaggia, porta Roland ad interfacciarsi col "nostro" mondo, in momenti diversi, e a reclutare i suoi compagni di viaggio. decisamente questo capitolo coinvolge maggiormente e stuzzica la curiosità necessaria per proseguire nella lettura.

    said on 

  • 4

    Andiam, andiam, la Torre Nera a Trollar

    Roland il pistolero.
    Eddie il Fattone.
    Odetta/detta Walker/Susannah Dean/X Y la negra psicopatica dalle personalità multiple.
    Ho molto gradito la parte di Eddie.
    Il problema è l'antiepica del Re Idiota. Un pistolero, un fattone e una psicopatica che ricorda vagamente gollu ...continue

    Roland il pistolero.
    Eddie il Fattone.
    Odetta/detta Walker/Susannah Dean/X Y la negra psicopatica dalle personalità multiple.
    Ho molto gradito la parte di Eddie.
    Il problema è l'antiepica del Re Idiota. Un pistolero, un fattone e una psicopatica che ricorda vagamente gollum, in un assurdo vagabondare in un deserto in cui la sopravvivenza è inverosimile.
    Senza contare che Roland sembra essersi portato dietro un camion pieno di cartucce.
    Nel complesso seppur un libro piacevole, ha il gusto amaro delle opere del Re Idiota, che non riesce a lasciarsi alle spalle l'inverosimile e il suo spingere al limite del grottesco la narrativa.
    Al prossimo episodio.

    said on 

  • 5

    Dopo il lungo prologo de "L'ultimo cavaliere" la saga della Torre Nera prende vita. Roland chiama i suoi nuovi compagni di ventura trovandosi molto in difficoltà per colpa di un incidente che lo porterà più volte vicino alla morte, ma la sua tenacia (o testardaggine) lo porteranno a compiere semp ...continue

    Dopo il lungo prologo de "L'ultimo cavaliere" la saga della Torre Nera prende vita. Roland chiama i suoi nuovi compagni di ventura trovandosi molto in difficoltà per colpa di un incidente che lo porterà più volte vicino alla morte, ma la sua tenacia (o testardaggine) lo porteranno a compiere sempre un passo in avanti anche quando tutto sembra perduto.
    Il pistolero, in questo libro, inizia a rivelare un po' di più la sua personalità dimostrando che non è solo un "cuore freddo dagli occhi di ghiaccio" come i famosi cowboy cha hanno ispirato la sua figura: nonostante il suo apparente distacco su tutto e su tutti, all'infuori della sua missione, nella sua mente pragmatica vivono ricordi dolorosi, fantasmi e un'anima lacerata; il suo è un grande peso (forse quanto quello di Frodo nel portare l'Unico anello) ma che porta a schiena dritta verso la sua meta.
    Di sicuro questo secondo capitolo della sega si legge divorando pagina dopo pagina, riuscendo a staccarsi dal libro solo con un grande sforzo ed un piccolo senso di colpa.
    L'unica pecca sono i vari errori di stampa che ogni tanto saltano fuori.

    said on 

  • 5

    三道門三種類型

    金塞爺是不是因為童心大發,玩起「類型」配對遊戲來著...
    不提黑塔Ⅰ最後的槍客 標準的西部片風格;主人翁羅蘭簡直是按照西部牛仔的形象塑造出來的
    單看黑塔Ⅱ三張預言牌 裡面出現的三道門 每進入一道門就是一種類型
    第一道門:囚犯 火拚的場面讓我不得不想起黑幫電影
    第二扇門:陰影夫人 則是驚悚片的模擬 精神分裂的黛塔與歐黛塔兩人的相互轉換不就是希區考克‧驚魂記嗎?
    第三道門:推人者 讓我直接連結警匪片 而持槍的羅蘭簡直是魔鬼終結者的分身
    然而,我覺得最有趣的部分是最後槍客羅蘭追尋黑塔 沿途找夥伴的旅程,不就是西遊記嗎?而且 ...continue

    金塞爺是不是因為童心大發,玩起「類型」配對遊戲來著...
    不提黑塔Ⅰ最後的槍客 標準的西部片風格;主人翁羅蘭簡直是按照西部牛仔的形象塑造出來的
    單看黑塔Ⅱ三張預言牌 裡面出現的三道門 每進入一道門就是一種類型
    第一道門:囚犯 火拚的場面讓我不得不想起黑幫電影
    第二扇門:陰影夫人 則是驚悚片的模擬 精神分裂的黛塔與歐黛塔兩人的相互轉換不就是希區考克‧驚魂記嗎?
    第三道門:推人者 讓我直接連結警匪片 而持槍的羅蘭簡直是魔鬼終結者的分身
    然而,我覺得最有趣的部分是最後槍客羅蘭追尋黑塔 沿途找夥伴的旅程,不就是西遊記嗎?而且夥伴也是3個,奇妙的數字...

    said on 

  • 3

    e mezza..

    Non mi ha ancora convinto; il viaggio fantasy che mi aspetto, alla Tolkien, ancora non è stato intrapreso. Va bene la caratterizzazione dei personaggi, ma 460 pagine per chiamarne tre mi sembrano eccessive. Confido ancora nei prossimi capitoli..

    said on 

  • 3

    Non riesce ad entusiasmarmi...

    Non ho mai impiegato così tanto tempo per ultimare un libro. Giusto alla fine ci stavo prendendo gusto....non è sicuramente una delle opere che preferisco di zio Steve. Spero di ricredermi nel terzo capitolo.

    said on 

  • 3

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Senza contare Odetta-Detta è un ...continue

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Senza contare Odetta-Detta è un personaggio insopportabile.
    Non mancano aspetti positivi, ma per ora la saga della Torre Nera mi sta deludendo.
    Se anche il terzo volume è su questo livello, sarò costretto ad abbandonare la saga.

    said on 

  • 5

    Il mio Capitolo preferito della Saga

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D


    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto tutto, e il fatto che sia uno dei migliori ...continue

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D

    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto tutto, e il fatto che sia uno dei migliori della Saga della Torre Nera, fa di lui uno dei migliori libro dello scrittore del Maine :D

    Perché è il migliore? Ecco, perché solo uno che è nato e cresciuto nel Maine, può vedere in un aragosta, simbolo dello stato che compare anche sulle targhe della auto, una minaccia, e non solo una minaccia, ma un vero orrido mostro che compare la notte come un Licantropo, le “Aramostre” attaccano Roland come fanno con il lettore, all’inizio del romanzo, può mai essere una minaccia concreata un aragosta?

    Nel Mondo di Roland, un mondo che è andato avanti si, e non solo, è anche un orrida creatura capace di andarti sottopelle con le sue domande al vento (“Didadeci?”), sempre se la pelle non te la stacca proprio…

    L’inizio è Shock, non commenterò per non rovinare la lettura, perché da quanto mi piace questo pezzo, vorrei citare tutto, Balazar, il toro Ferdinando, le porte, e i tre ospiti dietro di loro, come direbbe Eddie, gli ospiti dietro la porta numero uno, la porta numero due e la porta numero tre…

    Chi è Eddie? Il vostro prossimo personaggio preferito mi verrebbe da dire :D

    In meno di 500 pagine, lo Zio Stevie non solo introduce tre personaggio pazzeschi (O dovrei dire quattro? :p) ma riesce a caratterizzarlo come solo lui sa fare, rendendoli gli ideali compagni di viaggio, un viaggio lungo, quello verso la Torre.
    Ma al pari di “The Wizard and the glass” questo secondo capitolo è una Battuta di arresto sulla via della Torre, ma non perché ci sono storie da raccontare, solo perché è necessario sopravvivere, e a ben pensarci, Roland e i protagonisti della chiamata, sono personaggi spezzati, Roland è minato nel fisico, come mai nella sua vita, così come Eddie, Il Prigioniero che si porta dietro la sua scimmia, La Signora delle ombre è talmente spezzata da essere due facce della stessa medaglia, così come l’ultimo invitato, precisissimo nelal vita normale, ancora più metodico nella sua vita altra…
    Tutti insieme dovranno sopravvivere, legati a filo doppio, perché le porte sparirebbero con la morte di uno di loro, e proprio le porte, insieme alle “Aramostre” sono la trovata più fuori di testa di Zio Stevie.

    Provate a leggerlo, ditemi se non è già un film, la capacità di King di descrivere un personaggio “Alieno” all’interno della mente e del corpo di un altro, che si muove nel nostro mondo, è totale, letteralmente King ci fa vedere il nostro mondo, con gli occhi di un personaggio che viene da un altro mondo (“Perché uno dovrebbe volere l’eroina, quando può comprare legalmente lo zucchero?”), una cosa che avrebbe rifatto nelle parti migliori di un altro romanzo (“L’Acchiappasogni”) qui il giochetto, che potrebbe stancare o mostrare il fianco, viene portato avanti per quasi tutto il romanzo, senza perdere MAI un colpo :D

    Letteralmente vedi come Eddie e Susannah sono diventati parte del Ka-Tet, per un libro che si divora, in cui il tempo che scorre è una minaccia, non vedrete mai più le cose allo stesso modo, dopo averle viste attraverso gli occhi di Roland/Jack Mort alla ricerca dell’Astina, del Keplex e delle munizioni :D

    No, non ho un dubbio, mai avuto uno in tutta la vita, il mio romanzo preferito della Torre Nera è “La Chiamata dei Tre”, leggetelo e vedrete se non mi darete ragione :D

    said on 

  • 4

    La chiamata dei tre, Stephen King

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l'introduzione dei due personaggi di Eddie ...continue

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l'introduzione dei due personaggi di Eddie e di Odetta Holmes/Detta Walker, che affiancano il nostro Roland durante il viaggio verso la Torre Nera. Le loro storie, il loro passato e i loro demoni rendono la narrazione vivace e interessante, cosa meno spiccata nel primo volume in cui il protagonista quasi assoluto è Roland, con l'accompagnamento - successivamente - del piccolo Jake.
    Come in molti altri racconti dallo stampo fantasy, si nota come le figure di "appoggio" risultino invece fondamentali per il protagonista e, in generale, per la bellezza della storia.
    Lo stile rimane la pecca di Stephen King, ma è un'opinione del tutto soggettiva. Personalmente ho apprezzato molto poco, per esempio, la "libertà di linguaggio" di Detta. Comprendo la necessità di estremizzare il personaggio ed evidenziarne il carattere e la natura malvagia, ma King avrebbe potuto mettere più colore alle parole senza la necessità di essere così tanto volgare.
    La storia si legge in maniera scorrevole, nonostante alcuni punti della trama siano particolarmente complessi.
    Generalmente, comunque, l'impressione tratta è molto positiva (anche se - tengo a precisare - si tratta ancora di rilettura).

    said on 

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