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The Dark Tower, Book 2

The Drawing of the Three

By Stephen King

(131)

| Mass Market Paperback | 9780451210852

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Book Description

Beginning with a short story appearing in The Magazine of Fantasy and Science Fiction in 1978, the publication of Stephen King's epic work of fantasy-what he considers to be a single long novel and his magnum opus-has spanned a quarter of a ce Continue

Beginning with a short story appearing in The Magazine of Fantasy and Science Fiction in 1978, the publication of Stephen King's epic work of fantasy-what he considers to be a single long novel and his magnum opus-has spanned a quarter of a century.

Set in a world of extraordinary circumstances, filled with stunning visual imagery and unforgettable characters, The Dark Tower series is King's most visionary feat of storytelling, a magical mix of science fiction, fantasy, and horror that may well be his crowning achievement. In November 2003, the fifth installment, Wolves of the Calla, will be published under the imprint of Donald M. Grant, with distribution and major promotion provided by Scribner. Song of Susannah, Book VI, and The Dark Tower, Book VII, will follow under the same arrangement in 2004. With these last three volumes finally on the horizon, readers-countless King readers who have yet to delve into The Dark Tower and a multitude of new and old fantasy fans-can now look forward to reading the series straight through to its stunning conclusion. Viking's elegant reissue of the first four books ensures that for the first time The Dark Tower will be widely available in hardcover editions for this eager readership.

255 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Se ...(continue)

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Senza contare Odetta-Detta è un personaggio insopportabile.
    Non mancano aspetti positivi, ma per ora la saga della Torre Nera mi sta deludendo.
    Se anche il terzo volume è su questo livello, sarò costretto ad abbandonare la saga.

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    Mgcgio said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il mio Capitolo preferito della Saga

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D

    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto t ...(continue)

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D

    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto tutto, e il fatto che sia uno dei migliori della Saga della Torre Nera, fa di lui uno dei migliori libro dello scrittore del Maine :D

    Perché è il migliore? Ecco, perché solo uno che è nato e cresciuto nel Maine, può vedere in un aragosta, simbolo dello stato che compare anche sulle targhe della auto, una minaccia, e non solo una minaccia, ma un vero orrido mostro che compare la notte come un Licantropo, le “Aramostre” attaccano Roland come fanno con il lettore, all’inizio del romanzo, può mai essere una minaccia concreata un aragosta?

    Nel Mondo di Roland, un mondo che è andato avanti si, e non solo, è anche un orrida creatura capace di andarti sottopelle con le sue domande al vento (“Didadeci?”), sempre se la pelle non te la stacca proprio…

    L’inizio è Shock, non commenterò per non rovinare la lettura, perché da quanto mi piace questo pezzo, vorrei citare tutto, Balazar, il toro Ferdinando, le porte, e i tre ospiti dietro di loro, come direbbe Eddie, gli ospiti dietro la porta numero uno, la porta numero due e la porta numero tre…

    Chi è Eddie? Il vostro prossimo personaggio preferito mi verrebbe da dire :D

    In meno di 500 pagine, lo Zio Stevie non solo introduce tre personaggio pazzeschi (O dovrei dire quattro? :p) ma riesce a caratterizzarlo come solo lui sa fare, rendendoli gli ideali compagni di viaggio, un viaggio lungo, quello verso la Torre.
    Ma al pari di “The Wizard and the glass” questo secondo capitolo è una Battuta di arresto sulla via della Torre, ma non perché ci sono storie da raccontare, solo perché è necessario sopravvivere, e a ben pensarci, Roland e i protagonisti della chiamata, sono personaggi spezzati, Roland è minato nel fisico, come mai nella sua vita, così come Eddie, Il Prigioniero che si porta dietro la sua scimmia, La Signora delle ombre è talmente spezzata da essere due facce della stessa medaglia, così come l’ultimo invitato, precisissimo nelal vita normale, ancora più metodico nella sua vita altra…
    Tutti insieme dovranno sopravvivere, legati a filo doppio, perché le porte sparirebbero con la morte di uno di loro, e proprio le porte, insieme alle “Aramostre” sono la trovata più fuori di testa di Zio Stevie.

    Provate a leggerlo, ditemi se non è già un film, la capacità di King di descrivere un personaggio “Alieno” all’interno della mente e del corpo di un altro, che si muove nel nostro mondo, è totale, letteralmente King ci fa vedere il nostro mondo, con gli occhi di un personaggio che viene da un altro mondo (“Perché uno dovrebbe volere l’eroina, quando può comprare legalmente lo zucchero?”), una cosa che avrebbe rifatto nelle parti migliori di un altro romanzo (“L’Acchiappasogni”) qui il giochetto, che potrebbe stancare o mostrare il fianco, viene portato avanti per quasi tutto il romanzo, senza perdere MAI un colpo :D

    Letteralmente vedi come Eddie e Susannah sono diventati parte del Ka-Tet, per un libro che si divora, in cui il tempo che scorre è una minaccia, non vedrete mai più le cose allo stesso modo, dopo averle viste attraverso gli occhi di Roland/Jack Mort alla ricerca dell’Astina, del Keplex e delle munizioni :D

    No, non ho un dubbio, mai avuto uno in tutta la vita, il mio romanzo preferito della Torre Nera è “La Chiamata dei Tre”, leggetelo e vedrete se non mi darete ragione :D

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    CASSIDY said on Jul 15, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    ebook

    Lunghissimo e poco entusiasmante. Non una brutta storia, ma esposta male.

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    Bestia Malvagia said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La chiamata dei tre, Stephen King

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l' ...(continue)

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l'introduzione dei due personaggi di Eddie e di Odetta Holmes/Detta Walker, che affiancano il nostro Roland durante il viaggio verso la Torre Nera. Le loro storie, il loro passato e i loro demoni rendono la narrazione vivace e interessante, cosa meno spiccata nel primo volume in cui il protagonista quasi assoluto è Roland, con l'accompagnamento - successivamente - del piccolo Jake.
    Come in molti altri racconti dallo stampo fantasy, si nota come le figure di "appoggio" risultino invece fondamentali per il protagonista e, in generale, per la bellezza della storia.
    Lo stile rimane la pecca di Stephen King, ma è un'opinione del tutto soggettiva. Personalmente ho apprezzato molto poco, per esempio, la "libertà di linguaggio" di Detta. Comprendo la necessità di estremizzare il personaggio ed evidenziarne il carattere e la natura malvagia, ma King avrebbe potuto mettere più colore alle parole senza la necessità di essere così tanto volgare.
    La storia si legge in maniera scorrevole, nonostante alcuni punti della trama siano particolarmente complessi.
    Generalmente, comunque, l'impressione tratta è molto positiva (anche se - tengo a precisare - si tratta ancora di rilettura).

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    Madame Blanche said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The Prisoner, The Lady of Shadows and The Pusher...

    Continua senza soste la mia lettura della saga della Dark Tower e in pochi giorni ho divorato pure il secondo libro: un po' mi spiace leggere così 'voracemente' (come sempre) ma la storia chiama e non so resistere...

    Dopo il lungo conciliabol ...(continue)

    Continua senza soste la mia lettura della saga della Dark Tower e in pochi giorni ho divorato pure il secondo libro: un po' mi spiace leggere così 'voracemente' (come sempre) ma la storia chiama e non so resistere...

    Dopo il lungo conciliabolo con l'uomo in nero, Roland si ritrova su una spiaggia sconosciuta dove viene improvvisamente attaccato da creature mostruose provenienti dall'immenso mare che gli sta dinanzi: gravemente ferito e forse non più in grado di fare 'ciò che sa fare meglio', Roland capisce che la creature non lo hanno solo menomato ma anche avvelenato e il tempo che gli resta è poco.
    Lungo la spiaggia, in lontananza, gli sembra però di scorgere qualcosa di "estraneo". Mano a mano che si avvicina, la visione si fa sempre più chiara: è una porta, una porta che si regge sul nulla e che reca la scritta "The Prisoner". In fin di vita e memore della profezia dell'oracolo e delle parole dell'uomo in nero, il pistolero apre la porta verso il primo 'componente' del suo ka-tet, lo sparuto gruppo che lo accompagnerà nella sua folle ricerca della Torre Nera.
    Prima viene il Prigioniero "il cui demone si chiama Eroina", poi la Signora delle ombre "che è una ma forse due", poi lo 'Spacciatore' che "è la morte, ma non per lui"...
    Tra malattia e follia, amicizia e odio, delirio e remissione, realtà parallele e salti temporali, il pistolero dovrà riunire le carte del suo destino per rimettersi sulla via della Torre...

    Bellissimo questo secondo capitolo della saga, da sempre tra i miei preferiti dell'intera produzione kinghiana: non che questa serie abbia dei "punti giù" particolari (anzi, non ne ha affatto secondo me) ma questo è sicuramente uno dei "punti più su" possibili! :)
    Qui infatti, il buon Stephen King, oltre alla sua abituale cura maniacale dei dettagli (si riesce quasi a vivere la sconfinatezza della spiaggia e dell'Oceano che la bagna) e alle perfette descrizioni dei protagonisti e delle loro sensazioni (il delirio del pistolero febbricitante nelle "mescolate" è geniale a dir poco), inizia con i salti nello spazio e nel tempo che prenderanno sempre più piede nella saga portandosi appresso tutti i paradossi del caso...

    Pur essendo di più semplice intuizione rispetto al primo libro della serie, la lingua presenta cmq delle particolarità e delle ricercatezze difficili da cogliere senza un qualche 'aiuto esterno': inoltre, l'uso dello "slang nero" quando parla Detta non è semplicissimo da intuire specie per chi, pur avendo una buona conoscenza d'inglese, conosce solo quello "standard". Ad ogni modo, una lettura non complessissima ma non certo senza qualche piccolo scoglio...

    I punti "salienti":
    *Il risveglio e il dolore
    *La porta
    *Eddie, il prigioniero
    *Mescolata
    *Detta e Odetta
    *Mescolata
    *Lo spacciatore

    Secondo romanzo della saga The Dark Tower.

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    Gio said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ...keep on listening to, part 2!

    Dopo aver "assaggiato" per la prima volta un audiolibro e essermi auto fanculizzato per aver aspettato tanto a provare, ho deciso di proseguire sulla strada appena intrapresa e continuare con la lettura, anzi, l'ascolto, della saga della Dark Tower! ...(continue)

    Dopo aver "assaggiato" per la prima volta un audiolibro e essermi auto fanculizzato per aver aspettato tanto a provare, ho deciso di proseguire sulla strada appena intrapresa e continuare con la lettura, anzi, l'ascolto, della saga della Dark Tower!

    Dopo aver a lungo conferito con l'Uomo in Nero, Roland si sveglia su una spiaggia apparentemente senza fine e subito le cose si mettono molto molto male per lui; menomato e mutilato, senza speranza di sopravvivere vede in lontananza un miraggio, una porta che si erge nel nulla, una porta che sarà solo la prima di tre per il suo Ka-tet e il suo destino...

    Nonostante non sia riuscito, a differenza del primo libro, a procurarmi l'edizione (rara e supercostosa) letta da King stesso e abbia dovuto "ripiegare" su quella letta da Frank Muller, devo dire che le mie sensazioni restano invariate!
    Il fatto che Muller non sia King ha un lato negativo (un libro letto dal suo autore rende ovviamente al suo massimo cosa che non sempre avviene, per forza di cose, se letto da qualcun altro, per quanto bravo egli/ella sia) ma anche uno positivo (essendo del ramo, il tizio ci sa fare, bisogna ammetterlo ed è proprio un piacere ascoltare un lettore così) e questi fattori si bilanciano ottimamente lasciando solo il piacere dell'ascolto: certo, devo ammettere che i primi cinque minuti mi hanno lasciato un attimino "stranito" per il cambio di voce ma mi sono abituato in fretta e le 12 ore abbondanti di lettura sono volate anche troppo velocemente!

    Questo (per me nuovo) "ascoltare uno che ti legge il libro" comincia a diventare molto interessante e pure una buona cosa per un ripasso/approfondimento dell'ascolto in lingua inglese che non fa mai male!

    Ora "mi tocca" iniziare The Waste Lands, sempre in compagnia del buon Frank! Wow! :)

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    Gio said on May 27, 2014 | Add your feedback

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