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The Dark Tower, Book 7

The Dark Tower

By

Publisher: Hodder Paperback

4.4
(2195)

Language:English | Number of Pages: 736 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Polish , Portuguese , Dutch , Chi traditional , Chi simplified , Czech , Greek , Russian

Isbn-10: 0340836172 | Isbn-13: 9780340836170 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    L’ultimo (e il più voluminoso) dei tomi della saga, ammetto che l’interesse dal volume precedente venendo avanti è andato sempre più scemando. Siamo alla resa dei conti e ci sono diverse sfide in ball ...continue

    L’ultimo (e il più voluminoso) dei tomi della saga, ammetto che l’interesse dal volume precedente venendo avanti è andato sempre più scemando. Siamo alla resa dei conti e ci sono diverse sfide in ballo e questa è una bella cosa (particolarmente godibile quella fra il più vecchio nemico del pistolero, “l’uomo in nero”, e Mordred, figlio di Susannah, del nostro protagonista e pure del Re Rosso). Assistiamo a diverse dipartite eccellenti prima di giungere alla Torre, ma questi episodi sono stati in qualche modo attenuati… da cosa? in primis dai personaggi banali comparsi ultimamente come funghi e poi dal lungo e periglioso cammino; quando dico lungo e periglioso cammino non mi riferisco all’evolversi della storia ma ai ripetuti, onnipresenti, estenuanti ed interminabili scambi di battute che danno sempre lo stesso risultato: 19… oppure: ka-battelapesca… con i personaggi in atteggiamento compiaciuto. È come quelle vecchie barzellette che tutti ormai conoscono e non fanno più ridere nessuno, ma qualcuno continua imperterrito a raccontarle. In questo caso a farlo è King che, come Bastian nella Storia Infinita, deve portare avanti il racconto col frutto della propria fantasia se vuole salvare quel mondo (ed in questo caso anche tutti gli altri).
    Da quando sono rimasti solo Roland e Susannah la storia riacquista un po’ l’equilibrio ormai da tempo perduto anche se si tende comunque a tergiversare (vedi ad esempio l’avventura col brucone nella grotta, buttata lì proprio a caso…). Comunque l’avvicinarsi alla Torre si fa sentire anche per il lettore, ravviva il fuoco dell’interesse e della passione che si era affievolito sotto pagine e pagine di ka, di 19 e di termini inventati da King che hanno reso davvero snervante procedere. Forse proprio per questo si ha quasi la sensazione che per il finale l’autore se la sia cavata a buon mercato: Susannah va a ricomporre il quadretto familiare in un classico felici e contenti, Patrick che se ne va per la sua strada, Mordred messo sotto scacco dal bimbolo Oy, la prevedibile sorte del folle Re Rosso (intendo proprio la modalità con la quale sarebbe stato levato di mezzo ad un certo punto divenuta facilmente intuibile). Insomma, al finale ci si arriva letteralmente stanchi, non meno dello stesso Roland che arriva alla tanto agognata Torre e… la ruota del ka ricomincia a girare.

    Dando un giudizio finale (senza considerare “La leggenda del vento” che è ininfluente), posso dire che con i primi 5 volumi siamo di fronte ad un’opera straordinaria che tutti dovrebbero leggere, i due ultimi tomi però mi portano a ritrattare l’affermazione. Un autore invadente che tende a ripetersi e a farcire di banalità quello che era, e nonostante tutto rimane, un racconto davvero unico.
    Resto comunque dell’opinione che pur con tutti i suoi difetti la Torre Nera è una storia che merita di essere letta per la sua particolarità, e alla fine del viaggio anche voi vi sentirete spossati ma soddisfatti da quel lungo cammino che è la sua lettura.

    said on 

  • 5

    La fine...

    Con questo volume la saga finisce.
    Difficile fare una recensione senza dare spoiler (cosa che io odio): succedono tante cose, come si può immaginare e come è abitudine di King quella di far accadere s ...continue

    Con questo volume la saga finisce.
    Difficile fare una recensione senza dare spoiler (cosa che io odio): succedono tante cose, come si può immaginare e come è abitudine di King quella di far accadere sempre tutto verso le ultime pagine, e in alcuni punti ho pianto senza vergogna, nonostante fossi in treno.
    No, non c'è altro da dire...

    said on 

  • 4

    Splendida saga, che mi ha davvero divertito e intrattenuto. Ma alla fine dei conti preferisco dare quattro stelle all'intera serie piuttosto che cinque, anche se a ben vedere si tratta di una splendid ...continue

    Splendida saga, che mi ha davvero divertito e intrattenuto. Ma alla fine dei conti preferisco dare quattro stelle all'intera serie piuttosto che cinque, anche se a ben vedere si tratta di una splendida storia ricca di spunti e visionaria. Ritengo però che risenta troppo dell'ampio arco temporale in cui è stata scritta, ho inoltre trovato alcuni dei libri noiosi e abbastanza inutili nell'economia degli avvenimenti. Non amo inoltre lo stile di narrazione di King, a volte davvero troppo pedante e ricco di digressioni. A ulteriore riduzione del voto, non ho apprezzato la scelta degli avvenimenti della parte finale della storia con i cattivi spesso relegati a macchiette e alcune scelte effettuate dai personaggi che mi sono sembrate stridere con il carattere dimostrato fino a quel momento (uno su tutti Susannah). Nel complesso comunque una splendida storia consigliata soprattutto a chi ama King e le contaminazioni di genere. Sconsigliato a chi proprio non sopporta le storie colme di digressioni inutili e fronzoli superflui.

    said on 

  • 0

    Fine del disgusto

    Con questo romanzo si chiude il disgusto della serie della Torre Nera, in una apocalisse di autocitazionismo, in cui tutto si spiega con il niente, ossia "perché King scrive".
    That's it.

    said on 

  • 4

    È finita

    Forse le quattro stelle sono un po' generose, ma mi sono scappate col sorriso sulla bocca perché posso finalmente considerare la saga conclusa. E volente o nolente mi ha fatto piacere essere arrivato ...continue

    Forse le quattro stelle sono un po' generose, ma mi sono scappate col sorriso sulla bocca perché posso finalmente considerare la saga conclusa. E volente o nolente mi ha fatto piacere essere arrivato fino alla fine, aver conosciuto questi personaggi, averli seguiti in quest'avventura.
    Stephen King stesso ha affermato che la saga non è priva di difetti: per quanto mi riguarda in primis la prolissità che ormai lo affligge da anni. Sette volumi potevano in realtà essere tranquillamente condensati in 5, ma ormai non lo ferma più nessuno e ho perso la speranza a riguardo.

    L'espediente di inserire sé stesso come personaggio paga, la prima metà di questo ultimo capitolo si regge su una buona tensione legata al suo incidente. Nella seconda metà il ritmo rallenta, a volte abbastanza da essere esasperante, ma siamo così vicini alla meta che per una volta glielo perdoniamo.

    E poi è finita, basta. Mi ha lasciato con un sorriso sulla faccia e nonostante a volte abbia digrignato i denti nei confronti del signor King, alla fine ne è valsa la pena.

    said on 

  • 5

    ero rimasta perplessa dal finale, qualcosa che non ti aspetti nel modo più assoluto. Adesso, riflettendoci, ho capito che effettivamente non c'erano altri modi per concludere la storia di Roland. Dici ...continue

    ero rimasta perplessa dal finale, qualcosa che non ti aspetti nel modo più assoluto. Adesso, riflettendoci, ho capito che effettivamente non c'erano altri modi per concludere la storia di Roland. Diciamo grazie a sai King ; lunghi giorni e piacevoli notti.

    said on 

  • 4

    Credo che questo romanzo sia il degno finale della saga della Torre Nera.
    Non è perfetto, ma del resto questa è una saga imperfetta, lo stesso King lo riconosce nella postfazione...
    Grande inventiva e ...continue

    Credo che questo romanzo sia il degno finale della saga della Torre Nera.
    Non è perfetto, ma del resto questa è una saga imperfetta, lo stesso King lo riconosce nella postfazione...
    Grande inventiva e una storia davvero di ampio respiro, con vari momenti emotivamente intensi.
    Però anche qualche lungaggine evitabile e alcune scelte narrative discutibili.
    Ma pure un finale bellissimo.

    said on 

  • 0

    La Torre Nera - di Federica La Terza

    L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

    Inizia così una saga che dura ben 32 anni: 7 opere che al loro interno contengono riferimenti alla maggior parte dei libri scritti da Stephen ...continue

    L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

    Inizia così una saga che dura ben 32 anni: 7 opere che al loro interno contengono riferimenti alla maggior parte dei libri scritti da Stephen King. Un capolavoro che cresce insieme all’autore, documentandone i momenti di massima ispirazione e anche quelli della più cupa disperazione, in cui emerge forte il desiderio di porre fine a quell’impresa disperata, che può portare tanto alla gloria, quanto alla rovina. È la storia di un viaggio in una Terra di Mezzo diventata Terra di Nessuno, dove un fulgido e utopico passato ha lasciato il posto alla desolazione, permettendo che le mostruose forze del Male si impadronissero della bellezza, insozzandola al punto da farla lentamente morire. È la ricerca disperata e ossessiva della Torre Nera, ultimo baluardo di salvezza, il cardine che tiene insieme l’universo e ne consente il movimento armonico e perfetto.

    Roland di Gilead è un pistolero, l’ultimo discendente della nobile e valorosa stirpe dell’Eld, e ha fatto della Torre Nera la sua unica ragione di vita. Ispirandosi alla poesia di Robert Browning “Childe Roland alla Torre Nera giunse”, King segue le avventure del pistolero attraverso mondi e livelli spazio-temporali differenti, esplorando allo stesso tempo generi letterari che vanno dal fantasy-western all’horror, passando attraverso i vicoli bui e sporchi della malavita newyorkese. E come in ogni battaglia che si rispetti, Roland non si troverà da solo a fronteggiare le forze del Male, ma sarà accompagnato dalla compagnia più improbabile che si possa immaginare: Eddie, un ex-tossico in fase di riabilitazione; Susannah, una donna di colore senza gambe affetta da personalità multipla; Jake, un bambino poco più che tredicenne; Oy, un bimbolo, ovvero una sorta di cane-procione parlante. I nostri eroi sono individui che nella realtà giudicheremmo incapaci di provvedere a sè stessi -chi per un motivo, chi per un altro- e che diventano invece dei veri e propri guerrieri, che prima di combattere con il corpo, combattono con la mente e con il cuore.

    È difficile raccontare in poche righe una saga in cui ogni pagina è una scoperta e un’avventura. King è un maestro nell’arte dell’invenzione: riesce a creare scenari e situazioni così nitide nel loro surrealismo da risultare inevitabilmente attraenti. Accompagna il lettore come un padre affettuoso ma severo, lo lascia giocare libero per i primi libri, lasciandolo divertire in quel mondo che ha creato appositamente per stimolare la sua fantasia. Ma poi il gioco finisce: dal quinto libro in poi si avverte una tensione di fondo che punta dritta verso la morale del racconto, che si svela appieno solo alla fine del settimo libro, nell’ultima stanza della Torre Nera, quella più vicina al cielo. Ma nel momento che precede la fine, quando con Roland il lettore giunge davanti alla Torre, ecco che papà King sottrae la mano, invitando il lettore a proseguire da solo, se davvero lo desidera. Gli dà il privilegio di non scoprire mai cosa lo attende in cima alla Torre, il privilegio di assaporarsi il lieto fine e guardare al viaggio percorso con una dolce e rassicurante malinconia. Sa che il lettore potrebbe arrabbiarsi, ma non può fare altrimenti, perché lui non è che la penna nelle mani di un genio creativo superiore che gli sta dettando la storia; così scrive nei ringraziamenti. Perché il finale ha una potenza inimmaginabile, che nel giro di poche frasi riesce a sprigionare una morale che colpisce dritto nello stomaco, senza nessuna pietà.

    Tante vite sono state sacrificate affinché Roland giungesse al cospetto della Torre. Alta, maestosa e imponente si erge in mezzo a un campo di rose ed è perfetta, è indistruttibile. E in quell’ultima stanza, così vicina da fondersi con il cielo, è nascosto l’obiettivo del viaggio del pistolero. Nessuno è mai giunto a varcare l’ultima soglia, eppure voci insistenti sono trapelate per tutto il Medio-mondo; voci secondo cui questa stanza sarebbe vuota. Ma anche solo il dubbio che così non sia basta a fare della Torre l’ossessione di una vita, il frutto proibito che chiunque vorrebbe mangiare, pur di possederne la conoscenza. Arrivati lì, insieme a Roland, come resistere? Come non affrontare con lui l’ultima, interminabile scalinata, che porta lì dove tutto ha avuto inizio?

    said on 

  • 5

    Voglio dire giusto due parole su questo capitolo conclusivo della Torre Nera: è davvero il viaggio che conta, non la conclusione di esso.
    Non sono rimasta delusa dal finale e non provo il desiderio di ...continue

    Voglio dire giusto due parole su questo capitolo conclusivo della Torre Nera: è davvero il viaggio che conta, non la conclusione di esso.
    Non sono rimasta delusa dal finale e non provo il desiderio di inseguire King brandendo una copia cartonata di IT (cosa che invece accadde con la Hobb e il finale di Fool's fate...il desiderio, non l'effettivo inseguimento) ma sinceramente scoprire cosa c'era dentro alla Torre non è mai stato lo scopo della mia lettura. Io volevo concludere il viaggio insieme a Roland e ai suoi compagni e l'ho fatto, tanto mi basta.

    XXXIII

    Non sentire? Quando il fragore era dappertutto!
    E un rintoccare crescente come di campane. I nomi nei miei orecchi
    di tutti i compagni di ventura, miei pari, persi –
    come tal era forte e tale era ardito
    e tale fortunato, tuttavia ciascun compagno d’un tempo, perso,
    perso per sempre! per un momento rintoccò la tristezza degli anni.

    XXXIV

    Stavano levati in piedi, sparsi lungo il pendio, venuti
    ad osservare il mio ultimo istante, struttura vivente
    per un' nuova immagine! Fasciati di fiamme
    l’ho visti e l’ho riconosciuti tutti. Allora
    portai il corno alle labbra e soffiai:
    'Childe Roland alla Torre Nera giunse.'

    said on 

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