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The Dark Tower, Book 7

The Dark Tower

By

Publisher: Pocket

4.4
(2166)

Language:English | Number of Pages: 1072 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Polish , Portuguese , Dutch , Chi traditional , Chi simplified , Czech , Greek , Russian

Isbn-10: 1416524525 | Isbn-13: 9781416524526 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

All good things must come to end. Constant Listener, and not even Stephen King can write a story that goes on forever. The tale of Ronald Deschain's relentless quest for the Dark Tower has, the author fears, sorely tried the patience of those who have followed it from its earliest chapters. But attend to it a while longer, if it pleases you, for this volume is the last, and often the last things are best.

Roland's ka-tet remains intact, though scattered over wheres and whens. Susannah-Mia has been carried from the Dixie Pig (in the summer of 1999) to a birthing room -- really a chamber of horrors - in Thunderclap's Fedic Station; Jake and Father Callahan, with Oy between them, have entered the restaurant on Lex and 61st with weapons drawn, little knowing how numerous and noxious are their foes. Roland and Eddie are with John Cullum in Maine, in 1977, looking for the site on Turtleback Lane where "walk-ins" have been often seen. They want desperately to get back to the others, to Susannah especially, and yet they have come to realize that the world they need to escape is the only one that matters.

Thus the audiobook opens, like a door to the uttermost reaches of Stephen King's imagination. You've come this far. Come a little father. Come all the way. The sound you hear may be the slamming of the door behind you. Welcome to The Dark Tower.

Sorting by
  • 4

    Credo che questo romanzo sia il degno finale della saga della Torre Nera.
    Non è perfetto, ma del resto questa è una saga imperfetta, lo stesso King lo riconosce nella postfazione...
    Grande inventiva e una storia davvero di ampio respiro, con vari momenti emotivamente intensi.
    Pe ...continue

    Credo che questo romanzo sia il degno finale della saga della Torre Nera.
    Non è perfetto, ma del resto questa è una saga imperfetta, lo stesso King lo riconosce nella postfazione...
    Grande inventiva e una storia davvero di ampio respiro, con vari momenti emotivamente intensi.
    Però anche qualche lungaggine evitabile e alcune scelte narrative discutibili.
    Ma pure un finale bellissimo.

    said on 

  • 0

    La Torre Nera - di Federica La Terza

    L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.


    Inizia così una saga che dura ben 32 anni: 7 opere che al loro interno contengono riferimenti alla maggior parte dei libri scritti da Stephen King. Un capolavoro che cresce insieme all’autore, documentandone i momenti di massima isp ...continue

    L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

    Inizia così una saga che dura ben 32 anni: 7 opere che al loro interno contengono riferimenti alla maggior parte dei libri scritti da Stephen King. Un capolavoro che cresce insieme all’autore, documentandone i momenti di massima ispirazione e anche quelli della più cupa disperazione, in cui emerge forte il desiderio di porre fine a quell’impresa disperata, che può portare tanto alla gloria, quanto alla rovina. È la storia di un viaggio in una Terra di Mezzo diventata Terra di Nessuno, dove un fulgido e utopico passato ha lasciato il posto alla desolazione, permettendo che le mostruose forze del Male si impadronissero della bellezza, insozzandola al punto da farla lentamente morire. È la ricerca disperata e ossessiva della Torre Nera, ultimo baluardo di salvezza, il cardine che tiene insieme l’universo e ne consente il movimento armonico e perfetto.

    Roland di Gilead è un pistolero, l’ultimo discendente della nobile e valorosa stirpe dell’Eld, e ha fatto della Torre Nera la sua unica ragione di vita. Ispirandosi alla poesia di Robert Browning “Childe Roland alla Torre Nera giunse”, King segue le avventure del pistolero attraverso mondi e livelli spazio-temporali differenti, esplorando allo stesso tempo generi letterari che vanno dal fantasy-western all’horror, passando attraverso i vicoli bui e sporchi della malavita newyorkese. E come in ogni battaglia che si rispetti, Roland non si troverà da solo a fronteggiare le forze del Male, ma sarà accompagnato dalla compagnia più improbabile che si possa immaginare: Eddie, un ex-tossico in fase di riabilitazione; Susannah, una donna di colore senza gambe affetta da personalità multipla; Jake, un bambino poco più che tredicenne; Oy, un bimbolo, ovvero una sorta di cane-procione parlante. I nostri eroi sono individui che nella realtà giudicheremmo incapaci di provvedere a sè stessi -chi per un motivo, chi per un altro- e che diventano invece dei veri e propri guerrieri, che prima di combattere con il corpo, combattono con la mente e con il cuore.

    È difficile raccontare in poche righe una saga in cui ogni pagina è una scoperta e un’avventura. King è un maestro nell’arte dell’invenzione: riesce a creare scenari e situazioni così nitide nel loro surrealismo da risultare inevitabilmente attraenti. Accompagna il lettore come un padre affettuoso ma severo, lo lascia giocare libero per i primi libri, lasciandolo divertire in quel mondo che ha creato appositamente per stimolare la sua fantasia. Ma poi il gioco finisce: dal quinto libro in poi si avverte una tensione di fondo che punta dritta verso la morale del racconto, che si svela appieno solo alla fine del settimo libro, nell’ultima stanza della Torre Nera, quella più vicina al cielo. Ma nel momento che precede la fine, quando con Roland il lettore giunge davanti alla Torre, ecco che papà King sottrae la mano, invitando il lettore a proseguire da solo, se davvero lo desidera. Gli dà il privilegio di non scoprire mai cosa lo attende in cima alla Torre, il privilegio di assaporarsi il lieto fine e guardare al viaggio percorso con una dolce e rassicurante malinconia. Sa che il lettore potrebbe arrabbiarsi, ma non può fare altrimenti, perché lui non è che la penna nelle mani di un genio creativo superiore che gli sta dettando la storia; così scrive nei ringraziamenti. Perché il finale ha una potenza inimmaginabile, che nel giro di poche frasi riesce a sprigionare una morale che colpisce dritto nello stomaco, senza nessuna pietà.

    Tante vite sono state sacrificate affinché Roland giungesse al cospetto della Torre. Alta, maestosa e imponente si erge in mezzo a un campo di rose ed è perfetta, è indistruttibile. E in quell’ultima stanza, così vicina da fondersi con il cielo, è nascosto l’obiettivo del viaggio del pistolero. Nessuno è mai giunto a varcare l’ultima soglia, eppure voci insistenti sono trapelate per tutto il Medio-mondo; voci secondo cui questa stanza sarebbe vuota. Ma anche solo il dubbio che così non sia basta a fare della Torre l’ossessione di una vita, il frutto proibito che chiunque vorrebbe mangiare, pur di possederne la conoscenza. Arrivati lì, insieme a Roland, come resistere? Come non affrontare con lui l’ultima, interminabile scalinata, che porta lì dove tutto ha avuto inizio?

    said on 

  • 5

    Voglio dire giusto due parole su questo capitolo conclusivo della Torre Nera: è davvero il viaggio che conta, non la conclusione di esso.
    Non sono rimasta delusa dal finale e non provo il desiderio di inseguire King brandendo una copia cartonata di IT (cosa che invece accadde con la Hobb e ...continue

    Voglio dire giusto due parole su questo capitolo conclusivo della Torre Nera: è davvero il viaggio che conta, non la conclusione di esso.
    Non sono rimasta delusa dal finale e non provo il desiderio di inseguire King brandendo una copia cartonata di IT (cosa che invece accadde con la Hobb e il finale di Fool's fate...il desiderio, non l'effettivo inseguimento) ma sinceramente scoprire cosa c'era dentro alla Torre non è mai stato lo scopo della mia lettura. Io volevo concludere il viaggio insieme a Roland e ai suoi compagni e l'ho fatto, tanto mi basta.

    XXXIII

    Non sentire? Quando il fragore era dappertutto!
    E un rintoccare crescente come di campane. I nomi nei miei orecchi
    di tutti i compagni di ventura, miei pari, persi –
    come tal era forte e tale era ardito
    e tale fortunato, tuttavia ciascun compagno d’un tempo, perso,
    perso per sempre! per un momento rintoccò la tristezza degli anni.

    XXXIV

    Stavano levati in piedi, sparsi lungo il pendio, venuti
    ad osservare il mio ultimo istante, struttura vivente
    per un' nuova immagine! Fasciati di fiamme
    l’ho visti e l’ho riconosciuti tutti. Allora
    portai il corno alle labbra e soffiai:
    'Childe Roland alla Torre Nera giunse.'

    said on 

  • 4

    Roland di Gilead è l'ultimo cavaliere, la sua città è sparita insieme a tante altre, e il suo fine ultimo è quello di ritrovare la "Torre Nera" per salvare il mondo.
    Il mondo in cui vive Roland è un mondo parallelo al nostro e si chiama Tutto-Mondo.
    Roland è solito ripetere la frase:" ...continue

    Roland di Gilead è l'ultimo cavaliere, la sua città è sparita insieme a tante altre, e il suo fine ultimo è quello di ritrovare la "Torre Nera" per salvare il mondo.
    Il mondo in cui vive Roland è un mondo parallelo al nostro e si chiama Tutto-Mondo.
    Roland è solito ripetere la frase:"il mondo è andato avanti" ma a dispetto di quello che sembra significare in realtà intende dire che l'ordine ha lasciato il posto al caos, tanto che anche il sole a volte non sorge ad est.
    Nel tutto mondo, prima che la magia (eterna)venisse sostituita dalla tecnologia(limitata), esisteva una civiltà molto progredita.
    La tecnologia fu usata per proteggere i vettori -produttori di energia- il loro scopo era quello di mantenere ordine nel mondo; le guerre nucleari, batteriologiche e chimiche però distrussero la vecchia civiltà.
    Su questo mondo di terre ormai desolate si aprono tre porte che affacciano sulla New York del nostro mondo, e da queste porte fanno il loro ingresso Eddie, Susannah e Jak che insieme a Roland e Oy entrano a far parte di un Ka-Tet, ciò vuole dire che saranno per sempre uniti dal destino.
    Sette volumi, quattromila pagine che ho letto senza fatica.

    said on 

  • 5

    Leer la saga de La Torre Oscura me tomó dos años y yo misma decidí hacerlo así porque sabía que leerla significaba emprender un viaje con sus personajes y conforme fui avanzando en la historia, me encariñé con ellos y no quería dejarlos marchar tras llegar a la palabra "Fin", así que me tomé todo ...continue

    Leer la saga de La Torre Oscura me tomó dos años y yo misma decidí hacerlo así porque sabía que leerla significaba emprender un viaje con sus personajes y conforme fui avanzando en la historia, me encariñé con ellos y no quería dejarlos marchar tras llegar a la palabra "Fin", así que me tomé todo el tiempo que pude hasta alcanzar la Torre, aunque me sentía tan emocionada como Rolando. Y puedo decir que fue un buen viaje; no fue un viaje feliz o lleno de cosas agradables, fue un viaje largo y duro, en el que sufrí tanto como Rolando y su ka-tet y este libro les da un final con el que me quedo satisfecha, aunque triste por verlos partir.

    Aquí, todos aquellos hilos de la trama que se habían quedado abiertos en entregas posteriores y sobre todo los que nos dejaron un poco frustrados en "Canción de Susannah" se cierran de manera magistral. Todas las piezas encajan, todo llega a su final. Y aun así, la saga de la Torre Oscura es un recordatorio de que la vida en sí misma, los recuerdos y la memoria también son viajes y acompañantes en éste viaje y nos hacen plantearnos la idea de otros mundos, de otras posibilidades, otros cuándos y el papel que jugamos en ellos.

    Me quedo satisfecha con la saga en general y con la sensación de que el viaje no ha terminado, de que puedo volver a visitarlos cuando quiera, por lo que para mí este libro tiene, así como la saga, la calificación máxima y se posiciona como lo mejor que Stephen King ha escrito.

    Lo recomiendo mucho, aunque no esperen que termine como ustedes quieren, lo que no significa necesariamente que el final sea malo. Sólo real. Sólo real e inacabable como la vida misma.

    said on 

  • 5

    Commala, pistolero. Commala-Come-Come

    Il degno finale della saga de "La Torre Nera". Una metafora veramente ben fatta della vita di ognuno di noi, suppongo.
    C'è da dire che il finale è davvero "forte", consiglio a chi non fosse ancora pronto a "staccare" dalla Torre Nera di fermarsi prima della vera fine, di gustarsi ed immagin ...continue

    Il degno finale della saga de "La Torre Nera". Una metafora veramente ben fatta della vita di ognuno di noi, suppongo.
    C'è da dire che il finale è davvero "forte", consiglio a chi non fosse ancora pronto a "staccare" dalla Torre Nera di fermarsi prima della vera fine, di gustarsi ed immaginarsi ciò che potrebbe succedere per un po' di tempo prima di andare fino alla fine... perchè lascia un po' di amaro in bocca. Un pugno nello stomaco.

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  • 5

    Ho scritto questa recensione per la prima versione online (anno domini 2004) di una bozza di rivista all’indirizzo nellagabbiadelmerlo.com (ora chiuso). Era il giorno stesso in cui il libro era uscito in Italia. L’ho letto di seguito, in circa 27 ore.


    Ho passato tutta la notte stringendo t ...continue

    Ho scritto questa recensione per la prima versione online (anno domini 2004) di una bozza di rivista all’indirizzo nellagabbiadelmerlo.com (ora chiuso). Era il giorno stesso in cui il libro era uscito in Italia. L’ho letto di seguito, in circa 27 ore.

    Ho passato tutta la notte stringendo tra le mani un libro che aspettavo da dieci anni. Finalmente ho concluso la saga che per ambientazioni e personaggi (e perché no, genialità) supera anche “Il signore degli anelli” di Tolkien. Ora so chi si cela nell’ultima stanza della Torre Nera, sopra il re rosso prigioniero sul balcone al secondo piano… Chi… O che cosa…

    …Si ricomincia dal Dixie Pig, dove Jake e Padre Callahan stanno per affrontare la delegazione di uomini bassi e vampiri di tipo uno che presidiano la porta di accesso a Fedic, dove Susannah, insieme a Mia (figlia di nessuno, madre di uno), sta partorendo il figlio di Roland e del Re Rosso…

    …Si ricomincia con Eddie Dean e Roland in viaggio per raggiungere Turtleback Lane, il centro del fenomeno dei walk-in, l’unico modo per ritornare al quando di Jake e Susannah, nel 1999 del mondo cardine o di approdare a Rombo di Tuono, nel Fine-Mondo…

    …Si ricomincia con Mordred, partorito da due donne e due uomini, la creatura destinata dalla profezia a sterminare la stirpe dell’Eld di cui Roland Deschain di Gilead è l’ultimo discendente…

    …Si ricomincia con un bambino, Patrick Danville, salvato in un altro libro di King da due vecchi che soffrivano di insonnia…

    …Si ricomincia con i frangitori guidati da Ted Brautigan, che stanno infrangendo il vettore di Shardik e di Maturin, dal Devar–Toi, la prigione-paradiso in cui le guardie nutrono i loro ospiti con la materia cerebrale prelevata dai gemelli del Callah…

    …Si ricomincia con Flagg, o Walter, o Marten, o l’uomo che cammina, pronto alla resa dei conti con il suo nemico di sempre, l’ultimo pistolero…

    Si finisce nel Can’-Ka No Rey, il campo di rose dove al centro, imperiosa, si erge la Torre.

    “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”.

    said on 

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