The Days of Abandonment

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Publisher: Europa Editions

3.6
(1501)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Dutch , Greek

Isbn-10: 1933372001 | Isbn-13: 9781933372006 | Publish date: 

Translator: Ann Goldstein

Also available as: eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description

"She is among the greatest Italian authors of recent years."-Corriere della Sera

"Ferrante dissects the personal microcosm so well, and with awesome lucidity and precision shows us the meanderings of a woman's mind, the suffering that accompanies being abandoned, and the awful rumbling of time passing."-El Mundo

"Elena Ferrante has given us a startlingly beautiful novel of exceptional and bold strength."-Il Manifesto

"Severe and rigorously unsentimental, packed full of passages written with dizzying intensity at a rare and acute pitch. Ferrante is at her best when her writing holds tight to those nagging, niggling obsessions that make up our mental landscapes."-La Stampa

A national bestseller for almost an entire year, The Days of Abandonment shocked and captivated its Italian public when first published. It is the gripping story of a woman's descent into devastating emptiness after being abandoned by her husband with two young children to care for. When she finds herself literally trapped within the four walls of their high-rise apartment, she is forced to confront her ghosts, the potential loss of her own identity, and the possibility that life may never return to normal.

Elena Ferrante was born in Naples. Though she is one of Italy's most important and acclaimed contemporary authors, her identity is a mystery. Theories and speculation as to who Elena Ferrante really is continue to circulate; however, the author has successfully shunned public attention and has been able to keep her whereabouts and her true identity concealed. The Days of Abandonment, her second novel, is currently being made into a film by director Roberto Faenza, due for release in North America in 2006.

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  • 3

    Si fa leggere bene soprattutto le prime 80 pagine, poi si attarda in parti non funzionali al racconto. I personaggi sono ben caratterizzati e ti rendono partecipe degli eventi. Come dire però. ..nulla ...continue

    Si fa leggere bene soprattutto le prime 80 pagine, poi si attarda in parti non funzionali al racconto. I personaggi sono ben caratterizzati e ti rendono partecipe degli eventi. Come dire però. ..nulla di orgasmico!

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  • 0

    Una narratrice potente da cui amo farmi sbattere in faccia con violenza crudele quanto sia fragile il tessuto del senso che cerchiamo di dare ai nostri giorni. Il dolore corrosivo della donna tradita ...continue

    Una narratrice potente da cui amo farmi sbattere in faccia con violenza crudele quanto sia fragile il tessuto del senso che cerchiamo di dare ai nostri giorni. Il dolore corrosivo della donna tradita e lasciata, l'amore difficile per i figli-sanguisughe, una Torino sempre vagamente ostile, un cane che (lo fanno spesso) libera dalla prigionia, una musica miracolosa, un personaggio che dispiace lasciare al suo destino.

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  • 4

    Questo libro rappresenta il percorso di rinascita di una donna abbandonata dal marito.
    Ho provato forte empatia per la protagonista, forse perché nella mia vita ho subito una simile situazione sentime ...continue

    Questo libro rappresenta il percorso di rinascita di una donna abbandonata dal marito.
    Ho provato forte empatia per la protagonista, forse perché nella mia vita ho subito una simile situazione sentimentale...

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  • 4

    Bello

    Devo deludere i suoi detrattori, perché a me il libro è piaciuto. Uno scavo coraggioso nell'animo di una donna abbandonata, che smette di volere bene ai figli e al cane di una vita. E una risalita non ...continue

    Devo deludere i suoi detrattori, perché a me il libro è piaciuto. Uno scavo coraggioso nell'animo di una donna abbandonata, che smette di volere bene ai figli e al cane di una vita. E una risalita non scontata...
    Non lo reputo volgare, perché le parolacce furiose, solo alle volte forzate, rappresentano perfettamente il punto di arrivo della disperazione. Stessa cosa per le oscenità: sono scandagliate con occhio critico, non sono pezzi meramente pornografici. È che ne parla una donna e a molte, forse, dà fastidio...

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  • 1

    le prime 50 pagine passabili, poi volgarità gratuita e insensata a palate (ricorda tanto i bambini che dicono parolacce solo per fare un dispetto ai genitori) finale piatto e scontato. l'unica nota po ...continue

    le prime 50 pagine passabili, poi volgarità gratuita e insensata a palate (ricorda tanto i bambini che dicono parolacce solo per fare un dispetto ai genitori) finale piatto e scontato. l'unica nota positiva è che il personaggio rappresenta in maniera abbastanza veritiera il disagio di una donna abbandonata

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  • 3

    Ho divorato questo libro, due notti appena. Dei risvegli viscosi e affannati, quasi soffocanti. Dopo averlo chiuso sento quella complicità femminile che ci lega empiricamente ad esperienze che sembran ...continue

    Ho divorato questo libro, due notti appena. Dei risvegli viscosi e affannati, quasi soffocanti. Dopo averlo chiuso sento quella complicità femminile che ci lega empiricamente ad esperienze che sembrano tessute nel nostro Dna. L'abbandono prima o poi capita a tutte, lo si affronta, si impazzisce, si guarisce e si va avanti.

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  • 5

    “Perché ti sei messa questa pinza sul braccio?”
    Mi riscossi, vidi la pinza, me ne ero dimenticata. La piccola sofferenza che mi causava era diventata parte costitutiva della carne. Inutile, cioè. La s
    ...continue

    “Perché ti sei messa questa pinza sul braccio?”
    Mi riscossi, vidi la pinza, me ne ero dimenticata. La piccola sofferenza che mi causava era diventata parte costitutiva della carne. Inutile, cioè. La staccai, l’abbandonai sul pavimento.
    “Mi serve per ricordare. Oggi è una giornata che mi passa tutto di mente, non so come fare”.
    “Ti aiuto io”.
    “Sul serio?”
    Mi sollevai, presi dalla scrivania un tagliacarte di metallo.
    “Tieni questo” le dissi, “e se vedi che mi distraggo, pungimi”.
    La bambina prese il tagliacarte e mi guardò con attenzione.
    “Come faccio a sapere se ti distrai?”
    “Te ne accorgi. Una persona distratta è una persona che non sente gli odori, non sente le parole, non sente niente”.
    Mi mostrò il tagliacarte.
    “E se non senti nemmeno questo?”
    “Mi pungi finché non lo sento. Ora vieni”.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    L'abbandono di Olga

    Dopo aver letto il ciclo de L'amica geniale, e La figlia oscura, mi cimento anche con questo suo romanzo. La sua scrittura traspare da tutte le pagine, i termini a cui lei ci ha abituato (sfrangiarsi, ...continue

    Dopo aver letto il ciclo de L'amica geniale, e La figlia oscura, mi cimento anche con questo suo romanzo. La sua scrittura traspare da tutte le pagine, i termini a cui lei ci ha abituato (sfrangiarsi, frantumaglia, le lodi) ritornano con frequenza. A volte la lettura è difficile, si viene trascinati nell'apatia e quasi nella pazzia di Olga, che teme di diventare come la Poverella della sua infanzia, e ha bisogno di chiedere aiuto alla figlia Ilaria perché la punga e la mantenga in contatto con la realtà. Alcune pagine sono dolorose (la morte del cane Otto), altre nude e crude (l'incontro sessuale con Carrano), altre tagliate in fretta e furia (il finale), ma nel complesso l'ho trovato un buon romanzo.

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