The Dead Zone

By

Publisher: Hodder & Stoughton

3.9
(3644)

Language: English | Number of Pages: 480 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , German , Swedish , Dutch , Chi traditional , Greek , Portuguese , Hungarian , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 0340899034 | Isbn-13: 9780340899038 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Do you like The Dead Zone ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
If any of King's novels exemplifies his skill at portraying the concerns of his generation, it's The Dead Zone. Although it contains a horrific subplot about a serial killer, it isn't strictly a horror novel. It's the story of an unassuming high school teacher, an Everyman, who suffers a gap in time--like a Rip Van Winkle who blacks out during the years 1970-75--and thus becomes acutely conscious of the way that American society is rapidly changing. He wakes up as well with a gap in his brain, the "dead zone" of the title. The zone gives him crippling headaches, but also grants him second sight, a talent he doesn't want and is reluctant to use. The crux of the novel concerns whether he will use that talent to alter the course of history.

The Dead Zone is a tight, well-crafted book. When asked in 1983 which of his novels so far was "the best," Stephen King answered, "The one that I think works the best is The Dead Zone. It's the one that [has] the most story." --Fiona Webster

Sorting by
  • 5

    Bello tutto

    Il racconto del protagonista è al contempo triste e avvincente, tutto sommato. La classica atmosfera king-hiana si respira molto: si sente proprio. Consigliato a chi conosce già King e ha ancora vogli ...continue

    Il racconto del protagonista è al contempo triste e avvincente, tutto sommato. La classica atmosfera king-hiana si respira molto: si sente proprio. Consigliato a chi conosce già King e ha ancora voglia di lui, Consigliato a chi ancora non lo conosce.
    Il finale mi ha lasciato dentro una grande forza. La ingiustizia perpetrata dal caso nelle vicende che possono capitare a chiunque è descritta molto bene, e mi ha lasciato la voglia di combatterla ogni giorno.

    said on 

  • 3

    Carino niente di più

    Storia tutto sommato carina e coinvolgente, con un protagonista a cui alla fine ci si affezziona. Senza dubbio, però, non è uno di quei "libri da consigliare"

    said on 

  • 3

    Non è sicuramente il miglior King, e di percepisce soprattutto in una seconda parte appesantita e che si trascina. L'idea di partenza è sicuramente vincente, e secondo me meritava uno sviluppo miglior ...continue

    Non è sicuramente il miglior King, e di percepisce soprattutto in una seconda parte appesantita e che si trascina. L'idea di partenza è sicuramente vincente, e secondo me meritava uno sviluppo migliore. Purtroppo il romanzo alla distanza soffre di una trama non troppo articolata e di una sensazione di slegatezza tra i capitoli. FIno al ritorno a casa il libro prende ed è veramente interessante.

    said on 

  • 3

    appassionante dall'inizio alla fine, Stephen King ha delle idee da vero genio e questo bisogna riconoscerlo che poi piaccia o no il suo modo di scrivere, ma le sue idee sono sempre assolutamente genia ...continue

    appassionante dall'inizio alla fine, Stephen King ha delle idee da vero genio e questo bisogna riconoscerlo che poi piaccia o no il suo modo di scrivere, ma le sue idee sono sempre assolutamente geniali.

    said on 

  • 5

    Scorrevole e accattivante, il libro si scioglie come burro nella mani del lettore. La vicenda attira lungo il suo cammino una serie di intrecci che tengono costantemente alta l'attenzione, percependo ...continue

    Scorrevole e accattivante, il libro si scioglie come burro nella mani del lettore. La vicenda attira lungo il suo cammino una serie di intrecci che tengono costantemente alta l'attenzione, percependo assieme al protagonista la vibrante sensazione di alienazione dovuta al dono/condanna acquisito e interrotto dalla zona morta.

    said on 

  • 3

    Conoscere il futuro sarebbe un dono o una maledizione?

    John Smith ha passato una bellissima serata con la ragazza di cui è innamorato, quando ha un terribile incidente d'auto. Al suo risveglio dopo quattro anni di coma, tutto è cambiato: è invalido, Sarah ...continue

    John Smith ha passato una bellissima serata con la ragazza di cui è innamorato, quando ha un terribile incidente d'auto. Al suo risveglio dopo quattro anni di coma, tutto è cambiato: è invalido, Sarah si è sposata con un altro, sua madre è quasi impazzita dal dolore. John, però, ha acquisito un dono meraviglioso e terribile: col solo contatto delle mani, può vedere il passato, il presente e il futuro delle persone. Un dono che può salvare delle vite, prevenire incidenti, aiutare la polizia nella cattura di un inafferrabile serial killer. Che suscita però al tempo stesso notorietà e repulsione. Un giorno stringe la mano a un ambizioso uomo politico, ed ha una visione terrificante: se andrà al potere, quell'uomo scatenerà eventi terribili. Solo lui può fermarlo, ma come? E cosa, alla fine, è etico x un bene maggiore? Un tema che poi King svilupperà in "22/11/'63", e una domanda cui darà una risposta, che qui lascia indefinita o, forse, insoddisfacente. E una riflessione comune a noi tutti: conoscere il futuro sarebbe un dono o una maledizione? Come sempre, ancora più della storia, è coinvolgente la descrizione degli eventi quotidiani: un amore appena sbocciato e subito perduto, il fanatismo religioso, la dolorosa riabilitazione dalla malattia, l'inserimento nella società di chi si sente ed è ritenuto diverso, il successo politico basato più su fattori emozionali che sulla convinzione che il candidato sia un uomo giusto e capace. Un King ancora un po' immaturo, forse non nella sua opera migliore, ma senz'altro apprezzabile.

    said on 

  • 5

    Penso che Stephen King abbia un dono di cui veramente pochi scrittori dispongano. Riesce a creare empatia tra i suoi personaggi e il lettore...probabilmente questo è il vero segreto del suo successo. ...continue

    Penso che Stephen King abbia un dono di cui veramente pochi scrittori dispongano. Riesce a creare empatia tra i suoi personaggi e il lettore...probabilmente questo è il vero segreto del suo successo. Anche se la trama a volte non è sempre particolarmente originale o avvincente, il legame e la simpatia\antipatia che crea nei confronti dei suoi personaggi ti tengono incollato al libro fino all'ultimo e al termine della lettura senti un vuoto...un vuoto lasciato dalla storia e dal personaggio che ti hanno regalato qualcosa come succede proprio nella vita reale quando conosci delle persone importanti che non rivedrai più o quando vivi delle esperienze che difficilmente si ripeteranno.

    said on 

Sorting by