The Defense

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Publisher: Vintage

3.9
(307)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0679727221 | Isbn-13: 9780679727224 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Mass Market Paperback , Others , eBook , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Games , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
Nabokov's third novel, The Defense, is a chilling story of obsession and madness. As a young boy, Luzhin was unattractive,  distracted, withdrawn, sullen--an enigma to his parents and an object of ridicule to his classmates. He takes up chess as a refuge from the anxiety of his everyday life.  His talent is prodigious and he rises to the rank of grandmaster--but at a cost:  in Luzhin' s obsessive mind, the game of chess gradually supplants the world of reality.   His own world falls apart during a crucial championship match, when the intricate defense he has devised withers  under his opponent's unexpected and unpredictabke lines of assault.
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  • 4

    “Ogni futuro è ignoto, ma a volte assume una nebulosità particolare, come se altre forze venissero in soccorso alla naturale riluttanza del destino, spargendo un’elastica caligine contro la quale il p ...continue

    “Ogni futuro è ignoto, ma a volte assume una nebulosità particolare, come se altre forze venissero in soccorso alla naturale riluttanza del destino, spargendo un’elastica caligine contro la quale il pensiero rimbalza.” (p. 158)

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  • 4

    I romanzi sugli scacchi sono ormai quasi un genere, io stesso ne ho letti alcuni e, per motivi che mi risulta difficile comprendere, sono libri che esercitano su di me un grande fascino. Tanto che ...continue

    I romanzi sugli scacchi sono ormai quasi un genere, io stesso ne ho letti alcuni e, per motivi che mi risulta difficile comprendere, sono libri che esercitano su di me un grande fascino. Tanto che in tempi recenti ho anche iniziato a fare qualche partitina a scacchi, ma solo per assicurarmi una volta di più che per me il gioco rimane chiuso, impenetrabile e misterioso. In ogni romanzo ad argomento scacchistico che ho letto c'è un eroe, un genio davanti al quale il gioco si inchina rivelando le sue misteriose simmetrie. Anche in questo La difesa di Lužin abbiamo un eroe, o meglio un antieroe, tratteggiato da Nabokov, da par suo, con lucida maestria. Il nostro Lužin è un non uomo. Perché non è in grado di avere un rapporto autentico con la realtà. La sua ricchissima vita interiore non è popolata da sentimenti o pensieri nel modo usuale. Lui pensa linee, sente simmetrie. Prova dolcezza, rancore, rabbia, terrore, ma sono solo i nomi che da a dei campi di forza che si sviluppano sulla scacchiera. Nabokov tratteggia un personaggio magnifico, straniero a se stesso, e lo inserisce in una struttura complessa e implacabile come una trappola sulla scacchiera. E forse è il romanzo stesso l'attacco contro il quale il nostro Lužin tenta disperatamente di costruire una difesa. Libro caldamente consigliato agli amanti degli scacchi, degli sconfitti, e del grande romanzo Novecentesco.
    Chiudo con una citazione in cui c'è tutto Lužin : "Ma gli scacchi erano implacabili, lo tenevano, lo tiravano. C’era orrore, in tutto questo, ma anche un’armonia unica, poiché cos’altro c’è al mondo se non scacchi? La nebbia, l’ignoto, il nulla..."
    4 stelle!

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  • 5

    Un Nabokov da altissimi livelli

    Rimuginavo da qualche giorno cosa mi ricordasse (non dico nella trama, ma nelle atmosfere cerebrali) Visioni, che ho appena finito di leggere.
    Ecco, finalmente si è accesa la lampadina!
    L'ossessione p ...continue

    Rimuginavo da qualche giorno cosa mi ricordasse (non dico nella trama, ma nelle atmosfere cerebrali) Visioni, che ho appena finito di leggere.
    Ecco, finalmente si è accesa la lampadina!
    L'ossessione per la perfezione estetica (non è forse una forma d'arte il gioco degli scacchi?), la sublimazione della mente fuori dalla corporeità, l'inadeguatezza della genialità al mondo della materia; e anche il finale ha lo stesso tono apocalittico, il suo stesso anelito per la ricerca mette in scacco il protagonista e, letteralmente, lo uccide.
    Grandissimo Nabokov (anche se, per come la vedo io, meglio il Nabokov "Russo" che il "Mericano"...)

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  • 5

    Di Nabokov conoscevo soltanto Lolita e lo giudicavo scrittore intelligentissimo ma piuttosto ostico. Poi mi è capitato di vedere il film “La partita”, e, delusa e insospettita, ho deciso di andare a l ...continue

    Di Nabokov conoscevo soltanto Lolita e lo giudicavo scrittore intelligentissimo ma piuttosto ostico. Poi mi è capitato di vedere il film “La partita”, e, delusa e insospettita, ho deciso di andare a leggermi il romanzo da cui è tratto. Avevo ragione: la storia è completamente diversa. Il film, nonostante la bravura di Turturro che interpreta Luzin, è la solita volgare sciocchezza, la solita storiella d'amore in abiti eleganti, le solite patinate scene di sesso. Il romanzo è molto più complesso e raffinato, la trama più verosimile e realistica, tutto è più vero e di conseguenza più toccante. Ma soprattutto mi ha colpito lo stile di Nabokov, straordinariamente bello, non ancora tortuoso come è in Lolita bensì limpido, fluente, ricco come un torrente di montagna in primavera. Amo esattamente questo stile di scrittura: non quello troppo nudo e scarno 'all'americana', dalle frasi brevi e denudate di ogni aggettivo e avverbio e perfino della punteggiatura: in fondo non ne ho mai capito veramente il senso. Né, tantomeno, quello artificioso e barocco che definirei 'all'italiana', infarcito di metafore e di voli poetici e compiaciuti arcaicismi. No, questo, per me, è precisamente saper scrivere, saper usare le parole, tutte le parole e tutte le forme, saperle orchestrare con tutte le punteggiature e saper costruire una prosa ricca ma equilibrata; e già non vedo l'ora di leggere altri Nabokov.

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  • 0

    La vita è gioco

    La vita è gioco e per Aleksandr Ivanovich Luzhin, un bimbetto russo asociale, apatico e scontroso, questo gioco è quello degli scacchi.
    Divenuto in breve un 'maestro', campione in numerosi incontri in ...continue

    La vita è gioco e per Aleksandr Ivanovich Luzhin, un bimbetto russo asociale, apatico e scontroso, questo gioco è quello degli scacchi.
    Divenuto in breve un 'maestro', campione in numerosi incontri internazionali, lo ritroviamo adulto, goffo e incapace di rapporti sociali formali; all'improvviso ha la convinzione che la sua vita sia proprio una partita a scacchi, giocata da tutti contro di lui, e per non farsi sopraffare dall' 'avversario' deve trovare una difesa, efficace e insolita.
    Una lettura più che piacevole, una prosa brillante, ironica, con in più tutto l'amore per la Russia pre-rivoluzione e l'ossessione per la scacchiera, amata moltissimo anche dall'autore.

    J. I.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un'eternità in quadrati bianchi e neri

    Nobokov ha un talento innato per sondare le ossessioni, Il suo però è un interesse esistenziale, non psicologico. Nel senso che qualunque sia l'ossessione, lolite o scacchi, essa è una metafora dell' ...continue

    Nobokov ha un talento innato per sondare le ossessioni, Il suo però è un interesse esistenziale, non psicologico. Nel senso che qualunque sia l'ossessione, lolite o scacchi, essa è una metafora dell'esistenza umana e del suo rapporto con il cosmo. E fatalmente le ossessioni conducono alla morte, come fine e scopo. E anche un po' oltre forse, se "i riflessi delle finestre si radunavano e si allineavano, l’intero abisso si suddivideva in quadrati chiari e quadrati scuri, e nell’istante in cui Lužin aprì le dita, nell’istante in cui l’aria di ghiaccio gli irruppe in bocca impetuosa, egli vide distintamente quale genere di eternità si parava, accogliente e inesorabile, davanti a lui."

    PS
    qualche parola sullo stile: non è ancora il barocco di Lolita, ma è già immaginoso e pieno di corpo. Un universo stilistico popolato di oggetti che prendono vita e di umani senza connotati, Preciso, netto, pulito, spesso sorprendente per le metafore fantasiose e vere.

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  • 5

    A mio avviso tra i migliori di Nabokov, tra la sua produzione russa lo preferisco anche a "Il dono". Luzin è un personaggio indimenticabile, pietoso e struggente, che non ha vita al di fuori della sca ...continue

    A mio avviso tra i migliori di Nabokov, tra la sua produzione russa lo preferisco anche a "Il dono". Luzin è un personaggio indimenticabile, pietoso e struggente, che non ha vita al di fuori della scacchiera e prova, fallendo, a vivere con la strategia degli scacchi e delle mosse. Da applausi la costruzione delle pagine finali in cui Luzin vola fuori dalla scacchiera, la ciliegina sulla torta di un romanzo sublime. E che qualcuno riesce, compiendo una impresa, a trovare persino "banale" il finale di un libro scritto nel 1929 (!!!!) deprime molto. In ogni caso, anche chi non ama scervellarsi qui troverà molta "passione".

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  • 3

    Per la prima metà (sarà che l'ho letta in poco tempo) notevole, poi nella seconda parte (sarà che l'ho letta in modo discontinuo) ho fatto più fatica, e qualcosa nella costruzione dei personaggi non m ...continue

    Per la prima metà (sarà che l'ho letta in poco tempo) notevole, poi nella seconda parte (sarà che l'ho letta in modo discontinuo) ho fatto più fatica, e qualcosa nella costruzione dei personaggi non mi ha convinto, in particolare nelle motivazioni che spingono "la moglie" a diventare tale. Però l'intreccio fra vita, follia e scacchi è sublime.

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