The Diary of a Young Girl

Definitive Edition

By

Publisher: Puffin Books

4.1
(13858)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Afrikaans , Hungarian , Basque

Isbn-10: 0140385622 | Isbn-13: 9780140385625 | Publish date: 

Translator: Susan Massotty

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Audio CD , Unbound , Others , Softcover and Stapled , Library Binding , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 0

    Il diario di Anna Frank è una lettura sulla Shoah che, però, non parla di Shoah, se non in quanto fenomeno contingente alla narrazione. Questo documento ci svela infatti ciò che esisteva prima dei lag ...continue

    Il diario di Anna Frank è una lettura sulla Shoah che, però, non parla di Shoah, se non in quanto fenomeno contingente alla narrazione. Questo documento ci svela infatti ciò che esisteva prima dei lager, al di fuori di essi, facendoci conoscere un pezzetto di quell'umanità che la macchina infernale del nazismo ha voluto annientare. Non conosciamo Anna come una vittima, ma come una ragazzina uguale a tutte le altre, che ci ricorda con la sua assoluta normalità che i sogni, i desideri, i sentimenti più dolorosi e quelli più luminosi sfuggono a qualsiasi criterio razziale.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2017/03/diario-di-anna-frank.html

    said on 

  • 3

    Diario vero, quindi giudizio puramente simbolico

    Considero il voto che ho assegnato a questo libro puramente simbolico, nel senso che giudicare un testo come questo non è eticamente corretto e non intendo di certo dare un peso al mio voto come se fo ...continue

    Considero il voto che ho assegnato a questo libro puramente simbolico, nel senso che giudicare un testo come questo non è eticamente corretto e non intendo di certo dare un peso al mio voto come se fosse un qualsiasi romanzo. Anne scrive bene, se ne avesse avuto la possibilità sarebbe diventata una grande scrittrice e scommetto che avrebbe dato alla stampa le sue memorie dell'epoca in maniera del tutto diversa se fosse riuscita a sopravvivere all'olocausto. In questo diario però si capisce che non era del tutto consapevole del pericolo che stava correndo, forse per la sua giovane età, o forse la situazione era troppo paradossale per essere percepita in pieno proprio nel momento stesso in cui stava capitando, e quindi non è riuscita a descrivere l'angoscia che provava nel ritrovarsi in una situazione tanto drammatica. Purtroppo lei decide di focalizzarsi maggiormente su argomenti frivoli, lamentele, litigi, che dato il contesto appaiono fuori luogo. I capricci adolescenziali, l'odio verso i genitori, soprattutto per la madre (che nonostante lo scriva spesso Anne non riesce mai a spiegare bene cosa le abbia fatto di male) sembrano cose banali che dovrebbero cessare completamente di esistere se confrontate con la gravità di ciò che le accade della vita reale. Lei a parole (ogni tanto ne fa menzione) sembra di essere consapevole del pericolo, eppure dai pensieri che fa nella maggior parte del tempo sembra la sua ultima preoccupazione e preferisce accanirsi (anche con ferocia) su questioni di tutt'altro spessore. Non gliene si può fare una colpa, d'altronde spettava solo a lei decidere cosa scrivere nel suo diario e in che modo farlo, a me è sembrato solo un po' bizzarro, ecco tutto. Ci sono comunque alcuni pensieri di rilievo sulla bellezza della natura che nella vita di tutti i giorni si da per scontato e che ha rivalutato dovendo stare nascosta senza poter uscire, che sono veramente ben espressi e pertinenti, come altre considerazioni generali, davvero ben scritte. Una piccola minoranza di pensieri che mi fa stupire ancora di più sulle sue potenzialità di scrittrice, quindi non dico affatto che questo diario non sia una buona lettura. Però leggerlo è frustrante perché da la consapevolezza di un qualcosa di incompleto, di un qualcosa che con il senno di poi Anne avrebbe modificato fino a farlo diventare migliore. Certo, questo è un libro adatto a chi apprezza in tutto e per tutto la genuinità, perché, a parte qualche nome cambiato che Anne stessa aveva cambiato proprio perché voleva in futuro farlo pubblicare, tutto il fluire di pensieri è davvero spontaneo, anche a discapito della tematica e della pertinenza.

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  • 4

    Una testimonianza dell'olocausto vissuta attraverso i racconti di una ragazzina ebrea, costretta a vivere per due anni in un piccolo "alloggio segreto" per cercare di scampare alla pazzia dei nazisti. ...continue

    Una testimonianza dell'olocausto vissuta attraverso i racconti di una ragazzina ebrea, costretta a vivere per due anni in un piccolo "alloggio segreto" per cercare di scampare alla pazzia dei nazisti.
    Un diario commovente, racconti di una semplice ragazza, come tutte le altre, con pensieri, sogni e problematiche di una qualsiasi adolescente a cui si alternano racconti di terrore, di un incubo troppo grande per una ragazza di quell'età, ma che Anne, con il suo spirito allegro, vivace e positivo, riesce comunque a tenere a bada e spesso a mettere da parte per dare spazio ai suoi sogni su un futuro di libertà e pace.

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  • 4

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libr ...continue

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libro fosse Anne in persona che mi stesse parlando, che si stesse confidando ed io ero la sua amica che sta lì seduta accanto a lei per ascoltare la sua confidenza.
    È inutile che sto a raccontare del contenuto del diario, perché tutti lo conosciamo, ma posso sicuramente raccontare le emozioni che mi ha suscitato. È la seconda volta che leggo il diario di Anne Frank, la prima volta risale alle scuole medie ma purtroppo, come mi è capitato spesso in adolescenza, non sono riuscita a cogliere a pieno la sua importanza e forse, a distanza di anni, credo di aver capito anche il perché: è un diario che mentre lo leggi ti fa provare ansia, paura, ti fa arrabbiare, e quando arrivi all'ultima pagina ti rende così triste, ti fa provare un forte sentimento di odio verso l'uomo.
    Se oggi mettessi a paragone la vita di Anne con quella della società odierna, ti rendi conto di come bisogna apprezzare sempre di più le piccole cose: un sole che brilla, la pioggia che ti bagna il viso, una semplice passeggiata con un amico, una chiacchierata, mangiare un gelato e ti rendi sempre più conto di come un diritto oggi così martoriato, così ucciso, così preso in giro possa diventare l'unica fonte di speranza e l'unico e assoluto desiderio: la libertà in tutta la sua interezza.
    A fine lettura l'immagine di Anne, i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue paure, la sua tristezza ti faranno compagnia ancora per un po' e ti lascia dentro una tristezza infinita... forse da adolescente ho deciso di non farmelo piacere proprio per questo ma oggi, da adulta posso dire che mi sei entrata nel cuore Anne ed è nostro dovere, è dovere dell'essere umano ricordarti.

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  • 4

    sii gentile e abbi coraggio

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so pe ...continue

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so perché, ma me l'ero immaginato sempre diverso da come è descritto; questo distacco che Anne mette fra sé e la madre mi ha dato da pensare. Quello che fa più male,poi, è leggere le parti in cui parla dei suoi desideri per l'avvenire, di come si immagina nel futuro, del progetto di riprendere la scuola...e sapere già che tutto ciò non le è stato permesso. Ed è anche importante riflettere su come una ragazzina di 13 anni, già matura per la sua età, riuscisse comunque a trovare un barlume di speranza nonostante la tragedia che stava vivendo, e su come si facesse coraggio anche solo guardando un pezzetto di cielo dalla finestra; questo le bastava per far sì che la sua giornata diventasse "grandiosa" ed il fatto che se qualcuno al giorno d'oggi ci dicesse la stessa frase gli rideremmo sicuramente in faccia, rende tutto molto triste. Non ci facciamo mai bastare quello che abbiamo. A conclusione del libro l'immagine di Anne ci rimane ancora in testa, io per giorni ho continuato ad immaginarla nei campi di concentramento: è come se,pur conoscendo l'epilogo, non riuscissi comunque a capacitarmene.
    Concludendo, credo che questo libro debba essere inserito nei programmi scolastici; è una testimonianza alla quale non si può restare indifferenti: va letto, anzi, io ho aspettato pure troppo.

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  • 5

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo ...continue

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo comprendere dalla lettura del diario di una bambina che da un libro di storia.

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  • 4

    "Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale."

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachi ...continue

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachistico... Mi ha davvero portato via una parte del piacere della lettura, quello di riconoscere il vero e proprio stile dell'autrice, che sì, è una testimone, ma è innanzitutto una quattordicenne, una ragazzina dell'età di mia sorella. E no, questa mia attempata edizione, per quanto impreziosita dal tempo e dalla bellissima prefazione della Ginzburg, non ha affatto reso giustizia alla freschezza e alla limpidezza della piccola Anna, che comunque è stata in grado di colpirmi e commuovermi.
    A un certo punto, durante la lettura, sono arrivata addirittura a chiedermi "perché non ci siamo conosciute?" - Avremmo avuto un sacco di cose da dirci. L'impostazione del diario aiuta, perché talvolta mi sembrava davvero di essere Kitty, e nei suoi panni sono riuscita ad apprezzare l'ironia, lo spirito, il coraggio, la passione e il meraviglioso temperamento di una giovane promessa che, se non fosse stata brutalmente assassinata, avrebbe pubblicato tanti, tanti altri volumi.

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  • 5

    Il coraggio di essere Kitty

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie s ...continue

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie si sono praticamente sovrapposte al punto tale che ho deciso di leggere quanto Anne avesse da dire al mondo e a chi ha avuto il coraggio di conoscerne la storia, perché ci vuole coraggio a leggere e codardia a tralasciarlo, come come nel caso delle voci che si sollevano ora dalla Siria.

    Potresti tranquillamente credere che sia una storia di fantasia, un racconto per spingere a non dimenticare, ma è forse questo il legame che ti accomuna ad Anne. Ha creato un'amica di fantasia per tirare fuori la vera Anne, o almeno una delle due, per far si che a tanti anni di distanza chiunque tu sia possa diventare Kitty e tenerle compagnia in mezzo agli stenti, le liti, i regali e le sue piccole maturazioni senza però tralasciare la cornice che accompagnava tutti questi eventi.

    Forse è giusto leggerlo più volte ad età diverse per cogliere tutte le varie sfumature che un diario scritto durante un genocio può darti, ma quel che è certo è che oggi la mia cara Anne M. Frank è stata portata via e da oggi mi mancherà chiacchierare con lei e spero che tutte i piccoli e le piccole Anne che ora si trovano nei vari alloggi segreti ne escano incolumi e a ottobre possano tornare a scuola, parafrasando la voglia di vita che Anne aveva in cuor suo.

    Se il fine di ogni buon libro è quello di non lasciarti uguale a prima, di scatenare delle tempeste nel cuore del lettore, allora hai realizzato il tuo sogno di diventare una scrittrice.

    P.S. Nelle note di Notturno no.3 di Sogno d'amore di Liszt ho trovato la giusta melodia da associare a questa nuova, indimenticabile, amicizia

    said on 

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