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The Dispossessed

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Publisher: Millennium (SF Masterworks, 16)

4.2
(788)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , Chi simplified , Japanese , Greek , Polish , Turkish , German , Swedish , Portuguese , Czech

Isbn-10: 1857988825 | Isbn-13: 9781857988826 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , eBook , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The Principle of Simultaneity is a scientific breakthrough which will revolutionize interstellar civilization by making possible instantaneous communication. It is the life work of Shevek, a brilliant physicist from the arid anarchist world of Anarres. But Shevek's work is being stifled by jealous colleagues, so he travels to Anarres's sister-planet Urras, hoping to find more liberty and tolerance there. But he soon finds himself being used as a pawn in a deadly political game.
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  • 4

    "C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano diffic ...continue

    "C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà a scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, una linea, un'idea di confine. Ma l'idea era reale. E importante. Da sette generazioni non c'era nulla di piú importante, al mondo, di quel muro. Come ogni altro muro, anch'esso era ambiguo, bifronte. Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava."

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  • 5

    I reietti dell'altro pianeta è uno straordinario esempio di fantascienza utopica ambigua (come viene citato nel titolo originale "THE DISPOSSESSED: AN AMBIGUOUS UTOPIA"), è un'Idea! L'idea di libertà, ...continue

    I reietti dell'altro pianeta è uno straordinario esempio di fantascienza utopica ambigua (come viene citato nel titolo originale "THE DISPOSSESSED: AN AMBIGUOUS UTOPIA"), è un'Idea! L'idea di libertà, di fratellanza, di abbattere il "muro" che divide l'intera umanità.
    La Le Guinn, affrontando complesse tematiche politiche e sociali come la paura dello straniero, la corruzione, l'emarginazione, che rimangono attualissime a quarantanni dalla prima pubblicazione, ci trasporta su due mondi che sono una metafora della nostra società, inserendo abilmente la storia in un ambiente fantascientifico (dire che si tratta di sola fantascienza è riduttivo!). Ma è anche una storia di crescita, di cambiamento, d'amore e di fedeltà tra uomo e donna. I personaggi sono solidi e la scrittura è scorrevole.
    Devo dire che mi sono sentito coinvolto direttamente, questo testo ha la forza di spingere il lettore a riflettere sulla natura umana.
    Un libro che è già un classico e tale rimarrà per sempre! Consigliato a tutti i lettori, non solo agli amanti del genere!

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  • 3

    So di andare un po' contro corrente, ma anche se il libro è scritto molto bene , la profonda analisi politica e la dissertazione morale non è riuscita proprio a prendermi e mi ha fatto procedere con f ...continue

    So di andare un po' contro corrente, ma anche se il libro è scritto molto bene , la profonda analisi politica e la dissertazione morale non è riuscita proprio a prendermi e mi ha fatto procedere con fatica nella lettura del libro. Forse mi aspettavo altro o forse l'ho letto in un periodo 'sbagliato' ...magari in futuro lo rileggerò per apprezzarlo pienamente.

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  • 4

    Spazio alternativo

    Per chi si aspetta Star Wars, state sbagliando di grosso. Ma questo non deve impedirvi di prendere questo libro in mano e mettersi a leggerlo. E' una storia ben scritta, uno sguardo profondo dentro la ...continue

    Per chi si aspetta Star Wars, state sbagliando di grosso. Ma questo non deve impedirvi di prendere questo libro in mano e mettersi a leggerlo. E' una storia ben scritta, uno sguardo profondo dentro la morale e la politica (la religione c'entra nulla). Secondo me un saggio più che un romanzo, scritto bene come la Le Guin sa fare. Notevole il suo modo di presentare, specchiato capitolo per capitolo, due diversi modelli di società, passando attraverso le lenti degli occhiali del protagonista. Indubbiamente un libro che tutti dovrebbero leggere, indipendentemente dal pensiero politico, gusti letterari e sogni di realizzazione personale. E' un libro che non fornisce, come giusto che sia, molte risposte. L'autrice offre ovviamente una sua visione, più pendente da una parte piuttosto che dall'altra, ma i dissidi e i dubbi stanno da tutte le parti e niente è pulito e profumato come può sembrare all'inizio.

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  • 4

    Not So Ambiguous

    In spite of what it may sound like when you start reading it, this is not a story about Communism, which I thought it would be when I first started reading it. I don't mean the demonized Communism tha ...continue

    In spite of what it may sound like when you start reading it, this is not a story about Communism, which I thought it would be when I first started reading it. I don't mean the demonized Communism that McCarthy peddled, I mean Marx's original idea of a classless society. LeGuin's father was an anthropologist, and his work/ideas are showing through in The Dispossessed. Shevek's people are the classic "primitive" people who are ruled entirely by custom and community policing. Not surprisingly, they reject technology on the basis that it encourages evil. Anarres is a classic capitalist society. Viewed through Shevek's eyes, I was able to see just how strange our society is compared with virtually every other society in the world. Very eye-opening. Give it a try.

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  • 4

    Direi 4,5. Lettura che mi è piaciuta fin da subito, ma mi ha convinto completamente nel procedere senza sbavature, senza difetti, molto lucidamente. Mi è risultato anche molto familiare il modo dualis ...continue

    Direi 4,5. Lettura che mi è piaciuta fin da subito, ma mi ha convinto completamente nel procedere senza sbavature, senza difetti, molto lucidamente. Mi è risultato anche molto familiare il modo dualistico di porre le questioni, che si ripercuote anche nella alternanza dei capitoli che seguono due percorsi narrativi e temporali diversi - stratagemma che ultimamente trovo spesso, ma che qui supporta proprio anche il pensiero e ne segue il modello. Romanzo estremamente politico - forse il più politico tra quelli di fantascienza che ho letto - paga il debito dell'epoca in cui viene scritto, ma resiste bene al tempo passato per lucidità e narrazione perspicua. Il protagonista mi è piaciuto moltissimo, non sono tutti tratteggiati altrettanto bene, ma Shevek si impone gradualmente per umanità e densità intellettuale e morale. Il suo percorso è un classico errore-errare con ideale chiudersi del cerchio nel -forse-ritorno alla sua Itaca, e .. ,secondo il principio di simultaneità, siamo insieme passato-presente e futuro, siamo oltre l'hic et nunc, siamo noi e altro... tutto il resto è decadimento.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di c ...continue

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di cui ora mi pento, vista la qualità dell'opera che mi è capitata tra le mani; ma andiamo per gradi.

    Cominciamo della trama in breve (ovviamente da qui partono gli spoiler): il libro è incentrato tutto sul personaggio di Shevek, un eminente fisico proveniente da Anarres, un pianeta in cui vige l'anarchia, l'assenza di qualsiasi governo e legge, ed in cui le persone vivono con gli ideali della condivisione e della fratellanza. Il pianeta ha inoltre un mondo gemello, Urras, simile per molti versi alla Terra del '900: il territorio è conteso tra gli stati socialisti e quelli capitalisti, spesso in guerra tra di loro; è da questo mondo che gli anarchici di Anarres sono fuggiti, ed è da allora che vivono in isolamento. Shevek, essendo ghettizzato sul suo mondo natale, comincerà a stabilire un contatto coi fisici dell'altro pianeta, finché non riuscirà addirittura a recarvisi, primo anarresiano a riuscirci dalla fondazione della sua comunità: nonostante gli urrasiani dello stato capitalista dell'A-Io lo rispettino molto, il fisico si renderà tuttavia conto che lo fanno per proprio interesse, in modo da potersi avvantaggiare sui rivali "comunisti" di Thu. Shevek capirà ben presto di non appartenere nemmeno a Urras, ma la sua spinta a "abbattere i muri ideologici" tra i due pianeti e più in generale tra le persone è troppo forte: aiutato dall'ambasciata terrestre in Urras, lo scienziato condividerà infine le proprie scoperte con tutte le nazioni e tutti i pianeti contemporaneamente, in modo che nessuno possa avvantaggiarsene. (fine della parte spoiler)

    E' un libro molto "denso", questo della Le Guin, e non solo per il formato dei caratteri: in mezzo alla vicenda del protagonista, che in realtà è piuttosto scarna, l'autrice ci infila un mucchio di particolari, sia di carattere scientifico/fisico, che soprattutto, sociale/politico: il risultato riesce a trasportare il lettore dritto all'interno nell'ambientazione del romanzo, un mondo che è, del resto, estremamente ben dettagliato e descritto nei suoi minimi particolari. Tutto ciò, a seconda dei punti di vista, può rappresentare un pregio ma anche un difetto: ogni tanto infatti si fa anche fatica a stare dietro a tutto il groviglio di riflessioni e di piccole vicende del protagonista, anche per il fatto che i capitoli dispari del libro sono dedicati al presente mentre quelli pari al passato (in un dualismo che si ritrovano anche nella fisica temporale al centro degli studi del protagonista). Personalmente trovo però questo particolare soddisfacente: è bello infatti vedere un personaggio così umano e realistico come il protagonista (oltre ad avere in questo modo lo stimolo di rileggere il romanzo per cogliere meglio tutti i particolare). E' un libro talmente coinvolgente che anche qualche difetto stilistico, come l'essere a tratti molto raccontato e poco mostrato passa comunque in secondo piano, rispetto all'affresco generale del tutto.

    "I reietti dell'altro pianeta" è insomma un capolavoro assoluto della fantascienza, che affronta temi da buona parte dei suoi sottogeneri (i viaggi spaziali, le spiegazioni scientifiche, l'oppressione politica, l'utopia/distopia, e così via) nella maniera migliore possibile. Se siete appassionati di questo genere, insomma, il consiglio è: fatelo vostro, a tutti i costi!

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  • 4

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si impone ...continue

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si impone con forza e lancia un invito di riflessione sul rapport tra scienza e libertà.

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  • 1

    Che cocente delusione, questo libro della LeGuin (nonostante le stupende copertine di questa collana).
    E' un libro che affronta temi importanti, ma cerca di farlo senza disturbare nessuno, oscillando ...continue

    Che cocente delusione, questo libro della LeGuin (nonostante le stupende copertine di questa collana).
    E' un libro che affronta temi importanti, ma cerca di farlo senza disturbare nessuno, oscillando verso tante posizioni forti, senza abbracciarne nessuna, come per non offendere.
    E quindi ci vengono presentate due distopie, una sottile e un po' buonista, quella degli anarchici di Anarres, l'altra plutocratica e sfacciatamente vicina a noi, quella propietarista di Urras. Eppure nessuna è una vera distopia, perché Anarres disumanizza certi comportamenti, sventra la famiglia, promuove il potere dei mediocri, ma esalta la fratellanza e il volestri bene. Urras gode delle divisioni sociali, sfrutta i deboli, gode dell'apparenza, ma la sua società è sana e equilibrata. Alla fine, il giudizio pende verso Anarres apparentemente solo perché alla LeGuin l'anarchia sta simpatica, non perché ci sono vere basi.
    Allo stesso modo, badate bene, né Urras, nè Anarres sono la terra, sebbene Urras la ricorda tanto. I terresti sono un popolo sconfitto, illuminato dalla tragedia, a margine delle vicende. Questo ci aiuta a tenere tutti i temi sociali toccati lontani da noi, così da trattarli con distacco, senza quasi sentirli nostri.
    Mi ha ricordato Uno Straniero in Terra Straniera narcotizzato, a tratti. Ma è un libro che manca di forza e se si affrontano certe imprese la forza è tutto.

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