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The Dispossessed

By Ursula K. Le Guin

(23)

| Paperback | 9781857988826

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Book Description

The Principle of Simultaneity is a scientific breakthrough which will revolutionize interstellar civilization by making possible instantaneous communication. It is the life work of Shevek, a brilliant physicist from the arid anarchist world of Anarr Continue

The Principle of Simultaneity is a scientific breakthrough which will revolutionize interstellar civilization by making possible instantaneous communication. It is the life work of Shevek, a brilliant physicist from the arid anarchist world of Anarres. But Shevek's work is being stifled by jealous colleagues, so he travels to Anarres's sister-planet Urras, hoping to find more liberty and tolerance there. But he soon finds himself being used as a pawn in a deadly political game.

120 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una bella lettura

    La prosa è curata, la traduzione ben fatta. La trama si dipana come una matassa di lana che venga filata pazientemente, ed è grazie a questo che mano a mano si tessono nella nostra mente le immagini suggestive di Anarres, ed emergono in maniera sempr ...(continue)

    La prosa è curata, la traduzione ben fatta. La trama si dipana come una matassa di lana che venga filata pazientemente, ed è grazie a questo che mano a mano si tessono nella nostra mente le immagini suggestive di Anarres, ed emergono in maniera sempre più netta e meglio definita i caratteri dei protagonisti di questa storia.
    Per me si è trattato della prima lettura, ma dopo aver voltato l'ultima pagina mi sento sicuro di poter affermare che questo è un libro che terrò nel mio scaffale per riscoprirlo con piacere tra un po' di anni.

    Non aspettatevi grandi scene d'azione, e nemmeno temete chissà quali panettoni ideologici: semplicemente lasciatevi andare al ritmo della narrazione, e lasciate che la vostra immaginazione faccia il resto.

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    Smark911 said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro gli eccessi inutili di capitalismo portato all'estre ...(continue)

    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro gli eccessi inutili di capitalismo portato all'estremo.
    la sfida della le guin alle convenzioni -scrivere un romanzo altamente politicizzato dentro i canoni di un genere letterario- è perfettamente riuscita, anche grazie alla sua capacità di creare personaggi altamente credibili e di inserire nel romanzo dei momenti di sincera umanità.

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    intortetor said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello stesso sole Thau Ceti sono divisi da secoli da una tra ...(continue)

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello stesso sole Thau Ceti sono divisi da secoli da una tra le più impenetrabili barriere: un muro ideologico.
    Urras, lussureggiante, densamente popolato e tecnologicamente avanzato, è infatti governato prevalentemente da un sistema capitalistico, a differenza di Anarres, un pianeta difficile ed arido, che è stato colonizzato dai seguaci di Odo, un gruppo di anarchici che vi ha creato una società consona ai propri ideali, una fratellanza da cui il concetto di proprietà è stato sradicato in favore di un collettivismo spontaneo. Entrambi vedono sorgere a notte l'altro pianeta come luna meravigliosa e vicina.

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    Paul D. Dramelay said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e superpotenze simili a quelle terrestri. Centocinquant’a ...(continue)

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e superpotenze simili a quelle terrestri. Centocinquant’anni prima alcuni milioni di abitanti di Urras, in lotta contro istituzioni tiranniche e condizioni di vita repressive, hanno lasciato il pianeta e si sono trasferiti sulla luna di Anarres. Qui hanno costituito una società anarchica, priva di stato e di leggi, basata sulla parità dei ruoli e di genere, in cui sono la cooperazione, la condivisione e il benessere collettivo a rappresentare l’etica dominante, piuttosto che la competizione, l’interesse personale ed il profitto individuale. E’ la costruzione dell’utopia. E’ un utopia necessaria per sopravvivere, data la natura desertica e ostile del pianeta.
    Ma, come dice il sottotitolo del libro si tratta di un’utopia ambigua. Le spinte all’individualità vengono censurate sin da bambini e da adulti subiscono forme di ostracismo che possono essere molto sottili, oppure palesemente violente, come accade ad un protagonista secondario, Tirin le cui parole («Se sapessimo com'è veramente Urras, forse qualcuno di noi desiderebbe andarci.») suscitano una risposta generalizzata dalla comunità.
    E per quanto non esistano istituzioni di potere, in realtà vi sono piccoli gruppi ed enclave che in effetti hanno dominio sugli altri. E’ in questa tensione tra comunità e individualità che si sviluppa la storia di Shevek, il protagonista, uno scienziato le cui ricerche di fisica (il tentativo di sviluppare una teoria di campo che unifichi i Paradigmi teorici della Sequenzialità temporale a quelli della Simultaneità) potrebbero avere effetti di portata enorme per entrambi i pianeti.
    Consapevole dell’esistenza di ‘muri’ metaforici e reali, che impediscono la diffusione della sua conoscenza sul suo pianeta natale, decide di ‘tradire’ la sua comunità, e di partire per una missione di condivisione verso l’odiato pianeta nemico, Urras. Deciso ad abbattere i muri divisori e a condividere la conoscenza.
    Ma su Urras (le cui società sono in tutto simili a quelle della Terra) si scontrerà con nuovi e per lui più incomprensibili muri. Muri che dividono gli individui a seconda del sesso, della razza, delle condizioni economiche e dei paesi di origine. Muri istituzionalizzati a livello politico, sociale, antropologico.
    Spinto da un’etica comunitaria e da uno spirito quasi messianico, cercherà anche su Urras di andare oltre i recinti. Ma il buio è molto più fitto oltre la siepe e il tentativo di abbattimento di barriere su cui si fondano le società, porterà a conseguenze tragiche.
    Infine, come un novello messia, tornerà a mani vuote, dispossessed dal punto di vista materiale, ma portatore di una nuova speranza etica e sociale.
    I Reietti dell’altro pianeta (The Dispossessed - an ambiguous utopia) è un romanzo che abbatte i recinti ristretti della fantascienza, elimina i muri di genere letterario e può annoverarsi a mio parere tra i migliori romanzi degli ultimi decenni. Ha giustamente vinto i premi Hugo e Nebula nel ’74 e ’75, ma avrebbe meritato ulteriori riconoscimenti letterari in altri consessi internazionali.
    L’autrice Ursula Le Guin scrive con grande stile e notevole maestria, descrivendo in modo molto plausibile e convincente come possa svilupparsi una società anarchica, mettendone in luce le inevitabili grandi contraddizioni. Ma nemmeno mai schierandosi nel confronto tra le società dei due pianeti, entrambe descritte come dotate di grandi risorse e di altrettanti impenetrabili ‘muri’.
    Voto: 6 Stelle.

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    Dhalgren said on Jul 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Astenersi perditempo

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale.
    Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – la fantascienza – spesso bistrattato dagli intellettualoi ...(continue)

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale.
    Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – la fantascienza – spesso bistrattato dagli intellettualoidi da aperitivo, che tra un salatino e l'altro discutono di raggi laser e tutine aderenti, convinti che le storie ipervitaminizzate siano l'unica fonte di gioia in questo tipo di ambientazione, dimenticando che la fantascienza è anche altro, soprattutto quando un autrice come Ursula, con la leggerezza che la contraddistingue, affronta temi all'ordine del giorno.
    Qui si legge di anarchia e capitalismo – niente tecnologia spinta, non servirebbe a nulla –, e di uomini e donne che ne vivono le conseguenze.

    Leggere la Le Guin è utile.

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    byAx said on Apr 9, 2013 | Add your feedback

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