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The Door

By

Publisher: Vintage

4.3
(2034)

Language:English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Hungarian

Isbn-10: 0099470284 | Isbn-13: 9780099470281 | Publish date: 

Translator: Len Rix

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
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  • 5

    Racconta il complesso e conflittuale rapporto tra Magda, una celebre scrittrice colta e impegnata, ma inadeguata a gestire i problemi della vita quotidiana e la sua governante Emerenc, un'anziana donn ...continue

    Racconta il complesso e conflittuale rapporto tra Magda, una celebre scrittrice colta e impegnata, ma inadeguata a gestire i problemi della vita quotidiana e la sua governante Emerenc, un'anziana donna, enigmatica, pratica, moralmente rigida e intransigente, apparentemente dura, ma con una sensibilità profonda.

    said on 

  • 4

    E-M-E-R-E-N-C.

    La Storia.
    Magda Szabo' racconta il rapporto con la sua governante, Emerenc, un nome che pare uno schiocco di frusta. Il racconto potrebbe essere autobiografico, ma la cosa non è certa.

    Il personaggio ...continue

    La Storia.
    Magda Szabo' racconta il rapporto con la sua governante, Emerenc, un nome che pare uno schiocco di frusta. Il racconto potrebbe essere autobiografico, ma la cosa non è certa.

    Il personaggio.
    Emerenc è una donna che viene caratterizzata talmente bene nel romanzo da farti parere di averla incontrata, di averla vista, che non sia effettivamente un personaggio di fantasia perché è talmente concreta da non poter non essere reale.
    Emerenc forte, gattara, pura, di animo nobile, semplice, pulita e rettissima, generosa ma severa e rigida nel giudizio.
    Una donna tenace e infaticabile  cui è facile affidare la propria vita, perché Emerenc è una accuditrice, un riparo sicuro e tirannico, che quando ama lo fa con tutta la sincerità e la passione di cui è capace.
    È una lavoratrice infaticabile e rigorosa, di altissima moralità ma completamente avversa ai rituali imposti dalla religione, è una donna fortissima, un leader nato, una donna imperiosa a volte collerica, ma leale e giusta, nel modo puro in cui solo le persone semplici riescono ad esserlo.

    "Emerenc non conosceva il verbo di Paolo, ma lo metteva in atto con la sua vita, e non credo che a parte i quattro pilastri della mia esistenza, i miei genitori, mio marito, Agancs, il mio fratellastro adottivo, ci sia stato qualcun altro che abbia saputo amarmi così intensamente e incondizionatamente come lei. Il suo affetto ricordava piuttosto quello di Viola, che s’aggirava nel labirinto dei suoi sentimenti con una passione altrettanto dolente, solo che Viola non apparteneva a me, bensì a lei."

    Il cane.
    Alter ego e compagno di Emerenc, Viola. Il cane maschio con un nome da donna, in questo romanzo in cui poco spazio è lasciato alle figure maschili, Viola è il compagno fedele di Emerenc... Un animale per tutti: gli unici esseri viventi che non deludono Emerenc.

    La padrona.
    Magda, colei che racconta la storia. La donna che si definisce per non avere mai tempo. Non bada alla sostanza ma all'inessenziale. Me la son figurata come una donna distratta dal superfluo, che agisce per esteriorità e per formalismi. Una donna carica di sovrastrutture che non conosce il valore delle cose semplici. Una donna anaffettiva. Una donna fondamentalmente mai cresciuta. Una donna persa dietro ai propri effimeri successi.
    Una donna che non riesce ad essere presente nelle circostanze veramente importanti, una donna che si sottrae, che brilla per le sue assenze e le sue reticenze.

    Il messaggio.
    Innumerevoli le frasi significative disseminate nel romanzo.
    Molteplici i paralleli che mi son venuti da fare:
    - La porta = ciò che delimita il nostro essere.
    - Aprire la porta = aprirsi e svelarsi per quello che si è.
    - Mostrare la propria casa = rivelare la propria sfera più intima fatta di luce ed ombre.
    - Tesori della casa = le caratteristiche più preziose di noi stessi
    - I gatti = I segreti che non vogliamo svelare.
    - I mobili che si sgretolano = le nostre risorse interiori, anche le più preziose, se non colte e non utilizzate sono sterili.
    ...
    In sintesi ciò che arriva al lettore è un messaggio proprio cupo: aprire la propria porta, porta a grandi delusioni...

    Il romanzo.
    È un romanzo ben scritto. Forse un po' troppo lungo, ma portato avanti con maestria. È un romanzo che invischia nonostante la pochezza della trama. È un romanzo che non fornisce risposte. Illustra, mostra... Sembra un pezzo di vita, ma vita vera.
    Un romanzo particolare, che si distingue. Tributo di una donna ad una grande donna. Un'ammissione di colpa. Claustrofobico.  Difficile da dimenticare. Quattro stelle abbondanti per questo libro che mi ha fatto ricordare una donna straordinaria, l'Emerenc che ha accompagnato un pezzo della mia vita.

    "Impedire a qualcuno di soffrire è il migliore regalo che si possa fare." ... Ma purtroppo questo regalo a Emerenc nessuno l'ha fatto.

    said on 

  • 0

    E M E R E N C

    Il libro è bellissimo e la figura di Emerenc indimenticabile.
    Grazie a tutti i vicini di Anobii attraverso cui sono venuta a conoscenza de "La porta".

    said on 

  • 4

    "Lei ha opinioni diverse da me su tutto, a lei hanno insegnato migliaia di cose, però non riesce mai a capire ciò che merita davvero attenzione"...
    Credo che questa frase riassuma molto bene il rappor ...continue

    "Lei ha opinioni diverse da me su tutto, a lei hanno insegnato migliaia di cose, però non riesce mai a capire ciò che merita davvero attenzione"...
    Credo che questa frase riassuma molto bene il rapporto fra Emerenc e Magda...ma anche, e soprattutto, l'incapacità di Magda di capire , o meglio, accettare, le scelte e lo stile di vita e i comportamenti di
    Emerenc...
    Quante volte, nella nostra vita, ci siamo trovati a pensare, dopo aver compiuto un'azione...ma cosa ho fatto di sbagliato? O dopo esserci confrontati con un'altra persona..ma è assurdo che possa pensarla cosi , che si comporti in questo modo o che non apprezzi un nostro gesto...che a noi sembra così gentile!!....forse perchè siamo troppo sicuri delle nostre azioni e delle nostre convinzioni e non ci impegnamo mai abbastanza nel cercare di metterci nei panni di chi abbiamo di fronte, di capirlo e di conoscerlo veramente...
    E cosi...anche quando capita, purtroppo, di dover prendere delle decisioni per conto di qualcun'altro...lo facciamo pensando a cosa vorremmo noi...a cosa è giusto secondo noi...senza pensare , invece, a cosa vorrebbe o a cosa farebbe l'altro ...senza pensare al dolore che potremmo causare...per non provocarne a noi stessi...

    said on 

  • 3

    Emerenc che fa le faccende domestiche e Magda che scrive. Un rapporto strano, un libro che ho letto con qualche difficoltà ma che non mi ha lasciato indifferente. La figura del cane Viola è descritta ...continue

    Emerenc che fa le faccende domestiche e Magda che scrive. Un rapporto strano, un libro che ho letto con qualche difficoltà ma che non mi ha lasciato indifferente. La figura del cane Viola è descritta in maniera magistrale. Spesso, comunque, dietro le porte non c'è nulla di quello che ci si aspetta.

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  • 4

    Il ritratto dell'incomunicabilità.Titolo emblematico che descrive perfettamente l'unilateralità di un rapporto(tra la scrittrice e la governante).
    La protagonista è Emerenc(la governante),la Szabò si ...continue

    Il ritratto dell'incomunicabilità.Titolo emblematico che descrive perfettamente l'unilateralità di un rapporto(tra la scrittrice e la governante).
    La protagonista è Emerenc(la governante),la Szabò si limita a raccontare di una donna che,pian piano,scopre segnata dalla vita ma che nutre ancora il desiderio di amare il genere umano-molto a modo suo!-
    Emerenc ha dato tutto e ha perso tutto.Conserva ancora un barlume di fiducia ma lo fa dominando il rapporto.Ha imparato a non fidarsi,si concede di affezionarsi alle persone ma è solo lei ad avvicinarsi.Al limite si concede delle incrinature che ripristina quanto prima,come se si fosse trattato di una momentanea perdita della ragione.E quando è la Szabò ad osare,Emerenc alza le barricate.
    Bisognerebbe spiegare a Emerenc che le persone non sono oggetti del proprio piacere e quindi,volendocisi rapportare,comunque bisogna mettere in conto lo scontro e le delusioni.
    Bisognerebbe spiegarle che non può portare le persone al guinzaglio e non conta nulla quanto possa essere corto quel guinzaglio ...
    E quanto bisogno avrebbe di una buona seduta psicologica.

    said on 

  • 3

    Emerenc mi sta antipatica. Se tutte le persone che hanno sofferto nella vita si sentissero in diritto di comportarsi con tale arroganza e superbia il mondo sarebbe decisamente peggiore, Così come sare ...continue

    Emerenc mi sta antipatica. Se tutte le persone che hanno sofferto nella vita si sentissero in diritto di comportarsi con tale arroganza e superbia il mondo sarebbe decisamente peggiore, Così come sarebbe decisamente migliore se ci fossero meno persone come la scrittrice che credono che tutto il male del mondo dipenda da loro... a parte questo, Szabo molto brava, scrittura forte, impeccabile, alla fine, come ne "La versione di Barney" ci si sente parte della vicenda, coinquilini dei protagonisti, certi che i personaggi, pur disturbati, ci mancheranno un po'...(ma Barney era molto più simpatico!)

    said on 

  • 4

    Non è mia intenzione aggiungere l’ennesima recensione a questo (bel) libro; più che altro vorrei dire due parole sul personaggio di Emerenc, che nei commenti viene in genere presentato come assolutame ...continue

    Non è mia intenzione aggiungere l’ennesima recensione a questo (bel) libro; più che altro vorrei dire due parole sul personaggio di Emerenc, che nei commenti viene in genere presentato come assolutamente luminoso e positivo, mentre io l’ho trovato oscuro, ambiguo e contraddittorio.

    La maggior parte dei lettori vede in questa donna solo l’amore viscerale, la pietà incondizionata e la figurazione della saggezza popolare, quell’intuito quasi magico che sa arrivare al cuore delle cose, contrapposto allo sterile intellettualismo della protagonista, scrittrice acclamata eppure fragile, che crede di imparare a vivere dai libri ma scopre tutta la distanza che c’è tra le asprezze della vita e le consolazioni della cultura.

    Ma non si può ignorare che Emerenc è anche intollerante, intransigente e ottusa; piena di compassione e carità ma incapace di accettare gli altri per quello che sono; una serva che paradossalmente riesce a rapportarsi col prossimo solo da padrona, accettando gli altri solo se amano e si lasciano amare alle sue condizioni. Il suo amore è divorante ed esclusivo, possessivo e prevaricante, oppure non è.

    Magda Szabo scopre attraverso il personaggio di Emerenc quanto sia difficile vivere appieno i sentimenti e amare in modo incondizionato (che poi è l’unico modo). E soprattutto ne scopre le conseguenze: l’allontanamento dell’amore come fonte di sofferenza e l’ineludibile legame tra amore e perdita.

    said on 

  • 5

    Arduo è esprimere tutto ciò che è" la porta" .
    Un libro coniugato tutto al femminile in cui gli uomini sono solo figure di fondo, lo stesso cane assume importanza grazie all'investitura di un nome fem ...continue

    Arduo è esprimere tutto ciò che è" la porta" .
    Un libro coniugato tutto al femminile in cui gli uomini sono solo figure di fondo, lo stesso cane assume importanza grazie all'investitura di un nome femmineo.
    Le sue protagoniste esprimono a meraviglia il sentimento amorfo che è l'amicizia, quel misto di profondo affetto e antagonismo, io ci ho visto forse a torto, la trasposizione dei diversi caratteri dell'Ungheria di quel ventennio.
    Infatti che la nazione teatro di questa storia sia l'ulteriore protagonista, è evidente, tiene il tempo della narrazione con le tradizioni , le convinzioni e i cambiamenti che si susseguono neanche tanto in sottofondo.
    Infine ho varcato la soglia della " porta" ed è stato lo scenario potente che mi auguravo.
    La Szabò vi allestisce una di quelle rappresentazioni che si prestano a molteplici interpretazioni, sta a chi legge tirare fuori da se le risposte, costringendolo a uscire dal ruolo passivo di semplice spettatore.

    said on 

  • 4

    "Bisogna saper uccidere anche per amore"

    Gattara, accumulatrice compulsiva, la vecchia Emerec, oltre ad oggetti improbabili, accumula segreti e misteri.
    Una versione dark di Mary Poppins in termini di efficienza domestica che mi sono immagin ...continue

    Gattara, accumulatrice compulsiva, la vecchia Emerec, oltre ad oggetti improbabili, accumula segreti e misteri.
    Una versione dark di Mary Poppins in termini di efficienza domestica che mi sono immaginata dalle sembianze della macabra Ferula di Glenn Close ne 'La casa degli spiriti'.
    Personaggio inquietante, al limite dell' inverosimile, però molto forte, efficacissimo, dalla ferrea e lucida follia, che lascia una scia di tetraggine attraverso tutto il libro, ma ti tiene lì.
    È il rapporto di dipendenza, ossessivo, morboso e per certi versi perverso fra questa domestica sui generis e la padroncina di casa, che si snoda per tutto il racconto, ed è un racconto scritto bene, incalzante.
    Una lettura un po' claustrofobica che ti catapulta in una specie di lindo e ordinato squallore, e quando alla fine, esci dal tunnel delle loro vite hai una sensazione di sollievo, è vero, ma anche la certezza di avere incontrato qualcosa di profondo, qualcosa d'importante.
    L'Oscar al miglior attore non protagonista va a Viola, il cane.
    Questa è la seconda scrittrice ungherese che conosco dopo la notevole Àgota Kristòf, e sebbene lo stile sia completamente diverso, per alcuni tratti, per certe atmosfere crude, cupe, me l'ha ricordata.
    In fin dei conti, è una storia d'amore:
    "... l'amore è impegno, passione densa di pericoli e rischi."

    said on 

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