The Door

By

Publisher: Random House

4.2
(2446)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Hungarian

Isbn-13: 9781446443798 | Publish date: 

Translator: Len Rix

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
A young writer, struggling for success, employs an elderly woman called Emerence to be her housekeeper.From their first encounter it is clear that Emerence is no ordinary maid.Although everyone in the neighbourhood knows and respects her, no one knows anything about her private life or has ever crossed her threshold. Only a great drama in the writer's life prompts Emerence to unveil glimpses of her traumatic past - a past which sheds light on her peculiar behaviour. The Door brilliantly evokes the development of the bond between these two very different women, and the tragic ending to their relationship.
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  • 4

    La porta del cuore

    La porta racconta la storia vera, così almeno suppongo, del rapporto tra Magda e la sua donna delle pulizie Emerenc. Emerenc sembra quasi una figura mitologica. Una donna anziana con una forza sovruma ...continue

    La porta racconta la storia vera, così almeno suppongo, del rapporto tra Magda e la sua donna delle pulizie Emerenc. Emerenc sembra quasi una figura mitologica. Una donna anziana con una forza sovrumana che si oppone a suo modo alle logiche del mondo rifiutandone le offerte e i compromessi. Non riprende gli studi quando ne ha la possibilità, nonostante la sua eccezionale intelligenza e si cerca un lavoro umile perché divide il mondo tra quelli che hanno la scopa in mano e quelli che non ce l’hanno. Viene fuori dagli abissi di una sofferenza spropositata, così grande che all’inizio pare a Magda pura invenzione: due fratellini morti colpiti da un fulmine davanti ai suoi occhi , la madre morta suicida subito dopo. Questo è solo l’inizio, poi le sue storie d’amore vanno avanti con la stessa fortuna, almeno così si saprà andando avanti nella narrazione. Dalle proprie vicende Emerenc, donna intelligente, ricava la certezza che non si dovrebbe amare così tanto come è capitato a lei perché l’amore è una faccenda pericolosa. Non potendo fare a meno per indole di dare con generosità e a suo modo, Emerenc mette perciò una barriera tra lei e il mondo che è la porta di casa sua, una porta che nessuno può varcare. La porta è reale e ovviamente anche simbolica. Simbolo di una necessità di difesa, di un limite, di uno scudo. Ma forse anche richiesta implicita che qualcuno bussi con insistenza e condivida la sua casa segreta.
    Oltre alla porta materiale, il carattere stesso di Emerenc è una porta. Dura, spigolosa, diretta, sfacciata, invadente, terribile nel suo essere implacabilmente sincera con le persone che ama. Emerenc dà con generosità ma non accetta nulla. Forse è questa la sua porta più massiccia. L’incapacità di prendere dalle mani altrui. Accettare un dono potrebbe incrinare il suo rifiuto, parziale e unidirezionale, ma piuttosto categorico, di un mondo, di una vita, di gente che l’ha sempre delusa.
    Emerenc però si lega a Magda per qualche strano motivo. Per qualche somiglianza tra loro probabilmente, fino a introdurla in casa e a nominarla sua erede.
    La storia purtroppo dà ragione alla sua diffidenza. Le amiche non sono all’altezza delle aspettative che Emerenc non si può impedire di nutrire nonostante tutte le sue porte chiuse. E’ abbastanza triste che tutto sommato le porte restino chiuse. Infatti, al momento della prova, questioni di comodo, di lavoro, di necessità vengono di volta in volta messe davanti all’amore per cui il lettore assiste a una sfilata di tradimenti più o meno gravi.
    Del resto Emerenc aveva aspettative sugli altri, soprattutto su Magda, come se gli altri potessero arrivare al suo modo di sentire gli affetti, nonostante le sue porte blindate. Triste quel sogno che Magda continua a fare alla fine del romanzo della porta in cui non riesce a girare la chiave e simbolica la fine che fa l’eredità di Emerenc. Certo Emerenc non è Ezter, quella di Marai. L’amore di Emerenc è generoso ma anche esigente.
    Si potrebbe immaginare che su un altro piano di lettura la storia possa essere una metafora del rapporto uomo-Dio con la porta che rappresenta la porta stretta del Vangelo, Magda e le altre amiche gli uomini e Emerenc Dio.

    said on 

  • 4

    UNA PORTA CHIUSA A CHIUSURA DEL GDL

    Riletto con piacere per il GDL confermo ****
    La Porta un incontro scontro tra due donne,rapporto profondo e nel contempo sfuggente;una scrittrice che dopo anni di difficoltà ha raggiunto un insperato ...continue

    Riletto con piacere per il GDL confermo ****
    La Porta un incontro scontro tra due donne,rapporto profondo e nel contempo sfuggente;una scrittrice che dopo anni di difficoltà ha raggiunto un insperato successo, l'altra la sua domestica,no!! meglio dire supporto domestico, domestica è riduttivo per Emerenc,figura mitica, personaggio memorabile vera protagonista del romanzo,ferma di carattere,cristallina nei comportamenti,implacabile nei giudizi,è esigente ,stravagante,vuole le referenze dei suoi datori di lavoro,referenze che cerca da sè e che la porteranno ad accettare il lavoro, "Io non lavo i panni sporchi al primo che capita" diceva,determinata a prestare servizio esclusivamente a persone degne della sua stima. E' lei e solo lei, a decidere quando e come prestare i propri servizi,impone i suoi gusti estetici.le scelte culinarie,i ritmi di vita,addiritura il rapporto col cane che sebbene maschio chiamerà Viola(si saprà in seguito perchè) sentimentalmente espropriato ai leggittimi padroni e schiavo felice di Emerenc.
    "Alta ossuta,posente nonostante l'età avanzata gira sempre vestita di grigio con in testa un fazzoletto che ha l'aspetto di un elmo guerriero"
    Emerenc tiene tutti a distanza,ma è venerata dall'intero quartiere,non si risparmia di fronte a chiunque abbia bisogno di aiuto,uomini,donne,animali.
    " Non si sedeva quasi mai ,quando non teneva una scopa in mano potevi star certo che portasse un piatto dell'amicizia da qualche parte,o cercasse il padrone di un animale randagio"
    Il suo passato è tanto più mIsterioso perchè non ne fa mai parola,affiora ogni tanto tra le righe è così che veniamo a conoscenza del suo tragico e doloroso vissuto,ma la vera stranezza è un'altra:nessuno,neanche le persone che le sono più vicine(il nipote,figlio del fratello) ha mai avuto accesso alla sua casa,sorta di Citta Proibita totalmente esclusa dal resto del mondo,Eppure sull'atrio antistante la sua abitazione è un pullulare di visite,raduno di amici, di incrociarsi di notizie di ogni genere dove tutti annunciavano tutto,morte ,nascite,scandali,buone novelle e catastrofi.
    BASTA!!! Sono stanca di pestare sui tasti,non sono per i lunghi commenti come finisce??? non ve lo dico, potete sempre leggerlo,sappiate solo che l'assassino non è il maggiordomo!!
    micia!! vergognati un romanzo di una tale potenza e una chiosa di m......,sei al limite della blasfemia,per punizione capo coperto di cenere o in ginocchio sui ceci fate voi!!

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  • 4

    null

    Una recensione in quattro movimenti.

    Un piccolo capolavoro come solo talune donne, penso alla Marlen Hausfofer della Parete, sanno poi scrivere.

    Ci se ne avvicina quasi con sacro timore reverenziale t ...continue

    Una recensione in quattro movimenti.

    Un piccolo capolavoro come solo talune donne, penso alla Marlen Hausfofer della Parete, sanno poi scrivere.

    Ci se ne avvicina quasi con sacro timore reverenziale tanto da esso traspare algida lucentezza nel susseguirsi di sentimenti e parole che non son mai troppe e non son mai poche, che ti prendon per mano accompagnandoti dentro inusuali spazi reconditi dove la legge di Emerenc Szeredás regna assoluta;
    e tu questa legge ben riesci a percepirla meglio di altri perché, fortuna o sfortuna che fosse, di Emerenc ne hai poi conosciute tre e son davvero tutte così, testarde, cocciute, con quelle loro paratie stagne che ti fan poi desister da qualsivoglia, improbabile, corpo a corpo perché immediatamente ne percepisci giustezza e completa integrità morale ed etica, perché con loro è forse male ma senza di loro è peggio.

    Non starò dunque qui a tesserne trame recondite o significati nascosti, né ulteriori lodi od encomi, ma il libro, sappiatelo, vale di per sé ed anche, per quel poco che ne ho visto in lingua originale, la pellicola che ne è stata tratta dall’omonimo István.

    Son letterature sommerse e minimali codeste ma che vivaddio ancora esistono e prosperano vieppiù, in diametrica opposizione ai tristi tempi che ci occorrono e dunque van cercate e lette, apprezzate e custodite per tutta la loro singolare unicità, non altro.

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  • 4

    Una scrittura raffinatissima, introspettiva senza essere eccessiva, ben calibrata e ricercata senza mai essere artificiosa. È questo il pregio maggiore del romanzo che racconta il rapporto tra una scr ...continue

    Una scrittura raffinatissima, introspettiva senza essere eccessiva, ben calibrata e ricercata senza mai essere artificiosa. È questo il pregio maggiore del romanzo che racconta il rapporto tra una scrittrice (Magda stessa?) ed Emerenc, la sua domestica. Un rapporto complesso e complicato che resiste alle tempeste e al tempo e a cui fanno da contorno e da contrappunto il marito di Magda e Viola, un cagnolino che si colloca istintivamente come filo d’unione tra le due donne. Intorno ad esse un intero quartiere che ammira, sostiene e protegge la domestica fino all’ultimo giorno della sua vita. Un bel romanzo che svela poco alla volta i segreti di Emerenc, dipana con pudore e parsimonia le vicende della sua vita inconfessata, rivela, senza denunciare chiassosamente, il mistero che si cela oltre la porta della sua casa, sempre ermeticamente chiusa agli occhi del mondo. Un romanzo che è anche una ricerca nell’animo umano in cui i sentimenti sono sfaccettati e articolati tanto da esprimersi in modo contraddittorio e a volte inconciliabile, dove l’amore e l’odio, il rancore e l’affetto, l’insofferenza e l’ indulgenza sono facce di una stessa medaglia.

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  • 3

    Ci ho pensato a lungo sul giudizio da dare, perché libro è bello, ottima scrittura, stile inappuntabile ma ha un andamento discontinuo: punte alte ed emozionanti seguite da risacche che rallentano il ...continue

    Ci ho pensato a lungo sul giudizio da dare, perché libro è bello, ottima scrittura, stile inappuntabile ma ha un andamento discontinuo: punte alte ed emozionanti seguite da risacche che rallentano il ritmo della lettura.

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  • 4

    Per me è stata una lettura molto dolce, ma triste per l'evidenza di un paradosso: amare così tanto e insieme essere incapaci di capire la necessità di un sacrificio. Ritenere imprescindibile e assolut ...continue

    Per me è stata una lettura molto dolce, ma triste per l'evidenza di un paradosso: amare così tanto e insieme essere incapaci di capire la necessità di un sacrificio. Ritenere imprescindibile e assolutamente necessario un atto, una scelta, che alla fine invece di restituirti a te stesso, distrugge.
    Un inciso: la figura di Emerenc è meravigliosa. Ne rammento pochi di personaggi creati a questo livello.

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  • 2

    La mia è una voce fuori dal coro: terribilmente lento, a tratti assurdo, a tratti scontato.
    La padrona di casa è il personaggio più insopportabile che io abbia incontrato nelle mie letture, superficia ...continue

    La mia è una voce fuori dal coro: terribilmente lento, a tratti assurdo, a tratti scontato.
    La padrona di casa è il personaggio più insopportabile che io abbia incontrato nelle mie letture, superficiale e priva di empatia: certamente per merito della bravissima autrice, che scrive in modo fluente e piacevole.
    Spero di apprezzare la Szabó in altre occasioni.

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  • 4

    Protagoniste difficili da amare...

    ...come il romanzo.
    Eppure, se si riesce ad andare fino in fondo, a oltrepassare, appunto, la porta dell'antipatia verso le due donne, la padrona e la serva, si scopre un mondo di sentimenti di grand ...continue

    ...come il romanzo.
    Eppure, se si riesce ad andare fino in fondo, a oltrepassare, appunto, la porta dell'antipatia verso le due donne, la padrona e la serva, si scopre un mondo di sentimenti di grande forza.
    La serva, fiera e altera, con il suo peso di grandi dolori nascosti sotto una irta corazza di atteggiamenti bruschi, misantropi si direbbe, maschera in realtà un enorme bisogno d'amore, da dare e da ricevere. Riesce a donarlo, ma se ne accorge solo chi ha 4 zampe.
    La padrona neppure si rende conto di vivere con la porta chiusa all'amore, con unico legame umano col marito. È una intellettuale, abituata a privilegiare il ragionamento allo slancio affettivo. Solo la fine del suo rapporto con Emerenc le aprirà gli occhi, e forse il cuore.

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  • 5

    Chi sei tu Emerenc Szeredás? E tu Magduska, mia cara piccola Magda? Tutti siamo un po' di Emerenc e un po' di "Magduska". Un rapporto di amore che segna il destino delle due donne sino all'inverosimil ...continue

    Chi sei tu Emerenc Szeredás? E tu Magduska, mia cara piccola Magda? Tutti siamo un po' di Emerenc e un po' di "Magduska". Un rapporto di amore che segna il destino delle due donne sino all'inverosimile. La porta, o il cuore di Emerenc, verrá aperta, solo una volta. Difficile, impossibile entrare , ma una volta dentro, l'impossibile é uscire.

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  • 4

    E' la storia di un rapporto tra due persone che sono una l'opposto dell'altra, un rapporto molto conflittuale e difficile. Il personaggio principale è Emerenc, una donna delle pulizie, lavoratrice inf ...continue

    E' la storia di un rapporto tra due persone che sono una l'opposto dell'altra, un rapporto molto conflittuale e difficile. Il personaggio principale è Emerenc, una donna delle pulizie, lavoratrice infaticabile e la sua padrona scrittrice. Man mano che si va avanti nella lettura ci si affeziona ai personaggi. Romanzo intenso. Da leggere sicuramente.

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