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The Door

By Magda Szabo

(6)

| eBook | 9781446443798

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Book Description

A young writer, struggling for success, employs an elderly woman called Emerence to be her housekeeper.From their first encounter it is clear that Emerence is no ordinary maid.Although everyone in the neighbourhood knows and respects her, no one know Continue

A young writer, struggling for success, employs an elderly woman called Emerence to be her housekeeper.From their first encounter it is clear that Emerence is no ordinary maid.Although everyone in the neighbourhood knows and respects her, no one knows anything about her private life or has ever crossed her threshold. Only a great drama in the writer's life prompts Emerence to unveil glimpses of her traumatic past - a past which sheds light on her peculiar behaviour. The Door brilliantly evokes the development of the bond between these two very different women, and the tragic ending to their relationship.

520 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho scoperto Magda Szabo per caso, come spesso accade a noi lettori, girando fra i libri.
    Spinta dalla curiosità l’ho preso, l’ho letto, mi ha conquistata!
    Perché? Perché è brava, perché sa scrivere, perché riesce a catturare l’attenzione del lettore ...(continue)

    Ho scoperto Magda Szabo per caso, come spesso accade a noi lettori, girando fra i libri.
    Spinta dalla curiosità l’ho preso, l’ho letto, mi ha conquistata!
    Perché? Perché è brava, perché sa scrivere, perché riesce a catturare l’attenzione del lettore per tutto il libro, senza far scemare la curiosità, la voglia di continuare a leggere, il bisogno di sapere cosa succede nella pagina successiva.
    L’autrice rappresenta una delle voci più importanti della letteratura ungherese contemporanea, ma delle sue opere solo pochissime sono state tradotte in italiano. Peccato!
    La storia è autobiografica, Magda racconta la sua vita in Ungheria fino agli anni 80′, quando sta per arrivare il successo e i riconoscimenti ufficiali, dopo una vita dedicata alla scrittura.
    Il romanzo si apre subito con la confessione di Magda:
    “Finora ho vissuto coraggiosamente, spero di morire allo stesso modo, con coraggio e senza menzogna, ma questo può accadere ad una sola condizione: devo ammettere che Emerenc l’ho uccisa io. Volevo salvarla, non distruggerla, ma non posso tornare indietro e cambiare le cose.”
    http://librosulcomo.it/2014/05/la-porta/#more-243

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    Librosulcomò said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    noioso, triste, vecchio

    Talmente brutto che l'ho letto fino alla fine per convincermi del fatto che fosse esattamente quello che pensavo fin dall'inizio: brutto!

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    Federica Basso said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Numerose sono le recensioni che definiscono “La porta” un romanzo splendido, non ho trovato un solo commento anche solo mediocre. Del resto questo romanzo ha vinto numerosi premi, quello statunitense della Betz Corporation nel 1993, il Prix Femina ...(continue)

    Numerose sono le recensioni che definiscono “La porta” un romanzo splendido, non ho trovato un solo commento anche solo mediocre. Del resto questo romanzo ha vinto numerosi premi, quello statunitense della Betz Corporation nel 1993, il Prix Femina nel 2003. A me invece non ha entusiasmato più di tanto, né la storia, né tantomeno lo stile di scrittura. La porta non mi ha catturato al suo interno, mi ha lasciata, per così dire… sulla soglia. In certi passaggi ho provato quasi una sorta di irritazione, che francamente non so spiegare. Ma forse è la vita stessa dell’autrice, mai allineata al regime socialista che la ostacolò in tutti i modi, ad imporle con questo romanzo, un romanzo sulla scrittrice (lei stessa) e la sua domestica, uno stile particolarmente inflessibile, rigido entro schemi dai quali non si esce. Un libro sull’amicizia? Mah… Forse ... la percezione di una reale differenziazione dei gradini sociali delle due donne, che emerge fortemente (i tratti sono autobiografici) e dei due diversi modi di affrontare i rapporti interpersonali e di conseguenza di affrontare la vita, segnano un baratro di incomunicabilità insanabile tra le due donne del romanzo. Da una parte la scrittrice e il suo ruolo di borghese intellettuale impegnata, infarcita di idealismi e buona cultura, astratta e poco incline a guardare al di fuori di sé stessa. In effetti la famiglia d'origine della Szabò appartiene al ceto borghese colto ungherese. Dall’altra Emerenc, una portinaia e donna delle pulizie della scrittrice, forte del suo ruolo di esperta e capace nei lavori di fatica, pragmatica e decisa, dal cuore generoso, ma inflessibile prima di tutto con sé stessa. Un personaggio quello di Emerenc che resta chiuso in un’ambiguità che rimane confinata oltre quella porta. Nel romanzo si fa anche cenno alla riabilitazione della scrittrice, durante la riconciliazione nazionale, quando le assegnarono il premio Attila József, ed è proprio quel momento, a seguito del viaggio per la cerimonia di premiazione, che si consuma la separazione incolmabile e che segna irreparabilmente la distanza nel rapporto tra i due vissuti. Un baratro colmo di sensi di colpa per aver abbandonato Emerenc, nel momento di bisogno estremo, mentre la scrittrice era tutta presa dall'evento.
    L'impossibilità di aprire la porta della casa di Emerenc, il non poter varcare quella soglia, è il nucleo di tutta la narrazione. Ed è appunto attorno a quella porta chiusa che si costruisce, si trama, si ipotizza, si svolgono tutte le vicende, in un argomentare un po’ troppo forzoso e talvolta poco efficace perché non riesce ad andare “oltre”. E' il limitare tra due fasce sociali.

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    Lella58 said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

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    Feroce alter ego di Magda - l'io narrante - Emerenc incarna il principio di realtà nella sua veste più cruda e spietata.
    La strana affettività di Emerenc, nella sua inflessibile coerenza, sconvolgerà gli equlibri canonici e tradizionali di Magda (e, ...(continue)

    Feroce alter ego di Magda - l'io narrante - Emerenc incarna il principio di realtà nella sua veste più cruda e spietata.
    La strana affettività di Emerenc, nella sua inflessibile coerenza, sconvolgerà gli equlibri canonici e tradizionali di Magda (e, forse, del lettore stesso).
    Dall'incontro du due antitesi inconciliabili, un romanzo (finalmente) originale, una prosa distaccata ma sempre molto acuta, che non indugia in patetici sentimentalismi autoconsolatori, tanto scontati e, ahimè, altrettanto apprezzati.

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    Anna S. said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

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    Emerenc sa bene cosa oscilla nella testa degli uomini. E non l'ha studiato sui libri, nè tantomeno dalla televisone. Non la possiede e si rifiuta di imparare a leggere. Quale scopo può avere tutta questa cultura, tutta questa informazione, per una pe ...(continue)

    Emerenc sa bene cosa oscilla nella testa degli uomini. E non l'ha studiato sui libri, nè tantomeno dalla televisone. Non la possiede e si rifiuta di imparare a leggere. Quale scopo può avere tutta questa cultura, tutta questa informazione, per una persona con le mani indurite dal lavoro con la ramazza? Quale scopo può avere insegnarle la fede al culto se mentre la gente si reca al tempio lei deve restare per strada a spazzare la neve o in casa ad accudire qualche malato, a rassettare le stanze, a preparare piatti dell'amicizia? La sua vita ha nascosto le lacrime in un petto spesso di razionalità e insegnamenti dell'esperienza, ma non insensibile. Le lacrime, eppure, continuano ad esserci, così come l'attaccamento morboso agli animali e il suo profondo senso di giustizia nei confronti di tutti gli esseri animati. Emerenc, capace di essere un'amica inflessibile e sincera, dal basso di un'ignoranza dovuta alla sventura è stata capace di impartire grandi lezioni di verità a cui l'uomo non può sfuggire. Nemmeno lei stessa.

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    annafranci said on May 19, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un rapporto difficile, come tutti i rapporti umani del resto, quello tra la donna di servizio Emerenc e la scrittrice protagonista di questa stupenda storia. Emerenc racconta episodi della sua difficile viita a singhiozzo, tra le cattiverie e gli gar ...(continue)

    Un rapporto difficile, come tutti i rapporti umani del resto, quello tra la donna di servizio Emerenc e la scrittrice protagonista di questa stupenda storia. Emerenc racconta episodi della sua difficile viita a singhiozzo, tra le cattiverie e gli garbi che infligge alla sua signora e periodi di relativa serenità con Viola, il cane che adora. Triste il finale, intenso e doloroso. Resterá indelebile il ricordo di Emerenc
    ..

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    Paripurna said on May 2, 2014 | Add your feedback

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