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The End

(Series of Unfortunate Events)

By Lemony Snicket

(27)

| Hardcover | 9781405226738

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Book Description

Like an off-key violin concert, the Roman Empire, or food poisoning, all things must come to an end. Thankfully, this includes "A Series of Unfortunate Events" by Lemony Snicket. The final installment in Mr Snicket's baker's dozen of books will answe Continue

Like an off-key violin concert, the Roman Empire, or food poisoning, all things must come to an end. Thankfully, this includes "A Series of Unfortunate Events" by Lemony Snicket. The final installment in Mr Snicket's baker's dozen of books will answer readers' most burning questions: Will Count Olaf prevail? Will the Baudelaires survive? Will the series end happily? If there's nothing out there, what was that noise? Then again, why trouble yourself with unfortunate resolutions? Avoid the thirteenth and final book of Lemony Snicket's international bestselling series and you'll never have to know what happens.

61 Reviews

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    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla assordanti, violenze, azioni di ogni genere, e poi: ...(continue)

    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla assordanti, violenze, azioni di ogni genere, e poi: La fine. La fine della storia degli orfani Baudelaire che non è affatto la fine di ogni storia. La fine che inizia con una tempesta che fa tabula rasa di quanto avvenuto finora e porta la storia e le storie a ricominciare da pagina pulita. La prima metà del libro è quasi straniante per il lettore di Snicket, così totalmente diversa dai dodici volumi precedenti. Poi, come una macchia d'inchiostro su una veste bianca, irrompe il mondo, e inizia la seconda parte del libro che è assolutamente clamorosa e così veloce, terribile e angosciante da rendere difficile la lettura. Le pagine scorrono e più quelle rimaste nella mano destra si assottigliano, più la tensione diventa intollerabile. Infine, la fine, così immensamente ricca ed ermetica insieme. Che senso ha avuto tutto quello che è successo? Che senso ha avuto vivere? Che senso ha ancora vivere, se non c'è un posto dove il mondo è tranquillo, se tutto quello che ci circonda è un labirinto di domande e non è possibile dire più dei ciechi che toccano l'elefante, se il male è ovunque, se non si scappa da un passato che dipende dai punti di vista? Forse il senso ultimo di tutto questo girare per città, case, villaggi, ospedali, caroselli, mari e monti è che non c'è un senso: si tratta di una serie di sfortunati eventi e la chiave di tutto sta nel riuscire ad andare avanti comunque, insieme, sempre.

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    panapp said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Knowledge is power

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione se sia giusto o meno esporre dei bambini alla con ...(continue)

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione se sia giusto o meno esporre dei bambini alla conoscenza, quanto ci sia di "buono" o "cattivo" in ognuno di noi e in quali forme si manifesta, o se sia giustificabile imporre agli altri un certo stile di vita per il loro bene. Tutte cose che non ci si aspetterebbe in un libro per ragazzi, ma l'intera saga è piena di cose inaspettate.
    Qui si trova anche un'isola che sembra un nuovo Eden, con tanto di melo e serpente, ma che si scopre più somigliante al mondo del Truman show, in cui tutto sembra perfetto, ma solo perché è fasullo e ipercontrollato. I personaggi, trovandosi su un'isola ed essendo naufraghi, hanno gli evocativi nomi di Ismaele, Omero, Ariel, Caliban, Venerdì e Robinson, tanto per fare degli esempi (l'autore dovrebbero premiarlo anche solo per questo!).
    La saga non poteva che finire così: con il ribaltamento di una storia trita e opprimente in qualcosa di salvifico (penso al melo), con un pugno ai luoghi comuni e con tanti interrogativi ancora irrisolti. L'ultimo colpo di genio di Lemony Snicket.

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    Eleonora said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Certo che Lemony Snicket ci ha costantemente provato a scoraggiarmi, dal primo a tredicesimo libro, ma io non gli ho dato retta.
    L'avessi fatto!
    La serie di sfortunati eventi è una serie infinita...Ma è possibile?! Non sopravvive nessuno? A parte i ...(continue)

    Certo che Lemony Snicket ci ha costantemente provato a scoraggiarmi, dal primo a tredicesimo libro, ma io non gli ho dato retta.
    L'avessi fatto!
    La serie di sfortunati eventi è una serie infinita...Ma è possibile?! Non sopravvive nessuno? A parte i Baudelaire?!
    La scrittura mi piace, anche se avrei preferito leggerli a 11 anni, quando le continue ripetizioni sarebbero state apprezzate di più. Ma poi forse la delusione finale avrebbe fatto danni maggiori, vabbè!
    Tre stelle solo a quest'ultimo libro...gli altri se ne meritano 4!

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    Berta590 said on Jun 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Infine la fine?

    Dopo aver finito di leggere tutta la saga non posso che dirmi delusa: dov'era il tanto sospirato finale?
    Mi ero già insospettita quando avevo iniziato a sfogliarne le prime pagine: possibile che vi era un altro replay delle sciagure dei Baud ...(continue)

    Dopo aver finito di leggere tutta la saga non posso che dirmi delusa: dov'era il tanto sospirato finale?
    Mi ero già insospettita quando avevo iniziato a sfogliarne le prime pagine: possibile che vi era un altro replay delle sciagure dei Baudelaire? Di nuovo situazioni disperate, segreti ben celati, masse ignoranti e... almeno c'era Olaf! Che ci immaginiamo malvagio e che continua la sua opera dandoci quella garanzia di continuità in tutta la serie.

    Devo ammettere che le divagazioni filosofiche di Snicket (che cominciano a comparire da quando gli orfani " passano al lato oscuro " per diverse volte già nei volumi scorsi) le ho tollerate finché non hanno reso di piombo il ritmo narrativo (soprattutto quando vi era bisogno di celerità e di rafano e/o wasabi per sconfiggere spore mortali (!))

    Eppoi davvero troppo dejavu quel gruppo di naufraghi che - copia "selvaggia" dei Fanatici del Villaggio dei Corvi - erano più pecore degli ovini che allevavano... bah: sapeva tutto di un già visto un po' più romanzato.

    Infine... di quale fine parlare? Semplicemente non c'è ! Così come tutte le risposte agli interrogativi e ai misteri che per quasi metà saga hanno movimentato la vita dei Baudelaire che sembrano così inutili ore di lettura spese tanto per riempire quei vuoti letterari di cui soffre ogni buon anobiano.

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    Juicy said on Nov 10, 2012 | 3 feedbacks

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