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The Europeans

By

Publisher: Aziloth Books

3.5
(68)

Language:English | Number of Pages: 118 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1907523405 | Isbn-13: 9781907523403 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Library Binding , eBook , Others , Audio CD

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 3

    Perchè 3 stelle? Non sembra (dal mio punto di vista) valido come altri romanzi, chessò di Balzac. Eppure espone la psicologia delle persone e le conversazioni in un modo che colpisce, ed alla lunga fa riflettere. Molto moderno.

    said on 

  • 4

    Protagonisti del romanzo sono i due fratelli Felix ed Eugenia. Felix è un artista dilettante che si guadagna da vivere realizzando ritratti; Eugenia è la moglie ripudiata di un principe tedesco. Entrambi lasciano l'Europa e si recano a Boston per conoscere i loro cugini, con lo scopo di fare un m ...continue

    Protagonisti del romanzo sono i due fratelli Felix ed Eugenia. Felix è un artista dilettante che si guadagna da vivere realizzando ritratti; Eugenia è la moglie ripudiata di un principe tedesco. Entrambi lasciano l'Europa e si recano a Boston per conoscere i loro cugini, con lo scopo di fare un matrimonio di interesse. L'arrivo in famiglia di Felix ed Eugenia scompiglia la quieta vita dei loro cugini americani. Ai due fratelli toccherà una sorte differente, poichè alla vittoria di uno corrisponderà la sconfitta dell'altra.

    Romanzo breve caratterizzato dal confronto tra le due culture, quella europea e quella americana, con i loro diversi stili di vita e i diversi principi morali. Lettura molto gradevole.

    said on 

  • 3

    Della triade dei piccoli-grandi romanzi degli anni jamesiani cui appartengono "L'americano", "Daisy Miller", e "Gli Europei" questo "Gli Europei" non è quello che ricorderò più a lungo.


    Uno scritto che acquista molto più senso, però, se lo si incrocia con gli altri due. ...continue

    Della triade dei piccoli-grandi romanzi degli anni jamesiani cui appartengono "L'americano", "Daisy Miller", e "Gli Europei" questo "Gli Europei" non è quello che ricorderò più a lungo.

    Uno scritto che acquista molto più senso, però, se lo si incrocia con gli altri due.

    Ne "L'americano", Christopher Newman (un Cristo/foro - uomo nuovo, oh, yes) americano a Parigi, proprio in quanto americano non la spunta con l'aristocraticissima francesissima Claire de Cintrè; Daisy Miller americana a Roma ne vede di cotte e di crude tanto che alla fine pensa bene di defungere.

    Entrambi (Cristoforo Uomo Nuovo e Daisy Miller) hanno molto più spessore dei fratelli Eugenia e Felix Young che --- americani di origine, europei per cultura e vicissitudini pregresse --- decidono di tornare a Boston e di riallacciare legami con i loro lontani (e assolutamente sconosciuti parenti americani).

    Detto questo…

    ** Il tema dell'interculturalità, o --- se preferite --- dell'incontro/scontro tra culture europea ed americana (leggi =States) è sempre, in James, trattato con grande sensibilità, ironia, auto-ironia e profondità.

    ** James è sempre un grande, la scrittura è sempre sublime e se a questo libro assegno solo tre stelline è solo perché se ne assegnassi di più quante stelle dovrei poi elargire ai veri Grandi Libri di Henry James?

    said on 

  • 2

    The plot could have resulted in a great novel. Unfortunately, "The Europeans" soon becomes boring and predictable.

    However, James' greatest failure is in his characters: they lack any depth and are a mere representation of stereotypes.

    Disappointing...

    said on 

  • 4

    Il malessere dei benpensanti benestanti - L'amore? un hobby per persone perbene, valida alternativa alle pantofole all'uncinetto.

    Quando non si corteggiano, affermandosi doverosamente stufe, le donne, della corte che gli uomini doverosamente le fanno, come sopravvivono al tempo che (non)passa, i troppo benestanti per poter pensare a qualcosa di diverso dalla morale e dall'amore?


    I personaggi di Henry James sono eroic ...continue

    Quando non si corteggiano, affermandosi doverosamente stufe, le donne, della corte che gli uomini doverosamente le fanno, come sopravvivono al tempo che (non)passa, i troppo benestanti per poter pensare a qualcosa di diverso dalla morale e dall'amore?

    I personaggi di Henry James sono eroici perché resistono al naturale, e necessario, impulso al suicidio, in attesa del matrimonio riparatore tra consanguinei per quanto di secondo grado.

    Nell'attesa Felix, il pirlone diabolico, dipinge, probabilmente male. Sua sorella Eugenia, baronessa morganatica, fa il perimetro della stanza, come qualsiasi carcerato che vive per l'orario delle visite. Gertrude Wentworth, proprio per non restare con le mani in mano, si concentra sulla sua infelicità, e Charlotte, per lo stesso motivo, si interessa all'infelicità di Gertrude. Il papà di Gertrude e Charlotte legge un giornale e ci si augura che ogni tanto lo cambi. Clifford, ah Clifford andava al college e si ubriacava! Poi è arrivato nel romanzo e anche lui, oltre che dialogare, non fa: tutto dà a intendere che il tempo che resta lo trascorra dormendo. C'è un pastore unitariano, Mr Brand, che impiega le sue giornate attorcigliando le sopracciglia. Lizzie Acton, cuginetta delle Wenworth, sorride finto-sciocchina, quando è sola e quando è in compagnia. Suo fratello Robert è stato in Cina, e quell'esserci stato gli basta per tutta la vita.

    Dato che i personaggi sono pochi e i legami di sangue di primo grado ancora rispettati, le variabili di accoppiamento non sono chissà quante. E James, superbo aguzzino, fa compiere ai suoi personaggi i pochissimi movimenti che hanno a disposizione, dando loro l'impressione di essere degli sbizzarriti cavalli alati e non quei miseri pezzi da scacchiera formalizatti al massimo quali sono.

    Ah, e per sottolineare le diversità del carattere europeo da quello americano non occorre gioco-forza chiamare in causa degli europei e degli americani: ogni famiglia che si rispetti - ovvero con le sue indecenze ipocritamente sottaciute - avrà presso di sé gli indegni rappresentanti di entrambe le inclinazioni inclinate.

    Gli uomini e le donne spoliati da Henry James nascono, non crescono, e si amano per non farla troppo breve e compiere quell'enormità che è la morte: morire è chiedere di far troppo, a chi per tutta la vita si è psicopatologizzato immobile nel suo amaro far niente.

    said on 

  • 4

    Fratello e sorella, nobiltà più o meno decaduta d'Europa si recano a Boston per fare conoscenza di alcuni lontani parenti, ma con lo scopo neanche nascosto di fare un matrimonio d'interesse. Per alcuni versi un dramma, per altri una commedia degli equivoci questo libro di Henry James, piccolo cap ...continue

    Fratello e sorella, nobiltà più o meno decaduta d'Europa si recano a Boston per fare conoscenza di alcuni lontani parenti, ma con lo scopo neanche nascosto di fare un matrimonio d'interesse. Per alcuni versi un dramma, per altri una commedia degli equivoci questo libro di Henry James, piccolo capolavoro che descrive con estrema efficacia le differenze tra l'Europa e gli Stati Uniti di inizio secolo.
    Ci sono dei libri in cui tutto va come deve andare, altri invece in cui niente termina come vorrei, questo si piazza in mezzo, ma non ci si può lamentare quando si leggono parole così ben scritte...

    said on 

  • 0

    Il tema dei rapporti difficili e delle incomprensioni tra le due sponde dell'Atlantico, tra il vecchio e il nuovo mondo è descritto molto bene in questo piccolo romanzo dell'autore dei "Bostoniani" e di "Il giro di vite", un tipico esponente, Henry James, dell'alta borghesia del New England, l'ar ...continue

    Il tema dei rapporti difficili e delle incomprensioni tra le due sponde dell'Atlantico, tra il vecchio e il nuovo mondo è descritto molto bene in questo piccolo romanzo dell'autore dei "Bostoniani" e di "Il giro di vite", un tipico esponente, Henry James, dell'alta borghesia del New England, l'aristocrazia americana, che ha passato buona parte della sua vita nella vecchia Europa.
    Le dinamiche sociologiche e psicologiche che coinvolgono un fratello e una sorella, la baronessa Munster e l'artista squattrinato Felix, e la parte americana della famiglia, guidata dall'austero mr. Wentworth, un personaggio che ricorda da vicino il fattore ritratto nel celebre dipinto "Gotico americano", mettono allo scoperto come si possano intrecciare da un lato il senso di inferiorità storicamente addebitato ai cugini americani e dall'altro l'interesse economico che ha sempre spinto i parenti poveri ma altezzosi dall'Europa alla ricerca di fortuna, meglio se con un buon matrimonio, ad attraversare l'Oceano.

    http://ghettodeilettori.blogspot.com/2009/10/gli-europei-henry-james-i-contenuti.html

    said on 

  • 4

    nuovo mondo!

    c'è tutta la consapevolezza e la saccenza dei tanti secoli di civiltà e di progresso della vecchia Europa nel modo in cui la baronessa Eugenia Munster, in fuga da un matrimonio agli sgoccioli per motivi politici, cerca di trovare una nuova frontiera nella comunità benestante di Boston, rifugiando ...continue

    c'è tutta la consapevolezza e la saccenza dei tanti secoli di civiltà e di progresso della vecchia Europa nel modo in cui la baronessa Eugenia Munster, in fuga da un matrimonio agli sgoccioli per motivi politici, cerca di trovare una nuova frontiera nella comunità benestante di Boston, rifugiandosi presso dei parenti mai considerati prima del momento di necessità, insieme al fratello, l'artista squattrinato Felix.

    Un romanzo breve, dal sapore retrò, che ricorda atmosfere e immagini del secolo scorso e prefigura, come nei ritratti di Sargent, l'exploit dell'alta borghesia del New England americano. Tanti dialoghi si svolgono in punta di fioretto, molto interessanti in particolare gli scambi tra Robert Acton, un bostoniano cosmopolita che ha fatto fortuna in Cina, e la baronessa Munster.

    Tra i due una possibile intesa - lui subisce il fascino dell'aristocratica tedesca, lei lo considera un buon partito e anche più interessante della cerchia dei suoi parenti, troppo provinciali e puritani - si trasforma in un continuo gioco delle parti, la cui posta è la capitolazione e la resa di uno dei duellanti.

    Un gioco teatrale, come confessa Eugenia, dichiarando di considerare il nuovo contesto sociale in cui si trova alla stregua di un palcoscenico ("Cos'è mai la vita senza drappi/sipari?"), del quale la baronessa vorrebbe essere insieme regista e prima donna.

    A confronto l'ingenuità idealista ma non per questo sciocca del nuovo mondo e il savoir faire orgoglioso della vecchia Europa, due mondi si incrociano per alcuni mesi, si confrontano, si corteggiano e si trovano d'accordo ma solo in parte. Se fallisce il progetto di "sistemarsi degnamente" della baronessa, altri incontri, meno ricercati e più complessi nella loro spontaneità sapranno dare frutti durevoli.

    Un classico breve e godibile, leggero ma non privo, per questo, di un certo spessore.

    said on