The Fall of Hyperion

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Publisher: Spectra

4.3
(1481)

Language: English | Number of Pages: 528 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Chi simplified , Chi traditional , Dutch , German , Czech , Polish

Isbn-10: 0553288202 | Isbn-13: 9780553288209 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In the stunning continuation of the epic adventure begun in Hyperion, Simmons returns us to a far future resplendent with drama and invention.  Onthe world of Hyperion, the mysterious Time Tombs are opening.  And the secrets they contain mean that nothing--nothing anywhere in the universe--will ever be the same.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Il secondo libro si ricongiunge al primo libro per spiegare cosa e perchè tutto ha avuto inizio nel primo libro . Se leggendo il primo libro non avevate capito il perchè fosse stato scritto leggendo s ...continue

    Il secondo libro si ricongiunge al primo libro per spiegare cosa e perchè tutto ha avuto inizio nel primo libro . Se leggendo il primo libro non avevate capito il perchè fosse stato scritto leggendo solo quello , allora leggendo questo secondo libro vi spiegarà cosa stà succedendo nell universo di dan simmons. Trame e sottotrame , diversi personaggi che fanno la loro storia in un libro che mi è piaciuto e un pò mi ha ricordato il grande martin per la scrittura a personaggi , solamente che qui è scritta in paragrafi in uno stesso capitolo che un capitolo per ogni personaggio. Tutto si snoda in un personaggio che segue il flusso della storia intrecciando con altri che invece fanno la storia stessa. Da leggere perchè se siete partiti con il primo non potete non leggere la saga di tutti i 4 libri e capire come va a finire la storia.
    cosa succederà all universo nel libri successivi ? e per chi non ha letto questo cosa succederà ai pellegrini ?

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  • 3

    Le trame delle storie lette nel libro precedente vengono riunite in un unico, appassionante disegno generale.
    Leggendo, si sentono chiaramente gli echi di altre opere e altre narrazioni (le vicende bi ...continue

    Le trame delle storie lette nel libro precedente vengono riunite in un unico, appassionante disegno generale.
    Leggendo, si sentono chiaramente gli echi di altre opere e altre narrazioni (le vicende bibliche, gli scritti di Keats, la letteratura di fantascienza) con un effetto di grande credibilità.
    Forse è un fattore di debolezza che qualche passaggio rimanga piuttosto oscuro (oltre al fatto che un paio di volte ho pensato: stando così le cose, non sarebbe stato più logico che questo personaggio si comportasse in quest'altro modo, invece di fare così e mettere a repentaglio la riuscita del proprio piano?); di sicuro, non mi piacciono i finaloni in cui una vicenda ipercomplessa si risolve in poche pagine, e in questo caso in parte è così.
    Splendida invece l'ambientazione - non tanto l'Universo che fa da sfondo alla vicenda, quanto la valle delle tombe del tempo, che mi è sembrato di percorrere realmente.
    Il racconto del viaggio nei labirinti sotterranei è stato eletrizzante: davvero visionario.

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  • 3

    Ho completato il 2° volume.. sinceramente ci sono parecchi chiaro-scuri e francamente non posso asserire di averne compreso l'intero svolgimento.. Ma gli altri 2 volumi riescono a dare un migliore sig ...continue

    Ho completato il 2° volume.. sinceramente ci sono parecchi chiaro-scuri e francamente non posso asserire di averne compreso l'intero svolgimento.. Ma gli altri 2 volumi riescono a dare un migliore significato all'intera vicenda? Oggi mi sento confuso e pieno di dubbi.. inoltre mi spaventano le 1200 pagine da affrontare ..

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  • 4

    CHIEDERE DI DIO AL DIAVOLO

    Il romanzo pluripremiato e iper-apprezzato “Hyperion” di Dan Simmons è il primo volume di un ciclo di quattro romanzi fantascientifici denominati “I Canti di Hyperion”, ispirati alla figura del poeta ...continue

    Il romanzo pluripremiato e iper-apprezzato “Hyperion” di Dan Simmons è il primo volume di un ciclo di quattro romanzi fantascientifici denominati “I Canti di Hyperion”, ispirati alla figura del poeta ottocentesco John Keats e alle sue opere, in particolare gli omonimi “Iperione” (opera incompleta, poi riscritta come “La caduta di Iperione”) e “Endymion”.
    La quadrilogia di Dan Simmons comprende:
    1. “Hyperion” (id., 1989)
    2. “La caduta di Hyperion” (The Fall of Hyperion, 1990)
    3. “Endymion” (id., 1995)
    4. “Il risveglio di Endymion” (The Rise of Endymion, 1997).
    Oltre ai quattro romanzi principali vi sono un romanzo breve, “Gli orfani di Helix” (Orphans of the Helix, 1999; premio Locus 2000), ambientato 481 anni dopo la tetralogia, e due racconti brevi, “Remembering Siri” e “The Death of the Centaur”.

    “Hyperion” è un contenitore di sei, affascinanti, romanzi brevi, retti da una cornice comune. La maggior debolezza di questo primo volume è la sua incompiutezza, dato che le sei storie convergono nella “cornice comune”, ovvero nel viaggio dei sei protagonisti (i “pellegrini”) sul pianeta Hyperion, senza trovare una vera unità narrativa. Tale debolezza può esser perdonata, considerata la grande fantasia del volume, pensando che nei volumi successivi le sei storie potranno trovare tale unità e le molte domande aperte avere risposte. Leggendolo, insomma, mi sono quasi aspettato che questo primo volume fosse solo una premessa del secondo, che avrebbe rappresentato il cuore della quadrilogia e in cui le sei storie avrebbero trovato un’immediata unità e parziale spiegazione (pur essendo consapevole che altri due volumi attendevano per completare la trama).
    Questo, però, avviene in modo molto ridotto con il secondo volume “La Caduta di Hyperion”. Non abbiamo qui più la struttura a racconti incastonati nella cornice generale, ma quest’ultima diviene la storia portante, riunendo per un po’ i sei personaggi, che, però, tornano presto a dividersi. Inoltre, una seconda storia si sviluppa in parallelo allo “sviluppo della cornice”, avendo come protagonista un nuovo cibrido collegato alla personalità artificiale di John Keats. La centralità del poeta e delle sue opere già riscontrata nel primo romanzo, qui acquista ancora maggior rilievo.
    Il cibrido è un essere umano creato artificialmente e con una personalità ricostruita sulla base di quella del poeta morto alcuni secoli prima e presente in una sorta di rete internet evoluta. In uno dei sei racconti del primo libro, abbiamo visto come il cliente e amante della detective Brawne Lamia fosse un cibrido con la personalità (e il nome) di John (Johnny) Keats. Quando il cibrido viene distrutto, trasferisce la propria personalità nella mente della donna. Il suo corpo viene, invece “riciclato” per dare vita a un nuovo cibrido, che prenderà nome di Joseph Severn (nel mondo reale costui era un’artista amico del poeta inglese ottocentesco). Joseph Severn, che diviene il ritrattista di Meina Gladstone (primo funzionario dell’impero galattico chiamato Egemonia dell’Uomo) e una sorta di suo consigliere, conserva memorie della vecchia personalità del cibrido John Keats e “sogna” i sei pellegrini che su Hyperion stanno per incontrare il mitico mostro tecnologico noto come Shrike. I suoi sogni riportano in realtà fedelmente i movimenti dei pellegrini e il loro scontro con il mostro proveniente da un imprecisato futuro.
    Questo romanzo, che deve essere letto unitariamente a “Hyperion” (di cui è l’immediato seguito e sviluppo) e, presumo, agli altri romanzi del ciclo, conferma la ricchezza di contenuti del primo, sia per gli importanti riferimenti letterari, sia per l’intensa riflessione su Dio, la morte, il tempo, il dolore, la tecnologia e il futuro.
    I riferimenti a religioni reali e immaginarie sono importanti e l’opera, che fa riferimento al keatsiano conflitto tra Titani e Dei olimpici, mostra qui il conflitto tra umani, nuovi umani (Ouster) e, soprattutto, intelligenze artificiali presenti in una rete che somiglia a un web iper-potenziato e autocosciente (il TecnoNucleo). Assistiamo a un conflitto tra tre fazioni di IA (intelligenze artificiali), Stabili, Volatili e Finali (ma non pensate a nulla di simile all’adolescenziale “Divergent” di Veronica Roth con i suoi Candidi, Eruditi, Pacifici, Abneganti, e Intrepidi; siamo in un altro genere di letteratura) intorno alla generazione di un nuovo Dio (IF – Intelligenza Finale), da generare dalla Rete, con l’umanità ridotta a pedina di un gioco assai più grande.
    Il fascino del primo volume, per me, era soprattutto nelle storie che parlavano dei misteriosi e primitivi Bikura o in quella della ragazza per la quale il tempo ha preso a scorrere alla rovescia, facendola tornare bambina, ma questo secondo volume ricorda assai di più il racconto delle imprese belliche del colonnello Kassad e trasforma il ciclo in una “space opera”, assai di più di quanto si potesse immaginare leggendo il solo “Hyperion”, proiettandoci nel mezzo di un’epica ed estrema guerra interstellare tra umani tradizionali e i mutanti e multiformi Ouster da una parte, tra le varie fazioni dell’IA dall’altra, tra gli umani e il TecnoNucleo da un’altra parte ancora.
    La creativa e l’immaginazione di questi libri fanno di Dan Simmons di sicuro uno degli autori di fantascienza più fantasiosi e geniali.
    Anche quest’opera, però, presenta un finale alquanto incompiuto e ci spinge a leggere i volumi successivi, ma la tensione narrativa creata da “Hyperion”, cala in modo rilevante con “La caduta di Hyperion”. Rimane comunque la sensazione di essere davanti a uno degli ultimi capolavori del XX secolo, che per essere compreso e valutato appieno andrebbe letto unitariamente in tutte le componenti del ciclo, cosa che spero di poter fare abbastanza presto.

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  • 3

    Dio e i poeti

    Non male, sebbene non all'altezza del precedente. Ritroviamo i pellegrini, ma stavolta sono coinvolti nell'azione contro lo Shrike, mentre una guerra già prevista comincia a formarsi e mietere vittime ...continue

    Non male, sebbene non all'altezza del precedente. Ritroviamo i pellegrini, ma stavolta sono coinvolti nell'azione contro lo Shrike, mentre una guerra già prevista comincia a formarsi e mietere vittime.
    Peccato aver perso il sistema del racconto, dato che nel volume precedente avevo notato, oltre alla bellezza delle storie, la capacità dei vari narratori di distinguersi per tematica e stile.
    Lo Shrike mi ha confusa con le sue apparizioni multiple, ma il nuovo arrivato, il secondo cibrido di Keats, mi è piaciuto, soprattutto su Vecchia Terra.

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  • 4

    Convergenze

    Nonostante alcune difficoltà a seguire la vicende di questo secondo capitolo de I canti di Hyperion, vuoi per la complessità dell'opera, che a dirla tutta in alcuni frangenti ho faticato a seguire tro ...continue

    Nonostante alcune difficoltà a seguire la vicende di questo secondo capitolo de I canti di Hyperion, vuoi per la complessità dell'opera, che a dirla tutta in alcuni frangenti ho faticato a seguire trovandola a volte dispersiva, anche se poi recupera nel finale, e vuoi per il poco tempo a mia disposizione, devo dire che leggere Simmons ha sempre un suo perché. Sarà la sua capacità di tenersi alla larga dalle banalità più qualunquiste o quella di evitare di imboccare il lettore con qualcosa di già pronto, o forse quella di saper immaginare scenari articolati, sta di fatto che leggere le sue storie non lo reputo mai tempo speso male.

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