Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Fault in Our Stars

By

Publisher: Penguin Putnam Inc

4.2
(3175)

Language:English | Number of Pages: 324 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , Portuguese , Catalan , Chi traditional , French , Dutch

Isbn-10: 0525478817 | Isbn-13: 9780525478812 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback , Others , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

Do you like The Fault in Our Stars ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    Mi viene difficile recensire questo libro. Pur vedendone i grandi difetti soprattutto nella seconda parte scarsamente empatica, la storia si è fatta sentire. Eccome. E si è fatta amare. Da notare le s ...continue

    Mi viene difficile recensire questo libro. Pur vedendone i grandi difetti soprattutto nella seconda parte scarsamente empatica, la storia si è fatta sentire. Eccome. E si è fatta amare. Da notare le schermaglie verbali intelligenti e pregne difficilissime da trovare in un romanzo moderno.

    said on 

  • 4

    Ero, e sono tuttora, indecisa se dargli 3 o 4 stelline. La lettura è stata scorrevole e piacevole nonostante il tema trattato. Adolescenziale da un lato, un pò troppo esagerato dall'altro. Trovo poco ...continue

    Ero, e sono tuttora, indecisa se dargli 3 o 4 stelline. La lettura è stata scorrevole e piacevole nonostante il tema trattato. Adolescenziale da un lato, un pò troppo esagerato dall'altro. Trovo poco credibile che ragazzi di 17 anni facciano dei discorsi talmente filosofici da non essere capiti neanche dai propri genitori.
    Ma la cosa che più mi ha sorpresa è stata questa: sono una persona terribilmente sensibile e dalla lacrima facile eppure non ho provato la minima empatia per i personaggi. Non avevo neanche gli occhi lucidi.
    Nonostante ciò, la storia è davvero molto carina.Sono curiosa di vedere che effetto mi faccia la versione cinematografica.
    Voto: 3.5

    said on 

  • 5

    Questo libro mi ha travolta, mi ha fatto a pezzetti il cuore, pagina dopo pagina con la sua forza devastante.
    L'argomento è triste, la storia d'amore forse un po' banale, ma lo stile e i personaggi so ...continue

    Questo libro mi ha travolta, mi ha fatto a pezzetti il cuore, pagina dopo pagina con la sua forza devastante.
    L'argomento è triste, la storia d'amore forse un po' banale, ma lo stile e i personaggi sono caratterizzati e... speciali!! Li conosci, li ami e soffri per loro come se fossero tuoi parenti o tuoi amici intimi.

    said on 

  • 2

    4/10

    Nella fiction in generale ci sono tre elementi che dovrebbero farci suonare un campanello d'allarme nella testa, in quanto scorciatoie che gli autori pigri usano per conquistare facilmente la partecip ...continue

    Nella fiction in generale ci sono tre elementi che dovrebbero farci suonare un campanello d'allarme nella testa, in quanto scorciatoie che gli autori pigri usano per conquistare facilmente la partecipazione emotiva del lettore: i bambini, i cuccioli e le malattie croniche. Questo romanzo ne contiene due su tre, e questo mi ha già mal disposta prima di aprire il libro... e la mia sensazione si è rivelata fondamentalmente esatta a lettura ultimata: "Colpa delle stelle" è un romanzo che non ha proprio nulla da dire che non sia già stato detto (spesso meglio) da altre decine e decine di romanzi del genere in circolazione, e che fa presa sul lettore solo in virtù della propria tematica a facile impatto emotivo. Questa banalità è IMO perfettamente rappresentata dalla catchphrase romantica che rappresenta il libro, "okay": anche a un generatore casuale riuscirebbe difficile venirsene fuori con una parola più generica, raffazzonata e fiacca di questa.
    L'unico lato positivo che gli posso trovare è che Green, a differenza di molti colleghi, non indugia à la Barbara D'Urso rotolandosi nel dramma e autocompiacendosi della lacrimosità della propria storia, né si abbandona a lirismi da pochi spiccoli; tuttavia questo è un lato positivo solo se confrontato con la bassa qualità che libri del genere in media hanno. Per il resto, nulla in questo romanzo è degno di nota: i personaggi vanno da "meh" a "idiota presuntuoso", la storia d'amore è abbastanza "perché sì" (specie all'inizio, quando Augustus per Hazel è un perfetto sconosciuto - e, aggiungerei a titolo personale, un testa di cazzo di epiche proporzioni), la morte è come al solito in Green un anti-climax da manuale (vedere "Cercando Alaska"), i dialoghi e lo stile rendono chiaro e cristallino come Green stesse cercando disperatamente di infilare quanti più aforismi brillanti/frasette da cioccolatino possibile per pagina, anche a discapito della verosimiglianza e della naturalezza delle situazioni.

    said on 

  • 3

    Questo rimanzo, letto dietro consigli di lettura (e anche di un po' di curiosità), si basa su un plot piuttosto semplice e già visto, ma a quanto pare dalle vendite decisamente riuscito! Il cocktail d ...continue

    Questo rimanzo, letto dietro consigli di lettura (e anche di un po' di curiosità), si basa su un plot piuttosto semplice e già visto, ma a quanto pare dalle vendite decisamente riuscito! Il cocktail del suo successo è senza dubbio la combo tra la malattia, la finitudine dell'uomo e l'amore che vince la morte. Forse in alcuni punti è un po' troppo inverosimile ed assurdo mentre in altri mi sarei aspettata risvolti diversi, non cioè così scontati, ma stiamo parlando di un teen drama e devo ammettere che sono già da un pezzo fuori da questa fascia d'età! Non credo sia né un pessimo né un eccellente romanzo, ma uno di quelli da collocare a metà in una scala di gradimento. La schiettezza e l'esposizione chiara che l'autore adotta fanno poi si che si legga in poco tempo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    ..."Tipo."

    E' triste, molto triste strumentalizzare il cancro per ricavarci dei soldi. Non sto parlando di chi racconta la sua vita da malato, ma di chi cerca di ricamarci sopra in questo modo così orribile, ten ...continue

    E' triste, molto triste strumentalizzare il cancro per ricavarci dei soldi. Non sto parlando di chi racconta la sua vita da malato, ma di chi cerca di ricamarci sopra in questo modo così orribile, tentando di creare una storia d'amore su cui le dodicenni possono sospirare.
    I protagonisti non sono due ragazzi malati di cancro. Il protagonista è IL CANCRO. Permea la storia in ogni sua virgola, puoi sentirne l'odore attraverso le pagine. Ok che si vuole rendere l'idea di come questa malattia sia terribile e quanto sia difficile conviverci, ma così è davvero troppo. La protagonista non fa altro che ricordarcene, ricalcando ad ogni piè sospinto la sua triste condizione pur ripetendo ogni due pagine che non vuole essere compatita perché ha il cancro.
    Lei, Hazel, un giorno va ad un gruppo di supporto e vede... AUGUSTUS. Voglio dire, chiamalo Caracalla già che ci siamo, no?
    Bene. Lei gli risponde malissimo già alla prima cosa che lui dice, ma appena escono ecco che lei va a vedere un film a casa sua e a "flirtare". Non è neanche un flirt, le conversazioni fra i due diciassettenni sembrano quelle di due pensionati PER TUTTO IL LIBRO! Solo che ad un certo punto John Green si ricorda che sono adolescenti, e allora quando sono a cena ad Amsterdam, improvvisamente, cominciano a ripetere un intercalare molto meno simpatico del "minchia" siciliano o del "belin" genovese: "TIPO". Seriamente, in una frase di Augustus lunga tre righe lo ripete sette volte.
    Poi John Green si accorge di star facendo una cagata pazzesca e tornano a parlare come pensionati. Avanti così!.
    Oltre a questo, è davvero necessario dire a chiunque voglia leggere questo aborto del genere letterario che ogni scena deprime oltre ogni immaginazione. Ma non per il fatto che lei ha il cancro, ma perché è proprio scritto da cani! L'autore si propone di immedesimarsi nella testa di una sedicenne cercando di imitarne le abilità di conversazione. Di conseguenza, il libro descrive le interazioni tra i personaggi con SOLO questi quattro verbi: "Ho detto". "Ha detto". "Ha chiesto". "Ho risposto". Per non parlare della scurrilità delle prime pagine. Ma per piacere.
    Ma la cosa che mi ha dato più fastidio in assoluto è che, dopo avere fatto visita a un ubriacone che ha scritto il libro preferito da Hazel ("Un'imperiale afflizione", il titolo dice tutto quello che avete bisogno di sapere) che li ha trattati come delle pezze definendoli "bambini piagnucolanti" (unica scena del libro che davvero ho apprezzato dall'inizio alla fine), i due, essendo ad Amsterdam, vanno a visitare la casa di Anna Frank. E che fanno, in quel luogo storico, pieno di drammaticità e terribili ricordi dell'Olocausto? Si baciano! E se ciò non fosse abbastanza, tutti i turisti intorno a loro invece di prenderli a calci nel sedere... APPLAUDONO! Per favore! Soltanto Moccia sarebbe stato capace di tanta mostruosità!
    Oltre a questo, ciò che fa davvero rabbrividire è che, nonostante lei sia malata in fase terminale già dalla prima riga della storia, LUI MUORE DI CANCRO. Il funerale dura venti pagine, e lei inizia il suo elogio funebre dicendo, testuali parole: "Augustus Waters era il grande amore della mia vita, e la nostra storia d'amore è stata una storia epica". Per favore, pulisciti il latte dalle labbra e fila via, ragazzina! Un bacetto vi siete dati, e subito dopo avete fatto la scappatella fra le lenzuola. Sparisci.
    Trovo spaventoso il fatto che le ragazze di oggi ancora "immature" sotto l'aspetto del pensiero critico abbiano sospirato, pianto e si siano mangiate le unghie leggendo questa cosa. E magari lo prendono pure a esempio di "storia d'amore"!
    Vado a bruciare il libro. Ci risentiamo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Un libro alquanto sopravvalutato

    Milioni di copie vendute in ogni angolo del pianeta, recensioni super positive scritte in maiuscolo sui giornali, e tutte le amiche che ne parlavano così appassionatamente. Quasi mi sentivo discrimina ...continue

    Milioni di copie vendute in ogni angolo del pianeta, recensioni super positive scritte in maiuscolo sui giornali, e tutte le amiche che ne parlavano così appassionatamente. Quasi mi sentivo discriminata nel non aver ancora acquistato "Colpa delle stelle", così mi son decisa e l'ho comprato, piena di aspettative altissime che, ahimé, sono crollate d'un botto non appena ho cominciato a leggerlo.

    La parte iniziale mi è sembrata davvero noiosa e dispersiva, mentre lo sviluppo della storia d'amore tra i due protagonisti (così come per la morte di Augustus) è pieno di sbalzi temporali e povero di descrizioni, causa di un coinvolgimento emotivo pari a zero.
    Ciò che del libro risalta subito all'occhio sono poi i numerosi discorsi e le riflessioni dei protagonisti che, seppur celino un non poco profondo significato su cui soffermarsi a pensare, sono resi con termini così letterari e ricercati (quasi aulici) da risultare poco adeguati ad un romanzo del genere. Diciamocelo, è come se Hazel e Augustus recitassero l'uno all'altra sonetti di Shakespeare piuttosto che intraprendere con disinvoltura un qualsiasi tipo di discorso come normali adolescenti. Magari la loro incurabile, gravosa malattia li porta ad essere sicuramente molto più riflessivi e profondi rispetto a ragazzi della loro età, in quanto il rischio di morte che corrono è giorno dopo giorno sempre più elevato ed è così dura convivere con un cancro terminale a tal punto da non riuscire ad immedesimarsi nella loro situazione, ma questo non giustifica il modo in cui quei "discorsi filosofici" stridano con il resto del libro.

    Tutto sommato, mi aspettavo seriamente di piangere fiumi di lacrime, considerato il tema assai delicato del cancro che investe due giovani innamorati.
    Ergo, o il libro è una gran cagata oppure sono davvero un essere spregevole e senza cuore.

    said on 

  • 2

    Dalle stelle alle stalle in pochi giorni!

    Ho rimandato questa recensione perché non riuscivo a decidere se il libro mi fosse piaciuto o meno. Provo a spiegarmi! Mi sono affezionata subito ai due personaggi e mi sembra inutile dire che ho vers ...continue

    Ho rimandato questa recensione perché non riuscivo a decidere se il libro mi fosse piaciuto o meno. Provo a spiegarmi! Mi sono affezionata subito ai due personaggi e mi sembra inutile dire che ho versato un milione di lacrime, inoltre, leggere questo libro mi ha spinto a pormi domande su quasi tutto (morte, vita, amore, famiglia, amicizia), e questo sicuramente mi ha convinto in un primo momento di essere di fronte ad un capolavoro. Poi, passato qualche giorno, a mente fredda l’immensità e il senso di infinito di questo romanzo hanno cominciato a scemare, lasciando spazio al dubbio.
    1° Qualsiasi altro libro in cui si racconta la storia d’amore tra due ragazzi malati di cancro mi avrebbe appassionato e mi avrebbe fatto piangere. (Quando si trattano certi argomenti, la lacrimuccia è quasi scontata)
    2° I dialoghi mi sono sembrati inverosimili per due adolescenti.
    3° Gli spunti di riflessione che questo libro mi ha offerto sono tanti, ma sono gli stessi che potrebbe offrirmi un qualsiasi altro libro o film in cui si parla di persone malate private della semplice quotidianità.
    Morale della favola: il libro non mi ha convinto del tutto! Carino, ma nulla di più.

    said on 

  • 4

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/03/colpa-delle-stelle.html

    Non gli ho detto che la diagnosi era arrivata tre mesi dopo la mia prima mestruazione. Tipo: Congratulazioni! Sei una donna. A ...continue

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/03/colpa-delle-stelle.html

    Non gli ho detto che la diagnosi era arrivata tre mesi dopo la mia prima mestruazione. Tipo: Congratulazioni! Sei una donna. Adesso muori.

    A Hazel è stato diagnosticato il cancro quando aveva tredici anni. Ora ne ha sedici e sopravvive grazie a un farmaco sperimentale e all’aiuto di bombole di ossigeno, che permettono a quel che resta dei suoi polmoni di continuare a funzionare.
    La madre di Hazel dedica la sua vita alla figlia e decide di iscriverla a un gruppo di supporto, perché non vuole vederla sempre chiusa in casa davanti alla tv o a leggere. Hazel non ne è per niente felice, ma accontenta la madre.
    A una seduta incontra Augustus Waters, un sopravvissuto all’osteosarcoma con la “sola” perdita di una gamba. I due hanno subito un certo feeling e, complice l’insistenza di Augustus, stringono amicizia, che si trasformerà ben presto in qualcosa di più.

    Questo è il mio terzo tentativo con Green. Ammetto che gli altri romanzi (Cercando Alaska e Città di carta) non mi avevano colpita, anzi, l’esatto opposto. Ero ormai rassegnata a non provare alcun tipo di feeling per questo autore.
    Colpa delle stelle invece mi è piaciuto davvero molto. Lo stile è sempre lo stesso, semplice e scorrevole, ma ha un qualcosa in più rispetto ai precedenti. La voce di Hazel risulta più incisiva e cattura l’attenzione molto bene.
    Ancora una volta Green ha mostrato di avere una predilezione per i personaggi eccentrici, fuori dagli schemi. È un punto costante nei suoi romanzi, che non sempre ho apprezzato. In questo caso, però, l’eccentricità è più motivata e realistica: vi è un effettiva ragione dietro i comportamenti di Hazel e Gus. Se penso, invece, a una Margo di Città di carta, per fare un esempio, la sua stranezza sembrava soltanto un vezzo di una ragazza viziata ed egocentrica.
    Il tratto significativo del romanzo è il sarcasmo di Hazel, lo indossa come un’armatura e allo stesso tempo è il suo modo per essere diretta. Ha avuto tutto il tempo di venire a patti con la sua malattia e, sebbene si mostri sempre piuttosto ombrosa e sulle sue e sembri non avere molta combattività, è molto forte e lotta contro la malattia a modo suo. Se Augustus rappresenta il personaggio spensierato, che cerca sempre il lato positivo ed è solare, Hazel è la faccia opposta della medaglia: cinica e sarcastica, sa benissimo che ha ben poche speranze di sopravvivere e non sopporta di fingere diversamente.
    L’argomento trattato è molto delicato e si presta al patetismo, ma credo che Green sia riuscito a gestirlo piuttosto bene. Nella prima parte vien quasi da dimenticarsi che sono malati, ci si concentra più sui pensieri e sulla forza di questi ragazzi, la presenza del cancro si sente e non scompare mai, ma non risulta ingombrante e opprimente. Lo diventa nella parte finale, quella davvero straziante. Piomba tra capo e collo quasi inaspettatamente (quasi solo perché mi avevano spoilerato quel particolare, purtroppo, anche se a un occhio attento possono non sfuggire determinati segnali di quello che succederà).
    Per quanto mi riguarda ho dovuto affrontare le ultime trenta pagine, più o meno (forse qualcosina in più), armata di fazzoletti. In parte hanno risvegliato ricordi non piacevoli e in parte, semplicemente, ero totalmente coinvolta nelle vicende dei protagonisti, legata in modo indissolubile alla loro vita.
    A ‘sto giro Green ha fatto a pezzetti il mio cuore, cosa che non gli era riuscita con gli altri due romanzi che ho letto.
    Sicuramente il fatto che sia l’ultimo romanzo scritto influisce. Si pone proprio su un altro livello rispetto ai precedenti, pur comunque mantenendo le caratteristiche principali tipiche di Green, che possono funzionare più o meno bene.
    Questa volta lo promuovo e spero che in futuro possa continuare a convincermi.

    Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire.

    said on 

Sorting by