Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

The Fault in Our Stars

By John Green

(536)

| Hardcover | 9780525478812

Like The Fault in Our Stars ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

428 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Ho letto storie simili dieci milioni di volte migliori e soprattutto realistici e genuini non di due adolescenti che parlano come due adulti, leggono libri sconosciuti e filosofeggiano anziché cogliere l'attimo e vivere la loro vita per come viene,so ...(continue)

    Ho letto storie simili dieci milioni di volte migliori e soprattutto realistici e genuini non di due adolescenti che parlano come due adulti, leggono libri sconosciuti e filosofeggiano anziché cogliere l'attimo e vivere la loro vita per come viene,soprattutto con la loro condizione. Quei due non sono commoventi sono hipster adolescenziali, che è diverso...
    Non leggerò mai più un romanzo di Green, che reputo sopravvalutatissimo. E tra l'altro mi da tremendamente fastidio come tutto ciò che dica lui si trasformi in oro.
    Ci sono scrittori decisamente migliori di lui, e anche più umili eh.

    Is this helpful?

    Scoopgirl said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho iniziato a leggere questo romanzo con un carico di aspettative che non ve lo dico nemmeno, convinta che fosse se non proprio un capolavoro, qualcosa che ci si assomigliasse almeno vagamente. Sì, lo so perfettamente che spesso i bestsellers poi, al ...(continue)

    Ho iniziato a leggere questo romanzo con un carico di aspettative che non ve lo dico nemmeno, convinta che fosse se non proprio un capolavoro, qualcosa che ci si assomigliasse almeno vagamente. Sì, lo so perfettamente che spesso i bestsellers poi, alla resa dei conti, non sono nemmeno un granché ma... Non so dirvi perché con questo libro credevo fosse diverso.
    Trovo che la storia sia molto bella, non necessariamente indirizzata a un pubblico giovane se non fosse per lo stile con la quale è narrata: troppo semplice e semplicistico, esageratamente giovane, mi sembrava di trovarmi in una puntata di Genitori in blue jeans dove, per evidenziare che fosse una serie dedicata ai gggiovani, c'erano espressioni tipo "i miei vecchi", oppure "ganzooo!" (all'epoca era di moda). Insomma, come se in un libro trovassi l'equivalente di "bella zì!" quando due amici si incontrano (e qui i romani potranno capirmi più degli altri). Non fraintendetemi, anche Tutto accade oggi di Jesse Browner è scritto con uno stile narrativo gggiovane, ma c'è una sostanziale differenza. Innanzi tutto la troppa semplicità dei periodi. D'accordo, è un libro per adolescenti. Ma, cielo!, gli adolescenti spero riescano a comprendere periodi più complessi di soggetto, predicato e complemento oggetto. E poi, non so, ho avuto l'impressione che John Green sopravvaluti e idealizzi un po' troppo gli adolescenti. Certamente ci saranno ragazzi così maturi, così puri di cuore, così altruisti e intelligenti e, sicuramente, questo è più semplice che accada in ragazzi che per motivi personali (gravi o meno gravi) sono stati costretti a vivere la vita in un determinato modo (come, appunto, Hazel malata di cancro da piccolissima) e Augustus, la cui carriera sportiva è stata stroncata dal cancro. Probabilmente John Green ha ragione a raccontarci le vite e i sentimenti, straordinariamente complessi e profondi di questi due ragazzi, ma poi io passeggio per il centro a Roma e mi imbatto nella fauna adolescenziale laziale e mi si accappona la pelle. Quindi, autore Green, forse gli adolescenti anglosassoni sono meglio della fauna laziale – e dubito fortemente – ma forse, anche tu, hai un po' esagerato.
    Questi, sostanzialmente, sono i motivi che mi hanno portato a non apprezzare pienamente il libro. Nonostante ciò, trovo comunque che non sia un brutto libro o una storia scontata e banale. Dell'argomento, sebbene sia triste e abbastanza pesante da affrontare, John Green ne scrive in modo dolce e, a suo modo, spensierato. Strano dire che Colpa delle stelle è, ma non è, un libro triste. Sì, perché la storia è triste, ma l'autore ci porta ad interessarci ai sentimenti di chi vive questa storia. E i sentimenti di Hazel e di Augustus – sentimenti di amore, amicizia, speranza – non sono mai tristi.
    Un libro che, forse, rende meglio nella trasposizione cinematografica (per intenderci, fa lo stesso effetto che fece alle adolescenti Papà, ho trovato un amico).
    Un romanzo che probabilmente avrei apprezzato di più a quattordici anni e che ha questo grande difetto: superata una certa età – e una certa maturità letteraria – non riesce a lasciare il segno.

    Chiacchierata senza né capo né coda tratta dal mio blog: http://librangoloacuto.blogspot.it/2014/08/ciarlando-al…

    Is this helpful?

    Nereia said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    評價不少又被改編了電影,原以為可以被觸動的部分會多些,尤其是這樣關乎生死與記憶的題材,但哲學說理感還是稍嫌重了點,尤其是又加入了文學的元素。人類留下的印記往往是傷痕,你不能選擇在這世界上是否會受到傷害,但至少你可以選擇讓誰傷害你,而且喜歡你的選擇。「OK。」我說。

    Is this helpful?

    Jrue said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Precioso

    Reseña --> http://catching-dreams-be-reader.blogspot.com.es/2014/06/bajo-la-misma-estrella.html

    Is this helpful?

    Callie Vee said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Deludente

    Si era alzato un tale polverone attorno a questo libro, che avevo paura di cominciare a leggerlo per paura di rimanerne troppo rapita o devastata. Come si noterò dalla valutazione non del tutto piena, questo libro mi ha lasciato una punta di delusion ...(continue)

    Si era alzato un tale polverone attorno a questo libro, che avevo paura di cominciare a leggerlo per paura di rimanerne troppo rapita o devastata. Come si noterò dalla valutazione non del tutto piena, questo libro mi ha lasciato una punta di delusione e non ha confermato tutte le recensioni positive che ho letto sul suo conto.
    Diciamo subito che questa recensione sarà abbastanza complessa da seguire, perché le cose che ho da dire sono parecchie e il discorso è anche abbastanza difficile, quindi spero che voi mi seguiate e che riusciate a comprendere ciò che voglio dirvi.
    Mi ha un infastidito, per prima cosa, la traduzione errata dall’inglese all’italiano, anche se, ovviamente non si può dare la colpa a John Green. Un significato così profondo storpiato da un cambio di preposizione!
    Ma andando al contenuto del libro...

    I personaggi

    Hazel e Augustus sono la prima cosa che mi ha fatto storcere il naso. Entrambi stanno vivendo difficili situazioni con le loro malattie, chi di più, chi di meno e non nego il fatto che siano veramente interessanti. Fondamentalmente, però, hanno due problemi: il primo, il fatto che siano uguali. Hazel è un Augustus al maschile e Augustus è una Hazel al femminile. Quando parlano, non c’è uno scambio di opinioni o un dibattito costruttivo, rafforzano l’uno ciò che dice l’altra, rendendo i loro discorsi anche abbastanza noiosi. Di conseguenza, utilizzando la prima persona, riusciamo a capire anche com’è fatto Augustus senza ricorrere ad approfondimenti, dato che pensa esattamente come pensa Hazel.
    Il secondo problema è la loro maturità. Capisco che hanno vissuto e stanno vivendo un periodo complicato della loro vita e un problema comunque grave, ma hanno una maturità che un ragazzo di sedici o diciassette anni non ha e non avrà mai nella vita reale. Sono come Silente e la McGranitt: due vecchietti di novant’anni che hanno trascorso la vita a combattere guerre. Anche se sei stato malato di cancro, ovviamente sei un po’ più maturo degli altri, ma non saggio come Gandalf o come un nonno!

    Le metafore

    Questo libro è disseminato di metafore nascoste, che il 70% dei fan non avrà manco capito. Dalle uova strapazzate, al bacio nella casa di Anna Frank. Ma la più importante, la ricerca di Peter van Houten per scoprire come continua il libro “Un’imperiale afflizione”, invenzione geniale di John Green e libro preferito di Hazel. È un’evidente non rassegnazione alla morte da parte di questi due ragazzi che sanno perfettamente di esservi prossimi, e che vogliono sapere cosa succederà una volta che avranno lasciato questo mondo.
    Diciamo che io sono sempre per il premiare l’impegno, e in questo John Green penso che si sia veramente dato da fare, ma forse ha dimenticato che il libro è diretto a dei ragazzi, di cui al 90% importa solamente di vedere gli sviluppi di una storia d’amore. Ovviamente credo che il suo scopo è quello di far lavorare anche un po’ il cervello, infatti in molti punti porta anche a riflessione e offre spiegazioni filosofiche su vari meccanismi della vita.

    Amore vs Cancro

    Una delle cose che mi ha più irritato di questo libro, è il fatto che l’autore abbia messo davanti ad un tema importante come il cancro, l’amore.
    Forse perché io sono fermamente convinta che l’amore non sia la forza devastante e potente che ci viene descritta nei libri, ma credo che prima di questo ci sia qualcosa di più importante, ma John Green, per permettere una storia d’amore tra questi due ragazzi, ha creato una pillola che aiuta Hazel a sopravvivere nonostante il cancro. Una trovata che non mi è piaciuta, perché appunto ha spostato una malattia che distrugge in secondo piano per favorire una storia d’amore! Non so, per me ha un po’ mancato di rispetto alle persone malate.
    Questa è una cosa che veramente non ho capito di questo libro. Perché abbassare la gravità del cancro, sapendo che questo libro è destinato a persone sane? Forse perché a queste persone sane importa solamente di leggere una storia d’amore romanzata e impossibile nella realtà?
    Io penso che alcune situazioni non possano essere modificate nei libri, e quando leggo di cancro vorrei leggere qualcosa di crudo e significativo che mi porti a riflettere sulla condizione di queste persone, non sull’amore apparentemente impossibile.

    Il finale

    Il finale l’ho trovato totalmente senza senso, e di conseguenza, non mi ha minimamente sfiorato. Infatti, come molti mi dicevano, non ho pianto e non ho fatto nient’altro, anzi, non ho terminato nemmeno il libro, fermandomi al capitolo 23, mi sembra. Molti mi hanno apostrofato dicendo che sarei dovuta andare avanti a leggere, perché lì avrei capito che la morte di Augustus è servita a far maturare Hazel e così via, ma è una cosa abbastanza ridicola, per Hazel è già matura! Non puoi creare prima una piccola McGranitt, e poi pretendere che maturi ancora! Ripeto: Hazel ha già raggiunto un livello di maturità massimo sia per la sua età che per l’uomo in generale, infatti dicevo anche prima che lei e Augustus sono saggi, e non maturi. La morte di quel povero ragazzo è servita solamente a distruggere Hazel ancora di più.

    Scene di cattivo gusto e realismo

    Diciamo che per la prima metà, il libro mi ha abbastanza annoiata. È riuscito ad appassionarmi soltanto durante il viaggio ad Amsterdam, in cui i due ragazzi sono alla ricerca del continuo del libro. Davvero di cattivo gusto, il bacio nella casa di Anna Frank con tanto di applauso da altri turisti, che ho trovato irrispettoso (per quanto John Green volesse farci capire che la vita va vissuta nonostante il dolore). Inoltre è stato molto frettolosa anche l’organizzazione del viaggio stesso, calcolando che loro partono da Indianapolis, e pensare che ad un certo punto ho creduto che vivessero in Inghilterra anziché in America! Anche la ricaduta di August è stata un po’ troppo campata per aria, a parte il litigio pre-viaggio con la madre, non vi è più alcun segnale, e non è che una ricaduta viene lasciata così. Se c’è speranza che mio figlio possa guarire, come madre non gli permetterei mai di andare oltreoceano, a meno che non si sappia già che morirà, e allora la vacanzetta te la permetto.
    Diciamo anche che in questo romanzo ci sono parecchi personaggi, ma tutto gira attorno ai due protagonisti. Sarebbe stato interessante, magari con una terza persona, approfondirli e non buttarli e lasciarli lì senza permetterli più di avere voce in capitolo. Per esempio, i genitori di Hazel. Il cancro è devastante per tutti, non solo per chi lo ha. Cosa ne pensano di tutto questo?

    Pro di questo romanzo

    Esattamente, perché effettivamente ha anche delle cose positive. Innanzitutto alcuni personaggi, come lo scrittore Peter van Houten, la sua assistente dal nome incomprensibile e le riflessioni intelligenti di Hazel. In generale consiglieri questo romanzo ad un ragazzo, perché, per quanto non mi possa essere piaciuto, non può che far bene rimanere a rifletterci un po’ su.

    Is this helpful?

    Sheere Hikari said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Straziante

    Straziante è l' aggettivo che più rende l'idea. Devo ancora riprendermi da ciò che ho letto . Inutile dire che ho pianto e che ancora mi viene da piangere .

    Is this helpful?

    Fede7673 said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Collection with this book

Margin notes of this book