The Fifth Child

(Paladin Books)

By

Publisher: Flamingo

3.8
(1093)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Russian , Italian , Chi simplified

Isbn-10: 0586089039 | Isbn-13: 9780586089033 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
A self-satisfied couple intent on raising a happy family is shocked by the birth of an abnormal and brutal fifth child.
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  • 5

    Una lettura davvero difficile per il tema che tratta: ossia la maternità. Non tanto per il tema in se (più che usato e abusato in letteratura), ma per la bravura della scrittrice di cambiare prospetti ...continue

    Una lettura davvero difficile per il tema che tratta: ossia la maternità. Non tanto per il tema in se (più che usato e abusato in letteratura), ma per la bravura della scrittrice di cambiare prospettiva. La giovane coppia dal romanzo decide che avrà tutti i figli che la natura vorrà mandare. Quest'idea sembra così irrazionale e "rivoluzionaria" in un mondo degli anni '80 inglesi dove tutto è programmato e razionale. Tutti li criticano ma la giovane coppia ritiene che siano loro nel giusto.
    La prospettiva di iniziale simpatia verso una coppia che vuole essere controcorrente e creare una famiglia dove accogliere tutti in una grande casa, inizia a virare quando si sentono le altre campane: che dire della nonna costretta a sacrificare se stessa, le altre figlie e i nipoti per aiutare quella nidiata continua di bambini? La nonna li accusa di egoismo perché le hanno portato via la vita riempiendola di marmocchi da guardare. E il ricco papà di lui? È davvero giusto che debba sganciare soldi per sostenere una marea di bambini che la famiglia non avrebbe potuto sostenere in autonomia? Ed è giusto che tutti questi figli non abbiano l'attenzione che si meritano perché ci sono sempre nuovi figli da accudire? E che non possano permettersi le scuole migliori?
    Poi arriva il quinto figlio: un essere che dei primi giorni di gravidanza si rileva essere come un alieno, un demonio che manda all'aria tutto.
    Un bambino ingestibile, nessuno riesce a comunicare con lui e a contenerne la violenza. Da qui il tema della maternità: da un lato l'orrore istintivo che la madre non può non provare verso questo essere che terrorizza tutti, dall'altra la consapevolezza che se lo abbandona anche lei che è la madre, non avrà un futuro.
    Il desiderio di proteggerlo e il desiderio che muoia quando attraversa di corsa una strada: un dilemma che nessuna madre dovrebbe mai provare.
    La lettura è un pugno nello stomaco proprio perché va a colpire gli stereotipi che vogliono da un lato tutte le donne come madri felici ma dall'altra senza esagerare, con un numero congruo che la società individua come corretto (2? 3 al massimo?).
    Alla fine poi la ricostruzione di una grande famiglia felice in una grande casa, capisce di accogliere tutti, sarà un fallimento.

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  • 5

    In questo libro c'è quella capacità di intrappolare il lettore finché non è arrivato alla fine. Inquietante, con personaggi vividi e onesti nel loro ritratto.

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  • 4

    Bello. Inquietante.
    Per la legge dei grandi numeri: se fai tanti figli, non è detto che tutti ti vengano bene e poi i figli non si fanno con le mani e non basta l'amore, ci vuole anche la fortuna che ...continue

    Bello. Inquietante.
    Per la legge dei grandi numeri: se fai tanti figli, non è detto che tutti ti vengano bene e poi i figli non si fanno con le mani e non basta l'amore, ci vuole anche la fortuna che ti aiuti nel momento dell'incoscienza.
    Le considerazioni finali sfiorano la fantascienza, m'è sembrato un espediente consolatorio: facciamo finta che nella realtà non esistano nelle famiglie casi simili, ma sappiamo bene che non è così.
    L'esistenza è un salto nel buio.

    said on 

  • 1

    Ho provato a leggere qualcosa di diverso dal solito, ma non ci sono riuscita. A parte l’aspetto inquietante della storia – che mi stava a cuore avendo una quantità di figli un po’ superiore alla media ...continue

    Ho provato a leggere qualcosa di diverso dal solito, ma non ci sono riuscita. A parte l’aspetto inquietante della storia – che mi stava a cuore avendo una quantità di figli un po’ superiore alla media -, Doris narra senza interruzioni, senza capitoli, senza niente di niente. Quindi se voglio proseguire la lettura devo riprendere a caso nella pagina che ho smesso di leggere. Questo dettaglio mi infastidisce molto. Ho già letto qualcosa di suo e non mi ha entusiasmato (come stile, non come trama), però ci ho voluto riprovare. Non è andata bene.

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  • 4

    Romanzo avvincente e coinvolgente. Forse più convincente se fosse stato ambientato vent’anni prima anche per via dell'atteggiamento scaramantico nei confronti della “malattia” di Ben. Ben mi ricorda u ...continue

    Romanzo avvincente e coinvolgente. Forse più convincente se fosse stato ambientato vent’anni prima anche per via dell'atteggiamento scaramantico nei confronti della “malattia” di Ben. Ben mi ricorda un Benjamin Button negativo, nato già con una coscienza adulta. Mi aspettavo un finale a sorpresa, un lieto fine o una tragedia. Invece la conclusione è fin troppo reale. Forse dovrei leggere il seguito "Ben nel mondo" per capire meglio.

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  • 5

    Da notti in bianco

    Il problema di Doris Lessing è che quando inizi qualcosa di suo poi continui all'infinito, non importa se devi dormire, se devi lavorare, se non hai più di dieci minuti in pausa pranzo, ti cattura ad ...continue

    Il problema di Doris Lessing è che quando inizi qualcosa di suo poi continui all'infinito, non importa se devi dormire, se devi lavorare, se non hai più di dieci minuti in pausa pranzo, ti cattura ad ogni pagina e questo è il suo libro migliore. Mi ha salvato la vita, mi ha coccolata in un momento in cui pensavo solo a futuri lontani e improbabili, e mi ha dato una famiglia imperfetta e tragica. Da non perdere.

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  • 3

    Un racconto inquietante, sotto diversi aspetti. La nascita stessa di questa strana famiglia, voluta e amata da pochi, più che altro "accettata" precipita con l'arrivo del quinto figlio del titolo. Un ...continue

    Un racconto inquietante, sotto diversi aspetti. La nascita stessa di questa strana famiglia, voluta e amata da pochi, più che altro "accettata" precipita con l'arrivo del quinto figlio del titolo. Un figlio che sconvolge ogni equilibrio: nella famiglia, nei fratelli, in chi sta intorno, nel padre, nella madre e nel loro rapporto. Crudo, decisamente a tratti persino terrificante. Nonostante ciò ti trascina nella lettura.

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  • 4

    Sottilmente inquietante... Qual è la natura del diverso, da dove proviene? Può semplicemente essere un altro modo di approcciarsi alla vita e ai sentimenti, un modo che non tutti capiscono? Bisogna ad ...continue

    Sottilmente inquietante... Qual è la natura del diverso, da dove proviene? Può semplicemente essere un altro modo di approcciarsi alla vita e ai sentimenti, un modo che non tutti capiscono? Bisogna adattarsi a chi è diverso, aprirsi a delle regole sconosciute, ma si sa, ci vuole coraggio...è più semplice piuttosto chiudere gli occhi e ignorare, adeguandosi ai propri simili, potendo compiere qualunque cosa pur di uniformarsi alla civiltà comune. E l'amore di una mamma continuamente lacerato in due, tra le buone intenzioni e i desideri di genitore che inevitabilmente si proiettano sul figlio, e lo scontro con una realtà non uniforme alle proprie aspettative
    Da leggere!

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  • 3

    e mezza

    Ambientato a Londra e dintorni tra gli anni sessanta e ottanta, questo racconto ha due possibili chiavi di lettura: una più favolistica, come suggerisce esplicitamente l'autrice nelle parole citate su ...continue

    Ambientato a Londra e dintorni tra gli anni sessanta e ottanta, questo racconto ha due possibili chiavi di lettura: una più favolistica, come suggerisce esplicitamente l'autrice nelle parole citate sul retro di copertina: "…e se nel ventesimo secolo venisse al mondo un elfo, una creatura di un'altra epoca?" ; ed una più realistica che si riferisce a quello che accade quando in una famiglia, in una casa, viene alla luce un bambino con problemi gravi e al di fuori dal comune, con il frantumarsi di un sogno, con i genitori che si arrovellano sulle spiegazioni più astruse e non mancano di incolpare sé stessi oppure di incolparsi a vicenda, e allora lo si può mandare a fare il paio con "Nessuno sa di noi" della Sparaco. Io personalmente ho preferito leggerlo a partire da questo secondo punto di vista. Ognuno ne potrà trarre la morale che meglio crede: punizione per eccesso di egoismo, punizione per eccesso di fiducia in sé stessi, il fato che si abbatte impietoso su chi meno se lo aspetta oppure su chi meno se lo merita, è più egoista una coppia che non vuole figli oppure una che ne vuole tanti a tutti i costi… sono tutti punti di vista molto soggettivi e legati alla sensibilità del lettore, e sono tutti temi molto attuali e dibattuti.

    Credo che non avrei gradito la prima stesura edulcorata del racconto che l'autrice cita nel passaggio di cui sopra, e invece mi piace molto questa versione portata "alle conseguenze estreme": la sua franchezza, il suo esser così diretta nel descrivere i disagi dei personaggi, risulta essere il punto forte di questa lettura. L'ho trovata tuttavia un po' troppo sbrigativa nel pennellare quegli stessi personaggi: sono nebulosi, solo vagamente abbozzati. I numerosi dialoghi - tutti ben strutturati ed equilibrati - dovrebbero portare il lettore a comprendere a fondo i pensieri dei personaggi, e invece lasciano sempre un po' sul vago, finendo qualche volta per contraddirsi ed è difficile stabilire se questo faccia solo parte delle tribolazioni patite dai soggetti di questa difficile vicenda. Non mi sento del tutto soddisfatta, ma credo che proverò ancora qualcos'altro di questa scrittrice.

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