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The Fifth Child

(Paladin Books)

By

Publisher: Flamingo

3.8
(1017)

Language:English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Russian , Italian , Chi simplified

Isbn-10: 0586089039 | Isbn-13: 9780586089033 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
A self-satisfied couple intent on raising a happy family is shocked by the birth of an abnormal and brutal fifth child.
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  • 4

    Imprevedibile

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cos ...continue

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cosa succede ad una madre che deve scegliere se salvare la vita di un "figlio"a discapito della serenita' degli altri o abbandonarlo a morte certa per il benessere e la sopravvivenza della famiglia? A quanti e quali sensi di colpa sarà sottoposta per la sua scelta? Se Esistono davvero creature differenti dagli esseri umani quanto siamo in grado di accettare le differenze assumendocene le responsabilità? Libro breve ma intenso che lascia il desiderio di una pausa di riflessione.

    said on 

  • 4

    In una famiglia felice arriva l'alieno, il quinto figlio, una persona diversa che mette in crisi tutti gli equilibri preesistenti.
    “Questa è una punizione”, disse a David.
    “E per cosa?” chiese lui sul ...continue

    In una famiglia felice arriva l'alieno, il quinto figlio, una persona diversa che mette in crisi tutti gli equilibri preesistenti.
    “Questa è una punizione”, disse a David.
    “E per cosa?” chiese lui sulla difensiva, perché la voce di Harriet aveva preso un’inflessione che detestava.
    “Per aver voluto troppo. Per aver pensato di essere felici. Felici perché l’avevamo deciso.”
    “Sciocchezze,” le disse. Era in collera. In collera con Harriet che gli parlava così. “E’ stato un caso. Sarebbe potuto capitare a chiunque. Ben è il prodotto di un gene sbagliato.”
    “Non credo,” insistè le testarda. “Siamo stati noi, con le nostre pretese di essere felici! Nessuno è felice, nessuno di quelli che ho conosciuto, almeno, ma noi avevamo deciso di esserlo. E siamo stati colpiti dal fulmine.”
    “Piantala Harriet! Non capisci dove portano questi pensieri? Ai pogrom e alla punizione divina, ai roghi delle streghe e all’esistenza di un Dio vendicativo!”. Stava quasi urlando.
    “E ai capri espiatori”, proseguì Harriet. “Non dimenticare i capri espiatori.”

    La casa di Harriet e David all’inizio piena di gente e di allegria pian piano si svuota. I due vengono guardati sempre con maggiore sospetto. I discorsi su di loro da benevoli si fanno velenosi.
    La causa della generale condanna nel caso del romanzo è il quinto figlio “Ben”, un alieno, un mostro, uno che non è parte della famiglia e viene guardato con così tanto sospetto e apprensione da far scappare tutti i “veri” figli. Harriet pur non amandolo e sentendolo estraneo, non può abbandonarlo, quindi viene risucchiata dalla cura di questo “mostro” rispetto al quale la bambina Down della sorella, gioiosa e piena di amore per tutti, si rivela come un dono del cielo. David e Harriet si ritrovano in casa soli con Ben e con i suoi amici delinquenti. Pianificano di vendere la casa e di andare a vivere in un’altra più piccola, solo loro, dalla quale guardare alla TV (che all’inizio della loro vita famigliare non accendevano mai) cercandolo in mezzo ai reportage dei TG su disordini e rapine il viso di Ben, diverso da tutti gli altri, con gli opachi occhi gialli, anafettivi e inespressivi.
    Alla fine i due coniugi diventano quello che non avrebbero mai voluto essere.

    Era come se la fatica di vivere le avesse strappato uno strato di carne,non vera carne, forse, piuttosto una sostanza metafisica invisibile e insospettabile finchè non se ne era notata la mancanza. E David, a forza di lavorare, aveva perso quella sua caratteristica di uomo di famiglia.

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  • 5

    諾貝爾文學家得主,女作家,值得讀一讀。

    與此書相遇,完全是一個誤打誤撞的結果,起因於小孩的作業要介紹諾貝爾獎,而我推薦他寫文學獎(一般來說,和平獎最好寫,還有一個印度馬拉拉很好發揮,所以偉了避免跟同學撞牆,所以選文學獎),當然,我自己先做了點功課,看到文學獎裡獲獎的女作家不多,更遑論得獎女作家的作品翻譯為繁體中文的是少之又少(不信的話,大家自己問一下估狗大神就知道了),所以好不容易才找到這本輕薄短小,小孩應該可以很快看完的小說(結果小孩 ...continue

    與此書相遇,完全是一個誤打誤撞的結果,起因於小孩的作業要介紹諾貝爾獎,而我推薦他寫文學獎(一般來說,和平獎最好寫,還有一個印度馬拉拉很好發揮,所以偉了避免跟同學撞牆,所以選文學獎),當然,我自己先做了點功課,看到文學獎裡獲獎的女作家不多,更遑論得獎女作家的作品翻譯為繁體中文的是少之又少(不信的話,大家自己問一下估狗大神就知道了),所以好不容易才找到這本輕薄短小,小孩應該可以很快看完的小說(結果小孩倒是沒看)。

    多麗斯.萊辛(Doris Lessing),對台灣讀者來說相當陌生,雖然她生平著作有50多本,可是在台灣出版的卻不多,目前找到的只有五本,而她獲獎的是因為「女性主義的史詩作家,以懷疑精神、熾烈熱情與幻化魔力,解析透視四分五裂的人類文明。」光是這樣的描述,我便能理解為什麼臺灣讀者不喜愛這位作家(我認為台灣讀者還是比較無法接受太過批判人性的小說,但跟日本描寫「人性變態」又不一樣),以這本小說來說,用奇幻的角度,來呈現人性中的卑劣,自然無法跟以現實方式批判人性,要來得討好讀者,第五個孩子就是用這樣一個方式,來描述現實社會中的種種框架,讓我們無法接受異端,甚至寧可放棄家人,但唯有身為母親的海蕊知道自己的責任所在,但是反過來想想,這個社會是不是太過強調和諧,而忽略個體的差異,讓許多無法「和諧」融入社會、無法跟大家都一樣的人,找到自己的生存空間呢?

    令人惋惜的是,2013年11月中多麗斯.萊辛(Doris Lessing)以94歲高齡辭世於家中,未來要期待她的著作被翻譯成繁體中文,想必是更難了吧!

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  • 4

    In questo romanzo ho trovato tanti dei modelli che ci condizionano la vita, primo fra tutti la ricerca dell'ammirazione degli altri con la grande casa sempre aperta a tutti, con i numerosi figli avuti ...continue

    In questo romanzo ho trovato tanti dei modelli che ci condizionano la vita, primo fra tutti la ricerca dell'ammirazione degli altri con la grande casa sempre aperta a tutti, con i numerosi figli avuti con leggerezza, ecc...
    Ma lo stereotipo più potente è quello della buona madre.
    La protagonista non riesce ad ammettere di non amare un proprio figlio e di qui la continua ricerca di qualche medico che le confermi il suo pensiero e in un certo modo la legittimi ad avere sentimenti negativi verso questa creatura.
    Non lo ama e allontana tutti gli altri, pur di non trasgredire la regola della madre che si sacrifica per i figli, anche se mette in pratica solo le cure elementari che sono richieste in questi casi, senza mai amare e accettare veramente Ben.
    Anche la scelta dell'istituto è paradossale, fatta da altri membri della famiglia d'accordo,ma poteva essere un atto d'amore anche questo, magari però scegliendo qualcosa che lo potesse recuperare e non sopprimere.Invece lo salva da una esperienza atroce, anche se sa che da sola non risolverà nulla.
    E infatti appena lo vedrà abbastanza grande da potersi convincere che le sue cure non gli sono più necessarie, e quindi di aver svolto il proprio ruolo,con grande ipocrisia lo lascerà andare, pur sapendo che mai sarà in grado di cavarsela e che potrà trovare solo difficoltà e guai.

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  • 4

    Mentre leggevo “ e ora parliamo di Kevin” mi sono ricordata di questo libro della Lessing, letto molti anni fa, dove c’era anche qui un bambino malvagio, un libro che mi aveva impressionato e che mi e ...continue

    Mentre leggevo “ e ora parliamo di Kevin” mi sono ricordata di questo libro della Lessing, letto molti anni fa, dove c’era anche qui un bambino malvagio, un libro che mi aveva impressionato e che mi era piaciuto. Ho deciso di rileggerlo. La tematica è abbastanza simile, la nascita di un bambino “storto” (alieno, lo chiama Doris Lessing) che distrugge l’armonia di una famiglia. La scrittura è diversissima, elegante, ben confezionata quella di Srhiver; spoglia, essenziale quella di Lessing.
    In realtà anche la storia e il messaggio sono diversi. Però in ambedue i casi è la madre che non lo abbandona.
    Io ho un debole per la Lessing e anche se questo libro ha alcuni difetti (incoerente, approssimativo) confermo le 4 stelline.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Questo libro mi ha preso dal primo momento e mi ha a poco a poco sconvolto e inorridito; è un romanzo in parte realistico, in parte in bilico sul limite della fantascienza, di quella buona fantascie ...continue

    Questo libro mi ha preso dal primo momento e mi ha a poco a poco sconvolto e inorridito; è un romanzo in parte realistico, in parte in bilico sul limite della fantascienza, di quella buona fantascienza che ci fa vedere il mondo consueto sotto una luce nuova. Essenziale l'esperienza di vita della scrittrice: il figlio diverso e forse molto altro che non so. Dopo aver letto diverse critiche di anobiani ho notato i difetti, come la mancanza di coerenza e ragionevolezza, se non di un vero sviluppo psicologico, nei personaggi, la fine che lascia insoddisfatti.
    Vero, ma tutto sommato non molto importante, per me, e in alcuni casi forse voluto: raramente ho letto in un romanzo una critica più radicale e profonda a qualsiasi forma dell' essere uomini.
    Comincia con una descrizione della mentalità occidentale contemporanea sulla sessualità e la famiglia, per mostrarne la superficialità e l'egoismo; ancora peggio l'arroganza di chi si crede tollerante e d aperto, ma non capisce o disprezza diversi modi di vivere. Ma anche il progetto di una giovane coppia di formare una grande famiglia con tanti figli, una grande casa, parenti ed amici in visita, mostra una convinzione di poter creare un ambiente felice e un'illusione di essere nel giusto, che rasenta una sfida agli dei, cioè diremmo noi ai limiti umani; inoltre sotto l'armonia si intravedono la necessità di aiuti economici e i sacrifici e le rinunce da parte di alcuni familiari per sostenere una famiglia così numerosa e costosa.
    La tragedia vera e propria inizia con il quinto figlio, Ben, che già durante la gravidanza appare come un essere primordiale, aggressivo e violento, simile ad un animale o ad uno gnomo, o ad un altro tipo di ominide; da questo punto in poi la famiglia vive sul crinale che separa la normalità umana dalla favola horror: ed è di certo orrenda una umanità colta ed aperta che finge di non capire e minimizza in base ai propri dogmi la diversità di Ben inconciliabile con il nostro modo di vivere. Salvo poi trovare come unica soluzione quella di farlo sparire in un orribile istituto che si occupa di casi speciali, in realtà facendoli morire a poco a poco. La famiglia allargata si disperde, i tre figli più grandi se ne vanno fuori di casa, gli stessi genitori devono scegliere fra tenere con loro Ben o proteggere da lui, che lo vuole uccidere, il quarto piccolino, accettando di far sparire il "mostro" senza porsi troppe domande, naturalmente sempre con l'aiuto e il consiglio di quella famiglia aperta e "civile". E qui si svela in pieno la base feroce e disumana che permette alla nostra umanità di esistere e di considerarsi tale. La madre non accetta di sacrificare Ben e finisce per convivere con pene e compromessi infiniti. Se la tragedia rappresenta un conflitto fra valori e doveri inconciliabili, il seguito del romanzo ne è il naturale svolgimento: ma mentre gli eroi tragici di solito risolvono molti problemi, a noi lettori e spettatori, morendo nel momento opportuno, qui l'autrice non sceglie questa scappatoia e svela in tutto il suo peso la necessità di continuare a vivere. Per questo la mancanza di un finale "da romanzo" racconta forse la verità che le tragedie non hanno una fine nella vita reale. Muore la Traviata, muoiono Giulietta e Romeo , Otello e Macbeth, Fedra, Antigone e molti altri, ma cosa succederebbe se fossero costretti a sopravvivere?
    Che dire di Ben, catapultato in un mondo che gli è completamente estraneo, che osserva diffidente e solo, finendo poi per perdersi nella vita delle bande di strada? È qui la vera debolezza del romanzo, la sua mancanza di coerenza: è il male incarnato, è una nuova forma di vita? Nel romanzo seguente, "Ben nel mondo" l'autrice racconta la sua storia addolcendolo e mettendo in luce la sua fragilità.

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  • 4

    Romanzo che ho letto in pochi giorni, completamente presa dalla storia di Harriet e David che negli anni Sessanta non vogliono fare i rivoluzionari, ma mettere insieme una grande famiglia in una grand ...continue

    Romanzo che ho letto in pochi giorni, completamente presa dalla storia di Harriet e David che negli anni Sessanta non vogliono fare i rivoluzionari, ma mettere insieme una grande famiglia in una grande casa per tutti i figli che arriveranno.
    E uno dietro l'altro arrivano quattro figli, la loro grande casa è sempre aperta ai parenti, agli amici per feste, vacanze, estate e inverno. E sono felici, anche se non è facile matenere una famiglia così numerosa. Però un giorno Harriett rimane incinta del quinto filgio. Già la gravidanza è travagliata e il bambino che nasce sembra essere posseduto da un demone, non sempbra di questo mondo.
    Per amore di questo figlio, che tutti vorrebbero rinchiudere e non vedere più, Harriet vede sgretolarsi man mano la famiglia unita che aveva costruito, ma il suo amore di madre è più forte delle convenzioni che lo vorrebbero nascosto, lontano dagli occhi, ma non da quelli di una madre.
    Fa male questo libro, ti impone la riflessione, ma io l’ho amato, come ho amato tutti i libri della Lessing.

    said on 

  • 4

    Metafora di ogni esclusione, di ogni “apartheid”, ‘Il quinto figlio’ narra in maniera mirabile la storia di Harriet, una donna felice e appagata dal matrimonio e dai suoi quattro figli. Quando arriva ...continue

    Metafora di ogni esclusione, di ogni “apartheid”, ‘Il quinto figlio’ narra in maniera mirabile la storia di Harriet, una donna felice e appagata dal matrimonio e dai suoi quattro figli. Quando arriva il quinto, strano, mostruoso, una sorta di elfo, ella paga la sua accettazione con l’emarginazione da parte del prossimo.

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