The Fifth Child

(Paladin Books)

By

Publisher: Flamingo

3.8
(1048)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Russian , Italian , Chi simplified

Isbn-10: 0586089039 | Isbn-13: 9780586089033 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
A self-satisfied couple intent on raising a happy family is shocked by the birth of an abnormal and brutal fifth child.
Sorting by
  • 4

    Comincia come una favola, diventa un horror e finisce con amare considerazioni. Bello di una bellezza angosciante. Una volta cominciata la letura è impossibile smettere.

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  • 3

    Letto tutto d’un fiato… nonostante le sensazioni provate: disagio, angoscia. Mi son trovata davanti a un romanzo insolito con due parti ben definite e contrastanti, un romanzo in cui non sono presenti ...continue

    Letto tutto d’un fiato… nonostante le sensazioni provate: disagio, angoscia. Mi son trovata davanti a un romanzo insolito con due parti ben definite e contrastanti, un romanzo in cui non sono presenti scene cruente , ma che è, a mio avviso, ai limiti dell’horror, eppure, nonostante ciò , ho continuato a leggere catturata dalla trama e dallo stile fluido.
    Il quinto figlio è un “cattivo” sotto ogni punto di vista : un cattivo nell’animo, nell’aspetto e nello sguardo ( la scelta della copertina mi sembra particolarmente indovinata). Un cattivo che stravolge la vita di una coppia “felice” e che si trova a proprio agio in un contesto sociale diverso… in un gruppo di emarginati.
    Definirei questo libro inquietante … molto forte la scena della visita all’ istituto…e mi fermo qui.
    Quasi 4 stelline 

    said on 

  • 3

    Un libro strano, insinuante, sull'avvento dell'imprevisto e del disturbante nella quotidianità di una vita "perfetta", sottoforma di un figlio inesplicabilmente "diverso".
    Nonostante la trama ripetiti ...continue

    Un libro strano, insinuante, sull'avvento dell'imprevisto e del disturbante nella quotidianità di una vita "perfetta", sottoforma di un figlio inesplicabilmente "diverso".
    Nonostante la trama ripetitiva e sovente stiracchiata, cui non viene in aiuto la semplicità di una prosa che sfiora il dimesso, è comunque riuscito ad intrigarmi, lasciandomi addosso una vaga sensazione d'inquietudine e provvido disagio.

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  • 4

    "La verità è che volevamo essere meglio degli altri. Anzi, eravamo convinti di esserlo."

    Harriet e David son due ragazzi "antiquati, vecchio stampo, retrogradi, timidi, troppo esigenti" che si incontrano in una sala da ballo. E semplicemente si innamorano. Un amore che non è fatto solo d ...continue

    Harriet e David son due ragazzi "antiquati, vecchio stampo, retrogradi, timidi, troppo esigenti" che si incontrano in una sala da ballo. E semplicemente si innamorano. Un amore che non è fatto solo di fisicità ma di condivisione della direzione, di condivisione del progetto di vita, di condivisione di un sogno.

    Harriet e David sognano una famiglia numerosa e felice. Sanno anche quanti figli vogliono. Pensano che volere è potere, indipendentemente da quelle che sono le loro effettive possibilità economiche e fisiche.

    Comprano una grande casa, che non possono mantenere, e si mettono subito all'opera... obiettivo 8 figli. Obiettivo una casa sempre aperta e pronta ad accogliere ogni famigliare. L'importante è condivere il sogno, la loro felicità sarà terapeutica e contagiosa.

    Ma ahimè l'idillio iniziale viene turbato dal durissimo confronto con la realtà... I figli non sono mai una passeggiata... e lo scontro con l'imponderabile, con l'arrivo di un quinto figlio 'sui generis' scardina e mette in discussione le premesse, gli assunti iniziali: la famiglia come unico modo per perseguire la felicità e vita pianificabile a tavolino.

    "Il condizionamento è stato quello di far credere alla gente che la vita di famiglia sia il massimo"

    Un romanzo scritto in modo asciutto ed essenziale. Che si legge come un thriller. Che pone moltissimi quesiti al lettore sulla liceità e l'eticità di certi comportamenti, sui labili confini che definiscono la normalità, su quelle che sono le responsabilità della genitorialità e sul modello della famiglia.
    Una grandissima riflessione sulla diversità, sulla effettiva accettazione della diversità e sulle istituzioni, che non fornisce alcuna risposta preconfezionata ma provocatoriamente scardina e mette in discussione.

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  • 0

    Un mostro da ripudiare

    Harriet e David sono una coppia di semidisadattati con una visione della felicità piuttosto "fuori moda": nel pieno fermento libertario degli anni Sessanta, credono nella famiglia e anelano di mettere ...continue

    Harriet e David sono una coppia di semidisadattati con una visione della felicità piuttosto "fuori moda": nel pieno fermento libertario degli anni Sessanta, credono nella famiglia e anelano di mettere al mondo otto figli. Ostentano un tradizionalismo audace: comprano una villa a tre piani nella campagna inglese, con tanto di ipoteca, e il papà di David (un armatore miliardario) finisce per accollarsi le spese. Non c'è approvazione intorno ai giovani sposi, ma i loro slanci irresponsabili attirano la curiosità e la benevolenza un po' interessata del parentado: in breve tempo diventano il centro di una famiglia allargata, e la villa è subito meta di pellegrinaggio. La prima parte del romanzo mette in scena la realizzazione di un progetto morale e di vita, coi figli che si susseguono in un continuo viavai di gente per casa, e la felicità che dilaga smussando conflitti caratteriali e di classe. Gli stessi Harriet e David ne sono meravigliati: la notte, abbracciati, quasi si vergognano della loro esistenza gioiosa dove ogni sacrificio è premiato e ogni problema si risolve quasi da sé (soprattutto dopo che la madre di Harriet e un'amica vedova si sono trasferite alla villa per dare una mano). Per alcuni anni si verifica una sorta di appiattimento temporale dominato da un'euforica convivialità e da un'indifferenziata vacanza, mentre i due protagonisti insistono nel loro sogno privo di anticoncezionali.
    Finché non arriva la quinta gravidanza, cioè una quinta sfida alla sorte. Già l'anomala vitalità del feto è un tetro segnale. La storia qui sembra rivelare un andamento metaforico, col Male che, infine, presenta il conto. Dopo pochi mesi Harriet è distrutta, e si fa prendere dai nervi. Scaramucce, tensioni, incredulità fra gli invitati permanenti che a ogni buon conto la perdonano: è stanca, si capisce, partorisce a getto continuo, e non ne può più. Qualcuno, infatti, suggerisce una pausa. Lei è inquieta, va dal medico, che però la rassicura. Ma più che una gravidanza sta affrontando un calvario. Il bambino si contorce, scalcia di brutto, e Harriet non riesce più a dormire. All'ottavo mese dà alla luce un mostro giallognolo di cinque chilogrammi, con un viso strano e lo sguardo freddo che non intenerisce nessuno. Tutti, in sua presenza, avvertono ripugnanza, se non proprio terrore. Chi è Ben? O meglio, cos'è? Cresce duro, scostante, ottuso, senza apprendere nulla, sviluppando una forza erculea che sperimenta qua e là, strangolando prima un cane, poi un gatto. Non ci sono prove, ma i parenti si allontanano poco a poco. La villa si svuota. La famiglia stessa si disunisce: David ammette che quella creatura non può essere "suo figlio", e teme per gli altri bambini - i quali, istintivamente, hanno già scartato il povero Ben. Il quinto figlio è allora spedito in una specie di Cottolengo inglese, costretto in una camicia di forza nell'attesa che tolga il disturbo fra gli escrementi. Ma Harriet (il fatale amore materno) non resiste, si fa cinque ore di macchina per raggiungere l'istituto e prelevare il suo bambino. Questo fatalismo distruttivo, che manderà all'aria il progetto iniziale, è l'aspetto preminente della parte centrale dell'opera. E il personaggio della madre si erge ridimensionando tutti gli altri, un po' gretti e deludenti al suo cospetto.
    Il libro è bello, senza retorica, sebbene vi aleggi un Eterno Ritorno della barbarie, con espliciti riferimenti all'involuzione degli anni Ottanta e al proliferare della criminalità da baby-gang. La prosa è asciutta, con un narratore onnisciente che a tratti fa rimpiangere soluzioni narrative più "moderne".

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  • 4

    da sogni di grande felicità ad atroci avversità

    L'avevo già letto anni fa, nel primo incontro con questa scrittrice che ho amato e apprezzato per alcuni suoi libri.
    La storia di una coppia che si snoda da prima con la formula felici e contenti, poi ...continue

    L'avevo già letto anni fa, nel primo incontro con questa scrittrice che ho amato e apprezzato per alcuni suoi libri.
    La storia di una coppia che si snoda da prima con la formula felici e contenti, poi arriva l'amaro, crudo botto del destino, il quinto figlio appunto.

    E' stato oggetto di interessante discussione nel Gdl, chi condannava la condotta della madre e chi la difendeva per aver "soccorso" in qualche modo l'ultimo figlio sottraendo attenzione agli altri familiari.

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  • 4

    Imprevedibile

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cos ...continue

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cosa succede ad una madre che deve scegliere se salvare la vita di un "figlio"a discapito della serenita' degli altri o abbandonarlo a morte certa per il benessere e la sopravvivenza della famiglia? A quanti e quali sensi di colpa sarà sottoposta per la sua scelta? Se Esistono davvero creature differenti dagli esseri umani quanto siamo in grado di accettare le differenze assumendocene le responsabilità? Libro breve ma intenso che lascia il desiderio di una pausa di riflessione.

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  • 4

    In una famiglia felice arriva l'alieno, il quinto figlio, una persona diversa che mette in crisi tutti gli equilibri preesistenti.
    “Questa è una punizione”, disse a David.
    “E per cosa?” chiese lui sul ...continue

    In una famiglia felice arriva l'alieno, il quinto figlio, una persona diversa che mette in crisi tutti gli equilibri preesistenti.
    “Questa è una punizione”, disse a David.
    “E per cosa?” chiese lui sulla difensiva, perché la voce di Harriet aveva preso un’inflessione che detestava.
    “Per aver voluto troppo. Per aver pensato di essere felici. Felici perché l’avevamo deciso.”
    “Sciocchezze,” le disse. Era in collera. In collera con Harriet che gli parlava così. “E’ stato un caso. Sarebbe potuto capitare a chiunque. Ben è il prodotto di un gene sbagliato.”
    “Non credo,” insistè le testarda. “Siamo stati noi, con le nostre pretese di essere felici! Nessuno è felice, nessuno di quelli che ho conosciuto, almeno, ma noi avevamo deciso di esserlo. E siamo stati colpiti dal fulmine.”
    “Piantala Harriet! Non capisci dove portano questi pensieri? Ai pogrom e alla punizione divina, ai roghi delle streghe e all’esistenza di un Dio vendicativo!”. Stava quasi urlando.
    “E ai capri espiatori”, proseguì Harriet. “Non dimenticare i capri espiatori.”

    La casa di Harriet e David all’inizio piena di gente e di allegria pian piano si svuota. I due vengono guardati sempre con maggiore sospetto. I discorsi su di loro da benevoli si fanno velenosi.
    La causa della generale condanna nel caso del romanzo è il quinto figlio “Ben”, un alieno, un mostro, uno che non è parte della famiglia e viene guardato con così tanto sospetto e apprensione da far scappare tutti i “veri” figli. Harriet pur non amandolo e sentendolo estraneo, non può abbandonarlo, quindi viene risucchiata dalla cura di questo “mostro” rispetto al quale la bambina Down della sorella, gioiosa e piena di amore per tutti, si rivela come un dono del cielo. David e Harriet si ritrovano in casa soli con Ben e con i suoi amici delinquenti. Pianificano di vendere la casa e di andare a vivere in un’altra più piccola, solo loro, dalla quale guardare alla TV (che all’inizio della loro vita famigliare non accendevano mai) cercandolo in mezzo ai reportage dei TG su disordini e rapine il viso di Ben, diverso da tutti gli altri, con gli opachi occhi gialli, anafettivi e inespressivi.
    Alla fine i due coniugi diventano quello che non avrebbero mai voluto essere.

    Era come se la fatica di vivere le avesse strappato uno strato di carne,non vera carne, forse, piuttosto una sostanza metafisica invisibile e insospettabile finchè non se ne era notata la mancanza. E David, a forza di lavorare, aveva perso quella sua caratteristica di uomo di famiglia.

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  • 5

    諾貝爾文學家得主,女作家,值得讀一讀。

    與此書相遇,完全是一個誤打誤撞的結果,起因於小孩的作業要介紹諾貝爾獎,而我推薦他寫文學獎(一般來說,和平獎最好寫,還有一個印度馬拉拉很好發揮,所以偉了避免跟同學撞牆,所以選文學獎),當然,我自己先做了點功課,看到文學獎裡獲獎的女作家不多,更遑論得獎女作家的作品翻譯為繁體中文的是少之又少(不信的話,大家自己問一下估狗大神就知道了),所以好不容易才找到這本輕薄短小,小孩應該可以很快看完的小說(結果小孩 ...continue

    與此書相遇,完全是一個誤打誤撞的結果,起因於小孩的作業要介紹諾貝爾獎,而我推薦他寫文學獎(一般來說,和平獎最好寫,還有一個印度馬拉拉很好發揮,所以偉了避免跟同學撞牆,所以選文學獎),當然,我自己先做了點功課,看到文學獎裡獲獎的女作家不多,更遑論得獎女作家的作品翻譯為繁體中文的是少之又少(不信的話,大家自己問一下估狗大神就知道了),所以好不容易才找到這本輕薄短小,小孩應該可以很快看完的小說(結果小孩倒是沒看)。

    多麗斯.萊辛(Doris Lessing),對台灣讀者來說相當陌生,雖然她生平著作有50多本,可是在台灣出版的卻不多,目前找到的只有五本,而她獲獎的是因為「女性主義的史詩作家,以懷疑精神、熾烈熱情與幻化魔力,解析透視四分五裂的人類文明。」光是這樣的描述,我便能理解為什麼臺灣讀者不喜愛這位作家(我認為台灣讀者還是比較無法接受太過批判人性的小說,但跟日本描寫「人性變態」又不一樣),以這本小說來說,用奇幻的角度,來呈現人性中的卑劣,自然無法跟以現實方式批判人性,要來得討好讀者,第五個孩子就是用這樣一個方式,來描述現實社會中的種種框架,讓我們無法接受異端,甚至寧可放棄家人,但唯有身為母親的海蕊知道自己的責任所在,但是反過來想想,這個社會是不是太過強調和諧,而忽略個體的差異,讓許多無法「和諧」融入社會、無法跟大家都一樣的人,找到自己的生存空間呢?

    令人惋惜的是,2013年11月中多麗斯.萊辛(Doris Lessing)以94歲高齡辭世於家中,未來要期待她的著作被翻譯成繁體中文,想必是更難了吧!

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  • 4

    In questo romanzo ho trovato tanti dei modelli che ci condizionano la vita, primo fra tutti la ricerca dell'ammirazione degli altri con la grande casa sempre aperta a tutti, con i numerosi figli avuti ...continue

    In questo romanzo ho trovato tanti dei modelli che ci condizionano la vita, primo fra tutti la ricerca dell'ammirazione degli altri con la grande casa sempre aperta a tutti, con i numerosi figli avuti con leggerezza, ecc...
    Ma lo stereotipo più potente è quello della buona madre.
    La protagonista non riesce ad ammettere di non amare un proprio figlio e di qui la continua ricerca di qualche medico che le confermi il suo pensiero e in un certo modo la legittimi ad avere sentimenti negativi verso questa creatura.
    Non lo ama e allontana tutti gli altri, pur di non trasgredire la regola della madre che si sacrifica per i figli, anche se mette in pratica solo le cure elementari che sono richieste in questi casi, senza mai amare e accettare veramente Ben.
    Anche la scelta dell'istituto è paradossale, fatta da altri membri della famiglia d'accordo,ma poteva essere un atto d'amore anche questo, magari però scegliendo qualcosa che lo potesse recuperare e non sopprimere.Invece lo salva da una esperienza atroce, anche se sa che da sola non risolverà nulla.
    E infatti appena lo vedrà abbastanza grande da potersi convincere che le sue cure non gli sono più necessarie, e quindi di aver svolto il proprio ruolo,con grande ipocrisia lo lascerà andare, pur sapendo che mai sarà in grado di cavarsela e che potrà trovare solo difficoltà e guai.

    said on