The Fifth Child

(Paladin Books)

By

Publisher: Flamingo

3.8
(1057)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Russian , Italian , Chi simplified

Isbn-10: 0586089039 | Isbn-13: 9780586089033 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
A self-satisfied couple intent on raising a happy family is shocked by the birth of an abnormal and brutal fifth child.
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  • 3

    e mezza

    Ambientato a Londra e dintorni tra gli anni sessanta e ottanta, questo racconto ha due possibili chiavi di lettura: una più favolistica, come suggerisce esplicitamente l'autrice nelle parole citate su ...continue

    Ambientato a Londra e dintorni tra gli anni sessanta e ottanta, questo racconto ha due possibili chiavi di lettura: una più favolistica, come suggerisce esplicitamente l'autrice nelle parole citate sul retro di copertina: "…e se nel ventesimo secolo venisse al mondo un elfo, una creatura di un'altra epoca?" ; ed una più realistica che si riferisce a quello che accade quando in una famiglia, in una casa, viene alla luce un bambino con problemi gravi e al di fuori dal comune, con il frantumarsi di un sogno, con i genitori che si arrovellano sulle spiegazioni più astruse e non mancano di incolpare sé stessi oppure di incolparsi a vicenda, e allora lo si può mandare a fare il paio con "Nessuno sa di noi" della Sparaco. Io personalmente ho preferito leggerlo a partire da questo secondo punto di vista. Ognuno ne potrà trarre la morale che meglio crede: punizione per eccesso di egoismo, punizione per eccesso di fiducia in sé stessi, il fato che si abbatte impietoso su chi meno se lo aspetta oppure su chi meno se lo merita, è più egoista una coppia che non vuole figli oppure una che ne vuole tanti a tutti i costi… sono tutti punti di vista molto soggettivi e legati alla sensibilità del lettore, e sono tutti temi molto attuali e dibattuti.

    Credo che non avrei gradito la prima stesura edulcorata del racconto che l'autrice cita nel passaggio di cui sopra, e invece mi piace molto questa versione portata "alle conseguenze estreme": la sua franchezza, il suo esser così diretta nel descrivere i disagi dei personaggi, risulta essere il punto forte di questa lettura. L'ho trovata tuttavia un po' troppo sbrigativa nel pennellare quegli stessi personaggi: sono nebulosi, solo vagamente abbozzati. I numerosi dialoghi - tutti ben strutturati ed equilibrati - dovrebbero portare il lettore a comprendere a fondo i pensieri dei personaggi, e invece lasciano sempre un po' sul vago, finendo qualche volta per contraddirsi ed è difficile stabilire se questo faccia solo parte delle tribolazioni patite dai soggetti di questa difficile vicenda. Non mi sento del tutto soddisfatta, ma credo che proverò ancora qualcos'altro di questa scrittrice.

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  • 4

    Il quinto figlio è un romanzo tenebroso.

    Doris Lessing scrive e racconta della natura selvaggia del genere umano; in alcune delle sue opere lo fa in maniera più esplicita, in altre meno.

    Il fatto che ...continue

    Il quinto figlio è un romanzo tenebroso.

    Doris Lessing scrive e racconta della natura selvaggia del genere umano; in alcune delle sue opere lo fa in maniera più esplicita, in altre meno.

    Il fatto che messo alle strette e in condizioni di particolare tensione e bisogno, l'uomo riveli la sua vera natura di animale, un animale sì evoluto, ma pur sempre animale, è cosa abbastanza palese nel pensiero della Lessing.

    In fondo non è poi neanche così sorprendente e nemmeno lontano dal vero.

    La costruzione e l'organizzazione di una società che si vuole definire più o meno civile, reca in sé allo stesso tempo un qualcosa di protettivo e rassicurante.

    Quasi come il coperchio di una pentola a pressione: la sua funzione principale è quella di mantenere le condizioni ottimali all'interno, in maniera che gli alimenti possano cuocersi nel modo migliore possibile.

    Nello stesso tempo però il coperchio assolve anche alla funzione di scudo a protezione di chi si aggira nei paraggi.

    Utilizzando la metafora della pentola a pressione, la società può essere paragonata ad un coperchio; anch'essa infatti svolge quella duplice funzione: da un lato elevare la qualità degli individui in maniera che possano diventare più "civili" e conformi ad uno stile di vita pubblico, dall'altro proteggere la società stessa formando meno "selvaggi" possibile.

    Sintetizzando il pensiero della Lessing, quando le cose non funzionano come dovrebbero, l'uomo perde il suo stato di civilizzato e torna ad essere l'animale che era in origine e quindi assume comportamenti tipici della società animale a dispetto di tutta l'educazione che possa aver acquisito nel corso di svariati anni, tornando al ruolo più "crudo" e istintivo.

    In altre parole, se per qualche motivo il coperchio si solleva, l'uomo torna a mostrare la sua vera natura.

    Entrando nel dettaglio del nostro libro scopriamo che Il quinto figlio tratta di una guerra di idee tra Harriett e David, i due genitori protagonisti.

    Si tratta dell'eterno dilemma tra il bene di ciascun individuo e il bene della comunità a discapito del singolo; il tutto mai affrontato in tempo utile, ma solamente quando le situazioni sono ormai diventate troppo pesanti per essere analizzate a mente serena.

    Ecco allora che la nascita di quello strano quinto figlio va a rompere l'idillio da sempre esistente nella coppia che con determinazione aveva fatto della felicità il proprio progetto di vita.

    Un libro che si legge velocemente anche perchè la trama invoglia il lettore a continuare pagina dopo pagina con uno stato di ansia che aumenta sempre più in attesa della conclusione che non vuole saperne di arrivare.

    Tenebroso mi sembra l'aggettivo più corretto per questo romanzo.

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  • 4

    Chi paga per le nostre scelte?

    Due ragazzi timidi, teneri, impacciati si incontrano, si innamorano, decidono di sposarsi e di... fare figli. Tanti figli! Una casa piena di bimbi felici e vocianti. E vogliono anche una casa grande, ...continue

    Due ragazzi timidi, teneri, impacciati si incontrano, si innamorano, decidono di sposarsi e di... fare figli. Tanti figli! Una casa piena di bimbi felici e vocianti. E vogliono anche una casa grande, grandissima, in modo che ci sia spazio per tutti, anche per grandi riunioni famigliari con parenti ed amici.

    Servono grandi mezzi però per fare tutto ciò, mezzi che non hanno. Ma se credi che tutto ti sia dovuto, che la fortuna sarà sempre dalla tua parte e che sei migliore di tutti gli altri queste quisquilie si superano.

    Basta solo che vada tutto bene e che la nonna e il nonno coprano le mancanze, l'una facendo da bambinaia, l'altro pagando i conti.
    Si sa, le famiglie grandi son bellissime specialmente se ad accudirle e a mantenerle ci pensa qualcun altro.

    Ma le cose non vanno sempre bene, ahimè, e quando arriva l'imprevisto possono cambiare repentinamente.

    Cosa c'è di sbagliato a volere molto dalla vita? Nulla, se le eventuali conseguenze delle nostre scelte hanno impatti solo su noi stessi, se siamo pronti a fare dei sacrifici per ottenere quanto desideriamo e se non pretendiamo che siano gli altri a farsi carico delle nostre difficoltà. In altre parole se non siamo un po' viziati e sprovveduti...

    In questo piccolo libro la Lessing, con una prosa meravigliosa, semplice e disarmante, riesce a trattare tanti temi: i delicati rapporti tra marito e moglie in tutte le "fasi" della relazione (con particolare enfasi a quelle negative), la "diversità" che crea paure e fobie, l'opportunismo di certi parenti ed amici, la felicità, che nessuno può pretendere pena la reazione divina, l'amore materno che se concentrato sul "figlio debole" penalizza gli altri (è moralmente giusto seguire il figlio più bisognoso e trascurare i figli "normali"?).

    E alla fine, su chi ricadono le scelte discutibili dei genitori?

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  • 4

    Comincia come una favola, diventa un horror e finisce con amare considerazioni. Bello di una bellezza angosciante. Una volta cominciata la letura è impossibile smettere.

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  • 3

    Letto tutto d’un fiato… nonostante le sensazioni provate: disagio, angoscia. Mi son trovata davanti a un romanzo insolito con due parti ben definite e contrastanti, un romanzo in cui non sono presenti ...continue

    Letto tutto d’un fiato… nonostante le sensazioni provate: disagio, angoscia. Mi son trovata davanti a un romanzo insolito con due parti ben definite e contrastanti, un romanzo in cui non sono presenti scene cruente , ma che è, a mio avviso, ai limiti dell’horror, eppure, nonostante ciò , ho continuato a leggere catturata dalla trama e dallo stile fluido.
    Il quinto figlio è un “cattivo” sotto ogni punto di vista : un cattivo nell’animo, nell’aspetto e nello sguardo ( la scelta della copertina mi sembra particolarmente indovinata). Un cattivo che stravolge la vita di una coppia “felice” e che si trova a proprio agio in un contesto sociale diverso… in un gruppo di emarginati.
    Definirei questo libro inquietante … molto forte la scena della visita all’ istituto…e mi fermo qui.
    Quasi 4 stelline 

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  • 3

    Un libro strano, insinuante, sull'avvento dell'imprevisto e del disturbante nella quotidianità di una vita "perfetta", sottoforma di un figlio inesplicabilmente "diverso".
    Nonostante la trama ripetiti ...continue

    Un libro strano, insinuante, sull'avvento dell'imprevisto e del disturbante nella quotidianità di una vita "perfetta", sottoforma di un figlio inesplicabilmente "diverso".
    Nonostante la trama ripetitiva e sovente stiracchiata, cui non viene in aiuto la semplicità di una prosa che sfiora il dimesso, è comunque riuscito ad intrigarmi, lasciandomi addosso una vaga sensazione d'inquietudine e provvido disagio.

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  • 4

    "La verità è che volevamo essere meglio degli altri. Anzi, eravamo convinti di esserlo."

    Harriet e David son due ragazzi "antiquati, vecchio stampo, retrogradi, timidi, troppo esigenti" che si incontrano in una sala da ballo. E semplicemente si innamorano. Un amore che non è fatto solo d ...continue

    Harriet e David son due ragazzi "antiquati, vecchio stampo, retrogradi, timidi, troppo esigenti" che si incontrano in una sala da ballo. E semplicemente si innamorano. Un amore che non è fatto solo di fisicità ma di condivisione della direzione, di condivisione del progetto di vita, di condivisione di un sogno.

    Harriet e David sognano una famiglia numerosa e felice. Sanno anche quanti figli vogliono. Pensano che volere è potere, indipendentemente da quelle che sono le loro effettive possibilità economiche e fisiche.

    Comprano una grande casa, che non possono mantenere, e si mettono subito all'opera... obiettivo 8 figli. Obiettivo una casa sempre aperta e pronta ad accogliere ogni famigliare. L'importante è condivere il sogno, la loro felicità sarà terapeutica e contagiosa.

    Ma ahimè l'idillio iniziale viene turbato dal durissimo confronto con la realtà... I figli non sono mai una passeggiata... e lo scontro con l'imponderabile, con l'arrivo di un quinto figlio 'sui generis' scardina e mette in discussione le premesse, gli assunti iniziali: la famiglia come unico modo per perseguire la felicità e vita pianificabile a tavolino.

    "Il condizionamento è stato quello di far credere alla gente che la vita di famiglia sia il massimo"

    Un romanzo scritto in modo asciutto ed essenziale. Che si legge come un thriller. Che pone moltissimi quesiti al lettore sulla liceità e l'eticità di certi comportamenti, sui labili confini che definiscono la normalità, su quelle che sono le responsabilità della genitorialità e sul modello della famiglia.
    Una grandissima riflessione sulla diversità, sulla effettiva accettazione della diversità e sulle istituzioni, che non fornisce alcuna risposta preconfezionata ma provocatoriamente scardina e mette in discussione.

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  • 0

    Un mostro da ripudiare

    Harriet e David sono una coppia di semidisadattati con una visione della felicità piuttosto "fuori moda": nel pieno fermento libertario degli anni Sessanta, credono nella famiglia e anelano di mettere ...continue

    Harriet e David sono una coppia di semidisadattati con una visione della felicità piuttosto "fuori moda": nel pieno fermento libertario degli anni Sessanta, credono nella famiglia e anelano di mettere al mondo otto figli. Ostentano un tradizionalismo audace: comprano una villa a tre piani nella campagna inglese, con tanto di ipoteca, e il papà di David (un armatore miliardario) finisce per accollarsi le spese. Non c'è approvazione intorno ai giovani sposi, ma i loro slanci irresponsabili attirano la curiosità e la benevolenza un po' interessata del parentado: in breve tempo diventano il centro di una famiglia allargata, e la villa è subito meta di pellegrinaggio. La prima parte del romanzo mette in scena la realizzazione di un progetto morale e di vita, coi figli che si susseguono in un continuo viavai di gente per casa, e la felicità che dilaga smussando conflitti caratteriali e di classe. Gli stessi Harriet e David ne sono meravigliati: la notte, abbracciati, quasi si vergognano della loro esistenza gioiosa dove ogni sacrificio è premiato e ogni problema si risolve quasi da sé (soprattutto dopo che la madre di Harriet e un'amica vedova si sono trasferite alla villa per dare una mano). Per alcuni anni si verifica una sorta di appiattimento temporale dominato da un'euforica convivialità e da un'indifferenziata vacanza, mentre i due protagonisti insistono nel loro sogno privo di anticoncezionali.
    Finché non arriva la quinta gravidanza, cioè una quinta sfida alla sorte. Già l'anomala vitalità del feto è un tetro segnale. La storia qui sembra rivelare un andamento metaforico, col Male che, infine, presenta il conto. Dopo pochi mesi Harriet è distrutta, e si fa prendere dai nervi. Scaramucce, tensioni, incredulità fra gli invitati permanenti che a ogni buon conto la perdonano: è stanca, si capisce, partorisce a getto continuo, e non ne può più. Qualcuno, infatti, suggerisce una pausa. Lei è inquieta, va dal medico, che però la rassicura. Ma più che una gravidanza sta affrontando un calvario. Il bambino si contorce, scalcia di brutto, e Harriet non riesce più a dormire. All'ottavo mese dà alla luce un mostro giallognolo di cinque chilogrammi, con un viso strano e lo sguardo freddo che non intenerisce nessuno. Tutti, in sua presenza, avvertono ripugnanza, se non proprio terrore. Chi è Ben? O meglio, cos'è? Cresce duro, scostante, ottuso, senza apprendere nulla, sviluppando una forza erculea che sperimenta qua e là, strangolando prima un cane, poi un gatto. Non ci sono prove, ma i parenti si allontanano poco a poco. La villa si svuota. La famiglia stessa si disunisce: David ammette che quella creatura non può essere "suo figlio", e teme per gli altri bambini - i quali, istintivamente, hanno già scartato il povero Ben. Il quinto figlio è allora spedito in una specie di Cottolengo inglese, costretto in una camicia di forza nell'attesa che tolga il disturbo fra gli escrementi. Ma Harriet (il fatale amore materno) non resiste, si fa cinque ore di macchina per raggiungere l'istituto e prelevare il suo bambino. Questo fatalismo distruttivo, che manderà all'aria il progetto iniziale, è l'aspetto preminente della parte centrale dell'opera. E il personaggio della madre si erge ridimensionando tutti gli altri, un po' gretti e deludenti al suo cospetto.
    Il libro è bello, senza retorica, sebbene vi aleggi un Eterno Ritorno della barbarie, con espliciti riferimenti all'involuzione degli anni Ottanta e al proliferare della criminalità da baby-gang. La prosa è asciutta, con un narratore onnisciente che a tratti fa rimpiangere soluzioni narrative più "moderne".

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  • 4

    da sogni di grande felicità ad atroci avversità

    L'avevo già letto anni fa, nel primo incontro con questa scrittrice che ho amato e apprezzato per alcuni suoi libri.
    La storia di una coppia che si snoda da prima con la formula felici e contenti, poi ...continue

    L'avevo già letto anni fa, nel primo incontro con questa scrittrice che ho amato e apprezzato per alcuni suoi libri.
    La storia di una coppia che si snoda da prima con la formula felici e contenti, poi arriva l'amaro, crudo botto del destino, il quinto figlio appunto.

    E' stato oggetto di interessante discussione nel Gdl, chi condannava la condotta della madre e chi la difendeva per aver "soccorso" in qualche modo l'ultimo figlio sottraendo attenzione agli altri familiari.

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  • 4

    Imprevedibile

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cos ...continue

    All'inizio sembra una storia come tante altre a tratti addirittura un po' noiosa ma a metà circa del libro la svolta è clamorosa. L'autrice costringe a riflettere su argomenti davvero impegnativi. Cosa succede ad una madre che deve scegliere se salvare la vita di un "figlio"a discapito della serenita' degli altri o abbandonarlo a morte certa per il benessere e la sopravvivenza della famiglia? A quanti e quali sensi di colpa sarà sottoposta per la sua scelta? Se Esistono davvero creature differenti dagli esseri umani quanto siamo in grado di accettare le differenze assumendocene le responsabilità? Libro breve ma intenso che lascia il desiderio di una pausa di riflessione.

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