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The Fifth Child

(Paladin Books)

By Doris Lessing

(37)

| Paperback | 9780586089033

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Book Description

A self-satisfied couple intent on raising a happy family is shocked by the birth of an abnormal and brutal fifth child.

155 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Questo libro mi ha preso dal primo momento e mi ha a poco a poco sconvolto e inorridito; è un romanzo in parte realistico, in parte in bilico sul limite della fantascienza, di quella buona fantascienza che ci fa vedere il mondo consueto sotto una l ...(continue)

    Questo libro mi ha preso dal primo momento e mi ha a poco a poco sconvolto e inorridito; è un romanzo in parte realistico, in parte in bilico sul limite della fantascienza, di quella buona fantascienza che ci fa vedere il mondo consueto sotto una luce nuova. Essenziale l'esperienza di vita della scrittrice: il figlio diverso e forse molto altro che non so. Dopo aver letto diverse critiche di anobiani ho notato i difetti, come la mancanza di coerenza e ragionevolezza, se non di un vero sviluppo psicologico, nei personaggi, la fine che lascia insoddisfatti.
    Vero, ma tutto sommato non molto importante, per me, e in alcuni casi forse voluto: raramente ho letto in un romanzo una critica più radicale e profonda a qualsiasi forma dell' essere uomini.
    Comincia con una descrizione della mentalità occidentale contemporanea sulla sessualità e la famiglia, per mostrarne la superficialità e l'egoismo; ancora peggio l'arroganza di chi si crede tollerante e d aperto, ma non capisce o disprezza diversi modi di vivere. Ma anche il progetto di una giovane coppia di formare una grande famiglia con tanti figli, una grande casa, parenti ed amici in visita, mostra una convinzione di poter creare un ambiente felice e un'illusione di essere nel giusto, che rasenta una sfida agli dei, cioè diremmo noi ai limiti umani; inoltre sotto l'armonia si intravedono la necessità di aiuti economici e i sacrifici e le rinunce da parte di alcuni familiari per sostenere una famiglia così numerosa e costosa.
    La tragedia vera e propria inizia con il quinto figlio, Ben, che già durante la gravidanza appare come un essere primordiale, aggressivo e violento, simile ad un animale o ad uno gnomo, o ad un altro tipo di ominide; da questo punto in poi la famiglia vive sul crinale che separa la normalità umana dalla favola horror: ed è di certo orrenda una umanità colta ed aperta che finge di non capire e minimizza in base ai propri dogmi la diversità di Ben inconciliabile con il nostro modo di vivere. Salvo poi trovare come unica soluzione quella di farlo sparire in un orribile istituto che si occupa di casi speciali, in realtà facendoli morire a poco a poco. La famiglia allargata si disperde, i tre figli più grandi se ne vanno fuori di casa, gli stessi genitori devono scegliere fra tenere con loro Ben o proteggere da lui, che lo vuole uccidere, il quarto piccolino, accettando di far sparire il "mostro" senza porsi troppe domande, naturalmente sempre con l'aiuto e il consiglio di quella famiglia aperta e "civile". E qui si svela in pieno la base feroce e disumana che permette alla nostra umanità di esistere e di considerarsi tale. La madre non accetta di sacrificare Ben e finisce per convivere con pene e compromessi infiniti. Se la tragedia rappresenta un conflitto fra valori e doveri inconciliabili, il seguito del romanzo ne è il naturale svolgimento: ma mentre gli eroi tragici di solito risolvono molti problemi, a noi lettori e spettatori, morendo nel momento opportuno, qui l'autrice non sceglie questa scappatoia e svela in tutto il suo peso la necessità di continuare a vivere. Per questo la mancanza di un finale "da romanzo" racconta forse la verità che le tragedie non hanno una fine nella vita reale. Muore la Traviata, muoiono Giulietta e Romeo , Otello e Macbeth, Fedra, Antigone e molti altri, ma cosa succederebbe se fossero costretti a sopravvivere?
    Che dire di Ben, catapultato in un mondo che gli è completamente estraneo, che osserva diffidente e solo, finendo poi per perdersi nella vita delle bande di strada? È qui la vera debolezza del romanzo, la sua mancanza di coerenza: è il male incarnato, è una nuova forma di vita? Nel romanzo seguente, "Ben nel mondo" l'autrice racconta la sua storia addolcendolo e mettendo in luce la sua fragilità.

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    Papagena49 said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Romanzo che ho letto in pochi giorni, completamente presa dalla storia di Harriet e David che negli anni Sessanta non vogliono fare i rivoluzionari, ma mettere insieme una grande famiglia in una grande casa per tutti i figli che arriveranno.
    E uno d ...(continue)

    Romanzo che ho letto in pochi giorni, completamente presa dalla storia di Harriet e David che negli anni Sessanta non vogliono fare i rivoluzionari, ma mettere insieme una grande famiglia in una grande casa per tutti i figli che arriveranno.
    E uno dietro l'altro arrivano quattro figli, la loro grande casa è sempre aperta ai parenti, agli amici per feste, vacanze, estate e inverno. E sono felici, anche se non è facile matenere una famiglia così numerosa. Però un giorno Harriett rimane incinta del quinto filgio. Già la gravidanza è travagliata e il bambino che nasce sembra essere posseduto da un demone, non sempbra di questo mondo.
    Per amore di questo figlio, che tutti vorrebbero rinchiudere e non vedere più, Harriet vede sgretolarsi man mano la famiglia unita che aveva costruito, ma il suo amore di madre è più forte delle convenzioni che lo vorrebbero nascosto, lontano dagli occhi, ma non da quelli di una madre.
    Fa male questo libro, ti impone la riflessione, ma io l’ho amato, come ho amato tutti i libri della Lessing.

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    BeaLibri said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Metafora di ogni esclusione, di ogni “apartheid”, ‘Il quinto figlio’ narra in maniera mirabile la storia di Harriet, una donna felice e appagata dal matrimonio e dai suoi quattro figli. Quando arriva il quinto, strano, mostruoso, una sorta di elfo, e ...(continue)

    Metafora di ogni esclusione, di ogni “apartheid”, ‘Il quinto figlio’ narra in maniera mirabile la storia di Harriet, una donna felice e appagata dal matrimonio e dai suoi quattro figli. Quando arriva il quinto, strano, mostruoso, una sorta di elfo, ella paga la sua accettazione con l’emarginazione da parte del prossimo.

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    fa abbastanza paura sebbene il finale non sia dei migliori. Lei è troppo brava

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    Marta Bondi said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il fatto che questo libro mi sia rimasto impresso deve essere un segno del suo valore ma non posso dire che sia "bello", non è "bello", è inquietante.

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    Ellerslie said on Mar 9, 2014 | Add your feedback

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