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The Floating Opera

By

Publisher: Bantam Books

4.1
(665)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian

Isbn-10: 0553201778 | Isbn-13: 9780553201772 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Se non vi sono ragioni per vivere, non ve ne sono nemmeno per morire

    «Costruire una barca: mi sembrava un gesto quasi santo nella sua totale desiderabilità. Poi approvvigionarla, e un bel mattino allontanarmi silenziosamente dall’ormeggio, scendere il fiume scintillante al sole, sino all’ampia distesa della baia, e poi giù giù negli oceani sterminati. Mai ho co ...continue

    «Costruire una barca: mi sembrava un gesto quasi santo nella sua totale desiderabilità. Poi approvvigionarla, e un bel mattino allontanarmi silenziosamente dall’ormeggio, scendere il fiume scintillante al sole, sino all’ampia distesa della baia, e poi giù giù negli oceani sterminati. Mai ho considerato la fanciullezza se non come un periodo felice, e l’intensità di questo desiderio di evasione bisogna spiegarla col carattere attraente della cosa in sé, non con la mancanza di attrattive del mio ambiente. In breve, scappavo verso qualche cosa, e non da qualche cosa, almeno così mi sembra».

    said on 

  • 3

    Dato che tutto è già stato detto, tutto è possibile

    Scrittura conspevolmente e compiaciutamente complessa e intellettualistica, trionfo di architetture ricercate, deviazioni metanarrative, allusioni letterarie, peripezie linguistiche....
    Sono una persona semplice, preferisco il minimalismo alla Carver o alla Ellis.

    said on 

  • 4

    Postmoderno ma senza dar fastidio

    Metaletterario quel tanto che basta ad incuriosire, è la storia buffa e sapientemente contorta di quello che il narratore presenta come "il giorno in cui decisi di togliermi la vita": gli credi, ti affidi, ridi (sorridi) con e di lui e quando arriva la svolta, rimani forse un po' deluso per chiss ...continue

    Metaletterario quel tanto che basta ad incuriosire, è la storia buffa e sapientemente contorta di quello che il narratore presenta come "il giorno in cui decisi di togliermi la vita": gli credi, ti affidi, ridi (sorridi) con e di lui e quando arriva la svolta, rimani forse un po' deluso per chissà quale finale che ti eri immaginato e non arriva. Ma forse anche questo fa parte del grande show.

    said on 

  • 4

    Devo premettere che la corrente definita postmodernismo di molta letteratura americana non mi ha mai suscitato molto entusiasmo. Detto questo, ammetto comunque che alcune caratteristiche dello stile e del modus operandi di Barth sono singolari e interessanti e che il libro presenta originalità ...continue

    Devo premettere che la corrente definita postmodernismo di molta letteratura americana non mi ha mai suscitato molto entusiasmo. Detto questo, ammetto comunque che alcune caratteristiche dello stile e del modus operandi di Barth sono singolari e interessanti e che il libro presenta originalità sia nel contenuto sia soprattutto nella forma. Importanti sono il coinvolgere continuamente il lettore nella finzione letteraria, rendendolo partecipe, intrecciare più piani narrativi, sfoggiare un humor nero , anche se potenzialmente fastidioso, e le divagazioni continue … inserire una storia nella storia, sospenderla e poi riprenderla; tutte ottimi mezzi e qualità per portare il lettore ad entrare nella vita interiore del protagonista e della sua storia senza utilizzare , per esempio, il flusso di coscienza che avrebbe reso la lettura meno godibile e scorrevole. Ammesse tutte queste sue indubbie doti, devo confessare che il romanzo non mi ha appassionato, ho trovato noioso e fragile il protagonista, con questo suo continuo convincere e auto convincersi di essere un nichilista, un personaggio che reagisce agli accadimenti della vita costruendosi una corazza con la quale si sente in grado di potersi far beffe di tutti!!!

    said on 

  • 4

    My last day on earth

    E' un piccolo gioiello questo esordio di Barth, imperfetto e in qualche modo non del tutto maturo, ma capace di colpire il lettore con lampi di genio letterario. A volte sembra che Barth non osi fino al punto che vorrebbe, che abbia intuizioni "folli", ma che sia non ancora del tutto sicuro di po ...continue

    E' un piccolo gioiello questo esordio di Barth, imperfetto e in qualche modo non del tutto maturo, ma capace di colpire il lettore con lampi di genio letterario. A volte sembra che Barth non osi fino al punto che vorrebbe, che abbia intuizioni "folli", ma che sia non ancora del tutto sicuro di poterle seguire fino in fondo.
    Qui gli elementi meta-narrativi sono infilati quasi di soppiatto, inseriti tra parentesi nel mezzo della narrazione di una vicenda personale che oscilla tra la tragedia e la farsa, tra l'understatement e la filosofia esistenziale, tra pagine strazianti e divertentissime.

    Se questo è stato il primo libro, devo davvero recuperare le altre opere di Barth!

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  • 5

    Todd Andrews, non me la racconti giusta...

    ...perché a fine lettura, dopo aver ascoltato ad libitum proclami di assoluto non-commitment, il lettore intuisce che il protagonista è assolutamente committed, solo che non vuol darlo a vedere.


    Il "narratore inaffidabile" è una cosa che mi affascina sempre. Nella vita ...continue

    ...perché a fine lettura, dopo aver ascoltato ad libitum proclami di assoluto non-commitment, il lettore intuisce che il protagonista è assolutamente committed, solo che non vuol darlo a vedere.

    Il "narratore inaffidabile" è una cosa che mi affascina sempre. Nella vita reale, l'interlocutore non dice sempre la verità: per pudore, ritrosia. Tutti indossiamo una maschera, e Todd ha scelto per se la maschera del cinismo. A sentirlo, nulla è importante, tutto è vano. Ma il passaggio finale, che lo spinge ancora di più dietro la maschera (da "nulla importa, quindi mi suicido" a "nulla importa, quindi è indifferente se vivere o morire") in realtà lo inguaia ancora di più, come un tizio che davanti a una vetrina sfondata continui a dire "io non ho rubato nulla".
    Insomma, l'interlocutore non è onesto neanche con se stesso (non riesce, non può). La realtà va colta tra le righe.

    Il narratore inattendibile esisteva già, la trama non lineare pure, però Barth usa tali espedienti con un'insistenza e una frequenza tali che l'effetto è qualitativamente diverso. (Uh. Questa mi sembra di averla già sentita.) Il come è importante, ec-come.

    Per me, l'aspetto più bello del romanzo resta la dinamica della storia a tre. Il giocattolo smontato mi rivela che Todd è innamorato, che gli altri due sono degli insopportabili snob compiaciuti e terribilmente ipocriti, che Todd marcisce in questa vicenda marcia facendosi via via più cinico e fintamente indifferente, talmente cinico da volerli tutti morti. Ma lui, Todd, mica la mette in questi termini: lui dice: di loro non mi è mai fregato nulla. Lui dice: di niente mi è mai fregato nulla. Todd non dice "li voglio tutti morti, questi schifosi ipocriti"; dice "voglio suicidarmi perché m'annoio di vivere.
    Sopravvive, sopravvivono tutti, e lui: mavadavialciàp, fanculo tutti, andate in Europa e a mai più rivederci. Se niente è importante, allora nemmeno vivere o morire è importante.
    La narrazione è isterica e "scoppiata" quanto il narratore e io non riesco proprio a separare il come dal cosa, e mi sono goduto tutto quanto.

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  • 3

    Adoro il postmoderno e mi piacciono molti gli espedienti metanarrativi, ma ritengo che questa resti l'opera prima di un uomo giovanissimo, come dice lo stesso Barth, superato da molti altri dopo di lui.

    said on 

  • 5

    Se proprio si volesse associare un plot all'Opera galleggiante sarebbe la narrazione di una giornata particolare vissuta dal vivace protagonista e voce narrante. Ma è riduttivo perché questa giornata memorabile si dilata all'infinito in una miscela di digressioni, flashback, circonvoluzioni stili ...continue

    Se proprio si volesse associare un plot all'Opera galleggiante sarebbe la narrazione di una giornata particolare vissuta dal vivace protagonista e voce narrante. Ma è riduttivo perché questa giornata memorabile si dilata all'infinito in una miscela di digressioni, flashback, circonvoluzioni stilistiche, ammiccamenti al lettore, divertissement filosofici e tocchi di costume.
    Capostipite del romanzo postmoderno (John Barth è oggetto di vero culto negli States) nasce per il puro diletto di chi legge e di chi scrive, per il gusto della parola e dell'aneddoto, per il gioco delle metafore e dell'introspezione ironica, per stimolare l'estro del lettore svelandogli la finzione mentre viene creata. L'Opera galleggiante è un'allegoria ma è anche un oggetto reale all'interno dell'artificio letterario, il luogo in cui si realizza l'epifania del protagonista mentre lo scrittore non è entità astratta ma esso stesso personaggio, un maestro di cerimonie che svela le maschere della vita con leggiadria in un divertente incastro di scatole cinesi. L'umile lettore gratificato s'inchina al suo anfitrione e ringrazia sentitamente.

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