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The Foundation Trilogy

By

Publisher: AVON

4.5
(1577)

Language:English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Russian , Swedish , Spanish , Portuguese , Dutch , Chi traditional

Isbn-10: 0380508567 | Isbn-13: 9780380508563 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A THOUSAND-YEAR EPIC, A GALACTIC STRUGGLE, A MONUMENTAL WORK IN THE ANNALS OF SCIENCE FICTION FOUNDATION begins a new chapter in the story of man's future. As the Old Empire crumbles into barbarism throughout the million worlds of the galaxy, Hari Seldon and his band of psychologists must create a new entity, the Foundation-dedicated to art, science, and technology-as the beginning of a new empire. FOUNDATION AND EMPIRE describes the mighty struggle for power amid the chaos of the stars in which man stands at the threshold of a new enlightened life which could easily be destroyed by the old forces of barbarism. SECOND FOUNDATION follows the Seldon Plan after the First Empire's defeat and describes its greatest threat-a dangerous mutant strain gone wild, which produces a mind capable of bending men's wills, directing their thoughts, reshaping their desires, and destroying the universe.
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  • 5

    Semplicemente .... Epico!
    Dalla Prima Fondazione fino alla Seconda Fondazione, il lettore viene trascinato in un'epopea ricca di personaggi e colpi di scena, alcuni prevedibili altri nettamente meno.. ...continue

    Semplicemente .... Epico!
    Dalla Prima Fondazione fino alla Seconda Fondazione, il lettore viene trascinato in un'epopea ricca di personaggi e colpi di scena, alcuni prevedibili altri nettamente meno...Nel complesso direi: "da non perdere"

    said on 

  • 3

    A chi si fosse incagliato nelle secche del primo volume – quello più frammentario e dal ritmo più lento - di questa classica trilogia della fantascienza contemporanea consiglio di fare uno sforzo e pr ...continue

    A chi si fosse incagliato nelle secche del primo volume – quello più frammentario e dal ritmo più lento - di questa classica trilogia della fantascienza contemporanea consiglio di fare uno sforzo e proseguire indomito nella lettura. Il crescendo che culmina nel terzo volume, con un ritmo che si fa via via più serrato e una narrazione sempre più coinvolgente, non mancherà di trascinare i lettori più pazienti.
    Fruttero & Lucentini, nella loro breve ma succosa Introduzione, scrivono che, “come tutti i veri libri, la Trilogia punta più sull’evocativo che sul descrittivo, e la Galassia che ne è protagonista risulta infine credibile e grandiosa perché Asimov, da quel vero scrittore che è, evita di prenderla di petto e si adopera per farla costantemente balenare tra le righe”, facendo di ogni frase “una cassa di risonanza piena d’incalcolabili, misteriosi echi siderali”. Uno stile di narrazione efficacissimo, che possiamo ritrovare in un’altra celeberrima trilogia, quella del Signore degli Anelli.
    Senza voler anticipare nulla della complessa trama, posso però dire che centrale in questo ciclo fantascientifico è il concetto di PSICOSTORIOGRAFIA, che, proseguendo nella lettura, a me è parsa una sorta di evocazione di quel socialismo scientifico, che, così definendosi – e autocelebrandosi - in contrapposizione al socialismo utopistico pre-marxiano, credeva di aver definitivamente illuminato quello che sarebbe stato l’ineluttabile cammino dell’umanità intera nei secoli a venire, destinato a culminare nella realizzazione del comunismo vero e proprio. La psicostoriografia è, infatti, una sociologia scientifica, che, applicando strumenti matematici e complesse elaborazioni statistiche, si rivela in grado di prevedere le reazioni di grandi masse umane – in modo tanto più accurato quanto più grandi sono queste masse di persone - a stimoli sociali ed economici e, di conseguenza, anche di condizionare la storia futura verso il conseguimento di un obiettivo predefinito.
    Quest’obiettivo, nell’universo immaginario creato da Asimov, è la fondazione del Secondo Impero Galattico nel più breve tempo possibile, riducendo al minimo il periodo di caos e violenza successivo al crollo del Primo Impero, ormai inevitabile; per la precisione, si tratta di ridurre il periodo dell’Interregno a mille anni, anziché i trentamila anni previsti dalla psicostoriografia nel caso si abbandonasse la Galassia a sé stessa. Un obiettivo noto come Progetto Seldon, dal nome dello scienziato che lo elaborò, dopo aver portato la psicostoriografia al livello di vera e propria scienza.
    La trilogia - che descrive i primi quattro, turbolenti, secoli di transizione verso il Secondo Impero – mostra evidenti analogie con l’evoluzione storica che la civiltà occidentale ha conosciuto in questi millenni. D’altra parte, sottesa a questo ciclo asimoviano, vi è chiaramente l’idea di una ciclicità della Storia, il cui percorso sembra sempre seguire strade già battute. Ad esempio, il passaggio dallo splendore imperiale alla barbarie della decadenza è segnato dalla riduzione della scienza a superstizione e delle sue applicazioni tecniche a magia, dal ritrarsi della conoscenza a una ristretta cerchia di individui, che ne fanno uno strumento di potere assumendo le vesti di casta sacerdotale. E questo ricorda molto da vicino non solo i “secoli bui” seguiti alla decadenza dell’Impero romano e l’assunzione di un ruolo di salvaguardia e monopolio della cultura da parte dei monasteri cristiani, ma anche il mito persistente di un’origine aliena e/o della provenienza da una civiltà perduta (Atlantide e similari) di conoscenze acquisite da popoli antichi e giunte sino a noi scolpite nella roccia o tramandate in forma di miti e di insegnamenti religiosi. Le altre analogie storiche le lascio svelare ai lettori più pazienti…
    Naturalmente, molti altri spunti di riflessione si possono ricavare dalla lettura di quest’opera, ad esempio dai rapporti tra le due organizzazioni create da Seldon ‘ai due capi opposti della Galassia’ per portare a compimento il suo progetto: la Prima e la Seconda Fondazione, l’una destinata a conservare il sapere tecnico-scientifico, l’altra, ancora più importante e misteriosa, dedita allo sviluppo della psicostoriografia e della Scienza Mentale. Perché l’obiettivo finale non è solo quello di contrastare il caos e la violenza, ma anche e soprattutto quello di creare “una civiltà basata sulla Scienza Mentale. In tutta la storia dell’Umanità, si è avuto soprattutto un progresso nella tecnica, cioè nella capacità di dominare il mondo inanimato che circonda l’Uomo. Il controllo del proprio io e della società sono stati lasciati al caso o alle vaghe direttive di alcuni sistemi etici intuitivi basati sull’ispirazione e sull’emotività. Il risultato è stato che nessuna civiltà ha posseduto mai una stabilità con una percentuale superiore del cinquanta per cento, e questo solo a prezzo di grandi sacrifici e miserie per l’umanità”. E Asimov sembra voler lasciare il lettore solo con la sua coscienza nel compito di valutare l’utilità e la moralità del comportamento di queste due organizzazioni, che ad un certo punto entrano in conflitto, incarnando due princìpi opposti: da un lato la Libertà dell'individuo, dall'altro la sottomissione all'Ideale e al suo perseguimento. Dove sta il Bene?

    said on 

  • 5

    Il ciclo delle Fondazioni

    Ho letto moltissimi libri nel corso della mia vita. Belli, bellissimi, discreti e brutti. In uno di questi ho letto questa frase, che rispecchia perfettamente il mio pensiero:

    "Quelli che mi lasciano ...continue

    Ho letto moltissimi libri nel corso della mia vita. Belli, bellissimi, discreti e brutti. In uno di questi ho letto questa frase, che rispecchia perfettamente il mio pensiero:

    "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare a telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però."
    Jerome David Salinger, "Il giovane Holden"

    E, in effetti, non succede spesso. Ma vi garantisco che a volte succede.

    Per dirla invece con parole mie:
    "Vi è mai capitato di avere un autore di cui ogni libro che leggete, magari anche ad intervalli di anni, vi dà la stessa sensazione che provate nel tornare finalmente a casa dopo un periodo di forzata e sofferta permanenza lontano da essa?"
    A me sì. Scommetto anche a voi.

    Nel mio caso questo avviene con Asimov. Quando leggo qualcosa di suo, qualsiasi cosa, percepisco un'affinità molto superiore rispetto a quanto mi accada con altri scrittori, che magari ritengo anche più validi in senso assoluto ma che non hanno la stessa forza ispiratrice del Maestro della Fantascienza.

    Le idee presenti nel Ciclo delle Fondazioni, il suo capolavoro assieme, secondo me, ai racconti del ciclo dei Robot, sono ancora attualissime e credo lo saranno ancora per molto tempo.
    Molti grandi libri di Fantascienza sono sottovalutati e andrebbero letti da molte più persone, ma se non avete letto questo vi siete persi una delle perle della letteratura del '900 nel suo complesso.
    Quindi leggetelo e magari riflettete anche un po' sulle considerazioni presenti al suo interno che male non fa.

    said on 

  • 1

    Galassia adimensionale.

    Delusione. Son partito con le migliori aspettative (errore iniziale), sapendo l'importanza di questa trilogia, e il suo seguito tra appassionati di fantascienza e non. Ero convinto che mi sarei ritrov ...continue

    Delusione. Son partito con le migliori aspettative (errore iniziale), sapendo l'importanza di questa trilogia, e il suo seguito tra appassionati di fantascienza e non. Ero convinto che mi sarei ritrovato immerso in un mondo ricco, sfaccettato, caleidoscopico.
    Il contrario.
    Mondo ad una sola dimensione, tutti i personaggi o sono buoni o sono cattivi, non esiste il grigio, non esistono dubbi,nessuna personalità, dialoghi al limite del didascalico.
    Ok il voler racchiudere 500 anni in un libro di qualche centinaia di pagine, ma le varie storie non fanno neanche a costruire un intreccio valido che vengono subito risolte, e si passa alla generazione successiva, sempre di personaggi anonimi che vanno incontro alle stesse vicissitudini dei genitori e così via..
    Non so con quale forza io sia riuscito ad arrivare fino alla fine. Girando l'ultima pagina non sono riuscito a trattenere un sospiro di sollievo.

    said on 

  • 5

    Non ho parole. È un libro favoloso! Grandioso, assolutamente da non perdere anche se non si è appassionati di "fantascienza". Non scriverò nulla sulla storia (troppo nota, troppo famosa), ma voglio so ...continue

    Non ho parole. È un libro favoloso! Grandioso, assolutamente da non perdere anche se non si è appassionati di "fantascienza". Non scriverò nulla sulla storia (troppo nota, troppo famosa), ma voglio sottolineare il fatto che è una storia assolutamente coinvolgente, affascinante che trasporta in un mondo lontano nel tempo e nello spazio, ma incredibilmente vicino a noi e alla nostra storia! È immediato anche notare come tutta la fantascienza cinematografica e televisiva (Star Wars, Star Trek solo per fare due nomi a "caso") discenda da questo meraviglioso libro.
    DA LEGGERE!!!!!!!!!!!

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  • 4

    Clásico de la ciencia ficción, imprescidible

    Me ha parecido maravilloso. Asimov construye una realidad tan compleja que, a veces, cuesta creer que es ficción.

    Me ha gustado especialmente que la historia se base en diálogos, hace que la historia ...continue

    Me ha parecido maravilloso. Asimov construye una realidad tan compleja que, a veces, cuesta creer que es ficción.

    Me ha gustado especialmente que la historia se base en diálogos, hace que la historia sea más ágil y además logra que nos sintamos "espías" de escenas secretas. Y también me han gustado mucho los saltos temporales.

    Igual no logro transmitir por qué me ha gustado tanto, pero es que es tan difícil lograrlo sin "spoilear" nada...

    said on 

  • 4

    Un'equazione (psicostorica) ci salverà

    Non voglio essere breve, quindi - per chi ha fretta di cominciare a leggere - mi avvalgo di una sintesi introduttiva estrema: questo ciclo di romanzi mantiene la promessa di un'esperienza di lettura s ...continue

    Non voglio essere breve, quindi - per chi ha fretta di cominciare a leggere - mi avvalgo di una sintesi introduttiva estrema: questo ciclo di romanzi mantiene la promessa di un'esperienza di lettura sconfinata, nel tempo e nello spazio, è senza dubbio un classico, e Asimov è un grande scrittore che (s)cavalca con la storia il genere fantascientifico.

    E adesso posso andare in profondità (o almeno provarci).

    Ho cominciato a leggere la Trilogia aspettandomi una specie di Star Wars di lusso. Le prime pagine del primo libro, infatti, sono affollate di astronavi (o semplici taxi che volano), si superano frontiere remote per atterrare in mondi sconosciuti, completamente nuovi.
    Forse aspettavo anche quelle guerre stellari stereotipate dal cinema, e invece ho scoperto presto che non sarebbe mai arrivato né Mazinga, con il suo risolutivo arsenale nel petto e negli arti d'acciaio, né una truppa di alieni. Quando si combatte, in questa saga concepita negli anni '50, si sfoderano altri mezzi: la politica e la psicologia e un sottile compromesso fra le due, la Psicostoriografia.
    L'analisi "con sufficiente esattezza" delle reazioni delle masse per "prevedere approssimativamente la evoluzione storica del futuro" è un'invenzione tutta asimoviana. Si tratta di una scienza partorita di sana pianta che riduce a equazioni matematiche l'agire dell'essere umano, con effetti che coinvolgono milioni di miliardi di persone nel corso di decine di secoli.
    Una scienza, dunque, e non un'arma; e un matematico, Hari Seldon, a posto di un generale. Analogamente, il potere maligno della psicologia viene utilizzato anche da un antagonista, il Mule, che carpisce e possiede le menti.
    Ecco quindi l'essenza del racconto: le cronache di una galassia, del suo Impero e della correlata nascita e poi della rinascita di una Fondazione, le biografie dei suoi uomini più rappresentativi, così come degli accadimenti strategici e, anche quotidiani, che ne hanno determinato i vari passaggi.
    Asimov, dunque, veste i panni dello storico, del narratore alla Gogol' o alla Balzac, ma in più si diverte!

    Su di lui, inoltre, sulla sua lungimiranza e coscienza, conviene leggere questo suo articolo che apparse sul New York Times mezzo secolo fa, e che parla proprio di noi, donne e uomini del 2014 (!):
    http://www.openculture.com/2014/01/isaac-asimov-predicts-what-the-world-will-look-in-2014.html

    Ma tornando al suo ruolo di scrittore tout court: i tre libri procedono secondo un ritmo calibratissimo, solo talvolta gravato da un po' di lentezza; gli eventi si interrompono al momento giusto con "riassunti" tratti da pagine di un fantomatica mega-enciclopedia, da interludi, per poi rincorrere la corsa dei secoli e i balzi da un mondo all'altro. Ritengo una specie di difetto, invece, la freddezza del racconto; sebbene la trama non si presti a cedimenti sentimentali, manca forse del calore umano: l'amicizia cede il passo all'ammirazione o al rispetto, per esempio. Mancano anche dei caratteri femminili all'altezza, ad eccezione di una giovane donna di cui non posso svelare alcunché a chi non ha ancora letto...

    Ritornando sulla strada dei tre romanzi, quindi, mi piace ricordarne la sostanza e i passaggi secondo un mio schema.
    "Prima Fondazione" dipinge sociologicamente i grandi temi di tutta la storia, è l'elogio del buon fine ricercato, del potere della cultura, e si chiude con una previsione molto centrata, ma tetra, che coinvolge l'economia, anche quella di questo decennio.
    Quello intermedio, "Fondazione e Impero", è animato dalla diplomazia, segue l'avvento delle crisi previste da Seldon e vi compaiono chiare le minacce di forze malevole; prelude, infine, alla risoluzione di un grande mistero. Curiosità: ci fa scoprire qualcosa della tecnologia futuribile con l'utilizzo di aggeggi allora inesistenti(dal bottone che sparecchia la tavola alle mappe stellari in 3D, dal proiettore di libri a strumenti bioingegneristici o neuromeccanici - non saprei che definizione assegnare).
    L'ultimo libro è "Seconda Fondazione" (o meglio, secondo me, "Storia della ricerca della S.F."): è il più concitato, introduce personaggi più singolari e capaci di apportare colpi di scena niente male fino allo scontro; straordinarie le ultime pagine, in cui i dubbi sulla plausibilità geometrica della geografia della Galassia mi hanno quasi spinto a disegnarla...
    Il percorso, quindi, segue una successione a seconda di cosa primeggi nelle vite degli uomini: dal primato culturale a quello economico al militare, non sottovalutando il commercio, la scienza (il nucleare), la forza dei rapporti fra esseri umani, dalla parte delle autorità e della massa. In una parola: la politica, in senso molto ideale.
    Nessuno spazio attiguo alla facile mitologia, a interventi divini: Asimov è più che realista. Chissà se Gagarin l'avesse già letto, quando nel 1961, durante il primo volo della storia nello spazio, pronunciò quella clamorosa sentenza: "Non vedo nessun Dio quassù".

    E' davvero una trilogia politica, più che un ciclo di storie di fantascienza. E questa mia convinzione è, ovviamente, meglio spiegata nell'introduzione all'edizione che ho letto, affidata a Fruttero&Lucentini. Con una sintesi eccezionale, da maestri appunto, offrono in due sole paginette l'essenza del capolavoro di Asimov: ad impressionare il lettore, affermano, non sono le visioni canoniche del genere, ma "l'immensità, o meglio, l'impressione di immensità" e lo stile che punta sull'evocativo più che sullo descrittivo.
    La mia impressione, concludendo, è che Asimov abbia centrato un obiettivo gradioso per uno scrittore: fare un gran regalo al lettore (e anche a se stesso).

    p.s. E la mia gratificazione quando aggiorno e/o correggo wikipedia diventerà minuscola rispetto agli scopi dell'Enciclopedia Galattica, a cui lavorava un intero pianeta, "un piccolo mondo di scienziati circondati da un'area di barbarie in continua evoluzione"...

    said on 

  • 3

    La lettura è cominciata nel migliore dei modi: il libro girava che è un piacere, intrigava, appassionava, ma già dalla seconda metà del primo romanzo le cose cominciavano a diventare un po' ripetitive ...continue

    La lettura è cominciata nel migliore dei modi: il libro girava che è un piacere, intrigava, appassionava, ma già dalla seconda metà del primo romanzo le cose cominciavano a diventare un po' ripetitive, il tutto si appiattiva. Arrivare in fondo al secondo libro è stata un'impresa titanica. Il terzo resterà lì, magari lo leggerò più in là (molto più in là).
    Dov'è il problema? Questa trilogia raccoglie tre romanzi usciti in forma di racconti su riviste di fantascienza tra il 1942 e il 1949 e raccolti poi in volume negli anni '50. Soffre perciò di una decisa discontinuità nella narrazione: i personaggi appaiono e scompaiono, e, a parte qualcuno, non vivono (proprio fisicamente) per tutto un romanzo, che peraltro si dipana lungo un arco temporale molto lungo. Inoltre i personaggi sono sempre solo appena abbozzati, monodimensionali, giusto le caratteristiche funzionali che servono: i buoni sono buoni, i cattivi cattivi e amen. Insomma, non lasciano il segno.
    Più che un romanzo fantascientifico in senso proprio, è un romanzo storico ambientato nello spazio. A scuola lo studio della storia mi annoiava a morte perché si parlava sempre e solo di guerre, di intrighi, di potere: mi interessavano gli aspetti sociali della storia, gli usi e i costumi, lo stile di vita, ossia la storia fatta dagli uomini, non dai potenti usando gli uomini. Inoltre mi chiedevo che senso avesse studiare la storia se poi comunque gli uomini finivano sempre per ripetere gli stessi errori e si ammazzavano tra di loro in stupide guerre.
    Asimov compie per me lo stesso errore: ha a disposizione una intera galassia, ma ci parla solo di guerre o intrighi per conquistare il potere. La varietà e la diversità delle culture che si possono trovare sulla Terra già da sole riempirebbero un'enciclopedia: in questi romanzi tutti i pianeti sono uguali, tutte le culture identiche, non esiste varietà alcuna, in migliaia di anni la cultura è identica a quella contemporanea (dell'autore, s'intende).
    Inoltre le donne non esistono, è tutto in mano agli uomini, nonostante la seconda parte del secondo romanzo (tra l'altro avevo indovinato chi fosse il Mule già dalla prima pagina in cui appariva, vedete voi nelle mani di che babbei mettono tutto il destino della Galassia...).
    Asimov è un autore estremamente accessibile, un divulgatore nato che non ci lascia mai da soli, ci guida e addirittura ci imbocca, spesso anche troppo, ma in questi romanzi pare come un pittore che dipinga usando solo poche tonalità.
    Fortemente figlio del suo tempo ed ideologizzato (pare spesso uno spot a favore dell'agenzia per lo sviluppo dell'energia atomica), per me questo ciclo è invecchiato male. Messo in prospettiva contiene tantissime idee seminali, ma che vi devo dire, letto adesso non convince, nonostante resti una lettura che può intrigare parecchio un certo tipo di lettore.

    said on 

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