The Foundation Trilogy

By

Publisher: AVON

4.5
(1640)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Russian , Swedish , Spanish , Portuguese , Dutch , Chi traditional , French

Isbn-10: 0380508567 | Isbn-13: 9780380508563 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A THOUSAND-YEAR EPIC, A GALACTIC STRUGGLE, A MONUMENTAL WORK IN THE ANNALS OF SCIENCE FICTION FOUNDATION begins a new chapter in the story of man's future. As the Old Empire crumbles into barbarism throughout the million worlds of the galaxy, Hari Seldon and his band of psychologists must create a new entity, the Foundation-dedicated to art, science, and technology-as the beginning of a new empire. FOUNDATION AND EMPIRE describes the mighty struggle for power amid the chaos of the stars in which man stands at the threshold of a new enlightened life which could easily be destroyed by the old forces of barbarism. SECOND FOUNDATION follows the Seldon Plan after the First Empire's defeat and describes its greatest threat-a dangerous mutant strain gone wild, which produces a mind capable of bending men's wills, directing their thoughts, reshaping their desires, and destroying the universe.
Sorting by
  • 4

    A Giant on whose shoulders all modern Sci-fi authors stand

    It has been said that there is Sci-fi before Asimov, and a Sci-fi after Asimov. That's true: he revolutioned the genre bringing new concepts and ideas into it. What is written today starts from the Fo ...continue

    It has been said that there is Sci-fi before Asimov, and a Sci-fi after Asimov. That's true: he revolutioned the genre bringing new concepts and ideas into it. What is written today starts from the Foundation Trilogy, which is a true cornerstone of Sci-fi.
    This said, the book was written in the early '50s and it shows. There are a lot of faults with it: the characters are plain, forgettable. The style is at times difficult and slow. Anachronisms are at time so funny to be anticlimatic: ten thousand years in the future mankind has forgotten what their original planet is, but they still smoke cigars and drink whiskey in all social situations. They travel across the whole galaxy in days, but they don't have access to the most basic aesthetic surgery so ugly people just stay ugly forever no matter how powerful they are. The plot is complicated and reads like a Sherlock Holmes novel - there are times you are blown by unexpected twists, but there also times when you think "WTF, this is ridiculous!" when everybody tries to unexpectedly outwit everybody else.
    There are a lot of faults with this book, but still, this is one of those books that made the history of literature.
    I suggest it if you love the genre, otherwise there are a lot of better authors out there, all derivates of Asimov, sure, but do you really care?

    said on 

  • 5

    La futura storia dell'umanità...in riduzione teatrale

    Questa trilogia deve essere presentata come si deve.
    Si tratta della trilogia per eccellenza dell'epoca d'oro della SF ed il suo autore è il più celebrato e famoso del suo genere.
    Siamo in un futuro l ...continue

    Questa trilogia deve essere presentata come si deve.
    Si tratta della trilogia per eccellenza dell'epoca d'oro della SF ed il suo autore è il più celebrato e famoso del suo genere.
    Siamo in un futuro lontanissimo, il genere umano viaggia per la via Lattea e l'ha colonizzata fin nelle sue propaggini più remote.
    Al centro della galassia la città planetaria Trantor ospita un immenso apparato burocratico attorno al quale vivono quaranta miliardi di persone stipate sin nel sottosuolo: è il cuore pulsante dell'impero galattico, un'amministrazione elefantiaca che governa miliardi di pianeti abitati e civilizzati da un'umanità sterminata.
    Intorno all'anno 12000 lo scienziato Hari Seldon, ideatore della psicostoriografia, è in grado di fondare la scientificità della storia attraverso calcoli matematici e complessi modelli statistici che gli permettono di prevedere l'evoluzione dell'umanità nel suo complesso.
    Ma le sue previsioni non sono ottimistiche.
    Sheldon prevede il declino progressivo della civiltà imperiale a cui seguirà un periodo oscuro destinato a perdurare per trentamila anni.
    La psicostoriografia può venire in aiuto rendendo possibile accorciare questo periodo buio a soli mille anni, per organizzare in seguito la rinascita di una civiltà più solida e duratura.
    La prima tappa è l'istituzione della Fondazione, un team di scienziati che deve catalogare le conoscenze scientifiche necessarie per condurre la storia dell'uomo lungo questo percorso. Un percorso tortuoso e pieno di potenziali deviazioni chiamate 'crisi Sheldon'.
    Come potete capire l'idea di fondo è grandiosa, potentemente evocativa, direi epica.
    Ma gli eventi si svolgono sullo sfondo narrativo, e come scrivono Fruttero e Lucentini nella loro introduzione, Asimov è un maestro nell' 'impressione di immensità che riesce a suscitare' rendendo la Galassia 'credibile e grandiosa proprio perchè [...] evita di prenderla di petto e si adopera per farla costantemente balenare tra le righe'.
    Nelle righe invece si svolge il dietro le quinte, rappresentato nove volte su dieci da una sequenza continua di dialoghi tra i personaggi protagonisti.
    Dialoghi conditi da colpi di scena, cospirazioni, tradimenti, alleanze, divisioni.
    Sembra che Asimov abbia trovato il modo di ridurre la sua epica idea di storia futura dell'umanità in un copione adatto alla rappresentazione teatrale.
    Questo aspetto, se devo dire la verità, se da un lato testimonia la maestria indiscussa di Asimov, dall'altro mi ha reso spesso e volentieri molto difficoltosa la lettura.
    Però ho resistito perchè lo suggerivano le altre recensioni, perchè avvicinandomi da poco alla SF ero consapevole che si tratta di un'opera fondamentale e non me ne sono pentito.
    Ci sono altri aspetti poco convincenti come la descrizione delle autorità politiche alla stregua di piccoli re Sole dotati di poteri assoluti.
    Possibile che l'uomo in un futuro così lontano abbia perso per strada tutte le conquiste democratiche e le garanzie costituzionali?
    Sheldon dopo aver previsto il declino dell'impero viene subito condannato e costretto all'esilio sul pianeta Terminus da un ducetto spocchioso ed arrogante che ha sostanzialmeente diritto di vita e di morte sui suoi sudditi.
    Inoltre Asimov descrive quasi ad ogni pagina l'energia atomica come la chiave della civiltà umana del futuro, ed in questo caso la trilogia dimostra come sia figlia del suo tempo: gli anni '50 del '900.
    Sono comunque piccoli aspetti trascurabili di una saga sorretta da un impianto narrativo potente e a tratti entusiasmante.
    E' chiaramente possibile leggere nella trama un parallelismo con i passaggi storici che ci hanno condotto dall'Età dell'oro della classicità greco-romana, al Medioevo inteso come età oscura di passaggio verso il Rinascimento.
    Così come la Fondazione può essere paragonata al ruolo che i monaci benedettini hanno svolto nell'alto Medioevo per conservare i testi dell'Antichità classica.
    Insomma Asimov ha ideato una trama davvero solenne e straordinaria.
    Se vi capita di scontrarvi con le secche che indubbiamente si incontrano in certi dialoghi, resistete perchè avete tra le mani un'opera che rappresenta il culmine di un genere letterario al suo massimo splendore.
    A mio avviso, una lettura non semplice ma fondamentale.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Fenomenale

    Non avevo mai letto nulla di Asimov e la trilogia della fondazione è stato un modo fantastico per iniziare. L'epopea dell'umanità tra la fine dell'impero e i primi 400 anni successivi. Bel romanzo che ...continue

    Non avevo mai letto nulla di Asimov e la trilogia della fondazione è stato un modo fantastico per iniziare. L'epopea dell'umanità tra la fine dell'impero e i primi 400 anni successivi. Bel romanzo che è nello spazio ma usa la fantascienza come background non come oggetto.

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  • 4

    Tutto torna nei libri di Asimov, tutti i pezzi vanno al loro posto e tutti i dettagli sono spiegati. Nulla e' di troppo. Forse e'questo che mi fa sentire a casa.
    Romanzo piacevole (e piu breve del pre ...continue

    Tutto torna nei libri di Asimov, tutti i pezzi vanno al loro posto e tutti i dettagli sono spiegati. Nulla e' di troppo. Forse e'questo che mi fa sentire a casa.
    Romanzo piacevole (e piu breve del previsto), racconta la storia di un mondo alle prese con un destino pesante, sempre piu'incomepnt e sempr epiu minacciato con il passare dei secoli. Non c'é un eroe, ma un susseguirsi di eroi, non c'é un protagonista, se non il mondo stesso, ma la storia riesce a coinvolgere e tu cerchi di capire fino alla fine chi sono i buoni e chi i cattivi. Il romanzo potrebbe sembrare un susseguirsi di racconti, forse e'cosi', ma il risultato e' una narrazione scorrevole.

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  • 2

    Nulla

    Ci ho provato diverse volte a leggere Asimov. Lettura buona quando avevo dieci anni. Poi il nulla. Un limite mio, ma non me ne faccio un cruccio. Ci ho riprovato...

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  • 5

    Un classico imperdibile

    si tratta di un classico imperdibile, che piacerà non solo agli appassionati di fantascienza poiché questa non è altro che il teatro all'interno del quale viene a svolgersi una rappresentazione spetta ...continue

    si tratta di un classico imperdibile, che piacerà non solo agli appassionati di fantascienza poiché questa non è altro che il teatro all'interno del quale viene a svolgersi una rappresentazione spettacolare che va ben oltre i confini del genere. Recensione completa su www.scrittorindipendenti.com

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  • 5

    Magnifico

    La "Trilogia della fondazione" è un'opera narrativa di incredibile bellezza e complessità. Scritto nei primissimi anni 50", riesce ad essere ancora attuale e magistrale, capace di colpire ed immergere ...continue

    La "Trilogia della fondazione" è un'opera narrativa di incredibile bellezza e complessità. Scritto nei primissimi anni 50", riesce ad essere ancora attuale e magistrale, capace di colpire ed immergere il lettore in tutta una serie di tematiche filosofiche e scientifiche che raramente sono state così bene integrate in un unico testo. Troverete riflessioni di ampio respiro, dalla scienza alla religione, dalla politica alla psicologia, il tutto ammalgamato in un testo coerente e davvero ricolmo di colpi di scena. Un vero spaccato della complessità umana.

    Riassumere la storia del libro è un compito decisamente arduo in queste poche righe. E' la storia della fine di un grande impero galattico e delle sterminate macchinazioni escogitate per permettere la sopravvivenza della civiltà e della scienza, al fine di formare qualcosa di più grande.

    Maestose le riflessioni sul determinismo, che tendono a culminare nelle ultime pagine della "Seconda fondazione". Lasciano davvero a bocca aperta, nient'altro da dire.

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  • 5

    Semplicemente .... Epico!
    Dalla Prima Fondazione fino alla Seconda Fondazione, il lettore viene trascinato in un'epopea ricca di personaggi e colpi di scena, alcuni prevedibili altri nettamente meno.. ...continue

    Semplicemente .... Epico!
    Dalla Prima Fondazione fino alla Seconda Fondazione, il lettore viene trascinato in un'epopea ricca di personaggi e colpi di scena, alcuni prevedibili altri nettamente meno...Nel complesso direi: "da non perdere"

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  • 3

    A chi si fosse incagliato nelle secche del primo volume – quello più frammentario e dal ritmo più lento - di questa classica trilogia della fantascienza contemporanea consiglio di fare uno sforzo e pr ...continue

    A chi si fosse incagliato nelle secche del primo volume – quello più frammentario e dal ritmo più lento - di questa classica trilogia della fantascienza contemporanea consiglio di fare uno sforzo e proseguire indomito nella lettura. Il crescendo che culmina nel terzo volume, con un ritmo che si fa via via più serrato e una narrazione sempre più coinvolgente, non mancherà di trascinare i lettori più pazienti.
    Fruttero & Lucentini, nella loro breve ma succosa Introduzione, scrivono che, “come tutti i veri libri, la Trilogia punta più sull’evocativo che sul descrittivo, e la Galassia che ne è protagonista risulta infine credibile e grandiosa perché Asimov, da quel vero scrittore che è, evita di prenderla di petto e si adopera per farla costantemente balenare tra le righe”, facendo di ogni frase “una cassa di risonanza piena d’incalcolabili, misteriosi echi siderali”. Uno stile di narrazione efficacissimo, che possiamo ritrovare in un’altra celeberrima trilogia, quella del Signore degli Anelli.
    Senza voler anticipare nulla della complessa trama, posso però dire che centrale in questo ciclo fantascientifico è il concetto di PSICOSTORIOGRAFIA, che, proseguendo nella lettura, a me è parsa una sorta di evocazione di quel socialismo scientifico, che, così definendosi – e autocelebrandosi - in contrapposizione al socialismo utopistico pre-marxiano, credeva di aver definitivamente illuminato quello che sarebbe stato l’ineluttabile cammino dell’umanità intera nei secoli a venire, destinato a culminare nella realizzazione del comunismo vero e proprio. La psicostoriografia è, infatti, una sociologia scientifica, che, applicando strumenti matematici e complesse elaborazioni statistiche, si rivela in grado di prevedere le reazioni di grandi masse umane – in modo tanto più accurato quanto più grandi sono queste masse di persone - a stimoli sociali ed economici e, di conseguenza, anche di condizionare la storia futura verso il conseguimento di un obiettivo predefinito.
    Quest’obiettivo, nell’universo immaginario creato da Asimov, è la fondazione del Secondo Impero Galattico nel più breve tempo possibile, riducendo al minimo il periodo di caos e violenza successivo al crollo del Primo Impero, ormai inevitabile; per la precisione, si tratta di ridurre il periodo dell’Interregno a mille anni, anziché i trentamila anni previsti dalla psicostoriografia nel caso si abbandonasse la Galassia a sé stessa. Un obiettivo noto come Progetto Seldon, dal nome dello scienziato che lo elaborò, dopo aver portato la psicostoriografia al livello di vera e propria scienza.
    La trilogia - che descrive i primi quattro, turbolenti, secoli di transizione verso il Secondo Impero – mostra evidenti analogie con l’evoluzione storica che la civiltà occidentale ha conosciuto in questi millenni. D’altra parte, sottesa a questo ciclo asimoviano, vi è chiaramente l’idea di una ciclicità della Storia, il cui percorso sembra sempre seguire strade già battute. Ad esempio, il passaggio dallo splendore imperiale alla barbarie della decadenza è segnato dalla riduzione della scienza a superstizione e delle sue applicazioni tecniche a magia, dal ritrarsi della conoscenza a una ristretta cerchia di individui, che ne fanno uno strumento di potere assumendo le vesti di casta sacerdotale. E questo ricorda molto da vicino non solo i “secoli bui” seguiti alla decadenza dell’Impero romano e l’assunzione di un ruolo di salvaguardia e monopolio della cultura da parte dei monasteri cristiani, ma anche il mito persistente di un’origine aliena e/o della provenienza da una civiltà perduta (Atlantide e similari) di conoscenze acquisite da popoli antichi e giunte sino a noi scolpite nella roccia o tramandate in forma di miti e di insegnamenti religiosi. Le altre analogie storiche le lascio svelare ai lettori più pazienti…
    Naturalmente, molti altri spunti di riflessione si possono ricavare dalla lettura di quest’opera, ad esempio dai rapporti tra le due organizzazioni create da Seldon ‘ai due capi opposti della Galassia’ per portare a compimento il suo progetto: la Prima e la Seconda Fondazione, l’una destinata a conservare il sapere tecnico-scientifico, l’altra, ancora più importante e misteriosa, dedita allo sviluppo della psicostoriografia e della Scienza Mentale. Perché l’obiettivo finale non è solo quello di contrastare il caos e la violenza, ma anche e soprattutto quello di creare “una civiltà basata sulla Scienza Mentale. In tutta la storia dell’Umanità, si è avuto soprattutto un progresso nella tecnica, cioè nella capacità di dominare il mondo inanimato che circonda l’Uomo. Il controllo del proprio io e della società sono stati lasciati al caso o alle vaghe direttive di alcuni sistemi etici intuitivi basati sull’ispirazione e sull’emotività. Il risultato è stato che nessuna civiltà ha posseduto mai una stabilità con una percentuale superiore del cinquanta per cento, e questo solo a prezzo di grandi sacrifici e miserie per l’umanità”. E Asimov sembra voler lasciare il lettore solo con la sua coscienza nel compito di valutare l’utilità e la moralità del comportamento di queste due organizzazioni, che ad un certo punto entrano in conflitto, incarnando due princìpi opposti: da un lato la Libertà dell'individuo, dall'altro la sottomissione all'Ideale e al suo perseguimento. Dove sta il Bene?

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