The French Lieutenant's Woman

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Publisher: Pan Macmillan

4.0
(880)

Language: English | Number of Pages: 446 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish

Isbn-10: 0330298119 | Isbn-13: 9780330298117 | Publish date: 

Also available as: School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Hardcover , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Tells the story of Charles Smithson's infatuation with the unusual Sarah Woodruff, whilst being engaged to a young lady of a good family and a considerable dowry. The author re-creates the feel of a Victorian novel. He also wrote "The Collector" and "The Magus".
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  • 5

    Questo romanzo è bellissimo perché c'è tutto quello che vorreste da un romanzo dell'800.
    Ma è stato scritto un secolo dopo. E Fowles è sempre presente, in una lunghissima discussione sul libero arbitr ...continue

    Questo romanzo è bellissimo perché c'è tutto quello che vorreste da un romanzo dell'800.
    Ma è stato scritto un secolo dopo. E Fowles è sempre presente, in una lunghissima discussione sul libero arbitrio, sulla sessualità, sui rapporti sentimentali.

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  • 4

    Mr Fowles chiede molto al suo lettore, ma lo ricambia con un romanzo che è denso di molte cose diverse: una storia romantica, un intreccio interessante e soprattutto una critica spietata dell'ipocrisi ...continue

    Mr Fowles chiede molto al suo lettore, ma lo ricambia con un romanzo che è denso di molte cose diverse: una storia romantica, un intreccio interessante e soprattutto una critica spietata dell'ipocrisia della società vittoriana.
    Ma più di tutto questo è il metaromanzo a destare interesse e stupire. Le incursioni dell'autore nel suo stesso romanzo sono spiazzanti e argute.

    said on 

  • 5

    ...in quei brevi secondi sospesi sopra il mare in attesa, in quel luminoso silenzio della sera spezzato soltanto dal quieto sciabordio delle onde, si era perduta l'intera epoca vittoriana. E non è det ...continue

    ...in quei brevi secondi sospesi sopra il mare in attesa, in quel luminoso silenzio della sera spezzato soltanto dal quieto sciabordio delle onde, si era perduta l'intera epoca vittoriana. E non è detto che avesse imboccato il sentiero sbagliato.

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  • 5

    Io sono il Signore onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili…. ma voi potete anche chiamarmi John Fowles.

    Nel tentativo di redigere una recensione di questo atipico romanzo mi sono immediatamente impegolato in un grosso ostacolo: posto che aderisca alla tendenza fuorviante di apporre etichette di genere s ...continue

    Nel tentativo di redigere una recensione di questo atipico romanzo mi sono immediatamente impegolato in un grosso ostacolo: posto che aderisca alla tendenza fuorviante di apporre etichette di genere secondi i canoni letterari stabiliti… quale diamine dovrebbe essere la più adatta?
    Probabilmente è un mio impaccio dovuto a limitato discernimento, ma l’autore ci si mette davvero di impegno a confondere le idee con la sua sperticata sperimentazione. E questa viscidità alle stringhe dei generi non è già di per sé allettante?
    Tentiamo di fare chiarezza senza svelare nulla di essenziale. Andiamo per ordine.

    Uno sfaccendato borghese con l’hobby della paleontologia in attesa di una proficua eredità su cui adagiare le inoperose chiappe, e per buona misura in procinto di contrarre nozze con la casta e rispettabile figlia di un imprenditore tessile scandalosamente dedito all’attività indecente di procacciarsi un lauto patrimonio col lavoro delle proprie mani – mio dio che sconcezza! -, insomma uno di quegli eleganti lavativi titolati come se ne trovano a iosa nell’Inghilterra vittoriana dell’800, si invaghisce di una tragica e ambigua figura di donna "perduta"(in senso morale) messa alla berlina dal moralismo imperante - che trova nel divertente quanto detestabile personaggio di Mrs. Poulteney la sua più pugnace cariatide -, ritrovandosi a confrontarsi e scontrarsi con i pregiudizi altrui e la ristrettezza delle proprie vedute.
    Messa così sembra il genere di letture su cui spasimerebbe la fanciulla bombardata dagli estrogeni che versa lacrime amare sull’ultimo volume della saga di Twilight, o mia nonna prima di recitare l’Ave o Maria e il Padre Nostro come conciliante per un buon riposo notturno; ed effettivamente la quarta di copertina e alcune sinossi spulciate su internet, che non lesinano l’aggettivo “romantico”, possono fuorviare lo spocchioso ricercatore di nuove stimolanti letture, come è accaduto a me. Perché diavolo lo hai acquistato, direte? Ci arriverò.

    Comunque sia, La donna del tenente francese non è questo, non è il romanzo mai scritto da Charlotte Bronte che farebbe la gioia di una casalinga disperata (anche se il titolo fa un po' romanzo rosa). Charlotte Bronte non avrebbe osato tanto ironico disincanto; non avrebbe affiancato allo svolgersi godibilissimo della trama un’indagine psicologica di finezza e lucidità esaltanti (con tanto di citazioni epigrafiche di Freud) – romanzo psicologico? -; né avrebbe potuto ricreare più fedelmente la sua stessa epoca con una coltissima postuma perizia accademica contenente squisite dissertazioni e digressioni antropologiche, sociali, politiche, economiche, sanitarie, scientifiche, artistiche, persino stilistiche (Hardy, Austen, Marx, Freud, Darwin citati a tutta birra) – dunque un romanzo storico o uno studio saggistico?
    Qualcuno potrebbe obiettare – e parecchi lo hanno fatto – che ci sia troppa carne sul fuoco, ma personalmente evito di fare il prezioso se mi si offre un banchetto luculliano, un’abboffata con i controfiocchi non mi dispiace ogni tanto. Soprattutto quando Fowles lo spezia di un saporitissimo aroma tutto post-moderno: la quasi totale intromissione dell’autore nel racconto, esasperata fino all’entrata in scena dello stesso come fuggevole personaggio. Prego signor Fowles, si accomodi pure, il romanzo è suo (dunque metaromanzo?).

    Mi permetta, signor Fowles, di contraccambiare la confidenza rivolgendomi direttamente a lei come lei fa con me. Segga a scranna nella sua casa di campagna nel 1969 e ci parli, forte di un secolo strapieno di conquiste umanistiche, di quanto fossero ridicoli, gretti, retrogradi, repressi ed ipocriti gli inglesi del 1869; questo continuo colloquio comparativo tra due epoche tanto distanti e diverse ci delizia e conforta il nostro civismo, ci piace giocare a Dio assieme a lei, schernire col sorrisetto compiaciuto l’arretratezza dei nostri antenati oltremanica dal nostro progredito oggidì in cui si vota Berlusconi e si punta il dito contro gli extracomunitari se il paese va a puttane.
    E poi che gran mattacchione sa essere! Venga qui, si faccia dare una pacca amichevole sulla spalla. Ci assicura di non volerci ingannare, di mostrarci l'atto creativo in divenire, senza volerci convincere della sua parentela con la realtà, e poi, nonostante la premessa, riesce a rendere ugualmente i personaggi incontrovertibilmente vivi? è un doppio inganno il suo!
    Ma lasci che sia completamente schietto con lei, signor Fowles. Non le credo quando nel capitolo 11 prende una pausa dal fare il bello e il cattivo tempo per rivolgersi direttamente a me – a noi – ed esprime i suoi dubbi sulle sue creazioni e sulle strade che intraprenderanno; persino questo spurio rigurgito di umiltà rientra nel premeditato ordito. Ci fa l’occhiolino in cerca di simpatia, ma chi sta a criticarla! lei è onnisciente e ubiquitario, tutto può e tutto le è concesso, persino proporre tre finali alternativi - un colpo da maestro, a proposito.

    Sono giunto a leggere La donna del tenente francese, fulgida gemma post-moderna, tramite lo studio di una genealogia letteraria. La lettura del romanzo “Espiazione” di Ian McEwan (altro capolavoro post-moderno, anch’esso un “meta romanzo storico”) fu un’esperienza talmente tonificante che subito tentai di recuperare tutte le sue ascendenze, e se l’autore manca di citarla e omaggiarla nella fittizia recensione contenuta nel romanzo è soltanto perché, rispetto all’ambientazione bellica, il suo capolavoro lei lo avrebbe scritto soltanto trent’anni più tardi.

    Infine signor Fowles, prima di prendere commiato, vorrei dirle con tutto il cuore grazie. Grazie! Grazie mille di averci regalato quest’opera straordinaria, anche se purtroppo un po’ trascurata dal nostro paese.

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  • 5

    Charles è il tipico gentiluomo vittoriano e uno speleologo annoiato dalla vita; Ernestina, la sua promessa sposa, l’ancor più tipica donna vittoriana, una svenevole borghese arricchita. Nel forzato co ...continue

    Charles è il tipico gentiluomo vittoriano e uno speleologo annoiato dalla vita; Ernestina, la sua promessa sposa, l’ancor più tipica donna vittoriana, una svenevole borghese arricchita. Nel forzato conformismo delle loro vite si insinua a rompere equilibri una strana donna, ripudiata da tutti per aver ceduto in passato, per quanto si racconti, alla passione, venendo sedotta e abbandonata da un fantomatico tenente francese. Da qui il suo soprannome, da qui il marchio che la segna a vita, da qui la disperazione dei suoi occhi che finiscono con lo stregare il magnanimo e filantropico Charles. Ostacoli, pregiudizi, segreti si frappongono fra i due che scoprono, in un’epoca che appare ipocrita e sorda all’amore, il prezzo che si paga nel seguire i propri sentimenti.
    In un libro che sembra uscito dalla penna di qualche autore ottocentesco si instaura il taglio critico dell’autore che con ironia e spirito scanzonatorio analizza usi, costumi, stereotipi e atteggiamenti tipici vittoriani, ma che, al tempo stesso, riesce a far innamorare il lettore di questa femme fatale malinconica che si consuma e distrugge chi ha intorno. Un romanzo che si smentisce, si sdoppia, si contraddice, in una trama che vorrebbe essere una classica love story ottocentesca ma che non riesce a cedere alla leziosità e alla stucchevolezza, che mette a nudo gli autoinganni dei personaggi.

    Da segnalare anche il film del 1981 con Meryl Streep e Jeremy Irons.

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  • 4

    Un romanzo e un sorta di trattato sulla società vittoriana, sui costumi, gli usi, le credenze e in particolare modo i pregiudizi, che ne hanno fatto un'epoca conservatrice, puritana e "virtuosa" (bell ...continue

    Un romanzo e un sorta di trattato sulla società vittoriana, sui costumi, gli usi, le credenze e in particolare modo i pregiudizi, che ne hanno fatto un'epoca conservatrice, puritana e "virtuosa" (bellissimo il cap. 35). Bisogna immergersi completamente in questa atmosfera vittoriana per poter appezzare la storia che viene narrata, e lasciarsene anche catturare. Diversamente, credo che possa risultare debole e di poco mordente, se interpretata con occhi contemporanei. Lo consiglierei solo a un lettore più, come dire, "sensibile".

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  • 3

    Particolare intreccio di saggio e narrativa. Interessante, ma non del tutto coinvolgente. Trovo sia molto più esauriente l’aspetto saggistico perché a mio avviso la storia in sé perde molto pathos a c ...continue

    Particolare intreccio di saggio e narrativa. Interessante, ma non del tutto coinvolgente. Trovo sia molto più esauriente l’aspetto saggistico perché a mio avviso la storia in sé perde molto pathos a causa delle continue digressioni sull’aspetto “oggettivo” (chiamiamolo così) dell’epoca vittoriana. Particolare anche la tecnica di narrazione, come se l’autore fosse davvero lo sguardo super partes che sovrintende alla narrazione. Muove i suoi personaggi un po’ come vuole, un po’ come bambole. A mio avviso risultano spersonificati e anche qui si perde di coinvolgimento. A me piace vivere le storie sulla mia pelle, perdendo la cognizione del tempo e dello spazio. Mi piace muovermi al fianco dei personaggi ma qui, come l’autore mi sono trovata ad osservare la vicenda dal di fuori. In modo leggermente asettico e senza un vero coinvolgimento. Ed è un vero peccato, perché la storia avrebbe potuto essere uno di quei bei mélo che tanto mi piacciono. Scritto bene, bella vicenda ma l’ho trovato un po’ freddo. Se Fowles avesse scritto separatamente un saggio e un romanzo allora avrei dato 5 stelle ad entrambi perché il livello è comunque alto.

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  • 4

    Anticonvenzionale

    Stile accattivante, trama ben costruita e ottima caratterizzazione dei personaggi. Bellissimi i rimandi alla pittura preraffaelita.

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  • 5

    Meraviglioso

    Un libro che è insieme "storia" e riflessione su tutte le storie.
    E' il racconto di cosa significhi essere liberi durante l'epoca vittoriana e di come questa libertà possa essere conquistata e mantenu ...continue

    Un libro che è insieme "storia" e riflessione su tutte le storie.
    E' il racconto di cosa significhi essere liberi durante l'epoca vittoriana e di come questa libertà possa essere conquistata e mantenuta; è la vicenda di Sarah e Charles; è un viaggio nei temi del progresso, del dovere, della religiosità, del pensiero sociale.
    Ed è, soprattutto, una costruzione narrativa eccezionale, con l'autore che gioca con i suoi personaggi e con noi.
    Assolutamente consigliato.
    E, dopo, bisogna vedere anche il film, con una eccezionale Meryl Streep.

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