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The Girl Who Loved Tom Gordon

By

Publisher: Hodder & Stoughton Audio Books

3.4
(3325)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , German , French , Italian , Dutch , Russian , Portuguese , Polish , Czech , Swedish

Isbn-10: 1844560996 | Isbn-13: 9781844560998 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Paperback , Board Book , Mass Market Paperback , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
"The world had teeth and it could bite you with them anytime it wanted. Trisha McFarland discovered this when she was nine years old. Trying not to be terrified. Trying not to think that sometimes when people got lost in the woods they got seriously hurt. Sometimes they died. And all because she needed to pee..."This is the story of a girl who gets lost on an outing in the Northeast woods. In her panic to get back on the track, she takes turnings which lead her deeper and deeper into the terrifying woods. With only a small amount of food and water in her knapsack, she begins to give up hope of ever getting out. Alive. The only thing that keeps her going is her Walkman on which she listens avidly to Red Sox baseball games, creating an imaginary friendship with her hero Tom Gordon. And as she struggles for survival and a way out, she realises she's not alone. There's something else in the woods - and it's watching her...
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  • 3

    King come sempre è un bravissimo narratore e ti tiene incollato alla lettura, ma l'impressione è che l'idea forte del libro, la bambina persa nel bosco, fosse troppo debole per un romanzo intero, e il modo in cui l'ha rimpolpata (l'uso simbolico e non del baseball e la creatura della foresta) sia ...continue

    King come sempre è un bravissimo narratore e ti tiene incollato alla lettura, ma l'impressione è che l'idea forte del libro, la bambina persa nel bosco, fosse troppo debole per un romanzo intero, e il modo in cui l'ha rimpolpata (l'uso simbolico e non del baseball e la creatura della foresta) siano un po' posticce e, tutto sommato, superflue. Un racconto lungo forse avrebbe funzionato meglio.

    said on 

  • 5

    Bisogna stare attenti a non perdere il sentiero e, se capita, tocca tener duro, stringere i denti e camminare.
    Sfido chiunque a scrivere un libro su una bambina di 10 anni persa nel bosco, senza praticamente altri personaggi, senza altre storie trasversali per riempire pagine E senza mai ca ...continue

    Bisogna stare attenti a non perdere il sentiero e, se capita, tocca tener duro, stringere i denti e camminare.
    Sfido chiunque a scrivere un libro su una bambina di 10 anni persa nel bosco, senza praticamente altri personaggi, senza altre storie trasversali per riempire pagine E senza mai cadere nel sentimentale.

    said on 

  • 3

    solo a lui potevo dare tre stelle

    le aspettative, con King, sono sempre molto alte, troppo. così, un libro come questo, diverso dai soliti suoi, ti risulta strano e inizialmente ti spiazza. poi ti rendi conto, nel proseguire la lettura, che benché la trama e lo sviluppo non ti piacciano granchè, rimani lì incollata al libro per f ...continue

    le aspettative, con King, sono sempre molto alte, troppo. così, un libro come questo, diverso dai soliti suoi, ti risulta strano e inizialmente ti spiazza. poi ti rendi conto, nel proseguire la lettura, che benché la trama e lo sviluppo non ti piacciano granchè, rimani lì incollata al libro per finirlo, sentendo sotto di te l'erba umida e il nugolio delle zanzare.. eco perché alla fine non puoi bocciarlo, non puoi proprio. a King va comunque riconosciuta quell'arte speciale dello scrivere, quel " saper raccontare" in forma scritta cose e vicende che altri avrebbero fatto annegare nella noia. decisamente non uno dei suoi migliori, ma porca miseria, come riesce quest'uomo a coinvolgerti sempre!!!

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  • 3

    Tenemos ante nosotros la historia de una niña, Trisha, que con tan solo nueve años vive una de las experiencias más traumáticas...
    http://labibliotecaderachel.blogspot.com.es/2014/10/el-mundo-tenia-dientes-y-podia-morderte.html

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  • 4

    Potrebbe capitare anche a te

    Trisha, 9 anni, è in gita con la mamma e il fratello maggiore sull’Appalachian Trail. Si allontana di pochi passi dal sentiero e si perde nei boschi del Maine. Comincia così la sua lotta x la sopravvivenza e il ritorno alla civiltà: la tormentano la pioggia, la fame, la sete, gli insetti, il terr ...continue

    Trisha, 9 anni, è in gita con la mamma e il fratello maggiore sull’Appalachian Trail. Si allontana di pochi passi dal sentiero e si perde nei boschi del Maine. Comincia così la sua lotta x la sopravvivenza e il ritorno alla civiltà: la tormentano la pioggia, la fame, la sete, gli insetti, il terreno impervio o paludoso. E c’è qualcosa, là nel bosco, che la segue e vuole sbranarla. Unica consolazione, il walkman, da cui può ascoltare le partite del suo idolo Tom Gordon, il giocatore dei Red Sox che ha autografato il suo berrettino da baseball. Con il passare dei giorni, Tom Gordon diventa reale, la segue, la incoraggia, parla con lei, anche se lei sa che è solo un’allucinazione. Stupendo racconto del terrore, proprio perché realistico, dove la morte può arrivare non da orribili e fantasiose creature aliene, ma da ciò che realmente si trova nei remoti boschi del New England: gli animali, la sete, lo sfinimento fisico, i precipizi, una natura selvaggia e indifferente alla sorte di chi incautamente la affronta. Impossibile non immedesimarsi in Trisha, nella sua paura, coraggio, disperazione, ricerca di ogni soluzione razionale x trovare una via d’uscita. Una storia che, come in “Cujo”, alla fine potrebbe capitare ad ognuno di noi. E, avendo percorso i sentieri delle immense foreste americane e canadesi, le tracce nel bush australiano, dove davvero caldo e freddo possono essere mortali, a volte ho pensato che la strada era un sottile nastro d’asfalto in mezzo a migliaia di Km2 di nulla, l’esile cordone ombelicale che mi collegava alla civiltà e alla vita. Da uno spunto banale un racconto che si legge tutto di un fiato: è questa la grandezza di King. Uno dei suoi libri migliori, anche se sottovalutato.

    said on 

  • 2

    la historia me parece un poco aburrida en un principio, es una niña que se pierde en el bosque y hasta la primera mitad del libro solamente relata su vivencia en él, como sobrevive y poco más. Así que llega a hacerse bastante pesado y monótono.


    http://lepetitmondedelivres.blogspot.com.es/2 ...continue

    la historia me parece un poco aburrida en un principio, es una niña que se pierde en el bosque y hasta la primera mitad del libro solamente relata su vivencia en él, como sobrevive y poco más. Así que llega a hacerse bastante pesado y monótono.

    http://lepetitmondedelivres.blogspot.com.es/2014/08/la-chica-que-amaba-tom-gordon.html

    said on 

  • 3

    Quando sono abbastanza lontano mi fermo, respiro profondamente, e non mi sento. Il mio respiro non ha volume, ma non me ne preoccupo vado avanti, vado verso destra, ancora l/unica direzione possibile. La luce corre con me ma la foresta si fa sempre più fitta e così l/intenso bagliore si spezza, s ...continue

    Quando sono abbastanza lontano mi fermo, respiro profondamente, e non mi sento. Il mio respiro non ha volume, ma non me ne preoccupo vado avanti, vado verso destra, ancora l/unica direzione possibile. La luce corre con me ma la foresta si fa sempre più fitta e così l/intenso bagliore si spezza, si frantuma in una ragnatela di raggi luminosi. Il prato sotto i miei piedi rimane nero e erboso ma presto sento attrito, poi rumore d/acqua. Supero un gruppo di alberi curiosamente disposti e mi ritrovo sulla riva di una lago, di cui vedo il fondo, di cui vedo l/altra sponda. Non posso nuotare, è una regola. C/è una scatola di legno. Mi guardo velocemente attorno, guardo in alto il cielo grigio, gli alberi, i rami che quasi formano una struttura. C/è un enorme tronco in cima che potrebbe cadere. Trascino la scatola di legno vicino al gruppo di alberi e con facilità comincio a scalare, ad arrampicarmi, salto su un ramo, poi su un altro, c/è una piccola corda la afferro e salto di nuovo. La mano accompagna ogni mio salto e noto che il movimento è sempre più preciso, meno disperso, ora a muoversi sono solamente mignolo e anulare il resto della mano è fermo. Mi ritrovo presto davanti al tronco spezzato. Si tiene su a stento, lo premo e cade giù, sento il tonfo nell’acqua. Rifaccio la strada al contrario e quando arrivo vicino l/acqua salgo agilmente sul tronco e salto sulla riva opposta. Corro pieno di una nuova sicurezza e non mi guardo neanche intorno, ormai la luce non è altro che un lampo nell/oscurità e quasi sono oscurità io stesso. I miei occhi mi guidano sono scie luminose. Il prato prosegue incolto, l/erba si fa più rada, al mio passaggio si alza presto una polvere nera. Non vedo niente alla mia destra e continuo a correre ma poi da dietro un albero sento qualcosa, guardo e vedo muoversi lenta l/enorme zampa del ragno. Mi blocco, ma non tremo, finalmente ricordo [ho perso mia sorella, devo ritrovare mia sorella].

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