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The Giver

By Lois Lowry

(393)

| Audio Cassette | 9780553473599

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Book Description

Jonas's world is perfect. Everything is under control. There is no war or fear of pain. There are no choices. Every person is assigned a role in the community. When Jonas turns 12 he is singled out to receive special training from The Giver. The Give Continue

Jonas's world is perfect. Everything is under control. There is no war or fear of pain. There are no choices. Every person is assigned a role in the community. When Jonas turns 12 he is singled out to receive special training from The Giver. The Giver alone holds the memories of the true pain and pleasure of life. Now, it is time for Jonas to receive the truth. There is no turning back.

395 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Fantastico!

    Stories Blog Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2014/08/il-don…

    "Com’era possibile sentirsi fuori posto nella loro Comunità, ordinata com’era, dove ogni scelta era operata con tanta cura?”

    Uno dei titoli più discu ...(continue)

    Stories Blog Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2014/08/il-don…

    "Com’era possibile sentirsi fuori posto nella loro Comunità, ordinata com’era, dove ogni scelta era operata con tanta cura?”

    Uno dei titoli più discussi degli ultimi mesi è sicuramente The Giver. A breve, infatti, l'omonimo film andrà alla conquista delle sale cinematografiche di ogni dove, con condottieri del calibro di Meryl Streep e Jeff Bridges. In seguito all'uscita del trailer, molti fan dei romanzi della Lowry si sono lamentati poichè le vicende narrate nel libro sono state modificate e riadattate.

    Ovviamente non mi sono lasciata sfuggire il romanzo, considerato uno dei più importante distopici degli ultimi anni. Armata di libro e segnalibro mi sono avventurata tra le sue affascinanti pagine. In esso ho ritrovato moltissimi aspetti che ho apprezzato in 1984, Brave New World, due classici di questo genere. In poche pagine, infatti, la Lowry affronta tematiche tipiche come il costante controllo della società tramite la tecnologia, la sottomissione della scienza al potere e la manipolazione.

    Con gli occhi di Jonas, il protagonista undicenne, il lettore conosce un ipotetico futuro, un mondo il cui unico scopo è quello di mantenere la pace e l'uguaglianza ad ogni costo. Le eccellenze e le mancanze non possono essere tollerate poichè creerebbero troppe differenze tra le persone. Al compimento del suo dodicesimo anno, a Jonas verrà affidato il suo lavoro, il compito che per tutta la vità dovrà eseguire. Solo così riuscirà a capire se stesso.

    Ho adorato questo libro! Per tutta la lettura ho continuato a chiedermi, cercando una possibile risposta, perchè non avessi letto prima questo libro. È geniale e preciso in ogni suo piccolo aspetto e dettaglio. Mi ha incuriosito molto l'idea del colore. Sì, perchè in questo mondo ipotetico è impossibile riuscire a distinguere i colori poichè essi rappresentano allo stesso tempo la diversità e l'unicità dell'essere.

    A differenza di molti altri lettori, ho approvato il finale piuttosto enigmatico. Lascia sicuramrnte molte domande, molti interrogativi simili a quelli che si è posto il protagonista durante la sua crescita, un percorso ricco di paure e di tormenti. Jonas aprirà gli occhi ed inizierà a scegliere!

    Un libro superconsigliato a tutti. Imperdibile!

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    Federica Stories said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Erano anni che un libro non mi emozionava fino alle lacrime.

    Pubblicato originariamente nel 1993 è praticamente il padre putativo di trilogie distopiche come Matched (2010) e Divergent (2011).
    Basta leggerlo per capire quanto è stato d'ispirazione.
    Ed è anche infinitamente più bello.

    Obbligo chiunque a legger ...(continue)

    Pubblicato originariamente nel 1993 è praticamente il padre putativo di trilogie distopiche come Matched (2010) e Divergent (2011).
    Basta leggerlo per capire quanto è stato d'ispirazione.
    Ed è anche infinitamente più bello.

    Obbligo chiunque a leggerlo.

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    Sara said on Aug 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Era da un po' che The Giver stazionava nella mia wishlist, in attesa che riuscissi a trovare la versione cartacea - introvabile ormai - e ci sarebbe rimasto se non avessi scoperto che ci sarà a breve un film, il che mi fa pensare che fra un anno circ ...(continue)

    Era da un po' che The Giver stazionava nella mia wishlist, in attesa che riuscissi a trovare la versione cartacea - introvabile ormai - e ci sarebbe rimasto se non avessi scoperto che ci sarà a breve un film, il che mi fa pensare che fra un anno circa non sarà più un problema la reperibilità del libro, ma a quel punto si perdeva un po' il senso di quest'attesa, perché mi preparavo già mentalmente ad un libro speciale.
    Quindi mi sono messa all'opera e alla fine sono riuscita a leggere - divorare - The Giver, il donatore. Precisazione linguistica: divorare non è il termine adatto, visto che è veramente breve, ma non è erroneo affermare che è un libro che assorbe.
    The Giver fu pubblicato nel 1993 e fu scoperto in Italia solo due anni dopo, quando la Mondadori lo pubblicò con il titolo "Il mondo di Jonas".
    Di solito non apro mai una recensione con presentazioni del genere, ma è necessaria questa volta per spianare la strada alle mie solite considerazioni.
    Lois Lowry cominciò a scrivere questo libro oltre ventun anni fa, eppure il film esce soltanto nel 2014. Perché?
    The Giver è un romanzo per ragazzi, ma è soprattutto un romanzo distopico. Ormai siamo sommersi dalle distopie, ma la domanda che mi pongo è: perché The giver arriva dopo Divergent, Hunger Games, Delirium e altri se in alcuni punti è palese che questi abbiano preso spunto dalla Società di Jonas?
    Per esempio:
    -Gli Abneganti di Divergent non ricordano solo vagamente la società di Jonas.
    -La Cerimonia di assegnazione delle carriere/del proprio futuro (sempre Divergent) non ricordano affatto quella del mondo di Jonas. (*ironia, portami via*)
    -Anche l'assenza di specchi, l'abitudine di raccontarsi le proprie emozioni intorno alla tavola e l'allontanamento dalla "famiglia" d'origine vengono ripresi dalla Roth.
    -Le coppie pre-assegnate e l'assenza di amore mi ha ricordato invece Delirium di Lauren Oliver.

    Perché un libro che all'epoca ebbe così tanto successo è stato messo da parte fino a questo momento, creando delle false sensazioni sul libro stesso? Per false sensazioni intendo quelle che potrebbero far pensare che sia un libro poco originale, piuttosto infantile e frettoloso, soprattutto nel finale. E invece è molto di più.
    Nel 1993 Lois Lowry dava ai giovani un libro che facesse riflettere sull'importanza della sofferenza nella vita di ognuno di noi. E l'importanza della scelta. Della diversità. Ci ha mostrato un mondo perfetto, una società in cui non esiste il dolore, né la guerra, né la fame, né la morte. Il dolore fisico viene curato, la guerra non ha ragione di esistere in quanto ogni individuo viene cresciuto come tassello di una società, piuttosto che nella sua individualità, la fame è evitata con il controllo meteorologico e delle nascite, la morte è programmata e viene chiamata "congedo", un termine molto più rassicurante che aggira un qualsiasi turbamento. Una Società che toglie ai propri cittadini il disturbo di decidere del proprio futuro, perché lo fa al posto loro.
    Man mano che si procede nella lettura, però, comincia a smantellare questo mondo, scoprendo ogni volta quello che si cela dietro la bella facciata. Jonas acquisisce vecchi ricordi e insieme al lettore intraprende il sentiero della consapevolezza: bisogna soffrire per poter gioire, bisogna essere diversi per sentirsi liberi, bisogna scegliere per vivere.

    Il finale è aperto e apre la strada ai romanzi successivi, trattandosi di una quadrilogia. Al di là di ciò, resta comunque un epilogo sconcertante, indubbiamente enigmatico, che lascia perplessi, e per un secondo ho creduto di avere una versione ridotta.
    Concludendo, nel caso in cui non si fosse capito, chiarisco: The Giver non è uno young adult, nasce per un pubblico apparentemente preciso - quello giovanile - quando probabilmente non esisteva neanche questo genere, quindi è normale che esca dai canoni a cui ci stiamo abituando. Potrebbe apparire scontato oggi, ma nel '93 probabilmente leggendolo ci si potevano trovare riferimenti a importanti opere della letteratura e rimanerne affascinati da questo aspetto. Purtroppo, temo che proiettandolo sul grande schermo oggi è questa l'impressione che susciterà, se non il film, allora il libro, che verrà rispolverato e quasi sicuramente ripubblicato con una geniale mossa di marketing, vista la portata di diffusione del trailer.
    Ecco perché il momento di farne una versione cinematografica era giunto ormai da tempo.

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    Giusi said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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    Più che un libro sembra il riassunto di qualcos'altro, pare una mera introduzione ad una storia più complessa e complicata, ci si aspetta di ricevere risposte e invece il finale lascia interdetti e perplessi, a chiedersi che cosa diamine si è letto f ...(continue)

    Più che un libro sembra il riassunto di qualcos'altro, pare una mera introduzione ad una storia più complessa e complicata, ci si aspetta di ricevere risposte e invece il finale lascia interdetti e perplessi, a chiedersi che cosa diamine si è letto fino a quel momento. Non so davvero come riusciranno a tirare fuori un film da una storietta del genere. Leggerò prossimamente i volumi seguenti per pura curiosità, sperando che prima o poi si venga a formare un quadro generale in cui tutto rientri, anche se non sono particolarmente fiduciosa. Insomma, vedremo.
    Oh sì, solitamente non ci bado molto, ma le copertine sono davvero brutte.

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    grovigliodiparole said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se tu, consumatore medio, adori Meryl Streep e scopri che la suddetta recita nel film tratto da un libro insignificante, per arrivare al cinema preparato ti ritrovi a leggere il sopracitato libro insignificante.

    Sono onesta, questo primo volume mi h ...(continue)

    Se tu, consumatore medio, adori Meryl Streep e scopri che la suddetta recita nel film tratto da un libro insignificante, per arrivare al cinema preparato ti ritrovi a leggere il sopracitato libro insignificante.

    Sono onesta, questo primo volume mi ha lasciata con un gran punto di domanda in testa. Ora sono al terzo, e gli interrogativi non si sono spenti. Non tanto riguardo le incognite della storia, della trama, al livello di come ha fatto Harry a sopravvivere all'Avada Kedavra?, invece si tratta di una sensazione sottopelle che il lettore percepisce durante la lettura; per me, in sintesi, l'autrice non sa dove diavolo sta andando a parare.
    Oltretutto, se si deve essere proprio fiscali, ultimamente i romanzi distopici sembrano abbondare come i persevativi ad una festa di Playboy e io, avendone letti un discreto numero, posso tranquillamente sostenere che questo è inutile, insignificante, non dice assolutamente nulla.

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    MissCupofCoffe said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

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