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The Giver

Libro 1. El Dador de recuerdos

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Publisher: Everest

4.0
(1714)

Language:Español | Number of Pages: 238 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Chi traditional

Isbn-10: 8424135849 | Isbn-13: 9788424135843 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
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  • 5

    Geniale

    Credo debba essere inserito nelle letture di scuola media-liceo. Io sono ormai un'adulta, (alle porte dei 30 posso dire adulta?) quindi potrei averlo letto con occhi diversi, ma sono sicura che apra spunti di conversazione molto interessanti. Mi è piaciuto moltissimo, divorato in 3 giorni.

    said on 

  • 4

    Ho ceduto.

    Chi mi conosce, almeno dal punto di vista di lettrice, sa bene quanto io detesti YA e romanzi pronti ad approfittare della cresta dell'onda, ma ho deciso di dare una possibilità a The Giver quando ho scoperto che in realtà è del '93. L'ho trovato un libro splendido: la trama è semplicemente genia ...continue

    Chi mi conosce, almeno dal punto di vista di lettrice, sa bene quanto io detesti YA e romanzi pronti ad approfittare della cresta dell'onda, ma ho deciso di dare una possibilità a The Giver quando ho scoperto che in realtà è del '93. L'ho trovato un libro splendido: la trama è semplicemente geniale e Jonas é un protagonista fantastico, a dir poco adorabile...lo stile é leggero e scorrevole, l'unico suo difetto, è la brevità. Molti episodi e tematiche non vengono approfondite, sembra più un racconto che un romanzo vero e proprio....ora sono curiosa di leggere i seguenti.

    said on 

  • 4

    Ho impiegato una giornata a leggere questo scorrevole ma bellissimo libro che desideravo leggere da quando ho visto il film: sono partita un pò perplessa, perchè l'inizio è un pò lento, ma dalla Cerimonia dei Dodici tutto cambia. Certo, non c'è tutta l'azione del film, che comunque ha reso perfet ...continue

    Ho impiegato una giornata a leggere questo scorrevole ma bellissimo libro che desideravo leggere da quando ho visto il film: sono partita un pò perplessa, perchè l'inizio è un pò lento, ma dalla Cerimonia dei Dodici tutto cambia. Certo, non c'è tutta l'azione del film, che comunque ha reso perfettamente le atmosfere del romanzo, ma ciò che è stato inserito non ha minimamente disturbato la coerenza con il testo. Adesso devo assolutamente proseguire con gli altri due volumi!!

    said on 

  • 2

    Bah!

    Libro che si scorda molto velocemente. Non lascia un granché. Ha il pregio di essere brevo, evitando inutili polpettoni. Adatto a ragazzini. Trama piuttosto prevedibile che scorre velocemente.

    said on 

  • 3

    E' la prima volta che leggo un libro di questo genere e tutto sommato sono piuttosto soddisfatta. L'idea di una Comunità perfetta è geniale e per molti versi anche inquietante, un il mondo perfetto che tanti sognano con lavoro per tutti, cibo a volontà, dove non si conosce il dolore e la sofferen ...continue

    E' la prima volta che leggo un libro di questo genere e tutto sommato sono piuttosto soddisfatta. L'idea di una Comunità perfetta è geniale e per molti versi anche inquietante, un il mondo perfetto che tanti sognano con lavoro per tutti, cibo a volontà, dove non si conosce il dolore e la sofferenza ma neanche l'amore. Insomma è una trama che colpisce, il libro scorre velocemente perchè ha uno stile di scrittura molto fluido adatto sopratutto ai ragazzi anche se a me sarebbe piaciuto qualcosa di più approfondito magari su altri personaggi come la famiglia e gli amici di Jonas che invece occupano sembra una parte fin troppo marginale. A parte questi particolari non è per niente noioso, si arriva alla parte finale con facilità e anche se sapevo di trovarmi davanti a un finale aperto mi aspettavo anche qui qualcosa di più approfondito e invece in poche pagine si conclude il libro. Dalla prefazione mi aspettavo qualcosa di molto più profondo per questo non vado oltre le 3 stelline.

    said on 

  • 5

    Grazie per la tua infanzia

    Talvolta ci capita di chiederci come sarebbe vivere in una società dove tutto è perfetto.
    Sarebbe bello vivere in un luogo dove il dolore e la sofferenza non esistono, ma ci piacerebbe vivere senza tutte le altre emozioni quali: la gioia e l’amore?
    Ci piacerebbe vivere tarpando le ali ...continue

    Talvolta ci capita di chiederci come sarebbe vivere in una società dove tutto è perfetto.
    Sarebbe bello vivere in un luogo dove il dolore e la sofferenza non esistono, ma ci piacerebbe vivere senza tutte le altre emozioni quali: la gioia e l’amore?
    Ci piacerebbe vivere tarpando le ali della libertà?
    Questo libro ci mette di fronte alla storia di Jonas, il quale vive nel prototipo di società perfetta. Non si sa bene dove e quando, ma tutto è diverso da quello che viviamo noi ai giorni nostri.
    Non esistono famiglie, ma unità familiari.
    Non bisogna cercarsi un lavoro, ma viene direttamente assegnato alla cerimonia dei Dodici, momento in cui tutti i bambini passano all’età adulta e gli anni non vengono più contati.
    Non esistono sprechi di cibo perché questo viene direttamente mandato in ogni unità familiare in base alle necessità. Gli eventuali resti non rimangono alle “famiglie”, ma vengono messi fuori dalla porta di ogni unità familiare alla fine di ogni pasto.
    Inizialmente questo modo di vivere può risultare molto più semplice, ma poi riflettendoci su, a chi piacerebbe essere osservati ventiquattro ore su ventiquattro come nel Grande Fratello?
    Chi vorrebbe vivere senza emozioni, magari quelle negative, ma quelle positive come l’Amore o il calore di un abbraccio, siamo sicuri che non ci mancherebbero?

    Si tratta di un romanzo distopico molto breve, ma che fa riflettere.
    Il finale non finale oltretutto è spiazzante perché ci porta a pensare “cosa faremmo noi in questa situazione?”.
    Sicuramente non è un libro da sottovalutare, è quasi impensabile una società simile.
    Di sicuro l’autore ha avuto una buona intuizione ad ideare questo grande libro che in poche ore ho terminato.
    Ero rapita dalle parole, volevo saperne sempre di più su questa società che tutto sembra tranne che umana.
    Nel frattempo ho visto anche la trasposizione cinematografica ed anche se molte cose on combaciano per niente con quello che c’è scritto nel romanzo devo dire che mi è piaciuto molto.
    Il regista sicuramente non ha avuto un facile lavoro da svolgere perché la storia è molto particolare.

    Che altro aggiungere?

    Vi consiglio vivamente di leggere questa piccola grande storia e successivamente se ne avrete voglia recatevi anche al cinema, non sarà tempo perso.

    Buona lettura!

    said on 

  • 5

    Il film è più rimaneggiato, ma al libro non è tolta quell'angoscia che lo stesso Jonas sente.
    Romanzo distopico che tratta di una comunità utopica al cui interno tutti sono "felici" perché la felicità non sanno cosa sia.
    Hanno scelto di provare emozioni di plastica per vivere per semp ...continue

    Il film è più rimaneggiato, ma al libro non è tolta quell'angoscia che lo stesso Jonas sente.
    Romanzo distopico che tratta di una comunità utopica al cui interno tutti sono "felici" perché la felicità non sanno cosa sia.
    Hanno scelto di provare emozioni di plastica per vivere per sempre senza problemi. Ma davvero è la soluzione giusta? Grazie a questa saga penso lo scopriremo nei dettagli.

    Lettura consigliatissima.

    said on 

  • 3

    Ho voluto leggerlo incuriosita dal trailer del film, infatti la trama sembrava piuttosto originale ed effettivamente lo è, anche se questo primo capitolo della saga sembra lasciato a metà, come se mancasse la seconda parte di questo primo capitolo, non so se mi spiego. Penso che l'autrice avrebbe ...continue

    Ho voluto leggerlo incuriosita dal trailer del film, infatti la trama sembrava piuttosto originale ed effettivamente lo è, anche se questo primo capitolo della saga sembra lasciato a metà, come se mancasse la seconda parte di questo primo capitolo, non so se mi spiego. Penso che l'autrice avrebbe potuto benissimo unire primo e secondo libro in modo da risparmiare ai suoi lettori di spendere il doppio dei soldi.
    Non fraintendetemi, la storia è davvero innovativa, se vogliamo, molto originale. Mi piace tantissimo l'idea di questo mondo senza colori, senza emozioni, però avrebbe potuto giocarsela meglio. Avrebbe potuto sviluppare l'idea un po' di più in questo prima parte e chiuderla con un bel colpo di scena, invece finisce proprio quando inizia l'azione tanto che ti viene da girare la pagina, sperando di trovare un altro capitolo, invece non c'è un bel niente.
    Ovviamente voglio leggere anche gli altri, però, come ho detto, sembra quasi ci sia stato un errore e che la seconda parte del libro non sia stata stampata.

    said on 

  • 4

    Precursore del genere distopico

    The Giver è il primo libro di una serie che conoscevo ma non avevo mai letto, soltanto dopo aver visto il film mi sono decisa a leggere questo libro.
    Le differenze tra film e libro, come sempre, sono tante e molto evidenti. Io ho preferito il libro, perché nel film ci sono concetti che, sec ...continue

    The Giver è il primo libro di una serie che conoscevo ma non avevo mai letto, soltanto dopo aver visto il film mi sono decisa a leggere questo libro.
    Le differenze tra film e libro, come sempre, sono tante e molto evidenti. Io ho preferito il libro, perché nel film ci sono concetti che, secondo me, non sono spiegati al meglio.
    The Giver racconta una storia per certi versi originale, siamo sempre in presenza di un mondo dispotico, dove tutto deve essere perfetto per non ricorrere nuovamente negli errori del passato, ma in questo libro la “perfezione” è data da un mondo piatto, senza sentimenti e senza colore, un mondo dove devi stare attento a come parli e a formulare bene le frasi, un mondo dove non esistono le bugie e dove devi essere unico ma allo stesso tempo uguale. Non possono esistere infatti i gemelli, ma neanche le razze, le differenze economiche, sociali e culturali.

    Il protagonista di questa storia è il giovane Jonas, come tutti vive nella sua unità familiare con: una madre, un padre e una sorella. Ma in realtà non sono una vera famiglia, infatti nel mondo di Jonas è

    tutto controllato, fin dalla nascita i bambini sono tenuti d'occhio e vengono affidati, appunto, a delle unità familiari dove nessuno ha legami di sangue, ma devono rispettarsi l'un l'altro.
    Durante la cerimonia annuale di Dicembre a Jonas, avendo raggiunto l'età di dodici anni, viene assegnata la professione che dovrà svolgere per il resto della vita.
    Quello è un giorno speciale per tutti i coetanei del protagonista, ma per lui lo sarà ancor di più, egli infatti si vedrà assegnare una professione che in pochi hanno mai avuto l'onore di intraprendere: Accoglitore di Memorie.
    La sua è una professione particolare e unica, ma non può parlare a nessuno di ciò che fa. A guidarlo nel suo cammino vi è il Donatore, ovvero l'accoglitore che lo precede, che dopo avergli insegnato tutto potrà essere congedato.
    In pratica Jonas sarà colui che si occuperà di mantenere le memorie, sarà il saggio al quale si richiederanno consigli affinché non si ricada negli errori del passato.
    Jonas inizierà così a scoprire un nuovo mondo e un nuovo modo di vedere le cose. Scoprirà pian piano la diversità: dal principio inizierà a vedere i colori, fino ad arrivare a capire cosa sono realmente i sentimenti che per tanto tempo sono stati soppressi nel suo mondo.

    Ho apprezzato tanto la storia e il modo di scrivere dell'autrice. Il libro può essere letto in poco tempo, visto il numero ridotto di pagine.

    Lois Lowry ha una scrittura molto scorrevole e leggera e si rivolge soprattutto ad un pubblico di lettori più giovani.
    Fin da subito abbiamo un quadro abbastanza chiaro sul mondo descritto.
    Considerando che questo libro fu scritto nel 1993 (lo so, non ve l'aspettavate), direi che era un libro totalmente innovativo per quel tempo, ma soprattutto trattava argomenti ancora abbastanza “delicati”. Credo che il suo voler scrivere questa storia, sia una sorta di ribellione per tutte le forme di totalitarismo.
    The giver quindi non può considerarsi una copia di tutti i libri dispotici ultimamente visti nelle librerie, ma direi che può benissimo essere inteso come precursore del genere.
    Insomma un libro secondo me che vale la pena leggere! Io cercherò i libri successivi, perché sono davvero curiosa di conoscere come continua la storia di Jonas.

    said on 

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