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The Giver

Libro 1. El Dador de recuerdos

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Publisher: Everest

4.0
(1877)

Language:Español | Number of Pages: 238 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Korean , Chi traditional

Isbn-10: 8424135849 | Isbn-13: 9788424135843 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
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  • 3

    Molto scorrevole e in alcuni punti pecca un po' o con le sue lacune e o con le sue descrizioni prolisse. È stata una lettura piacevole e niente di più . Ho letto tutta la saga per pura curiosità e la ...continue

    Molto scorrevole e in alcuni punti pecca un po' o con le sue lacune e o con le sue descrizioni prolisse. È stata una lettura piacevole e niente di più . Ho letto tutta la saga per pura curiosità e la mia valutazione sull'opera rimane questa. 3 stelline.

    said on 

  • 3

    Bello, ma un po' palloso

    Si, bel libro, con valori forti al suo interno, con temi delicati, un po' troppo pieno zeppo di pesantezza per i miei gusti, un libro deve farmi ridere almeno una volta per quanto mi riguarda.. ...continue

    Si, bel libro, con valori forti al suo interno, con temi delicati, un po' troppo pieno zeppo di pesantezza per i miei gusti, un libro deve farmi ridere almeno una volta per quanto mi riguarda..

    said on 

  • 0

    Facil de leer y comprender.
    Describe muy bien el mundo en que se desarrolla sin demasiado esfuerzo.
    El final... simplemente fue el indicado.
    ¿Qué paso en realidad? ¿Qué pasa despues?
    Todo depende de n ...continue

    Facil de leer y comprender.
    Describe muy bien el mundo en que se desarrolla sin demasiado esfuerzo.
    El final... simplemente fue el indicado.
    ¿Qué paso en realidad? ¿Qué pasa despues?
    Todo depende de nuestra propia imaginación.
    Sin duda leere "En busca del azul" y otras obras de esta autora.

    said on 

  • 5

    El dador de recuerdos es un libro extraño para leer en 2015. La trama es sencilla.

    Jonás siempre ha visto, brevemente, cosas que los demás no. Pequeños destellos de los que las normas de la Comunidad ...continue

    El dador de recuerdos es un libro extraño para leer en 2015. La trama es sencilla.

    Jonás siempre ha visto, brevemente, cosas que los demás no. Pequeños destellos de los que las normas de la Comunidad no le permiten hablar. En este Comunidad "perfecta" una serie de evaluadores eligen la profesión que sus habitantes desempañarán por el resto de su vida. La de Jonás es una profesión única, mucho más significativa que las otras. Su talento es lo que hace que lo asignen a ella.

    Volvamos a lo nuestro. Este es un libro centrado en sí mismo, sin muchas florituras ni elementos de acción externos o sacados de la manga para mantener un ritmo, es tal vez, si no fuera por su corta extensión, difícil de leer de un tirón. Es más reflexivo que la producción literaria actual y, escrita en 1993, no debería ser una sorpresa. Escrito en tercera persona lleva un tono ameno y discreto, bastante accesible literariamente hablando. The Giver es, ante todo, una distopía pura y dura. Hagamos una breve comparación con su más parecido contemporáneo: Los Juegos del Hambre. (...)

    Puedes seguir leyendo en: http://lectorpromedio.blogspot.mx/2015/06/resena-giver-libro-1-el-dador-de.html

    Lectura Recomendada.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    L’ho trovato lacunoso in più punti e troppo breve.

    Il libro è di appena 170 pagine. Il ruolo di Jonas viene assegnato a pagina 69, vale a dire quasi a metà romanzo. Significa che la storia comincia do ...continue

    L’ho trovato lacunoso in più punti e troppo breve.

    Il libro è di appena 170 pagine. Il ruolo di Jonas viene assegnato a pagina 69, vale a dire quasi a metà romanzo. Significa che la storia comincia dopo un’introduzione di circa una settantina di pagine. Troppe.

    Di certo il romanzo si legge tutto d’un fiato, sia per brevità del testo che per fluidità di scrittura, ma non sono elementi sufficienti per coinvolgere il lettore a trecentosessanta gradi.

    La società descritta dalla Lowry, per esempio, non è chiara.

    L’autrice parla di Uniformità, vale a dire di regole accettate dalla Comunità per il bene comune. Va benissimo. Ma in quale periodo storico si sono rese necessarie queste regole? Storicamente, io lettore dove mi colloco?

    La società fittizia rappresentata dal genere distopico è spesso ambientata nel futuro. Siamo tutti d’accordo. Ma il lettore necessita di punti fermi. Soprattutto se all’interno del romanzo di parla di un Altrove in cui l’Uniformità non c’è (esiste quindi anche il mondo come noi lo conosciamo). Per cui non è il mondo intero ad aver sottoscritto le norme dell’Uniformità, ma solo una parte di esso. Quale parte di mondo, però, al lettore non è dato sapere.

    Altro punto poco chiaro è il ruolo dei cosiddetti genetisti. Essendo il mondo di questa Comunità privo di colori e sentimenti, sono i genetisti che lavorano affinché l’essere umano veda in bianco e nero, non possa provare emozioni né sensazioni. Però il modo in cui questi lavorano è off limits per il lettore. Viene fatto appena un accenno sul ruolo di questi genetisti, poi non li vediamo né sentiamo più per tutto il romanzo.

    Un punto ancora che mi ha lasciato perplessa è la faccenda delle Pulsioni.

    Nella Comunità sono stati annullati gli impulsi sessuali attraverso una speciale pillola che va mandata giù ogni mattina, dal giorno in cui si presenta la prima Pulsione (cioè comincia a farsi strada il desiderio, l’attrazione fisica verso l’altro sesso). Mano a mano che Jonas accoglie le memorie del donatore, si rende conto di quanto sia sbagliato assumere questa pillola, fino a prendere la decisione di non ingerirla più.

    A questo punto mi aspettavo un qualche cambiamento nell’animo di Jonas, in seguito a questa scelta. Essendosi presentata la prima Pulsione nei confronti della sua amica Fiona, l’idea che il protagonista approfondisse il sentimento, l’affetto e il concetto di amore, ci sta tutta. Forse no, a quanto pare.

    Dulcis in fundo, il finale.

    Altra delusione.

    Climax e discesa si risolvono l’una a ridosso dell’altro nelle ultimissime pagine.

    Jonas e Gabriel (un neobimbo che Jonas salva da morte certa) raggiungono l’Altrove dove “li stavano aspettando”. Qualcuno sta aspettando Jonas e Gabriel nell’Altrove. Chi? Non si sa.

    Cosa succede alla Comunità che Jonas si è lasciato alle spalle? Niente.

    Dov’è il rovesciamento del sistema che ci si aspetta dal finale di un distopico? Non c’è.

    Il seguito del romanzo? Non esiste. La quadrilogia è formata da quattro romanzi autoconclusivi che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro.

    Buona l’idea di questo romanzo, ottime le premesse, ma manca la sostanza.

    Recensione completa:

    http://librisenzarete.altervista.org/the-giver-di-lois-lowry-giunti-y/

    said on 

  • 3

    Romanzo distopico orientato principalmente ai ragazzi.

    Piacevole da leggere, (tranquillamente in un giorno) non può ovviamente raggiungere il livello di profondità di un Orwell o di un Huxley ma riesc ...continue

    Romanzo distopico orientato principalmente ai ragazzi.

    Piacevole da leggere, (tranquillamente in un giorno) non può ovviamente raggiungere il livello di profondità di un Orwell o di un Huxley ma riesce a non essere scontato nei contenuti.

    said on 

  • 5

    FORTI SPOILER!!!

    Come libro mi è piaciuto tantissimo. Scorrevole nella lettura e anche se breve, insegna. Capisco che l'ha scritto per un pubblico giovane, ma appunto per quello che ha scritto che Jonas dovrebbe avere ...continue

    Come libro mi è piaciuto tantissimo. Scorrevole nella lettura e anche se breve, insegna. Capisco che l'ha scritto per un pubblico giovane, ma appunto per quello che ha scritto che Jonas dovrebbe avere più di 12 anni secondo me. Almeno 16. Che libro, mamma mia. Io non oso neanche immaginare a vivere così, anzì, non ci voglio neanche pensare. Quella non è vita. Se secondo loro la perfezione di un mondo nuovo e senza dolore è quello. Preferisco tenermi il dolore ma avere anche tutto il resto. I colori, la felicità vera, la gioia, l'allegria, l'amore e poter scegliere da sola tutto quello che riguarda me, soprattutto!!! Provare sentimenti, emozioni e tutto. Invece nel mondo descritto qui, non sono esseri umani, ma solamente gusci vuoti che vengono comandati come burattini da altri gusci vuoti. Fanno cose gravi, come l'omicidio, perchè quello è il congedo e neanche si rendono conto di quello che fanno. E mamma mia, quella scena, che sia scritta o nel film, è davvero terribile. Quella di quando il padre di Jonas "congeda" quel bambino perchè gemello del fratello. Santo cielo. Quella scena è terribile.
    Voglio i seguiti per sapere cosa succede!!!
    Lo consiglio!!!

    said on 

  • 4

    Distopia

    Ma alla fine cosa sarebbe giusto? Lasciare le cose come nella comunità, votata all'uniformità, oppure riportare tutto alla nostra normalità? Chiunque darebbe come risposta la seconda. Ma siamo sicuri ...continue

    Ma alla fine cosa sarebbe giusto? Lasciare le cose come nella comunità, votata all'uniformità, oppure riportare tutto alla nostra normalità? Chiunque darebbe come risposta la seconda. Ma siamo sicuri che lo direbbe "chiunque"? Cosa direbbe un bambino del terzo mondo che realmente muore di fame? Cosa direbbe un orfano abbandonato per la strada? E' giusto sacrificare il bene comune per un'omogeneità che annulli il libero arbitrio e livelli le situazioni? Non ho la giusta risposta. Penso che nessuno ce l'abbia.

    Ho solo una risposta: sì ma è piaciuto anche a me!
    Qual è la domanda? The giver è un libro per ragazzini?

    said on 

  • 1

    3 stelle sono troppe.. stop

    Come primo libro di una trilogia o comunque di una saga , l'ho trovato veramente molto scarno e povero si può riassumere il tutto in : Jonas ha 12/13 anni , vive in un contesto distopico dove c'è un g ...continue

    Come primo libro di una trilogia o comunque di una saga , l'ho trovato veramente molto scarno e povero si può riassumere il tutto in : Jonas ha 12/13 anni , vive in un contesto distopico dove c'è un governo le sottomette le masse ed è destinato ad intraprendere un arduo compito .. e stop .. mi ha veramente deluso sia per il protagonista principale che ha poco spessore , gli altri personaggi vengono solo annunciati e basta , ambientazioni inesistenti e stop...

    said on 

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