The Giver

Voto medio di 2092
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Jonas è un adolescente che vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i ...Continua
Ha scritto il 09/11/17
Il fastidioso sapore del "già visto" e "già sentito"
Ecco il tipico libro scritto pensando al futuro: un futuro di incassi per chi lo ha scritto (infatti è diventata una quadrilogia) e per i produttori del film che è stato girato successivamente. Si tratta di un romanzo distopico scritto nel 1993 ...Continua
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Ha scritto il 11/10/17
Recensione per tutta la saga
Inizio col dire che il film non l'ho visto e non credo che lo vedrò, anche perché, se posso avanzare un'idea, visto il modo di fare che hanno i registi quando si tratta di film distopici e similar fantasy, sicuramente avranno stravolto la trama (e ...Continua
Ha scritto il 05/10/17
L'ho letto tre mesi fa e ricordo solo vagamente di che parlasse.... al momento mi era piaciuto ma sicuramente non ha lasciato il segno.
Ha scritto il 14/08/17
SPOILER ALERT
Fuga da un mondo troppo perfetto, uguale.
Mi è piaciuto tantissimo! Non riuscivo più a smettere di leggere.Il mondo in cui vive Jonas è troppo perfetto, sia nel bene che nel male, perchè, con lo scopo di migliorare la comunità, non esistono più molte cose, pure i colori e le emozioni ...Continua
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Ha scritto il 20/06/17
Riflessivo
recensione completa su: http://flaviasdiary.altervista.org/recensione-the-giver-donatore-lois-lowry/

Ha scritto il Aug 14, 2017, 16:52
Era quasi dicembre e Jonas aveva paura.
Pag. 19
Ha scritto il Jun 23, 2017, 16:10
"Queste sono le cose che faccio. La mia vita è qui". "in questa stanza, vuole dire?" "no" il donatore scosse la testa e si portò una mano al viso e poi al petto "qui, dentro di me. Dove esistono le memorie"
Ha scritto il Dec 30, 2016, 13:38
Aveva provato il dolore. E sapeva che, per quelle emozioni, non esisteva conforto immediato. Perché le vere emozioni scavano in profondità e non c'è bisogno di parlarne. Si sentono e basta. Quel giorno, Jonas si sentiva felice.
Ha scritto il Aug 28, 2015, 10:27
Perchè le vere emozioni scavano in profondità e non c'è bisogno di parlarne. Si sentono e basta.
Ha scritto il Apr 21, 2012, 16:55
Aveva provato il dolore. E sapeva che, per quelle emozioni, non esisteva conforto immediato. Perché le vere emozioni scavano in profondità e non c'è bisogno di parlarne. Si sentono e basta.
Pag. 190

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