Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ

By

Publisher: Canongate Books

3.4
(57)

Language:English | Number of Pages: 245 | Format: Hardcover

Isbn-10: 1847678254 | Isbn-13: 9781847678256 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

Do you like The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
This is a story. In this ingenious and spell-binding retelling of the life of Jesus, Philip Pullman revisits the most influential story ever told. Charged with mystery, compassion and enormous power, The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ throws fresh light on who Jesus was and asks the reader questions that will continue to resonate long after the final page is turned. For, above all, this book is about how stories become stories.
Sorting by
  • 1

    Philip Pullman è conosciuto per la sua trilogia fantasy per ragazzi Queste oscure materie. La popolarità della serie, letta e apprezzata anche dagli adulti, è data soprattutto dalla natura ...continue

    Philip Pullman è conosciuto per la sua trilogia fantasy per ragazzi Queste oscure materie. La popolarità della serie, letta e apprezzata anche dagli adulti, è data soprattutto dalla natura anticlericale dell'opera, espressa nell'ideazione di un'Europa alternativa dominata da una teocrazia assoluta che ha relegato la scienza al ruolo di teologia sperimentale operando un continuo oscurantismo. La nemesi assoluta de Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, insomma, che non ha mancato di generare prevedibili e sterili polemiche. Nel 2010, come parte del progetto Canongate Myth Series - una serie di romanzi brevi che riscrivono personaggi ed episodi del mito - Pullman pubblicò Il buon Gesù e il cattivo Cristo, una rivisitazione personale della vita di Gesù. Inutile dire che tale pubblicazione sollevò nuovamente il vespaio, tanto che l'autore ricevette numerose lettere di minaccia e fu bollato definitivamente come blasfemo. Il buon Gesù e il cattivo Cristo, in realtà, di blasfemo e sovversivo non ha nulla. Parlando al suo pubblico più affezionato, quello giovane, Pullman riassume a suo modo gli eventi salienti del Vangelo, in capitoli brevissimi e dallo stile estremamente semplificato, quasi favolistico. La novità apportata è la scissione in due della figura del profeta: Gesù, il personaggio passato alla storia come Figlio di Dio e Re dei Giudei, e Cristo, suo fratello nell'ombra designato alla nascita come portavoce di Dio. Mentre Gesù predica e compie miracoli, portato in trionfo dagli apostoli e dalle folle, Cristo si sostituisce ai quattro evangelisti riportandone ogni parola, spronato da un misterioso straniero che lui crede un angelo. Definito "apocalittico" dal Guardian, questo romanzetto non merita certo tanto scalpore (e in effetti il libro in Italia è passato pressoché inosservato): sebbene l'esistenza di Cristo, passata sotto silenzio, incarni ancora una volta l'aspra critica di oscurantismo rivolta dall'autore alla chiesa cattolica, nonché i travisamenti strumentali di cui i testi sacri sono sempre stati oggetto, Pullman rinuncia alla sua vena polemica, o non riesce a esprimerla appieno. La narrazione è pacata, fin troppo politically correct nell'evitare di approfondire episodi particolarmente controversi che avrebbero potuto essere spunto di critica, come il rapporto tra Maria Maddalena e Gesù o l'incontro di quest'ultimo con la donna di Canaan. Gesù, escluse alcune ragazzate compiute durante l'infanzia, non viene affatto stravolto nella sua natura, e Cristo, spettatore silente delle prodezze del fratello, pur essendo roso da dubbi agisce sempre con l'intento di mettere in atto la volontà divina. L'unico apporto anticlericale convincente dato da Pullman, ma già ottimamente espresso da altri come José Saramago ne Il vangelo secondo Gesù Cristo, è la trasformazione di Gesù in vittima sacrificale necessaria per la successiva affermazione della religione cattolica, progetto in cui Cristo, pur amando teneramente suo fratello, riveste il ruolo di carnefice e poi di sostituto. Non solo Pullman non scandalizza, ma nemmeno stupisce o convince. Non si capisce precisamente a quale target questo libro sia rivolto, se ai ragazzini per offrire loro un differente spunto di lettura del Vangelo (e in questo caso lo scopo è raggiunto solo parzialmente), se agli adulti con lo stesso proposito (e in questo caso fallisce miseramente), se ha un intento puramente intrattenitivo. Anche in questo caso, volendo togliere all'opera ogni pretesa, si tratta di un romanzetto mediocre, costruito in modo estremamente semplificato, fino a diventare mero riassunto negli episodi meno rivisitati. Una delusione sotto ogni punto di vista.

    Recensione pubblicata anche su http://www.lastambergadeilettori.com/2013/09/il-buon-gesu-e-il-cattivo-cristo-philip.html

    said on 

  • 2

    I loved Pullman's other works and was very excited about this book, but I was a little disappointed. Whilst it is written well, and has great potential as a story and a twist on the traditional bible ...continue

    I loved Pullman's other works and was very excited about this book, but I was a little disappointed. Whilst it is written well, and has great potential as a story and a twist on the traditional bible stories I felt a lot of the book was simply re-telling of these stories with little added. I wonder if perhaps this is due to my own lack of in depth knowledge of the bible so as to miss any subtle differences. However I very much liked his take on the resurrection and wish the rest of the book could have been as creative as this episode.

    said on 

  • 3

    «This is the story of Jesus and his brother Christ, of how they were born, of how they lived and how one of them died. The death of the other is not part of the story»

    L'incipit è qualcosa di straordinario: oltre a essere d'effetto, fa capire tutto sulla natura di questa storia e su come verranno reinterpretati certi eventi (o se non altro quelli alla fine).

    Gesù ...continue

    L'incipit è qualcosa di straordinario: oltre a essere d'effetto, fa capire tutto sulla natura di questa storia e su come verranno reinterpretati certi eventi (o se non altro quelli alla fine).

    Gesù e Cristo sono gemelli. Gesù predica di un comportamento retto e virtuoso, di un Dio che perdona tutti, del Regno che verrà. Cristo rimane nell'ombra, scrive la storia del fratello con qualche libertà artistica.

    Il messaggio è tipico di Pullman: i valori di Gesù, quelli buoni che vengono insegnati e che dovrebbero essere alla base di qualsiasi civiltà, non hanno nulla a che fare con la Chiesa, che è qualcosa di costruito e venuto dopo. Non mancano sfumature (viene accennato al ruolo positivo della Chiesa, sia nell'aiuto ai bisognosi che nel campo dell'arte), ma è chiaro cosa pensi l'autore.

    Il tono è pseudo-biblico, non ci sono da aspettarsi colpi di scena o particolare caratterizzazione dei personaggi, ma è stata una lettura interessante. Ora la domanda è: com'è che un libro del genere non ha fatto scandalo come Il Codice Da Vinci? O almeno come Queste Oscure Materie?

    said on 

  • 2

    Niente di che

    Mi aspettavo di più da questo romanzo e le premesse c'erano tutte. L'idea di raccontare la vita di Gesù Cristo dal punto di vista più storico è interessante, ma questo bizzarro esercizio da parte ...continue

    Mi aspettavo di più da questo romanzo e le premesse c'erano tutte. L'idea di raccontare la vita di Gesù Cristo dal punto di vista più storico è interessante, ma questo bizzarro esercizio da parte di Pullman non mi è del tutto chiaro.

    Innanzitutto non c'è nessuna pretesa di storicità, ma semplicemente la storia dei Vangeli raccontata in modo diverso. Una specie di "nuovo Nuovo Testamento", una storia interessante ma priva di fondamento. Lo spunto iniziale è geniale: non esiste solo Gesù, ma anche Cristo, suo fratello gemello. Tutta la storia di Gesù è raccontata tramite gli occhi del suo gemello, così come la sua fine. E fin qua tutto bene. Il problema, per il sottoscritto, nasce nel momento in cui anche il fratello agisce sotto l'influsso di una creatura magica e nel momento in cui Gesù effettivamente guarisce le persone. Ergo, questo libro accetta l'esistenza di Dio e la possibilità di eseguire dei miracoli.

    E allora qual è lo scopo? Un Vangelo che mi racconta questi fatti dal punto di vista religioso lo possiedo già, anzi ne possiedo ben quattro, che affrontano già il tema da punti di vista diversi. Cosa mi vuole dire Pullman?

    Non l'ho capito. Sono molto onesto. Da una parte c'è un messaggio molto esplicito: che la storia e la verità sono due cose molto diverse. La storia è una sequenza di eventi accaduti, la verità è una sequenza di eventi come sarebbero dovuti accadere. Un esempio banale tratto dal libro è il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: Gesù semplicemente riesce a sfamare i suoi seguaci gestendo al meglio il cibo e ridistribuendolo. Per rendere più efficace la cosa, suo fratello Cristo tramanda il miracolo della moltiplicazione.

    Questo concetto è facilmente assimilabile, ma per quanto mi riguarda è l'unico che io abbia tratto da questo romanzo e per questo non sono soddisfatto.

    Ovviamente sono disposto a rivedere la mia idea, visto che l'opera mi sembra estremamente curata, a partire dal registro e dallo stile usati, che ricalcano quello della Bibbia. Epperò se c'era altro, io proprio non l'ho colto.

    said on 

  • 3

    Really not sure what the author was trying to acheive, quite thought provoking in some aspects, but my main feeling was that it was a bit of a waste of time not likely to sway any believers mind too ...continue

    Really not sure what the author was trying to acheive, quite thought provoking in some aspects, but my main feeling was that it was a bit of a waste of time not likely to sway any believers mind too much and really just re-enforces what I dare say the vast majority of readers of this book already believe.

    said on 

  • 2

    Too bad

    I am always curious when someone promises an interesting new perspective on the gospels. And even if the 'theory' that is the result of such an exercise is not so plausible, it can make for an ...continue

    I am always curious when someone promises an interesting new perspective on the gospels. And even if the 'theory' that is the result of such an exercise is not so plausible, it can make for an entertaining story. Philip Pullman's The Good Man Jesus... disappoints on both accounts. The idea that Jesus Christ was in fact two persons is not new. It is an old gnostic myth and Pullman must have thought that it would be interesting to explore the narrative consequences of that idea. Unfortunately, the result is very implausible. His story does not lead to a different (or deeper, or better) understanding of the story of Jesus. It is just another story that is as speculative as the original is supposed to be. It does not explain anything, unless you believe what Pullman has to say. But why would you? As a story the result is at times acceptable, but never very good. The characters are rather shallow vessels to convey the message that Pullman want to bring home: that the church has subverted the original message of 'the good man' Jesus. If this topic interests you, I advise you to consider Lenoirs 'The Philosophy of Christ' or another work of non-fiction.

    said on 

  • 4

    La idea original está muy bien: El Jesucristo que conocemos en realidad son dos hermanos gemelos: Jesús y Cristo, cada uno representando las buenas y malas cualidades de la iglesia católica ...continue

    La idea original está muy bien: El Jesucristo que conocemos en realidad son dos hermanos gemelos: Jesús y Cristo, cada uno representando las buenas y malas cualidades de la iglesia católica actual, respectivamente. Lo que sigue es una especie de historia alternativa a lo Forrest Gump donde aprendemos de dónde surgieron "de verdad" muchas de las historias de la biblia (no cuento más para no espoilear)

    Lo peor es que la crítica a veces se vuelve demasiado obvia. Leer cómo Jesús prevé que en el futuro los sacerdotes abusarán de niños, por ejemplo, chirría mucho y te saca del ambiente de la época.

    said on 

  • 0

    Se c'è una cosa comune a tutte le rivisitazioni contemporanee dei Vangeli, è la tendenza a concentrarsi sul lato umano di Gesù, trascurandone quello divino. Una tendenza comprensibile, perché ...continue

    Se c'è una cosa comune a tutte le rivisitazioni contemporanee dei Vangeli, è la tendenza a concentrarsi sul lato umano di Gesù, trascurandone quello divino. Una tendenza comprensibile, perché l'uomo Gesù, coinvolto in un gioco più grande di lui, è sicuramente un personaggio più adatto alla nostra estetica laica rispetto al perfetto figlio di Dio. Inoltre, il Gesù-uomo è tutt'ora un personaggio estremamente attuale: è un sognatore pieno di buone intenzioni la cui eredità verrà stravolta dai seguaci e dal passare degli anni. Chi meglio di noi, eredi del secolo in cui sono morte tutte le ideologie, può apprezzare questo aspetto del mito del Messia?

    Questo libro nello specifico è particolare perché costituisce l'apice del filone "l'uomo Gesù": Pullman non declassa Dio a padre-burattinaio spietato, ma fa il passo successivo, eliminandolo completamente dalla narrazione. Gesù è totalmente umano e l'unico suo vero interlocutore è il gemello Cristo. Se Gesù è il profeta e l'idealista, Cristo è il filosofo che vuole fondare una chiesa. Quello che nella storia originale è l'incontro-scontro tra umano e divino si trasforma nella lotta, terribilmente umana, tra ideale e reale. Se i Vangeli raccontano la storia di un dio che si fa uomo, Pullman racconta la storia di un uomo che viene fatto dio. Saramago, nel "Vangelo secondo Gesù Cristo", aveva già fatto questa operazione. La differenza è che se Saramago lasciava che fossero Dio e il Diavolo a muovere le fila del burattino Gesù, Pullman mette le fila in mano a un altro uomo, il gemello Cristo. Come inevitabile conseguenza, questo è un libro di un cinismo agghiacciante e va maneggiato con prudenza.

    Pullman ha uno stile molto pulito ed essenziale, quindi può tranquillamente essere letto in inglese anche da chi non ha una perfetta conoscenza della lingua, ma chi volesse lo può trovare anche in italiano, edito da Ponte alle Grazie con il titolo "Il buon Gesù e il cattivo Cristo".

    said on 

  • 5

    And let the silence talk to itself

    Strepitoso. Sconvolgente. Provocatorio. Dannati quotidiani italiani. Dice «cosa c'entra l'ultima cosa?». Be', il punto è che sul Corriere lo presentavano come «Philip Pullman che parla di Gesù e ...continue

    Strepitoso. Sconvolgente. Provocatorio. Dannati quotidiani italiani. Dice «cosa c'entra l'ultima cosa?». Be', il punto è che sul Corriere lo presentavano come «Philip Pullman che parla di Gesù e del suo gemello cattivo Cristo e la Chiesa lo odia per questo» e io mi aspettavo una storiella witty e divertente, e poiché ero a Londra in questi giorni ho deciso di comprarlo e vedere come fosse. E tra ieri sera e stasera (che dici, chemmenefrega di quando, ma io lo voglio scrivere comunque) l'ho divorato. DIVORATO. È vero, è la storia di Gesù e del suo gemello Cristo, gli eventi sono quelli narrati dal Vangelo e la Chiesa odia Pullman per questo libro. Ma non è una storia witty né minimamente divertente. È un libro di filosofia, teosofia, spiritualità, riflessioni sull'esistenza di Dio, sulla nascita di un mito, sulla genesi delle storie, su tutto quello di cui si parla nel Vangelo insomma, solo che raccontato con disincanto, cinismo, razionalità e con un atteggiamento moderno e provocatorio senza un'ombra di sufficienza né di condiscendenza. The good man Jesus and the scoundrel Christ è la storia di Gesù come è molto probabile che sia andata, racconta della malleabilità e della plasmabilità dell'uomo e di cosa significhi essere ascoltati e adorati e seguiti e idolatrati. È un libro che spiega perché Dio non solo non esiste, ma non serve neanche. È un Vangelo, solo che raccontato agli atei, agli agnostici, ai razionalisti e ai mangiapreti. Mi iscrivo fieramente al novero e mi inchino a Philip Pullman che è riuscito, una volta di più, a convincermi che l'iscrizione non è sprecata. Alla fine, i libri servono a questo, no?

    From time to time we'll remember you, like a grandfather who was loved once, but who has died, and we'll tell stories about you: and we'll feed the lambs and reap the corn and press the wine, and sit under the tree in the cool of the evening, and welcome the stranger and look after the children, and nurse the sick and comfort the dying, and then lie down when our time comes, without a pang, without a fear, and go back to the earth. And let the silence talk to itself.

    said on 

  • 5

    Aquest llibre ha estat una sorpresa. No n'esperava gaire i creia que seria un acudit, però és un llibre seriós i molt bo. Ara em sap greu, perquè al principi vaig comentar-li a uns coneguts que ...continue

    Aquest llibre ha estat una sorpresa. No n'esperava gaire i creia que seria un acudit, però és un llibre seriós i molt bo. Ara em sap greu, perquè al principi vaig comentar-li a uns coneguts que no valia gaire la pena i ara m'hauré de menjar les meves paraules amb patates.

    said on