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The Good Soldier

(Dover Thrift Editions)

By

Publisher: Dover Publications

3.7
(146)

Language:English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Italian , Spanish , Catalan , French

Isbn-10: 0486419215 | Isbn-13: 9780486419213 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , Others , Library Binding , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
From one of the 20th century's major writers—a story of deception and betrayal, of conventional appearances and bitter truth. Highly innovative for its time, this powerful novel tells of two married couples whose long, ongoing friendship is severely disrupted when one husband learns that his wife has been the mistress of his British friend, the apparently honorable "Good Soldier" of the title.
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  • 5

    Essere intimi amici senza conoscersi affatto: l'ipocrisia sociale in un grande romanzo del '900

    The Good Soldier è il romanzo più noto di Ford Madox Ford, oltre che uno dei pochi titoli di questo scrittore disponibili in italiano. Eppure questo autore inglese del primo novecento, figlio di un pr ...continue

    The Good Soldier è il romanzo più noto di Ford Madox Ford, oltre che uno dei pochi titoli di questo scrittore disponibili in italiano. Eppure questo autore inglese del primo novecento, figlio di un preraffaellita, amico di Conrad – con il quale scrisse alcuni romanzi – poeta, romanziere e critico letterario, fondatore di riviste che hanno ospitato i primi scritti di gente come Lawrence, Hemingway, Pound e Bennett, meriterebbe ben altra attenzione da parte della nostra pavida editoria. Oltre a Il buon soldato ho infatti letto in questo periodo altri suoi due libri, che recensirò a breve, e devo dire che ne emerge il profilo di uno scrittore molto importante, capace di descriverci in profondità gli abissi dell'animo umano e l'inarrestabile declino dei valori della società in cui viveva, capace di sperimentare forme letterarie che al riparo di uno stile apparentemente semplice e diretto in realtà terremotano le fondamenta del romanzo borghese ottocentesco, al pari di quanto andavano facendo nello stesso periodo autori molto più celebrati. Non è un caso il sodalizio con Conrad, non è un caso la venerazione di Ford Madox Ford per James e per Turgenev, tra gli scrittori della generazione precedente.
    E' quindi difficilmente comprensibile che i titoli di Ford Madox Ford oggi disponibili nella nostra lingua si possano contare sulle dita di una mano, e che un'opera tanto importante della letteratura inglese del '900, la tetralogia Parade's End non sia mai stata completamente tradotta. Per il momento accontentiamoci comunque di quanto passa il convento.
    Il buon soldato è la storia di un adulterio, narrata, al termine delle vicende, dal marito tradito. E', come dice il narratore all'inizio del racconto la storia più triste che abbia mai sentito, perché il tradimento si consuma nell'ambito di due coppie di amici, i Dowell e gli Ashburnham, americani i primi, inglesi i secondi, appartenenti alla migliore società, che si frequentano per nove anni in una delle più rinomate stazioni termali europee – dove Florence Dowell e Edward Ashburnham si curano dai loro problemi cardiaci - in Provenza, a Parigi. Sin dalle prime pagine John Dowell ci dice che ...conoscevamo benissimo il capitano e la signora Ashburnham; meglio, senza dubbio, non sarebbe stato umanamente possibile. Eppure, a guardar bene, non sapevamo niente di loro. Infatti, John Dowell capirà solo alla fine, poco prima di mettersi a narrare, la vera natura dei rapporti tra sua moglie Florence e Ashburnham, tra quest'ultimo e la moglie Leonore, tra questi e gli altri personaggi che si affacciano nella storia. Capisce e quindi si mette a narrare, per la voglia di raccontare a qualcuno quanto gli è accaduto: e lo fa come raccontasse ad un amico davanti ad un caminetto, senza seguire un ordine temporale, anticipando spesso fatti, giudizi e considerazioni che diverranno chiari nel corso della storia, coinvolgendo il lettore con espressioni colloquiali e chiamate dirette in causa, come se il lettore dovesse già conoscere qualcosa della sua storia.
    E' un modo di narrare, di scrivere, che - se non ha la forza eversiva dello stream of cosciousness, se non ha la capacità evocativa della dolente ed asmatica ricerca della memoria proustiana - si inserisce tuttavia a pieno titolo, a mio avviso, in quella grande corrente letteraria che nei primi decenni del XX secolo fece emergere la soggettività come grande protagonista della letteratura. John Dowell, da questo punto di vista, può essere considerato uno dei grandi Io narranti del '900 letterario, forse, tra i grandi, quello che si ritaglia il ruolo più ambiguo, più scomodo, ed anche più controverso, come testimoniano i molti giudizi critici che parlano di lui come di un personaggio inadeguato, incapace di capire e di agire.
    Del resto che così sia ce lo dice egli stesso, a partire dal suo ruolo di marito: la bella Florence infatti è sua moglie solo a parole, perché – adducendo la sua debolezza di cuore che la potrebbe portare alla tomba- ha sin dalla prima notte di nozze chiuso a chiave la sua camera, impedendo al marito di entrarvi. John ha accettato serenamente questa situazione, questo declassamento da marito ad infermiere, ad accompagnatore della malata, senza accampare alcun diritto di coniugio.
    E' proprio questo suo essere alieno al sesso che gli impedisce di capire come invece l'impulso sessuale governi i comportamenti di chi lo circonda, che gli impedisce di cogliere i pur espliciti messaggi che gli altri protagonisti disseminavano. Alla fine, quando saprà, egli potrà raccontarci la storia non come l'ha vissuta durante gli avvenimenti, ma come la può reinterpretare ora, alla luce della sua nuova consapevolezza, e questo – come detto – costituisce il fascino maggiore del romanzo ed anche la sua forza espressiva. L'inadeguatezza di John, quindi, lungi dal farne un personaggio sbiadito, è perfettamente funzionale al modo in cui Ford Madox Ford ha voluto raccontarcela, all'assoluta prevalenza della soggettività sull'oggettività dei fatti.
    Il sesso è il protagonista assoluto del libro, per la sua assenza dai rapporti sociali ufficiali e per il suo essere un fattore preponderante nel determinarli. Non a caso Graham Green ha scritto che Il buon soldato è il solo libro inglese che affronti in modo adulto la sessualità, e ciò può apparire strano, in un romanzo in cui (ci informa Guido Fink nella bella postfazione) la parola sesso appare solo quattro volte. Ma qui entra in campo un elemento secondo me inseparabile dalla grande letteratura: la capacità dell'autore di rendere universale una storia, nel caso di questo romanzo di rendere oggettivo ciò che è descritto attraverso l'uso esclusivo della soggettività del protagonista. Il sesso in quanto tale è assente dalla storia dei Dowell e degli Ashburnham perché è formalmente assente dalla società in cui vivono: tutti sanno che determina i rapporti tra le persone, ma nessuno si confronta apertamente con esso. Ed è così che due uomini come John Dowell e Edward Ashburham, il primo praticamente asessuato ed il secondo tombeur de femme, possono divenire intimi amici, ma senza mai conoscersi davvero; è così che la loro amicizia non potrà che concludersi in tragedia. La storia di un adulterio diviene così la storia dell'ipocrisia di una intera società, destinata ad essere inghiottita dall'incombente tragedia (il romanzo esce nel 1915) che essa stessa ha provocato. L'autore sa però che quella società è pronta a rinascere in forme apparentemente nuove ma che ne perpetuano i vizi, e per questo – dopo che la tragedia si è consumata – ci presenta i protagonisti sopravvissuti che si sono rifatti una vita avente i medesimi tratti essenziali della precedente, tratti tuttavia appesantiti da una bonaccia borghese che non può che preannunciare nuove tempeste. Il buon soldato e Florence, che non hanno saputo risolvere la contraddizione tra l'essere e l'apparire, non ci sono più, ma chi è restato non ha tardato a trovare nuovi equilibri, anche attraverso la funzione liberatoria della narrazione. Quanto questi nuovi equilibri non avessero fatto i conti davvero con il passato ce lo dimostrerà la Storia pochi decenni dopo la vicenda narrata da Ford Madox Ford e – credo – si incaricherà di dimostrarcelo anche tra non molto, considerando che il filisteismo politico, economico e sociale sono ancora saldamente al comando di questo nostro sventurato mondo.

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  • 5

    From time to time, I would encounter a book that reminds me of Ford's Good Soldier, and when I check, yes, The Good Soldier is among that author's favorites! The Good Soldier is definitely a cool nove ...continue

    From time to time, I would encounter a book that reminds me of Ford's Good Soldier, and when I check, yes, The Good Soldier is among that author's favorites! The Good Soldier is definitely a cool novel. But what's more important, in my opinion, is that many other novels since Good Soldier makes sense because of it. That makes Fordie's The Good Soldier a must.

    Just a note: I enjoy the penguin edition very much, but please use norton edition (2nd ed. now) if you want to read it for scholarly purpose.

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  • 3

    Questo romanzo è un filo ben aggrovigliato.

    "Sono consapevole di aver raccontato questa storia in modo alquanto tortuoso, e che per qualcuno risulterà difficile trovare il filo in questa che è una sorta di labirinto. Ma ormai non posso farci nu ...continue

    "Sono consapevole di aver raccontato questa storia in modo alquanto tortuoso, e che per qualcuno risulterà difficile trovare il filo in questa che è una sorta di labirinto. Ma ormai non posso farci nulla. Sono rimasto fedele all'idea di trovarmi in una casa di campagna insieme ad un silenzioso ascoltatore che, fra le raffiche di vento e il fragore del mare lontano, segua la storia così come viene. E narrando una vicenda - una vincenda così lunga e triste - ci si spinge avanti, per poi tornare indietro; si rammenta, improvvisamente, di aver dimenticato punti importanti, che subito vengono spiegati con minuzia di dettagli per la paura di aver dato, omettendoli, un'impressione falsa. Ma il pensiero che questa è una storia autentica mi conforta, e il miglior modo di narrare una storia vera è proprio quello di scriverla come la si stesse raccontando a voce: risulterà più reale."

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  • 3

    No Tietjens, no party

    Mi sono buttata su "Il buon soldato" perché volevo a tutti i costi mantenere ancora un po' le atmosfere della miniserie della BBC di "Parade's end". Volevo ancora un po' di amori passionali e sofferti ...continue

    Mi sono buttata su "Il buon soldato" perché volevo a tutti i costi mantenere ancora un po' le atmosfere della miniserie della BBC di "Parade's end". Volevo ancora un po' di amori passionali e sofferti, la tragedia della guerra e tutto il resto.
    Già il titolo di questo romanzo trae in inganno e lo stesso autore ammette di avergli dato questo solo per poter vendere di più. E non va bene. Quindi la guerra è quasi del tutto assente dal romanzo.
    Le passioni tormentate invece ci sono e infatti la trama, di per sé, è anche abbastanza interessante.
    Ma il modo in cui è narrata è insopportabile: 20% narrazione 80% impressioni personali del narratore/protagonista, che ha una personalità davvero irritante. E' un omuncolo inutile e anche anche abbastanza stupido, che cerca con tutte le sue forze di giustificare le azioni di tutti, non prende una parte: lui vuole bene a tutti, lui non si era accorto di niente, lui non sapeva.
    Non sopporto le persone così.
    Intorno a lui si svolgevano le massime tragedie e lui rimane statico, immobile, indifferente.
    Dove sono le grandi personalità di "Parade's end"? Il nostro Christopher Tietjens? Leonora? Così ancorata alle tradizioni cattoliche, che vede solo quelle? Non lo so, nessuno dei personaggi ha un'evoluzione e questo li rende tutti negativi, non si riesce a provare empatia per nessuno.

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  • 5

    Aquesta obra narra les relacions d'un grup de personatjes a la cosmopolita alta societat en el període d'entreguerres, en els anomenats anys vint que estan començant a deixar de ser tan feliços. Una p ...continue

    Aquesta obra narra les relacions d'un grup de personatjes a la cosmopolita alta societat en el període d'entreguerres, en els anomenats anys vint que estan començant a deixar de ser tan feliços. Una peça de la crítica implacable a aquesta societat i una commovedora exploració de la naturalesa humana que ens convida a reflexionar sobre les relacions entre homes i dones i la importància de mentides. Tot narrat amb un àcid sentit de l'humor.

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  • 3

    per come è scritto meriterebbe qualcosa di più, per l'originalità del racconto, pure, ma la narrazione viaggia sul filo della noia, ed è lontana dal fascino. Da leggere, certo, ma certo NON da rilegge ...continue

    per come è scritto meriterebbe qualcosa di più, per l'originalità del racconto, pure, ma la narrazione viaggia sul filo della noia, ed è lontana dal fascino. Da leggere, certo, ma certo NON da rileggere, per carità!

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  • 0

    Il buon soldato è un libro per lettori eletti. Incantevole per chi ama la sottile arte della scrittura. Ford Madox Ford ricostruisce l'incredibile storia di un'amicizia, se possibile, ancor più curios ...continue

    Il buon soldato è un libro per lettori eletti. Incantevole per chi ama la sottile arte della scrittura. Ford Madox Ford ricostruisce l'incredibile storia di un'amicizia, se possibile, ancor più curiosa servendosi di un punto di vista complesso, ma soprattutto di un intreccio dall'andamento labirintico.

    Il titolo originale doveva essere "The saddest story" e infatti narra una tristissima storia che perlopiù non lascia spazio alla redenzione. Una delle più tristi storie d'amore che si siano mai sentite, come direbbe lo stesso Ford.

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  • 4

    Un libro che si colloca in tutto e per tutto fra ottocento e novecento, il cui autore osserva con divertito cinismo la fine di un'epoca, quanto mai amata allora e quanto mai dileggiata oggi: quella vi ...continue

    Un libro che si colloca in tutto e per tutto fra ottocento e novecento, il cui autore osserva con divertito cinismo la fine di un'epoca, quanto mai amata allora e quanto mai dileggiata oggi: quella vittoriana. L'innocenza e la devozione di donne come Leonora erano calcolata e mascherata perfidia, l'attitudine schietta e sincera di aristocratici come Edward ottusa crudeltà. Se il romanzo non è perfetto è solo per il suo dispiegarsi forse un po' tortuoso e cervellotico: perchè il narratore si pone di fronte alla vicenda con lo stesso sguardo del suo protagonista. E' lo sguardo di chi, arrivato di fronte alle macerie fumanti, cerca di raccontarvi l'incendio.

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  • 0

    " e' un mondo strano, irreale. perchè la gente non può avere quello che vuole? c'erano tutte le cose per contentare tutti quanti, eppure ognuno ha avuto la cosa sbagliata."

    che depressione, ragazzi....
    altro che il libro su perlasca, questo si sarebbe dovuto intitolare "la banalità del bene"!!!! in due parole: come si possa fare la cosa più giusta e ottenere niente altro ...continue

    che depressione, ragazzi....
    altro che il libro su perlasca, questo si sarebbe dovuto intitolare "la banalità del bene"!!!! in due parole: come si possa fare la cosa più giusta e ottenere niente altro che effetti deleteri! la colpa dei protagonisti? essere così legati dalla supposta morale corrente da costringersi (e costringere gli altri) ad una vita infelice fatta solo di apparenza

    said on 

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