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The Grapes of Wrath

(Everyman's Library Classics)

By Brad Leithauser, John Steinbeck

(201)

| Hardcover | 9781857151541

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14 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    A profound book

    I found Steinbeck's most famous work deeply moving. As a South African, it also gave me a new perspective on the trap of poverty.

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    G-J said on Feb 29, 2008 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    From an aesthetic point of view, a bit overestimated. Characters are not always convincing or interesting and sometimes plot development is too slow. From a historical point of view, the book is a 'must read'. Better to remember where rich countries are coming from.

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    Capitano Nemo said on Jun 3, 2009 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    I read this book a very long time ago and loved it. In my opinion it is one of Steinbeck's best novels and classified a modern classic for a very good reason. This is my copy and I plan to read it again (as soon as my huge list of to-be-read books gets smaller).

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    Icedream said on Apr 7, 2008 about the Paperback edition | 1 feedback

  • Gli Stati Uniti d'America sono la terra dell'opportunità. Era vero quando ancora non si chiamavano così, è stato vero per tutto l'800, per tutto il 900 e magari è vero tutt'oggi. Una discreta fetta del mondo occidentale (e non solo) c'ha creduto con tutto il cuore, ed è stata disposta ad attraversar ... (continue)

    Gli Stati Uniti d'America sono la terra dell'opportunità. Era vero quando ancora non si chiamavano così, è stato vero per tutto l'800, per tutto il 900 e magari è vero tutt'oggi. Una discreta fetta del mondo occidentale (e non solo) c'ha creduto con tutto il cuore, ed è stata disposta ad attraversare l'oceano - a lasciarsi ogni cosa alle spalle, per abbracciare la speranza d'una vita migliore, d'una vita dignitosa se non lussuosa - abbracciare quello che viene solitamente chiamato, con un qual tocco di romanticismo dozzinale, il "sogno americano".
    L'American Dream, però, non è proprietà esclusiva degli stranieri. Storicamente, centinaia di famiglie - americane fin dalla rivoluzione - hanno dovuto, sulla spinta d'un'economia spietata, dell'inclemenza del clima e in generale della povertà incombente - abbandonare le proprie radici e dirigersi verso una nuova casa, verso il leggendario West, la terra di latte e miele che brilla oltre il Mojave - la California. Le loro radici erano meno profonde di quelle degli europei; sradicarle, tuttavia, non è stato meno doloroso.
    Gli Stati Uniti d'America sono la terra dell'opportunità, ma attenzione a ciò che questo significa. Significa che chiunque abbia un'intuizione, dei mezzi o tutti e due (la mancanza d'uno richiede un enorme abbondanza dell'altro) può diventare re fra gli uomini, e si fottano le sue origini, le sue idee (e, ormai, anche la sua razza).
    Ripeto, attenzione a ciò che questo significa: perchè se i mezzi, le idee o tutti e due se li ritrovan fra le mani persone troppo ingorde, o troppo poco umane, il risultato può essere atroce quanto gli esiti dei peggiori antichi-regimi.
    E' un sistema diverso, è un sistema che gioca su altre regole. E' un sistema che può ricompensare un uomo, ma può anche ucciderlo in modo molto brutto.
    The Grapes of Wrath parla di uomini che non sono riusciti a battere il sistema.

    Terminata la glossa, la prima cosa che mi preme specificare è che The Grapes of Wrath parla d'alcuni dei lati più turpi del sistema socio-economico statunitense anni-'30 (solo?); ma lo fa, e questa è forse la sua più grande forza, rimanendo un romanzo profondamente americano. Per tutta l'opera, nei (rari) momenti lieti come nei (numerosi) attimi di sconforto, si respira una profonda aria di speranza, di volontà, in ultima analisi di libertà; non c'è sconforto, non c'è resa, e in questo stà la grandezza di personaggi (in questo, e in una profondissima umanità) altrimenti inetti, per quanto simpatici. Il coro dei Grapes è invece un'amalgama perfetto di forze e debolezze, un arcobaleno di impulsi e difetti ma anche di bontà e sostegno, un gruppo a cui inevitabilmente si finisce per legarsi - come in poche opere capita di sperimentare.

    Attenzione quindi a parlar di fallimento del sogno americano: a me pare invece che Joads&co continuino a sognare per tutta la vicenda. Fulcro dell'opera è la citata famiglia di agricoltori, costretta a dirigersi Westward, con annessi amici e compagni di viaggio. Attraverso le numerosissime ed assolutamente riconoscibili voci di questa meravigliosa compagnia viene trasmessa, con un linguaggio frizzante-semplice-divertente-e soprattutto assolutamente credibile- una vasta gamma di idee e di pensieri, di deduzioni e riflessioni sull'ingiustizia del mondo e sulla semplicità della vita, pensieri assieme assolutamente immediati - e al contempo altissimi e profondi.
    In questo, però, a brillare sono soprattutto i capitoli-analisi, inseriti dall'autore a spezzare le imprese dei Joads: analisi lucidissime e condivisibili, ispirate da osservazioni dirette e profonde riflessioni, analisi connotate da un senso profondo di giustizia - che non è, come a qualcuno giovava far credere, riottismo; di equità che non è socialismo. Perchè come può sbagliare un uomo che chiede soltanto di lavorare, mangiare, bere e sperare, un giorno, di potersi sedere a guardare il tramonto?

    Dal punto di vista tecnico e letterario The Grapes of wrath è un'opera da massimi livelli: oltre alla già citata fortissima affezione che inevitabilmente crea nel lettore, il racconto intero riesce infatti a mantenersi per tutte le 500 (o poco meno) pagine su un ritmo incalzante ma non affrettato, assolutamente naturale ma mai noioso. Steinbeck scrive in modo semplice e pulito, e non appesantisce il proprio stile nemmeno nei passaggi più intensi; sul discorso diretto, fra i migliori da me mai incontrati, è anche superfluo spendere altre lodi. Per tutte queste ragioni la lettura in lingua originale è assolutamente consigliata, richiedendo una competenza dell'inglese buona - ma non perfetta, e un minimo di impegno per afferrar i meccanismi della parlata popolare.
    Il libro mostra un solo difetto. Mi dispiace immensamente usar quella parola, "difetto", in questa sede - ma sarei ipocrita a tacerlo. Alcuni degli elementi del coro superlativo, infatti, finiscono inevitabilmente per perdersi lungo l'ardua strada che separa i Joads dalla felicità. E' normale, è se vogliamo anche realistico; il modo, però, in cui vengono abbandonati - e l'assenza totale d'ulteriori riferimenti al loro destino - appaiono nel complesso piuttosto bruschi; e, ancora più significativo, l'intera vicenda famigliare viene lasciata, in conclusione, in un punto piuttosto vago della lunga strada di cui parlavo. Si ha, insomma, l'impressione che The Grapes of Wrath sia un romanzo di 6, forse 700 pagine - tagliato con le cesoie un bel pezzo prima della sua fine.

    ... Ma nemmeno questo riesce davvero a rovinarlo. The Grapes of Wrath è uno dei più bei romanzi che mi sia capitato di leggere, un'opera - come è naturale aspettarsi dal miglior Steinbeck - incredibilmente realistica, assolutamente veritiera, eppure velata da una costante aura di sogno e bellezza e romanticismo. Nella forma, un Malavoglia americano; nella sostanza, il loro (e un giorno, chissà, magari anche il mio) Promessi Sposi, Robinson Crusoe, Faust.

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    Krokgard said on Dec 18, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • "This is the thing to bomb. This is the beginning—from "I" to "we". If you who own the things people must have could understand this, you might preserve yourself. If you could separate causes from results, if you could know that Paine, Marx, Jefferson, Lenin were results, not causes, you might survi ... (continue)

    "This is the thing to bomb. This is the beginning—from "I" to "we". If you who own the things people must have could understand this, you might preserve yourself. If you could separate causes from results, if you could know that Paine, Marx, Jefferson, Lenin were results, not causes, you might survive. But that you cannot know. For the quality of owning freezes you forever into "I", and cuts you off forever from the "we". "

    Reading the book you might think it's describing a story of our times, the strife of a family coping after have lost (nearly) everything.

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    Max Rebus said on Aug 28, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

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9781857151541 Hardcover $20.91 $18.38 The Book Depository
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