The Great Gatsby

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(18120)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , Portuguese , French , Italian , German , Swedish , Dutch , Finnish , Catalan , Slovak , Polish , Romanian , Greek , Czech

Isbn-10: 0140620184 | Isbn-13: 9780140620184 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled , Library Binding , Audio CD , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Jay Gatsby is the man who has everything. But one thing will always be out of his reach...Everybody who is anybody is seen at his glittering parties. Day and night his Long Island mansion buzzes with bright young things drinking, dancing and debating his mysterious character. For Gatsby - young, handsome, fabulously rich - always seems alone in the crowd, watching and waiting, though no one knows what for. Beneath the shimmering surface of his life he is hiding a secret: a silent longing that can never be fulfilled. And soon this destructive obsession will force his world to unravel.
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  • 4

    Ho iniziato questa lettura quasi senza pensarci e conoscendo solo pochi dettagli di questo libro, non ricordo neanche di aver letto la trama perchè alla fine è impossibile non conoscere Gatsby ma per ...continue

    Ho iniziato questa lettura quasi senza pensarci e conoscendo solo pochi dettagli di questo libro, non ricordo neanche di aver letto la trama perchè alla fine è impossibile non conoscere Gatsby ma per me era solo "quel personaggio ricco che organizza grandi feste, ma come fa?" e credevo che il libro fosse incentrato su questa domanda, invece mi sono ritrovata in un libro che contiene sia una storia d'amore (anche se diversa da molte altre) che in un piccolo giallo. Sono rimasta spiazzata quando mi sono trovata difronte a un finale totalmente ma totalmente diverso da ogni mia aspettativa, non che sia un punto negativo anzi...significa che non è per nulla un libro scontato dove già 30 pagine prima capisci cosa accadrà. E' un contrasto tra una parte iniziale dove ti sembra realmente di partecipare ad una festa in pieni anni 20 a casa Gasby e un finale che definirei...malinconico punto dove ho apprezzato molto di più il personaggio narrante ma per il resto Gastsby resta uno dei personaggi più incredibili che abbia mai trovato in un libro.

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  • 3

    "三十歲-未來是十年的孤寂"
    這是第二次閱讀
    還是看不懂...
    或許三十而立時再看一次
    會有不同感觸(有機會的話)
    看破繁華即過眼雲煙

    said on 

  • 5

    Non mi è sembrata una storia d’amore.
    O forse sì. Ma amore per le illusioni, amore per l’idealizzazione dell’amore.
    Amore per uno stile di vita, per la nostalgia, per l’inseguimento di un miraggio.

    È ...continue

    Non mi è sembrata una storia d’amore.
    O forse sì. Ma amore per le illusioni, amore per l’idealizzazione dell’amore.
    Amore per uno stile di vita, per la nostalgia, per l’inseguimento di un miraggio.

    È un ritratto di ricchi e annoiati giovani americani negli anni ’20 e del loro mondo di lusso e superficialità, descritto con moltissima poesia.
    Un ritratto leggero, direi un acquerello: i protagonisti danzano nella scena lasciando una traccia delicata, impalpabili nella loro complessità, intuibile ma mai veramente spiegata.

    Un libro scorrevole che si legge velocemente e che lascia un ricordo agrodolce.

    said on 

  • 4

    Povero bastardo

    Autore: statunitense (1896-1940). Romanzo 1925.

    215 pagine nella mia edizione, nelle altre saremo più o meno lì.
    Eppure ci sono molti mondi in queste paginette.

    Il mondo della società che se la gode, ...continue

    Autore: statunitense (1896-1940). Romanzo 1925.

    215 pagine nella mia edizione, nelle altre saremo più o meno lì.
    Eppure ci sono molti mondi in queste paginette.

    Il mondo della società che se la gode, feste, cibo, alcol, ragazze e dimore lussuose. Qui la villa fantasmagorica di Gatsby. Gente ricca o famosa, più qualche imboscato magari senza una lira.
    In una paginetta c’è un elenco dei famiglie milionarie: molte nascondono casi di cronaca.
    La solita società che attraverso i tempi ha frequentato i Trimalcioni e le corti dei Signori e dei Re, spesso spazzata via dalla Storia. Per questa sarà il martedì nero di Wall Street a fare una scrematura, ma loro non lo sanno. Festeggiano fino allo sfinimento nella casa di un uomo di cui non sanno nulla e che non vedono o che non riconoscono.

    Il secondo mondo è quello al quale appartengono Tom e Daisy, più elegante, dove il tran tran ha uno stile.

    Il terzo mondo è quello in cui vive Myrtle. Vecchie officine e l’abitazione al di sopra. Donne vitali e sensuali, più istinto che cervello e con le ambizioni dei poveri. Una casa perfettamente kitsch, abiti un po’ volgari, gusto per gli oggetti che luccicano. Mariti incapaci di superare il fallimento che è la loro vita.

    Il quarto mondo è quello in cui è nato Jay Gatsby uccidendo per sempre James Gatz. Sappiamo qualcosa, ma non molto, sull’origine della sua fortuna. Tutto è oscuro e un po’ inquietante: truffe, contrabbando, qualche omicidio?

    Il quinto mondo è quello in cui domina, principessa d’argento, Daisy.
    Daisy, nome banale, diminutivo di Margareth, nome comune.
    Ma per Gatsby è la diciottenne ereditiera di cui s’innamorò un novembre di 5 anni prima. Una giovane vestita di bianco, in una casa bianca, un’auto bianca, una voce piena di monete, la figlia del re, la fanciulla dorata, che ricambiò il suo amore.
    Al suo ritorno dalla guerra, lei è sposata con uno straricco giocatore di Polo.

    L’hermes che viaggia tra i vari mondi è Nick, vicino di casa di Gatsby e quasi cugino di Daisy, che è il narratore della vicenda.

    Tra quei mondi ha viaggiato anche Daisy affascinata da un giovane che rappresentava la vita reale in cui gli uomini avevano cose, emozioni, esperienze lontane da lei come Andromeda dalla Terra.
    E anche Tom, attratto dalla sensualità di Myrtle.
    Ma al momento delle scelte torneranno entrambi nella loro bolla, felici o infelici non si sa, sicuramente complici.

    Anche Gatsby ha compiuto i suoi viaggi, ma il mondo in cui sta vivendo, quello che lui ha creato solo per Daisy, la sirena al di là dello stretto, con il suo pontile dalla luce verde che lo chiama ogni notte, è fatto di nulla.
    Contano qualcosa le camicie di seta, centinaia, le aeree tende bianche, le tante lussuose camere, il pianoforte, la piscina di marmo, i giardini e l’immensa distesa dei prati?
    Nulla conta, perché Daisy è solo un’immagine da lui costruita su un sogno del passato, la ragazza Daisy non è all’altezza dell’illusione.
    E’ una ragazza banale come il suo nome, capace solo di abbandonarsi di volta in volta all’uomo più forte. E il vincente non può essere Gatsby, schiavo di un tempo che fu e di un fantasma che ha senso solo lì.

    Alla fine questi mondi si scontrano in una specie di Big Bang emotivo. Nick scoprirà che il suo posto è dalla parte del sognatore e sarà solo, perché nel mondo in cui la storia termina, nel solo modo possibile, la luce verde è solo una luce su un pontile.

    1965 - 31.01.2017

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  • 3

    Il grande Gatsby è essenzialmente il racconto di una grande storia d'amore, a cui fa da cornice la decadenza morale dell'upper class americana degli anni 20.
    La scrittura di Fitzgerald - sicuramente l ...continue

    Il grande Gatsby è essenzialmente il racconto di una grande storia d'amore, a cui fa da cornice la decadenza morale dell'upper class americana degli anni 20.
    La scrittura di Fitzgerald - sicuramente l'aspetto del libro che più ho apprezzato - è unica nel suo genere: sintetica, ma densa di significato. È come se fosse il risultato di una continua potatura del superfluo a vantaggio dell'essenza emotiva dell'opera. Per questo non sapremo mai con esattezza quale sia l'aspetto fisico di Gatsby o quali siano le sue attività lavorative: sono tutti dettagli che, oltre ad essere irrilevanti, svierebbero l'attenzione dal reale messaggio dell'autore.

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  • 2

    Il grande Bluff..

    Ho sempre immaginato Gatsby come un uomo di mezza età impegnato in un lavoro particolarmente importante che avesse a che fare con il mondo della finanza. Ho anche immaginato che questo signore avesse ...continue

    Ho sempre immaginato Gatsby come un uomo di mezza età impegnato in un lavoro particolarmente importante che avesse a che fare con il mondo della finanza. Ho anche immaginato che questo signore avesse una storia personale da raccontare... ovviamente!
    Ma il personaggio che ho incontrato in questo libro è completamente diverso da quello che mi ero creata nella mente e, completamente diversa è anche la storia che mi è stata raccontata dalle pagine che ho sfogliato.

    Gatsby in realtà mi appare come una persona tutt'altro che "grande". Lo vedo come un uomo solo e insicuro che si è creato una sorta di bolla di sapone dove vivere... Una bolla di sapone che gli scoppierà in faccia evidenziando solo, appunto, la sua immensa solitudine..
    .. ma alla fine, per lui, provo anche un po' pena..
    Lasciato solo da tutti e, soprattutto, lasciato solo dall'unica persona per la quale si è rovinato la vita.

    Mi viene da pensare che le uniche persone che davvero ci vogliono bene sono i nostri cari e rari, rarissimi amici. Tutto il resto sono, appunto, bolle di sapone con le quali giocare in alcuni momenti.. ma che scoppieranno appena il vento cambia..

    said on 

  • 5

    Il Grande Gatsby

    Il Grande Gatsby, titolo originale The Great Gatsby, è un romanzo scritto dallo scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il libro, da me letto, è edito ...continue

    Il Grande Gatsby, titolo originale The Great Gatsby, è un romanzo scritto dallo scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il libro, da me letto, è edito Feltrinelli.

    Nick Carraway è un giovane che nel 1922 si stabilisce nella sfavillante Long Island. La sua casa si trova vicino a quella di Gatsby, uomo impenetrabile, che organizza delle grandiose feste alle quali tutti partecipano. Un giorno Nick riceve l’invito per partecipare ad una di queste feste e sarà proprio in questa occasione che conoscerà il misterioso ed inafferrabile Jay Gatsby.
    Tra feste esagerate, notti folli e vite costellate di solitudine, Nick descriverà la società newyorkese degli anni ’20. Una collettività piena di vita, sogni, incanto e contraddizioni, dove solo se si è belli, giovani, ricchi e senza sentimenti si avrà la speranza di sopravvivere.

    L’io narrante di tutta la vicenda è Nick Carraway ed è proprio per questo espediente letterario che, a mio parere, la lettura risulta essere molto fluida e coinvolgente. Nick descrive, senza mai fornire nessun giudizio personale, non tanto le sue vicende quanto quelle del mondo che lo circonda e di cui prova a far parte. Carraway è un soldato appena tornato dalla guerra, un uomo abituato al rispetto, alla lealtà e al rigore. Fitzgerald prende questo personaggio che, secondo me, incarna i vecchi e tradizionali valori e lo pone nella condizione di dover comunicare e familiarizzare con un modo del tutto nuovo di intendere e vedere la vita.
    Nick entrerà in contatto con la società dei nuovi ricchi nel momento in cui farà la conoscenza di Jay Gatsby.
    Jay è un personaggio celato da un alone di mistero.
    All’inizio del romanzo non è altro che un’ombra, una persona senza volto e storia, la quale da delle feste bellissime dove tutti partecipano anche senza mai esser stati invitati. Scorrendo le righe e le pagine, quest’uomo prenderà sempre più corpo e sostanza fino a svelarsi completamente. A Gatsby piace dare dei party esagerati e circondarsi di persone che alla fin dei conti si rivelano essere dei perfetti estranei. Finita l’euforia e l’esaltazione per i festeggiamenti e chiuse le luci, Jay appare com’è realmente: un essere umano solo che vive nel ricordo di un grande sentimento mai passato.
    Quello che più ho apprezzato, all’interno del romanzo, è stata l’evoluzione di questo personaggio. Per niente statico o prevedibile, poco per volta prende coscienza che non si può vivere o ripetere il passato. Questa consapevolezza arriva nel giro di una lunga e interminabile notte, quando l’irreparabile è stato compiuto e il sogno si spezza e, come nelle più classiche e belle tragedie romantiche, il sogno frantumato coincide con lo spezzarsi e lo spegnersi della vita.

    Il Grande Gatsby per me è stata un piacevole rilettura che non solo mi ha permesso di cogliere sfumature che ad una prima lettura mi erano sfuggite – come ad esempio la malinconia e la tristezza sempre più grandi e profonde ad ogni pagina – ma è stato anche un bel modo di conoscere le contraddizioni insite nel grande, e tanto acclamato, sogno americano.

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  • 2

    Classico. Nell'intento di raccontare il vuoto di un'epoca dedita allo sfarzo privo di contenuti, provoca in chi legge lo stesso effetto: la noia. E probabilmente il messaggio era esattamente questo. ...continue

    Classico. Nell'intento di raccontare il vuoto di un'epoca dedita allo sfarzo privo di contenuti, provoca in chi legge lo stesso effetto: la noia. E probabilmente il messaggio era esattamente questo.

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