The Great Gatsby

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Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(17587)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , Portuguese , French , Italian , German , Swedish , Dutch , Finnish , Catalan , Slovak , Polish , Romanian , Greek , Czech

Isbn-10: 0140620184 | Isbn-13: 9780140620184 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled , Library Binding , Audio CD , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Jay Gatsby is the man who has everything. But one thing will always be out of his reach...Everybody who is anybody is seen at his glittering parties. Day and night his Long Island mansion buzzes with bright young things drinking, dancing and debating his mysterious character. For Gatsby - young, handsome, fabulously rich - always seems alone in the crowd, watching and waiting, though no one knows what for. Beneath the shimmering surface of his life he is hiding a secret: a silent longing that can never be fulfilled. And soon this destructive obsession will force his world to unravel.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    È forse il mio romanzo preferito. Anzi, fresca di rilettura tolgo il "forse".
    L'ho riletto, come mi ero ripromessa da tempo, nella traduzione di Tommaso Pincio per minimum fax, che ho molto apprezzato ...continue

    È forse il mio romanzo preferito. Anzi, fresca di rilettura tolgo il "forse".
    L'ho riletto, come mi ero ripromessa da tempo, nella traduzione di Tommaso Pincio per minimum fax, che ho molto apprezzato nonostante le sensibili differenze con quella della Pivano del '50, a cui sono affezionata.
    Non mi metto ad analizzare queste differenze, anche perché non ne sarei capace, ma di certo balza subito all'occhio l'uso del vecchia lenza per rendere l'old sport dell'originale, che invece la Pivano traduceva con vecchio mio: fa un po' strano, soprattutto perché come è noto Gatsby pronuncia queste due parole praticamente ogni volta che apre bocca (tranne quando parla a Daisy, ovviamente), ma a me pare un modo efficace per dare l'idea della ricercatezza eccentrica del protagonista, studiata e messa in pratica in ogni forma del suo agire al fine di cancellare il suo umile passato e la sua vera identità. James Gatz viene così seppellito sotto le nuove vesti di Jay Gatsby, questo gangser buono in abito rosa, come lo definisce Pincio nella postfazione (che consiglio di leggere soprattutto per un certo tocco personale e autobiografico del traduttore).
    Tornando al romanzo, è un capolavoro. La trama ha un meccanismo perfetto, nulla è in più, e i personaggi — a parte Gatsby e Nick tutte persone orribili — sono enormi.
    È una storia nerissima nonostante il luccichio delle feste, dei gioielli, delle costose auto cromate, e a me la triste parabola del protagonista spezza il cuore (il funerale senza quasi nessuno che lo pianga ancora più che la morte in sé).

    E il finale?

    Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgiastico che anno dopo anno si allontana da noi. Allora ci sfuggì, ma non importa: domani correremo più veloce, distenderemo le braccia più lontano... e un bel mattino...
    Così seguitiamo a bordeggiare come barche controcorrente, sospinte di continuo nel passato.

    5 stelline per sempre.

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  • 3

    Seconda volta che lo leggo, seconda volta che mi delude: questi personaggi leggeri, superficiali e inconcludenti proprio non mi conquistano.

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  • 5

    Una novela fantástica para sentarte y leerla del tirón. Parece increíble que el autor haya sido capaz de condensar una obra maestra en apenas tres horas de lectura. Una novela más profunda de lo que p ...continue

    Una novela fantástica para sentarte y leerla del tirón. Parece increíble que el autor haya sido capaz de condensar una obra maestra en apenas tres horas de lectura. Una novela más profunda de lo que puede parecer a simple vista, dura y crítica, con un protagonista carismático como pocos.

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  • 5

    old sport

    看完大亨小傳,忍不住搜尋一下GOOGLE的繁體中文網頁。我感到很驚奇,竟然沒有半個人有興趣探討掛在大亨蓋次比嘴邊的那句口頭禪「老兄」的英文到底是哪個字?原先我猜想是現代常用的「dude」。結果不然,翻閱了原文版The Great Gatsby,費茲傑羅用的「老兄」是「old sport」。

    當我稚嫩年少的時候,我父親就告誡過我一個忠告,直到現在仍在我心頭反覆。
    「當你想開口批評人的時候,只要記住,
    ...continue

    看完大亨小傳,忍不住搜尋一下GOOGLE的繁體中文網頁。我感到很驚奇,竟然沒有半個人有興趣探討掛在大亨蓋次比嘴邊的那句口頭禪「老兄」的英文到底是哪個字?原先我猜想是現代常用的「dude」。結果不然,翻閱了原文版The Great Gatsby,費茲傑羅用的「老兄」是「old sport」。

    當我稚嫩年少的時候,我父親就告誡過我一個忠告,直到現在仍在我心頭反覆。
    「當你想開口批評人的時候,只要記住,世上的人不是個個都像你一樣生來就佔盡優勢。」

    這個小說中的第一人稱敘述者並非大亨蓋次比,而是一個富家子弟尼克,尼克由於父親從小的告誡因此成了一個外表拘謹內心倨傲的人,表裡不一的結果是使他得以看盡世俗的浮華。

    小說的進行就是觀察尼克漸漸改變的心理過程,隨著他認識鄰居這位有錢的大亨蓋次比,漸漸了解後,他對蓋次比的態度由看輕轉變為敬重。原來,這個滿口下級階層的俚語「老兄」的蓋次比不是個暴發戶這麼簡單。他是一個能親手打造幻夢成真的男子漢!

    蓋次比一舉擊碎了尼克父親的忠告,那既得利益者謙卑的悲歌,我想這是尼克所高興的。然而蓋次比白手起家成為大亨的過程並不乾淨,因此也就隱藏了道德上的危機(奇妙地小說裡靠敗德致富的人總會得到報應,也許是小說家高尚的情操或悲觀使然,但在現實世界中像電影《軍火之王》那樣的人是不可能死的),蓋次比編織完他美夢的同時也是夢碎的開始,因為他的夢太單純,只容得下他一個人,連他的夢中情人也不配。

    「他們都是混蛋!他們沒有一個人比得上你。」尼克最後是這麼稱讚蓋次比的。但蓋次比這個逐漸消失於世的美國夢的化身,畢竟是世上罕見的,就像梵谷之歌的歌詞:「這個世界無法接受像你如此美好的人」。

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  • 2

    la luce verde, una luce ingannevole

    Mi sono avvicinata a questo romanzo perché compreso in tutti gli elenchi di libri da leggere "almeno una volta nella vita". Poco dopo averlo finito uscì anche il film di Buz Lhurman con Di Caprio. For ...continue

    Mi sono avvicinata a questo romanzo perché compreso in tutti gli elenchi di libri da leggere "almeno una volta nella vita". Poco dopo averlo finito uscì anche il film di Buz Lhurman con Di Caprio. Forse ho goduto di più nel vedere il film, per stralunato e folle che fosse (ma io segretamente amo Lhurman, dacché ha dato al mondo Moulin Rouge). Lo stile di Francis Scott Fitzgerald non è tra quelli che io amo: semplicemente, non coinvolge. Grave pecca. La storia, certo, può essere una buona storia, ma è il come uno la sa raccontare a fare sempre la differenza. E' un libro piuttosto banale, ecco, per essere considerato un classico.

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  • 3

    Una storia indelebile

    C’è chi definisce questo breve romanzo un capolavoro, e chi lo definisce addirittura “mediocre”. La differenza tra questi punti di vista dipende, a mio avviso, esclusivamente dal gusto personale circa ...continue

    C’è chi definisce questo breve romanzo un capolavoro, e chi lo definisce addirittura “mediocre”. La differenza tra questi punti di vista dipende, a mio avviso, esclusivamente dal gusto personale circa i temi trattati: il “self-made-man”, l’amore idealizzato, la solitudine, il denaro.

    In molti definiscono la parte iniziale eccessivamente lenta e noiosa, io invece la trovo funzionale alla trama: in tutta la parte iniziale, infatti, il lettore si chiede chi sia questo misterioso Gatsby, sentendosi come uno dei tanti partecipanti alle sue feste sfarzose.

    Mi ha intenerito la caparbietà di Gatsby, la sua determinazione (un uomo che seguiva una lista precisa di attività ogni giorno, dalle 6 di mattina) e la sua fedeltà allo scopo ultimo della sua vita: conquistare l’amore di Daisy. Non il tema del riscatto di un uomo nato e cresciuto povero, che la vita vede come vincitore dopo aver assaggiato il calice amaro della sconfitta, ma di un uomo povero diventato ricco per avverare un sogno, annullando se stesso, trasformando il suo sogno in ossessione. Cosa ami Jay Gatsby in Daisy è difficile da capire. Una donna arrivista, superficiale, voltabandiera, disposta a chiudere gli occhi di fronte i tradimenti del marito, pur di non perdere il suo status sociale. Del resto, Gatsby è consapevole che l’amore della sua Daisy per lui sia tutto fuorché puro: “ero povero e lei era stanca di aspettarmi”. Gatsby, avrei voluto darti un ceffone, aiutarti a rinsavire. In effetti, questa storia mi ha lasciato una grande amarezza.

    Il libro è ricco di tematiche su cui riflettere, ed è estremamente coerente nella storia, che definirei indelebile, nello stile, impeccabile, elegante, alto, e nei dialoghi, brevi, adatti a dei personaggi tutta apparenza e niente sostanza.

    P.S. Possiedo la versione tradotta di Bruno Armando, che ho apprezzato molto.

    P.P.S. Una piccola parentesi sul film di Luhrmann.
    Capita poche volte di poter apprezzare l’efficacia della trasposizione cinematografica di un libro. Per me, Luhrmann ha fatto un lavoro notevole. Scene come quella della candida stanza dalle tende svolazzanti o dell’entrata in scena di Gatsby, o di lui intento ad allungare il braccio verso la luce verde… scene evocative, sfavillanti come poche. Un film fedele alla trama, ricco di particolari. Un cast perfetto e un magnifico Di Caprio.

    said on 

  • 3

    MORS TUA, VITA MEA

    Da dove partire? Innanzitutto dobbiamo iniziare contestualizzando storicamente il libro: Fitzgerald scrive nel 1925, a cavallo tra i due conflitti mondiali che hanno dilaniato il XX secolo. Questo ci ...continue

    Da dove partire? Innanzitutto dobbiamo iniziare contestualizzando storicamente il libro: Fitzgerald scrive nel 1925, a cavallo tra i due conflitti mondiali che hanno dilaniato il XX secolo. Questo ci permetterà di capire il motivo del linguaggio utilizzato, forbito ed eccessivamente filosofico nonchè a tratti barocco: i dialoghi sono lenti, inframezzati da descrizioni di paesaggi e\o personaggi che fanno perdere il fulcro del discorso a cui prima si prestava attenzione; Digressioni storiche continue, anche improvvise, spaesano il lettore non poche volte, rendendogli non di immediata comprensione il contesto in cui è venuto, in millesimi di secondi, a trovarsi. La trama è un "giallo" tuttavia non si possono non cogliere aspetti letterari di particolare rilievo ed importanza. Uno su tutti le minuziose descrizioni che, quando non inserite nel bel mezzo di dialoghi che dovrebbero, a mio parere essere di "rapida esecuzione con annesso finale", sono piacevoli e ti trasportano in quel mondo di lussi, sfarzi e pettegolezzi nel ruolo di protagonista. Il romanzo è indubbiamente caratterizzato anche da una forte criticità avverso il mondo e la realtà circostante all'autore (che ricordiamo essere quella dell'industrializzazione e delle nuove scoperte scientifico\economiche) fatta di tanti "Dei" illusori, come il denaro, le apparenze e gli esibizionistici bisogni della "classe nobiliare": non a caso, come anche dimostra il finale del libro, essi non portano alla felicità ma solo a tanta solitudine. Tutti i personaggi infatti rimangono essenzialmente soli: chi solo con il proprio dolore, chi solo perché ancora convinto di poter comprare gli affetti con il denaro, chi infine rimane solo fino alla morte a combattere per mantenere puro un sogno d'amore nato senza condizionamenti economici. Signori il Palcoscenico è rosso: Rosso come lo sfarzo esibizionistico, rosso come la guerra, rosso come l'amore, come i sentimenti, uniche vere vittime dei fatiscenti ed illusori bisogni della "nuova classe sociale". Il palcoscenico, ahimè, è rosso anche come la Morte che si è sentita necessaria da provocare per far sì che potessero essere mantenute in "vita" (ecco il paradosso!) le innumerevoli sovrastrutture e abitudini che la routinante esistenza degli uomini sente necessarie per giungere all'Idea di felicità propinata dal conformismo socio-economico.
    Come direbbe Gatz, "vecchio Mio": "Mors tua, Vita mea".
    Questa è la Morale, l'inizio, La fine, l'Umanità: Signori, E' il CREDO DI OGNI UOMO DA SEMPRE.

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  • 3

    Ogni volta è un magone!

    3 stelle e mezzo
    Più che una lettura si tratta di una ri-ri-rilettura. Era da un po’ però che Fitzgerald mi chiamava, sentivo proprio il bisogno di rileggere questo romanzo da capo, con calma. Più ril ...continue

    3 stelle e mezzo
    Più che una lettura si tratta di una ri-ri-rilettura. Era da un po’ però che Fitzgerald mi chiamava, sentivo proprio il bisogno di rileggere questo romanzo da capo, con calma. Più rileggo questo libro, però, più mi ritrovo distante dal mondo creato dall’autore. Insomma, dopo così tante riletture ancora non mi sono abituata al finale di questa storia!
    Più leggo e più odio Daisy e Tom, più leggo e più provo pena per Gatsby che mi sembra sempre un “genio incompreso”,anche se, anche lui non brilla di eccelse virtù. Un libro sferzante, un autore che non ha affatto timore di descrivere, anche con una certa ironia, una società ricchissima ma tutt’altro che perfetta. Nick Carraway mi è sempre andato leggermente di traverso e non so neanche io perché! È un narratore molto attento, e fortunatamente, diverso dalla cugina, ma, facendo parte di quella società perennemente con la puzzetta sotto il naso anche lui pecca diverse volte. Fitzgerald mi incastra sempre! So perfettamente come finisce e si evolve il romanzo, eppure, ogni volta spero in qualcosa di diverso, spero che accada qualcosa che cambi la storia, spero in un diversivo o in una giustizia superiore che si compia.
    Ovviamente non accade mai… e io ci rimango sempre male!
    Basta riletture!

    said on 

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