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The Handmaid's Tale

By Margaret Atwood

(169)

| Paperback | 9780099740919

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Book Description

The Republic of Gilead offers Offred only one function: to breed. If she deviates, she will, like dissenters, be hanged at the wall or sent out to die slowly of radiation sickness. But even a repressive state cannot obliterate desire - neither Offred Continue

The Republic of Gilead offers Offred only one function: to breed. If she deviates, she will, like dissenters, be hanged at the wall or sent out to die slowly of radiation sickness. But even a repressive state cannot obliterate desire - neither Offred's nor that of the two men on which her future hangs. Brilliantly conceived and executed, this powerful evocation of twenty-first century America gives full rein to Margaret Atwood's devastating irony, wit and astute perception.

159 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Decisamente un bel romanzo distopico. Dopo una catastrofe ecologica e anni di guerra negli Stati Uniti si è instaurata la repubblica di Galaad, basata su un regime i cui principi sono dettati dal fontamentalismo religioso. L'ancella Difred ci raccont ...(continue)

    Decisamente un bel romanzo distopico. Dopo una catastrofe ecologica e anni di guerra negli Stati Uniti si è instaurata la repubblica di Galaad, basata su un regime i cui principi sono dettati dal fontamentalismo religioso. L'ancella Difred ci racconta la sua storia. Come sempre questo tipo di romanzi sono molto angoscianti e coinvolgenti ma io ho trovato originale soprattutto il finale, che mi ha sorpresa.
    Voto 9/10

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    Monique e Filippo said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Atwood è una garanzia di qualità...

    Che dire? L'ho letto velocemente, volentieri e con infinito piacere... La storia della nostra Ancella ti incatena alle pagine e rende impossibile smettere di leggerlo!

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    Micol said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi capita di rado, ma ci sono libri che, quando li chiudo, mi fanno venire voglia di limonare potentemente l'autore. In questo caso forse mi tratterrei vista l'età dell'autrice, ma la sensazione è stata davvero forte.

    Questo libro è stata una vera s ...(continue)

    Mi capita di rado, ma ci sono libri che, quando li chiudo, mi fanno venire voglia di limonare potentemente l'autore. In questo caso forse mi tratterrei vista l'età dell'autrice, ma la sensazione è stata davvero forte.

    Questo libro è stata una vera scoperta: non avevo mai letto nulla di suo e sono rimasta sorpresa e toccata da questa distopia che non ha nulla di sexy, di romantico o di tendenza. Si tratta di un mondo in cui nessuno di noi vorrebbe vivere (almeno me lo auguro), una realtà profetica su cosa potrebbe succedere se si portassero all'estremo certe forme di moralismo religioso (e non solo) e fossero poste come regole della società.

    Mi ha raggelato l'ultimo capitolo, che fa intuire un futuro ancora peggiore, forse, dove l'esperienza dell'ancella senza nome che fa da voce narrante viene sezionata, studiata e commentata senza farsi mancare battutine davvero fuori luogo. Un futuro che non sembra aver imparato da un periodo simile a un nuovo medioevo dove la donna è stata resa un oggetto, una schiava nella sua funzione biologica fondamentale, laddove possibile, una serva negli altri casi, una moglie trofeo nella migliore (o peggiore) delle condizioni. Un futuro che riesce a fare dello spirito su un periodo del genere mi fa sperare ancora meno nell'umanità del periodo di oscurantismo in sé.

    Si tratta di un immaginario molto forte e molto ben tratteggiato, una delle migliori letture di quest'anno.

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    Rowena said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia recensione qui: http://ilariagoffredoromanzi.wordpress.com/2014/01/03/il-racconto-dellancella-margaret-atwood/

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    Ilaria Goffredo said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Eccellente romanzo distopico.

    In un futuro prossimo gli Stati Uniti, devastati da atti terroristici concentrici portati da organizzazioni nazionali ed internazionali si smembrano in una serie di staterelli indipendenti.
    In uno di questi, Galaad, sono ambientate le vicende narrate ...(continue)

    In un futuro prossimo gli Stati Uniti, devastati da atti terroristici concentrici portati da organizzazioni nazionali ed internazionali si smembrano in una serie di staterelli indipendenti.
    In uno di questi, Galaad, sono ambientate le vicende narrate nel romanzo.
    Galaad è una teocrazia di stampo patriarcale dove le donne, persi tutti i diritti civili sono regredite allo stadio servile.
    In più per fronteggiare un drastico calo delle nascite, dovuto alla contaminazione radioattiva proveniente dalle centrali nucleari danneggiate dai terroristi; le poche donne ancora in grado di procreare, chiamate Ancelle, vengono obbligate a mettere a disposizione il loro corpo per permettere alla nomenclatura dominante di avere una discendenza.
    Il libro segue la storia di una di loro, Difred.
    Scritto con stile esemplare, Il Racconto dell'Ancella è un romanzo che non abbonda di azione, anzi è decisamente intimista, eppure cattura dalla prima all'ultima pagina; a mio giudizio è un opera degna di stare al fianco di altri grandi romanzi distopici come 1984 o Fahreneith 451. Consigliato.

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    Fedmahn Kassad said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Sarebbe stato un bel romanzo a patto però di sospendere il giudizio riguardo le condizioni a contorno che costituiscono l’ambientazione presentata dalla Atwood. Purtroppo non è un romanzo che si possa leggere così acriticamente e più andavo avanti pi ...(continue)

    Sarebbe stato un bel romanzo a patto però di sospendere il giudizio riguardo le condizioni a contorno che costituiscono l’ambientazione presentata dalla Atwood. Purtroppo non è un romanzo che si possa leggere così acriticamente e più andavo avanti più restavo basita.

    In un futuro non molto distante dai nostri giorni, il governo degli Stati Uniti viene rovesciato da un gruppo di fanatici religiosi che instaurano un regime teocratico nell’arco di brevissimo tempo.
    Che si tratti di un futuro postatomico lo apprendo dalla descrizione del libro e non dal racconto stesso e questo già non mi piace. Comunque, a causa delle radiazioni, la fertilità delle donne è compromessa, di conseguenza la natalità è ridotta all’osso e l’umanità rischia di estinguersi.
    Così il nuovo governo decide che tutte le donne in età fertile non sposate, o sposate in seconde nozze, vengano private dei loro diritti civili e della loro identità, relegandole a ruolo di madri surrogato, meri uteri con due gambe di proprietà di un Comandante, che svolge il ruolo di “inseminatore” nel caso la Moglie legittima non sia stata in grado di concepire. E il loro status di donna dipende dalla loro capacità di procreare: nel caso in cui non riuscisse a concepire un figlio sano finché è fertile, tale donna è destinata ad essere declassata a NonDonna e deportata in un luogo dove la morte è certa.
    Il nuovo governo non sottomette soltanto le donne ma limita i diritti anche dei maschi: essi vengono definiti secondo il loro grado militare, solo quelli di grado più elevato possono sposarsi (tra l’altro i matrimoni sono combinati), il sesso libero è un tabù, e quelli che una volta erano medici abortisti o professano una religione diversa da quella “ufficiale” vengono condannati come dissidenti al regime ed impiccati.

    Al di là della causa (il calo della natalità) che giustifichi un drastico cambio di rotta nei rapporti interpersonali, quello che mi lascia più interdetta è il lasso di tempo in cui questi cambiamenti avvengono (troppo breve) nonché la quasi totale assenza di reazione da parte della gente comune. Lo trovo troppo assurdo per essere quanto meno verosimile. Il romanzo non è ambientato nel paese dei talebani ma nei democraticissimi Stati Uniti, un paese che vanta una lunga storia per la conquista dei diritti civili, oltre che una popolazione culturalmente progredita.
    Di conseguenza mi sarei aspettata quanto meno una reazione violenta, una guerra civile, che ostacolasse il regime e allungasse i tempi di transizione… invece niente, tutto si è concretizzato in poco tempo complice la passività delle donne (dopo tutta la fatica che hanno fatto per guadagnarseli quei diritti se li fanno togliere così?) e l’indifferenza degli uomini che si adeguano istantaneamente al cambio di politica, nonostante li divida in uomini di serie A e uomini di serie B.

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    Veronique said on May 12, 2014 | Add your feedback

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