The Hare with Amber Eyes

A Hidden Inheritance

By

Publisher: Vintage

4.1
(600)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Danish , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0099539551 | Isbn-13: 9780099539551 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
At the heart of Edmund de Waal's strange and graceful family memoir, The Hare with Amber Eyes, is a one-of-a-kind inherited collection of ornamental Japanese carvings known as netsuke. The netsuke are tiny and tactile--they sit in the palm of your hand--and de Waal is drawn to them as "small, tough explosions of exactitude." He's also drawn to the story behind them, and for years he put aside his own work as a world-renowned potter and curator to uncover the rich and tragic family history of which the carvings are one of the few concrete legacies. De Waal's family was the Ephrussis, wealthy Jewish grain traders who branched out from Russia across the capitals of Europe before seeing their empire destroyed by the Nazis. Beginning with his art connoisseur ancestor Charles (a model for Proust's Swann), who acquired the netsuke during the European rage for Japonisme, de Waal traces the collection from Japan to Europe--where they were saved from the brutal bureaucracy of the Nazi Anschluss in the pockets of a family servant--and back to Japan and Europe again. Throughout, he writes with a tough, funny, and elegant attention to detail and personality that does full justice to the exactitude of the little carvings that first roused his curiosity.
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    Non lo capivo proprio da giovine quando vedevo il grigiore degli adulti a leggere saggi a manetta dimentichi dei romanzi e mi pareva sintomo della noia mortale della maturità, della morte del sogno e ...continue

    Non lo capivo proprio da giovine quando vedevo il grigiore degli adulti a leggere saggi a manetta dimentichi dei romanzi e mi pareva sintomo della noia mortale della maturità, della morte del sogno e così via. Adesso che sono negli anta però mi trovo progressivamente sempre di più anche io a leggere libri che son più saggi che romanzi. come mai? Bella domanda, e non so se una risposta c'è e conferma le tesi del giovine che ero e forse l'età incipiente spinge a esplorare e spezzettare la realtà abbandonate le velleità del sogno.
    Ecco tutto questo per dire che questa storia però è il compromesso perfetto tra il saggio e il romanzo, la narrazione molto garbata. La storia di tre città e i membri di una famiglia segue le vicende di una collezione di netsuke che arriva nelle mani dell'autore. La storia ci parla così da una parte del "clima" di queste tre città, soprattutto dal punto di visto artistico e soprattutto su come si sviluppa il gusto artistico in un orizzonte europeo che vede un sempre più fitto scambio e più forti influenze in un mondo il cui orizzonte continua ad ampliarsi. Ci racconta anche lo sviluppo sociale che porta ai nazionalismi del secolo scorso e il vissuto e il ruolo delle comunità ebraiche in questi paesi che diventano sempre di più urbanizzati. E la magia di una collezione di netsuke, la cui patina passa indenne i tumulti della storia.

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    “le eredità non sono mai banali. Che cosa viene ricordato e cosa dimenticato, nel passaggio?”. Edmund De Waal è un giovane ceramista inglese che ha vinto una borsa di studio a Tokyo. Qui passa un pome ...continue

    “le eredità non sono mai banali. Che cosa viene ricordato e cosa dimenticato, nel passaggio?”. Edmund De Waal è un giovane ceramista inglese che ha vinto una borsa di studio a Tokyo. Qui passa un pomeriggio a settimana in compagnia del prozio Iggie che è solito esaminare insieme a lui la sua collezione di 264 netsuke (antiche statuine giapponesi d’avorio raffiguranti animali, contadini, oggetti). Anni dopo, alla morte di Iggie, Edmund eredita i netsuke e decide di indagare sui rapporti tra quegli oggetti e le persone che li hanno maneggiati e i luoghi che hanno attraversato. Quest’intento, perseguito a tempo pieno per ben due anni, si traduce in un grande affresco storico. Coltissimo, dotato di grandi capacità evocative e di un sottile senso dell’umorismo, De Waal ci racconta come i suoi antenati ebrei di Odessa, gli Ephrussi accumulino una fortuna attraverso il commercio di frumento e poi si dedichino alla finanza aprendo banche in tutta Europa. C’è un ramo della famiglia che adora l’arte e, appena può investe in quadri e libri. A comprare i netsuke è Charles Ephrussi, che alla fine dell’Ottocento a Parigi, ha una casa museo spettacolare e frequenta Marcel Proust, Edouard Manet, Auguste Renoir… Nel 1899, quando a Vienna si sposa Viktor, suo nipote, Charles gli invia per regalo la sua preziosa collezione giapponese. I netsuke passano così dal salotto parigino allo spogliatoio viennese di Emmy, la giovane e civettuola moglie di Viktor, che passa molto tempo a cambiarsi d’abito e approfitta di questi momenti per vedere i suoi figli e lasciarli giocare con le statuette. La parte del libro ambientata a Vienna è la più tragica: i ricchissimi Ephrussi si sentono a tutti gli effetti austriaci e non riescono a credere che dopo la guerra l’atteggiamento nei loro confronti cambi, che l’antisemitismo dilaghi. Mentre i quattro figli di Viktor e Emmy sono in salvo all’estero nel 1938, la coppia, a cui sono stati sequestrati tutti i beni, è ancora in Austria nel momento in cui Hitler estende a questo paese le leggi razziali. Emmy si uccide, Viktor riesce a raggiungere la figlia Elisabeth in Inghilterra; di tutto il loro patrimonio restano i netsuke che la cameriera Anna nasconde sotto il suo letto, quando i nazisti spogliano il palazzo. Anna consegnerà le statuine a Elisabeth nel 1945 e lei li darà al fratello Iggie, il quale deciderà di trasferirsi in Giappone insieme a loro per rifarsi una vita. Scrive De Wall: “non so più se questo libro parli della mia famiglia, della memoria, di me, o se sia ancora un libro su certi oggettini giapponesi”. Di fatto è un libro ricchissimo di spunti e scritto benissimo. (Edmund De Waal, Un’eredità di avorio e ambra, traduzione di Carlo Prosperi, Bollati Borringhieri, 2014)

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  • 3

    La collezione di netsuke giapponesi come paradigma di un ciclo vichiano. Silenti assistono allo scorrere della storia della famiglia Ephrussi, dagli inizi della loro fortuna ai tragici eventi del nazi ...continue

    La collezione di netsuke giapponesi come paradigma di un ciclo vichiano. Silenti assistono allo scorrere della storia della famiglia Ephrussi, dagli inizi della loro fortuna ai tragici eventi del nazismo alla rinascita dopo la guerra. Sono lì, immobili, pronti ad assistere al nuovo corso degli eventi. Un bel libro. Da leggere

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    L'autore, seguendo le sorti di una preziosa collezione di netsuke giapponesi, ricostruisce la storia vera e romanzesca della sua famiglia. Ci troviamo così a Parigi negli ultimi trent'anni dell'800 do ...continue

    L'autore, seguendo le sorti di una preziosa collezione di netsuke giapponesi, ricostruisce la storia vera e romanzesca della sua famiglia. Ci troviamo così a Parigi negli ultimi trent'anni dell'800 dove gli Ephrussi, ebrei, divenuti ricchissimi banchieri, frequentano Proust, che si ispira a uno di loro per Swann, e comprano i dipinti di Degas e Renoir. Poi si passa alla fastosa Vienna di Francesco Giuseppe fino agli anni terribili di Hitler, infine al Giappone dal tremendo dopoguerra fino ai giorni nostri. La narrazione, pur con qualche lentezza, è affascinante, particolareggiata, interessante, assolutamente vera e addirittura corredata di foto e cartine. Ovviamente, la persecuzione degli ebrei e le cause di essa occupano un posto fondamentale nel racconto. Consigliato a chi ama la storia dal di dentro.

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  • 5

    De Waal è un critico, storico dell’arte e professore di ceramica alla University of Westmister, è uno dei più famosi artisti della ceramica inglesi. Questa premessa serve per capire per quale motivo l ...continue

    De Waal è un critico, storico dell’arte e professore di ceramica alla University of Westmister, è uno dei più famosi artisti della ceramica inglesi. Questa premessa serve per capire per quale motivo lo scrittore ha scritto questo tipo di romanzo. Quando ho iniziato questo romanzo non sapevo bene cosa aspettarmi visto che lo avevo preso a scatola chiusa. Devo dire che ne sono rimasta assolutamente colpita e me ne sono innamorata. Lo scrittore attraverso i netsuke e il viaggio che essi stessi hanno fatto negli anni e nel mondo ricostruisce la storia della sua famiglia. Ho trovato questo “stratagemma” molto carino perché non diventa per il lettore il classico elenco di date e nomi tipo rubrica del telefono. Oltre ai personaggi della famiglia Ephrussi ebrei di Odessa che poi per vari motivi si troveranno sparsi per il mondo l’autore ci fornisce anche un contesto storico ben descritto in cui i fatti si svolgono. I quattro grandi capitoli di cui è composto il libro sono suddivisi per anni (Parigi 1871-1899 Vienna 1899-1938 ecc ecc) fini ad arrivare ai giorni nostri. Questi 4 grandi capitoli hanno dei sotto capitoli brevi con un titoletto che richiama l’avvenimento di cui si parlerà in seguito. Questo modo di strutturare il romanzo mi ha permesso di apprezzarlo ancora di più perché non avevo la sensazione di essermi persa nei meandri della storia. Il tutto poi è corredato da una serie di fotografie della famiglia Ephrussi e di alcuni dei luoghi da lui visitati ( ne esiste di questo romanzo una versione illustrata e una senza foto).

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  • 3

    Ha tutti gli ingredienti giusti questo "libro per signorine e signore" come dice il libraio vicino casa mia,
    In 400 pagine non puoi non trovare qualcosa che non sai, o che ti interessa, o che sapevi f ...continue

    Ha tutti gli ingredienti giusti questo "libro per signorine e signore" come dice il libraio vicino casa mia,
    In 400 pagine non puoi non trovare qualcosa che non sai, o che ti interessa, o che sapevi fino a un certo punto, o addirittura (davvero gran paraculo questo De Waal) qualcosa che sapevi già ma che viene raccontata come la rivelazione di un segrato noto a pochi, (seeh...!).

    Se non fosse stato così ripetitivo nel mettere in mezzo (anche a sporoposito) i ninnoli giapponesi che danno il nome al libro, ed evitato di dirci a ogni piè sospinto quanti cuochi, autisti, bambinaie, cameriere, etc. aveva in servizio la sua famiglia ad ogni epoca storica, avrebbe risparmiato un bel po' di carta e magari ottenuto qualche stellina in più.

    Comunque, al di là del titolo (nel XXI secolo ci sono ancora editori che traducono "The Hare with Amber Eyes" con "Una collezione d'avorio e ambra") il libro racconta la storia familiare dello scrittore.
    I protagonisti sono gli acculturati rampolli di una delle più potenti banche/famiglia del mondo (con tanto di finanziamenti alla prima guerra mondiale)
    I fatti raccontati sono veri.
    E il tempo investito nella lettura non è stato sprecato.
    Certo, io non lo avrei mai comprato, quindi grazie a chi me ne ha fatto dono.

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  • 4

    Libro affascinante e raffinato,amo le vicende famigliari di generazioni raccontate recuperando il passato tramite,lettere,fotografie,oggetti,se poi incontrano Proust e Rilke,attraversano l'800 e il 90 ...continue

    Libro affascinante e raffinato,amo le vicende famigliari di generazioni raccontate recuperando il passato tramite,lettere,fotografie,oggetti,se poi incontrano Proust e Rilke,attraversano l'800 e il 900,giungono fino a noi con la voce di un discendente colto e appassionato,allora e'una meraviglia!!!! Devo solo andare a Cap Ferrat a vedere la villa ephrussi e il puzzle e' completo

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