The History of Tom Jones

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Publisher: Penguin

3.8
(645)

Language: English | Number of Pages: 911 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0140430091 | Isbn-13: 9780140430097 | Publish date:  | Edition 1

Curator: R.P.C. Mutter

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
One of the great comic novels in the English language, Tom Jones was an instant success when it was published in 1749: Ten thousand copies were sold in its first year. A foundling, Tom is discovered one evening by the benevolent Squire Allworthy and his sister Bridget and brought up as a son in their household until it is time for him to set out in search of both his fortune and his true identity. Amorous, high-spirited, and filled with what Fielding called "the glorious lust of doing good" but with a tendency toward dissolution, Tom Jones is one of the first characters in fiction to display legitimate sides of human virtue and vice. "Upon my word, I think Tom Jones is one of the most perfect plots ever planned," said Samuel Taylor Coleridge.
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  • 5

    Come si fa la storia del romanzo

    Vorrei iniziare col parlare del lieto fine del libro, così mi tolgo subito il dente, assicurando che è assolutamente stucchevole. Il resto del romanzo invece è tra le cose più divertenti ed argute che ...continue

    Vorrei iniziare col parlare del lieto fine del libro, così mi tolgo subito il dente, assicurando che è assolutamente stucchevole. Il resto del romanzo invece è tra le cose più divertenti ed argute che abbia letto.
    Il Settecento è un secolo fondamentale per la nascita e lo sviluppo del romanzo, ma la mia impressione è che Fielding, come altri del suo periodo, lo considerino un'evoluzione della commedia, il che spiega il tono farsesco dell'insieme e la commistione di satira, umorismo, grottesco, sentimentale, dramma e moralismo. Fielding però ha il tocco del genio, per cui trasforma in grazia ciò che in un altro sarebbe noioso artificio e la sua acuta conoscenza della natura umana sfocia in un disincanto che ha il pregio di non essere mai arcigno o amaro.
    In quasi mille pagine, prendendo a pretesto le peripezie di due innamorati ostacolati dalla famiglia e dalla società, un plot poco originale (per non dire già abbondantemente consunto) anche a quei tempi, riesce a dipingere un affresco vivace e arguto dei costumi di un'epoca, verso i quali l'autore mostra non solo una estrema acutezza d'indagine, ma anche una incredibile capacità di critica.
    Mi è piaciuto il suo spirito illuminista, e mi dispiace parecchio di trovarne pochi esempi negli scrittori e negli intellettuali di oggi, che tendenzialmente mi appaiono da un lato più amari e da un altro meno consapevoli.
    Quel che ai miei occhi ha reso la lettura interessante, oltre che divertente, sono le numerose digressioni sul genere del romanzo che Fielding introduce all'inizio di ogni nuovo libro. Si tratta di riflessioni sul tempo, spazio, carattere dei personaggi, rapporto tra verità storica, verosimiglianza e meraviglioso, che testimoniano una grande consapevole da parte sui caratteri peculiari e sulla novità dell'operazione che l'autore e altri stavano compiendo e consegnando a tre secoli di storia letteraria.

    said on 

  • 4

    Tom Jones di Henry Fielding
    titolo originale: The history of Tom Jones, a foundling

    Scritto nel 1749 è un romanzone di quasi 1000 pagine (dipende dall'edizione); l'avevo sempre snobbato fino ad ora pr ...continue

    Tom Jones di Henry Fielding
    titolo originale: The history of Tom Jones, a foundling

    Scritto nel 1749 è un romanzone di quasi 1000 pagine (dipende dall'edizione); l'avevo sempre snobbato fino ad ora proprio per la sua mole. Non che di solito, mi faccia spaventare da un grosso libro, ma in questo caso si trattava di un grosso libro e anche scritto da un autore a me sconosciuto.
    Non ha aiutato avere un'edizione priva di riassuntino, una quarta di copertina, un accenno all'autore... niente, Garzanti, ma orribile.

    Ho scoperto, invece, un'opera comica con un autore che secondo me si è divertito un sacco a scriverla; onnipresente, Henry Fielding. mi sono dovuta sorbire le sue chiacchiere, le divagazioni e le battute che di continuo sembrano voler togliere spazio ai personaggi e alla trama.
    Ma sono così ben inserite nella storia e talmente divertenti che una (lettrice) si ritrova a ridacchiare anche senza volerlo.

    Tom è un trovatello, figlio non si sa bene di chi, adottato da un ricco gentiluomo, mr Allworthy; uomo degno, ma piuttosto influenzabile. Il ragazzo cresce discolo e diventa un giovanotto piuttosto amante delle belle donne.
    Invidiato per la sua posizione (non riconosciuto, ma molto amato dal padre adottivo) e per il bel aspetto si attira le invidie del nipote di Allworthy, che approfitta delle sue marachelle amorose (si contendono inoltre la stessa donna) e lo fa cacciare di casa.
    Tom è allegro e superficiale, somiglia a Pinocchio; come lui si affida alle persone sbagliata e compie un lungo viaggio per ritrovare l'uomo che è in lui, il vero amore e le sue origini.

    Mi è piaciuto, si è capito. Ho detto che è comico, ma non vorrei essere fraintesa: i ragionamentti filosofici di Fielding sull'educazione, l'amore, la religione e la morale sono azzeccattisissimi e illuminanti nonostante siano scritti con leggerezza.
    Ho sottolineato un mucchio di cose, che mi sono poi riletta e che terrò ben presente.
    Una lettura lunga, ma avvincente.

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  • 4

    Datato, ma piacevole. Le comiche avventure dell'orfano Tom Jones, eroe sempliciotto dal cuore buono, che viene cacciato di casa dal ricco gentiluomo di campagna che lo ha adottato per le sue malefatte ...continue

    Datato, ma piacevole. Le comiche avventure dell'orfano Tom Jones, eroe sempliciotto dal cuore buono, che viene cacciato di casa dal ricco gentiluomo di campagna che lo ha adottato per le sue malefatte, e passa di locanda in locanda fino a Londra, con il suo fido e ancor più sempliciotto Sancho Panza, sono un fitto groviglio di intrighi e complotti, condite da boccaccesche avventure d'alcova: non ci si annoia. Ci sono momenti di irresistibile umorismo. Sicuramente, è il padre dei meravigliosi romanzi di Thackeray e di Dickens; ma quanti passi avanti sono stati fatti nell'Ottocento! Tom Jones è, più che un vero romanzo, un divertissement.

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  • 4

    ingenuo libertino dal cuore occupato

    Ho letto Tom Jones con vera curiosità perché ne ho sentito parlare e elogiare. Non sapevo che andavo incontro ad un volume con ben 58 capitoli! Più di una volta volevo lasciarlo stare, ma poi la stori ...continue

    Ho letto Tom Jones con vera curiosità perché ne ho sentito parlare e elogiare. Non sapevo che andavo incontro ad un volume con ben 58 capitoli! Più di una volta volevo lasciarlo stare, ma poi la storia di questo trovatello amato dal padre che lo accoglie in casa e odiato dal fratellastro mi ha coinvolta ed è stata spassosa. Fielding rallenta la narrazione inserendo...Uno le sue riflessioni e aperture ad ogni capitolo, due i dialoghi con il lettore (che per me non erano necessari) tre la vicenda vera e propria. E' avvincente e avventuroso e la storia balza da una locanda all'altra nei dintorni tra Bristol e Bath.E, nonostante Tom sia un ingenuo libertino, a volte è vittima dei fatti o del suo apparato sessuale; è un buono, un coraggioso e generoso protagonista. Anche l'amata Sophy è buona, bella, onesta e senza macchia... quindi i buoni vincono e tutti sono contenti.
    No, in Fielding c'è dell'altro, ci sono complotti e vendette e lui te li racconta in maniera tragicomica. Si impara da Fielding. Si capisce anche com'erano i viaggi e le locande e molto altro. In qualche maniera mi ha ricordato Thackeray, ma con uno stile più sobrio.

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  • 4

    Storia gradevole e ben congegnata che acquista ancora più valore tenuto conto che sono le origini del romanzo "borghese".Il signor Western racchiude tutta la natura umana:miglior attore non protagonis ...continue

    Storia gradevole e ben congegnata che acquista ancora più valore tenuto conto che sono le origini del romanzo "borghese".Il signor Western racchiude tutta la natura umana:miglior attore non protagonista.Letto tutto d'un fiato!Lo scontato lieto fine si può perdonare.

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  • 5

    Mi ha fatto buona compagnia per un mese e mezzo, ed è uno di quei libri che ti invogliano a trangugiare golosamente pagine su pagine, facendoti desiderare di ricominciarlo appena l'hai finito. Averlo ...continue

    Mi ha fatto buona compagnia per un mese e mezzo, ed è uno di quei libri che ti invogliano a trangugiare golosamente pagine su pagine, facendoti desiderare di ricominciarlo appena l'hai finito. Averlo letto pochi mesi dopo l'insopportabile "Pamela" di Richardson ha probabilmente aumentato il divertimento e l'apprezzamento per questo romanzo di grande soddisfazione. Un ritmo lento, tranquillo, indugiante, da slow food della lettura. Un'ironia inesausta, che attraversa tutto il racconto come una vena di grasso attraversa un buon arrosto e lo mantiene morbido in cottura. Un percorso di formazione da eroe di Bildungsroman, attraverso paesaggi e boschi magici e personaggi e avventure che richiamano alla memoria una folla di esperienze letterarie, dall'Orlando Furioso a Don Chisciotte ai palcoscenici con tante porte di Victor Hugo o di Feydeau.

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  • 5

    Sì, mia cara Jane Austen, so che tu lo trovavi un tantino volgare, ma, che vuoi, noi siamo ormai abituate a molto ma molto peggio! E io l'ho letto e riletto, considerandolo un capolavoro...

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  • 0

    Un misero omaggio al Magnifico

    Ecco che mi accingo a dire qualcosa di questo immenso capolavoro...ben misera cosa per la verità, ben misero il mio modesto tentativo. Niente potrei scrivere che omaggi abbastanza un Grande, un Maest ...continue

    Ecco che mi accingo a dire qualcosa di questo immenso capolavoro...ben misera cosa per la verità, ben misero il mio modesto tentativo. Niente potrei scrivere che omaggi abbastanza un Grande, un Maestro, un uomo che è stato il padre spirituale del romanzo inglese e che ha insegnato al mondo l'utilizzo di una delle più potenti armi mai messe a punto contro la stupidità, la meschinità, l'ipocrisia e la cattiveria umana: l'ironia.
    Questo Gran Maestro già all'inizio di questo suo capolavoro presenta il suo libro come una portata, una pietanza, ed ecco che abbiamo un magnate anziano, ma ingenuo, un giovane audace facile preda del vizio, ma in fondo buono, vecchie zitelle acide, uno squire un po' troppo focoso, una donzella bella che sviene facilmente,e poi una schiera di ipocriti, ladri, bugiardi, avidi, il tutto condito dall'ironia, da sagacia, da giusti moniti e critiche.
    Ora vorrei parlare dei capitoli che introducono ogni libro; troppo spesso questi vengono ingiustamente considerati noiosi, visti come luunghe digressioni intrise di moralità e di concetti/idee/opinioni che ai contemporanei possono sembrare datati, inutli, ma IN VERITA' VI DICO che sono una parte essenziale del romanzo, sono bellissimi, eccezionali e tanto possono insegnare ancora oggi nel 2014 a tutti noi, ma soprattutto è qui, in questi capitoli che lo spirito di Fielding (ma che dico! Dell'Inghilterra vittoriana!!!) si esprime in tutta la sua grandezza! Ma tutto questo lo si comprende appieno solamente con una seconda lettura, perchè la trama di questo romanzo è così meravigliosamente avvincente e perfetta, che ogni sua interruzione, anche fatta a ragion veduta dal Maestro (non chiamerò MAI Fielding "autore"), può sembrare ingiusta. Così spesso e volentieri si leggono superficialmente e velocemente perchè non si vede l'ora di sapere che fine a fatto il Tom Jones, o Sofia!
    Ben pochi, ben pochi romanzi possono raggiungere un livello così alto; qui non troverete il teatro di marionette della Fiera delle Vanità, qui non troverete la boria di Ritratto di Signora...Qui c'è La Natura Umana, o almeno il tentativo di un uomo, di un Magnifico appunto che la dipinge con sagacia, ironia, e giusta critica.
    Signori, a voi anobiani mi rivolgo. Se non avete letto ancora questo immenso libro, fatelo. Non ve ne pentirete.

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  • 4

    Cosa posso dire a riguardo di questo libro?
    Un gran mattone, senza dubbio, 820 pagine di situazioni a volte esilaranti, a volte assurde; al personaggio di Sofia si potrebbe dare l'appellativo di Mary ...continue

    Cosa posso dire a riguardo di questo libro?
    Un gran mattone, senza dubbio, 820 pagine di situazioni a volte esilaranti, a volte assurde; al personaggio di Sofia si potrebbe dare l'appellativo di Mary Sue (per chi non sapesse cosa significhi ecco il link di wikipedia con la spiegazione http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Sue), il lieto fine è sicuramente banale ma...direi che un lettore che prenda in mano questo genere di libri sa già cosa aspettarsi nell'epilogo.

    Personalmente mi è piaciuto, mi ha tenuto compagnia per parecchi giorni e mi sono divertita e a tratti commossa nella lettura, magari il volume è un pò troppo prolisso ma non lo considero un demerito, si tenga conto che, anche se in italia è stato finito di stampare nel 1997, il romanzo è stato scritto e pubblicato nel 1749, quindi in un epoca con ben pochi svaghi rispetto a quelli che la società del 2014 ci offre, tra cui lo svago della lettura, soprattutto nei mesi invernali, quindi è ovvio che Fielding non abbia lesinato particolari ed incluso situazioni che omettendo avrebbero accorciato di gran lunga il libro. Interessanti e riflessivi anche gli interventi di Fielding ad inizio capitolo, che, come dice lo scrittore stesso, fanno prendere una pausa dalla storia al lettore affaticato. Se ambientazioni passate e storie d'amore lunghe e tragiche piacciono al lettore questo scritto non annoierà ci certo, sprattutto l'ultima parte dove si può dire che finiscono le avventure di Jones e Sofia per entrare nel vivo della storia che condurrà al finale e ttto verrà rivelato.
    Insomma, lettura piacevole.

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