The Hitchhiker's Guide to the Galaxy

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Publisher: Macmillan Children's Books

4.1
(14225)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , French , Catalan , Japanese , Greek

Isbn-10: 0330438956 | Isbn-13: 9780330438957 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Others , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
On Thursday at lunchtime the Earth gets unexpectedly demolished to make way for a new hyperspace bypass. For Arthur Dent, who has already had his house demolished that morning, this seems to be more than he can cope with. Sadly, however, the weekend has only just begun, and the Galaxy is a very strange and startling place. A $60-million PG movie from Walt Disney pictures is releasing in May 2005. It stars Martin Freeman as Arthur Dent, Sam Rockwell as Zaphod Beeblebrox, Bill Nighy as Slartibartfast and the supercool hip-hop artist Mos Def as Ford Prefect. The Hitchhikers Guide to the Galaxy was voted the nation's fourth most popular book by the BBC's Big Read and the Young Picador edition will bring this perennially popular novel to a brand-new teenage readership. Over fourteen million copies of Douglas Adamss books have been sold worldwide.
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  • 0

    “Giallo” pensò.

    “Evoluzione?” si chiesero. “ E chi ne ha bisogno?”

    «Ma cosa ce ne facciamo di un robot maniaco-depressivo?»

    «Esigiamo aree di dubbio e di incertezza rigidamente definite!»

    Chiedo venia ...continue

    “Giallo” pensò.

    “Evoluzione?” si chiesero. “ E chi ne ha bisogno?”

    «Ma cosa ce ne facciamo di un robot maniaco-depressivo?»

    «Esigiamo aree di dubbio e di incertezza rigidamente definite!»

    Chiedo venia a molti. Ho apprezzato questo romanzo, i molti riferimenti a Vonnegut, i momenti comici e parodistici (non tutti, a essere sincero), la trama piuttosto originale, la satira su informatici e nerd (e su informatici nerd) ante litteram, quando le categorie non erano state nemmeno definite. Eppure non ho trovato la chiave, quel tocco che da anni lo rende libro di culto. Una lettura piacevole, probabilmente proseguirò con gli altri capitoli della serie ma, almeno al momento, non provo sintomi da sindrome di Stendhal come vedo che capita ad altri quando viene nominato anche solo il titolo. Chiedo venia.

    ---

    Una delle cose che Ford Perfect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani era il loro vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie.
    E non hai idea, caro Ford, di come una cosa che al tuo tempo non esisteva, internet, che di per sé è uno strumento utile, abbia amplificato e fatto proliferare in modo esponenziale i ripetitori di cose ovvie. Che si limitino ai centoquaranta caratteri di un tweet o si allarghino negli spazi, purtroppo illimitati, di facebook o di un blog, sono i ripetitori di ovvietà a godere di grande successo. E chi li legge beve, assorbe, assimila tutto, fino a diventare ovvietà a sua volta.

    “Oh, com’è stato facile!” dice l’Uomo, e, per fare il bis, passa a dimostrare che il nero è bianco, per poi finire ucciso sul primo attraversamento pedonale che successivamente incontra.
    Una delle migliori confutazioni a un’idea di dubbia consistenza ma largamente diffusa: che dimostrare la non-esistenza di Dio risolva una sacco di problemi.

    Nel frattempo il povero Babelfish, avendo eliminato le barriere che impedivano alle varie razze e civiltà di comunicare tra loro, ha provocato più guerre e sangue di qualsiasi altro evento nella storia dell’evoluzione.
    Già. Un altro dogma che è stato proclamato senza preoccuparsi dei segnali che lo mettevano in dubbio. L’idea che quando ci si incontra, come individui e come culture e come popoli ci si debba automaticamente piacere. Obiettivo che ritengo realizzabile, ma non senza sforzo, come invece sostengono utopisti low cost e rousseauiani.

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  • 2

    Con “La guida galattica per autostoppisti” è andata così. Ero a pranzo con l'amica Adriana. Io ho detto qualcosa e lei mi ha risposto citando frasi della Guida. Io non ho colto, lei se n'è accorta e m ...continue

    Con “La guida galattica per autostoppisti” è andata così. Ero a pranzo con l'amica Adriana. Io ho detto qualcosa e lei mi ha risposto citando frasi della Guida. Io non ho colto, lei se n'è accorta e mi ha chiesto: - Ma non lo hai letto? Ma è “il libro” per definizione! - E io a sentirmi in colpa, un po' perché l'ho avuto in casa per anni sotto forma di Urania senza aver mai superato la terza pagina, e un po' perché è sempre stato così: mi citano film, libri, pittori, architetti, cantanti, direttori di orchestra, artisti di ogni genere, e io devo sempre fare finta di sapere di che si parla.
    Adesso che l'ho letto, mi rendo conto che mi sono sentito in difetto per un anno senza motivo. Non mi è piaciuto: non mi ha fatto ridere, non mi ha illuminato, non mi ha preso, non mi ha trasmesso quelle emozioni che tanti ci hanno trovato. Dirò di più e cito Figlio 1 che lo sta leggendo. Dice: “A inventare storie assurde di cimici che fondano un impero sul latte di capra sono capaci tutti”
    Esatto. Nella Guida di Douglas Adams trovo una gran fantasia, che è cosa diversa dalla creatività. (come il design senza utilità pratica) Però sono contento di averlo letto, era uno di quei mattoni che se ce l'hai ti tiene su la casa anche in caso di sisma. Insomma, una pillola di cultura in più e un centomillesimo di ignoranza in meno.

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  • 3

    Premesso che non è il mio genere, devo dire che invece tra robot depressi, umani deportati, guerre tra galassie, strani ma davvero stranissimi personaggi che hanno dato vita ad una storia completament ...continue

    Premesso che non è il mio genere, devo dire che invece tra robot depressi, umani deportati, guerre tra galassie, strani ma davvero stranissimi personaggi che hanno dato vita ad una storia completamente fuori di testa, mi sono divertita. Ora, dire che leggerò tutta la trilogia in 5 libri (già questo la dice lunga) mi sembra esagerato ma è una lettura che consiglio per distrarsi un pò

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  • 4

    Irragionevole ma molto divertente

    È un libro assurdo, del tutto irragionevole che però mi ha divertito.
    La cosa più strana di questo libro è che una serie infinita di scene, personaggi e conversazioni assolutamente improbabili danno v ...continue

    È un libro assurdo, del tutto irragionevole che però mi ha divertito.
    La cosa più strana di questo libro è che una serie infinita di scene, personaggi e conversazioni assolutamente improbabili danno vita ad una trama frizzante ed inaspettata che fa venire voglia al lettore di sapere come va a finire.
    L’unico limite di questo libro è il gusto personale.
    Non tutti infatti cercano nella lettura il semplice divertimento ed in Guida galattica per autostoppisti non si trova che questo. Se infatti vi piace leggere dei romanzi che vi facciano emozionare o riflettere, la fantascienza umoristica non fa per voi…
    La mia recensione completa: http://www.mr-loto.it/recensioni/guida-galattica-per-autostoppisti.html

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  • 4

    umorismo, idee più che attuali, un cult anche per chi non è abituato alla fantascienza.
    Una guida alla sopravvivenza in un universo che non sembra poi tanto lontano nel tempo. Leggero e divertente.
    e ...continue

    umorismo, idee più che attuali, un cult anche per chi non è abituato alla fantascienza.
    Una guida alla sopravvivenza in un universo che non sembra poi tanto lontano nel tempo. Leggero e divertente.
    e mi raccomando: Don't Panic!

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  • 4

    [...] Romanzo difficile da incasellare, però, se esistesse il genere improbabile, ne sarebbe il degno rappresentante, non per la mancanza di senso, ma perché, tra tutte le possibilità contemplate, si ...continue

    [...] Romanzo difficile da incasellare, però, se esistesse il genere improbabile, ne sarebbe il degno rappresentante, non per la mancanza di senso, ma perché, tra tutte le possibilità contemplate, si avvera sempre quella meno plausibile, andando a comporre con le altre un quadro le cui pennellate, prese singolarmente, sembrerebbero senza un briciolo di fondamento razionale, mentre in realtà nell’insieme acquistano una logica ben definita, una sorta di Picasso in chiave fantascientifica, se volete. Aprendo il libro per la prima volta, il lettore si ritrova catapultato in una dimensione spaziale, cosparsa di nomi bizzarri e pressoché impronunciabili, diversa da quella della nostra galassia, in un caos ordinato a modo proprio di alieni negati in poesia, robot in preda alla depressione e pianeti innocui e non che all’inizio potrebbe farlo sentire un tantino spaesato, come succede del resto anche al protagonista, quindi bisogna mantenere la calma, prendendo alla lettera le parole sulla Guida, e lasciarsi trasportare, o meglio sballottare, fino a raggiungere la famigliarità necessaria per entrare nel vivo di questa storia così originale e strampalata. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/?p=1956

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  • 3

    Appena finito di leggere ed è come scendere da una giostra impazzita! Di abitudine le mie letture sono piuttosto lineari e vanno da una situazione A ad una B con una storia che si dipana tra i due pun ...continue

    Appena finito di leggere ed è come scendere da una giostra impazzita! Di abitudine le mie letture sono piuttosto lineari e vanno da una situazione A ad una B con una storia che si dipana tra i due punti ma qui è tutto sottosopra!
    Mi sembra di averlo fatto anch'io un viaggio intergalattico, in posti dove niente ha un senso e dove le cose vengono create tanto per tenersi occupati,non certo per la loro utilità! È davvero strano per me raccapezzarmi con un libro e una storia così, anche se alla fine ti lascia con il sorriso sulle labbra perché, nonostante tutte le situazioni assurde che l'autore ci fa vivere, si legge una critica al nostro mondo e alle sue leggi che non è per niente sottile! Quindi alla fine, ve lo consiglio, se volete fare un salto in una storia dell'assurdo e farvi qualche risata con le "normali" reazioni di un terrestre con amici alquanto particolari!

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  • 4

    Un libro unico nel suo genere, irriverente e imprevedibile. Sicuramente una lettura molto particolare di un autore che verrà ricordato per il suo stile inconfondibile e delirante. Da parecchio tempo v ...continue

    Un libro unico nel suo genere, irriverente e imprevedibile. Sicuramente una lettura molto particolare di un autore che verrà ricordato per il suo stile inconfondibile e delirante. Da parecchio tempo volevo leggerlo e nel complesso non ha tradito le mie aspettative. Il genere però non mi affascina particolarmente, non credo che mi dedicherò alla lettura delle altre avventure di Arthur Dent e Ford Prefect. Addio e grazie per tutto il pesce!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Divertente e intrattenitivo

    PRO
    libro assolutamente godibile, dona intrattenimento di qualità, alternando una storia leggera, divertente e spigliata a riflessioni per nulla banali e, a tratti, spunti di denuncia alla nostra real ...continue

    PRO
    libro assolutamente godibile, dona intrattenimento di qualità, alternando una storia leggera, divertente e spigliata a riflessioni per nulla banali e, a tratti, spunti di denuncia alla nostra realtà. Arthur Dent nonostante sia stato praticamente salvato dalla distruzione del suo pianeta, non rimane assolutamente sconvolto dalle vicende che si susseguono, quasi a voler sottolineare quanto le popolazioni aliene con le quali viene a contatto siano simili agli uomini, o al massimo macchiette che esasperano i difetti e i pregi tipicamente umani, tanto da diventarne quasi dei sostituti. editazione apprezzabile, rende più leggera la lettura.
    CONTRO
    pur essendo un libro di fantascienza e quindi principalmente incentrato sulla trama narrativa, avrebbe necessitato di un minimo di approfondimento in più sull'introspezione dei personaggi. Finché questo problema rimane relegato ai personaggi secondari, come i suoi compagni di viaggio, potrebbe anche essere ininfluente, ma se coinvolge anche il personaggio principale, inizia a essere disturbante. Come detto sopra, Arthur dovrebbe essere sconvolto dalle vicende, ma pare praticamente indifferente a eventi che dovrebbero sconvolgerlo e destabilizzarlo, cosa che non avviene se non in qualche frase malinconica qua e là; a mio avviso, un po' poche. L'approfondimento dei personaggi è scarso sia dal punto di vista caratteriale che estetico, e quando c'è, diventa un po' incoerente con il comportamento dei personaggi. esempio lampante è Trillian, che inizialmente appare un personaggio femminile indipendente, che riesce a prendere decisioni importanti volontariamente e che si dimostra intellettivamente superiore a Zaphod, col progredire del libro si mostra sempre più sottomessa, obbediente agli ordini e dipendente dalla presenza dell'alieno.
    Sebbene sia un ciclo di romanzi, il libro non vive di vita propria come dovrebbe, ma è sempre legato ai successivi e lascia troppo in sospeso la storia, che non si chiude ciclicamente dando la possibilità di interrompere la lettura al primo libro, ma ti obbliga a leggere gli altri per godere appieno della storia. spero che quest'obbligo al dover continuare necessariamente il ciclo possa aiutare il lettore a inquadrare meglio i personaggi.

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