The Hobbit

or There and back again

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Publisher: Harper Collins Publishers

4.2
(18125)

Language: English | Number of Pages: 389 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Catalan , French , German , Swedish , Italian , Japanese , Czech , Korean , Hungarian , Galego , Dutch , Finnish , Latvian , Polish , Slovenian , Croatian , Russian , Norwegian , Turkish , Greek , Basque , Danish , Romanian , Chi traditional , Chi simplified , Esperanto

Isbn-10: 0261102214 | Isbn-13: 9780261102217 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio Cassette , Audio CD , School & Library Binding , Unbound , Library Binding , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
Smaug certainly looked fast asleep, when Bilbo peeped once more from the entrance. He was just about to step out on to the floor when he caught a sudden thin and piercing ray of red from under the drooping lid of Smaug's left eye.
He was only pretending to sleep! He was watching the tunnel entrance...

Whisked away from his comfortable hobbit-hole by Gandalf the wizard and a band of dwarves, Bilbo Baggins finds himself caught up in a plot to raid the treasure hoard of Smaug the Magnificent a large and very dangerous dragon...
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  • 5

    Meraviglioso! La prima volta l'ho letto a 13 anni e l'ho adorato. La seconda volta a 23 mi ha coinvolta ma mi è sembrato un po' meno speciale

    said on 

  • 4

    Certo rispetto alla prima lettura fatta a 15 anni lo Hobbit mi sembra molto meno un capolavoro, tuttavia l'edizione annotata presenta diversi aspetti interessanti, soprattutto i ripensamenti e le anno ...continue

    Certo rispetto alla prima lettura fatta a 15 anni lo Hobbit mi sembra molto meno un capolavoro, tuttavia l'edizione annotata presenta diversi aspetti interessanti, soprattutto i ripensamenti e le annotazioni di J.R.R. E le numerose (ancorché piccole) riproduzioni di illustrazioni tratte da edizioni più o meno esotiche.
    Del grandioso disegno del Signore degli Anelli - per me paragonabile ai poemi omerici - qui si vedono i prodromi, ma in uno stile ancora da letteratura per ragazzi. Resta comunque un'avventura di classica bellezza che già vorrei leggere alla mia bambina di 5 anni.

    said on 

  • 3

    Ne lodi ne infamie

    Lettura leggera e scorrevole, di certo molto più gradevole di quell'obbrobrio di trilogia cinematografica; ennesima dimostrazione che se le cose vengono fatte di fretta e con l'intento di farle piacer ...continue

    Lettura leggera e scorrevole, di certo molto più gradevole di quell'obbrobrio di trilogia cinematografica; ennesima dimostrazione che se le cose vengono fatte di fretta e con l'intento di farle piacere per forza basandosi su modelli di vecchi successi si finisce solo col fare un gran pasticcio

    said on 

  • 3

    “In fondo sei solo una piccola creatura in un mondo molto vasto”

    Non c’è “Il signore degli anelli” senza “Lo Hobbit”. O perlomeno non si può leggere il primo senza aver prima letto il secondo(io ci ho provato, ma non ci ho capito un’emerita cippa).
    I protagonisti s ...continue

    Non c’è “Il signore degli anelli” senza “Lo Hobbit”. O perlomeno non si può leggere il primo senza aver prima letto il secondo(io ci ho provato, ma non ci ho capito un’emerita cippa).
    I protagonisti sono dei dolcissimi hobbit(a me ricordano molto i Puffi), esseri piccoli e teneri che vivono in semplicità e in saggezza in un mondo ameno chiamato Contea.
    La loro vita serena e tranquilla viene turbata dall’arrivo del perfido mago Gandalf(in lui ci rivedo Gargamella, non posso farci nulla) e i suoi cattivissimi tredici nani(no, non sono i cugini dei dodici nani di Biancaneve) che si prende uno di loro, Bilbo Baggins e lo trascinano in una rocambolesca avventura alla ricerca di un leggendario tesoro custodito da un feroce drago.
    Una favola deliziosa e delicata che appassiona attraverso le avventure dei simpatici hobbit. Ciò che più ho apprezzato di Tolkien e la sfaccettata rappresentazione che fa del bene e del male, senza confini netti come invece ho letto in altri autori(un esempio? Ken Follet).
    Nonostante molti la ritengano solo ed esclusivamente una lettura per ragazzi, io la trovo una storia divertente e spettacolare che sicuramente appassionerà anche un adulto.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Uno dei migliori libri della mia infanzia. Stupendo.
    Unica pecca il protagonista che sviene durante la battaglia finale, un artificio comprensibile ma fastidioso.

    said on 

  • 0

    ! Questa non è una recensione !

    Questo libro mi fu regalato da mia zia che avevo dodici anni o giù di lì. Nello stesso periodo uscivano i film del Signore degli anelli, e come tutti i ragazzini andai al cinema a vedermi il primo, il ...continue

    Questo libro mi fu regalato da mia zia che avevo dodici anni o giù di lì. Nello stesso periodo uscivano i film del Signore degli anelli, e come tutti i ragazzini andai al cinema a vedermi il primo, il secondo e poi anche il terzo, ma senza particolari entusiasmi, pensando che fosse comunque meglio che leggersi un tomo di oltre mille pagine che parlava di un gruppo di omini troppo pelosi che dovevano disfarsi di un anello. Provai comunque a leggermi Lo Hobbit, visto che ce l'avevo. Sapevo che raccontava cosa succedeva prima della celebre trilogia, le pagine erano molto meno, quindi va bene. Ma niente da fare: dopo poco le palle mi scesero a terra e lo mollai lì. Sarà stato il pregiudizio, sarà stata la giovine età, sarà stato che leggevo molto meno e quando lo facevo mi piacevano di più Stephen King o altra roba. Insomma, proprio non mi andava giù.
    E col passare degli anni è andata sempre peggio con questo immaginario fatto di hobbit, nani, elfi, maghi, draghi e bischerate simili. Ricordo che scoprii che Peter Jackson aveva fatto altri film ganzissimi prima del Signore degli anelli, come "Gli strizzacervelli", "Creature del cielo", "Sospesi nel tempo", "Bad taste", che erano proprio nelle mie corde, come piacevano a me, che mi veniva da chiedergli "Peter ma chi te l'ha fatto fare?". Va be', a lui Frodo e compagnia bella garbavano, a me un po' meno.

    Accadde poi che da adolescente cominciavo a scontrarmi con i fan di questa roba qui, che andavano in giro con l'anello appeso al collo con la catenina del cesso, che alle fiere dei fumetti compravano le spade e i pupazzini di merda, ascoltavano musica brutta tipo epic metal, e nel peggiore dei casi capitava che, oltre a tutto questo, fossero anche dei fan dei Queen. Difficile superare questo scoglio; questo zoccolo duro di adepti fissati pure con le sigle dei cartoni animati e con i videogiochi. A me piacevano gli Slayer, ma pure i Kinks e i Massive Attack; Bukowski mi sembrava il miglior scrittore del mondo, Super Mario era un bellissimo ricordo e cominciava a interessarmi il cinema serio, nel quale inserisco a pieno titolo anche i film più cazzoni di Jackson.

    Ma capita anche di crescere, di superare i pregiudizi; sono cresciuti anche i famosi fan di Tolkien, ma hanno sempre gusti musicali discutibili, fanno l'esegesi dei libri che hanno letto per la prima volta a undici anni e s'intrattengono con videogiochi ancor più spettacolori e costosi. Devo comunque passare sopra a tutto questo, trovare il tempo e la testa per provare a capire cosa mai ci abbia trovato mezzo mondo in questi libri. Dunque: sono passati poco meno di una quindicina d'anni da quando ho ricevuto Lo hobbit; la mia età misura più del doppio, i libri mi interessano ancora di più e in un certo senso sono quasi diventati la mia vita.
    Il volume rosso della Adelphi è sempre lì che mi osserva dallo scaffale, ogni tanto lo guardo e mi dico "prima o poi lo leggerò".
    Nel frattempo escono i film dello Hobbit, altra trilogia ma 'sta volta per adattare un testo lungo meno di un terzo del suo fratello maggiore, quindi boh, li salto a piè pari. Anche perché devo leggere il romanzo. Va a finire che verso l'inizio di dicembre lo comincio, intervallandolo ad altre letture. Lo finisco. E mi piace. Quanto meno, mi diverte, e lo apprezzo con la testa, più che col cuore, poiché quello sta ormai da tutt'altra parte. Ma capisco che i più, in questo caso, hanno ragione a ritenere Tolkien uno scrittore magnifico, un geniale inventore di mondi, il creatore di un immaginario che è di fatto una vera e propria mitologia, che continua a rimanermi sul gozzo ma che al contempo non posso bistrattare come fosse una cosuccia da nulla.
    Con questo voglio dire che forse Il signore degli anelli non lo leggerò mai, ma solo perché il tempo è poco e perché troppe sono le cose che m'interessano di più.

    E' pur vero che se domani dovessi fare un regalo a un ragazzino di dodici anni gli direi una roba in stile "non ti curar di loro ma guarda e passa"; poiché se un giorno gli dovesse capitare d'incontrare uno di quei tizi con l'anello a mo' di catenina al collo e la maglietta dei Rhapsody, dovrà stare tranquillo, ché tanto quelli lì, dello Hobbit (e della vita) non c'hanno proprio capito un cazzo.

    ps - ho provato a vedere il primo film dello Hobbit e a un certo punto, mentre lo guardavo, ricordo di essermi messo a sfogliare Blow Up.

    said on 

  • 4

    Piacevole romanzo fantastico strutturato in maniera avvincente, divertente e coinvolgente. Tolkien riesce ad intrattenere e far volare la tua fantasia lungo valli e regni nascosti, incontrando Orchi a ...continue

    Piacevole romanzo fantastico strutturato in maniera avvincente, divertente e coinvolgente. Tolkien riesce ad intrattenere e far volare la tua fantasia lungo valli e regni nascosti, incontrando Orchi affamati, Elfi ribelli, ragni spaventosi ed un drago che forse non faceva più paura nemmeno a se stesso.

    said on 

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