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The Hostile Hospital

(A Series of Unfortunate Events, 8)

By Lemony Snicket

(26)

| Paperback | 9780439451079

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Book Description

25 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    C'è questo pensiero straordinario che sboccia nel corso della lettura di Una Serie di sfortunati eventi, ovvero la comprensione del fatto che questa non sia poi così tanto una saga per bambini e per ragazzi, e non ci si dovrebbe affatto sentir ...(continue)

    C'è questo pensiero straordinario che sboccia nel corso della lettura di Una Serie di sfortunati eventi, ovvero la comprensione del fatto che questa non sia poi così tanto una saga per bambini e per ragazzi, e non ci si dovrebbe affatto sentire troppo vecchi per leggerla, come ingenuamente affermai alla fine del primo libro. Anzi, sarebbe da sciocchi relegare la Serie ad una fascia d'età. Per i Giovani ad un certo punto potrebbe diventare frustrante l'atmosfera cupa, la ripetitività degli eventi dei primi sette volumi, il vortice vertiginoso in cui precipitano le cose, ma potrebbero lasciarsi comunque deliziare dallo stile di Snicket, dalla brevità e dalla meravigliosa scorrevolezza, oltre al fatto che c'è un mistero da risolvere e a chi non piacciono i misteri da risolvere?
    I Grandi invece si divertiranno un mondo nello scovare i vari riferimenti letterari, le allusioni e le critiche sociali che Lemony Snicket cerca di occultare nelle maglie della trama. Ed ecco che Una Serie di sfortunati eventi diventa altro: l'umorismo nero, la ripetitività, l'assurdità delle situazioni e dei personaggi si trasformano da motivo di angoscia a sintomo di genialità.
    Si può leggere e rileggere e man mano che aumenta il bagaglio culturale scoprire questi nuovi dettagli sfuggiti la volta precedente.

    Questa recensione non viene a caso. Dopo gli ultimi due volumi (L'ascensore ansiogeno e Il vile villaggio) in cui mi sono lasciata rovinare la lettura da particolari che dopo un certo numero di libri sono normali, se non assolutamente indispensabili nel mondo di Snicket, avevo bisogno di chiarire soprattutto a me stessa che, anche se potrebbe essere avvilente dover leggere delle disavventure degli orfani Baudelaire - e in più dal loro punto di vista - bisognerebbe avvicinarsi alla lettura con l'entusiasmo di un Grande, laddove la trama non offra scorci di felicità (o quantomeno l'illusione che tutto possa risolversi col prossimo tutore). Quindi, Il Vile Villaggio è stato esasperante, ma a ripensarci, in realtà è stato un successo dell'autore, che come al solito ha reso benissimo il senso di oppressione, e la critica è ancora una volta riuscita coi fiocchi.

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    Giusi said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Ok, leggo questo poi il prossimo aspetta un po'". Ok, ora ditemi come fare ad aspettare di leggere il prossimo. No, ditemelo.

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    mementomihi said on Feb 28, 2014 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    ...e visitarono Clarissa Dalloway, che non sembrava aver nulla ma fissava tristemente fuori dalla finestra della stanza 1308.

    La prossima paziente è Emma Bovary nella stanza 2611. Ha un avvelenamento da cibo, perciò ha bisogno di un atteggiamento particolarmente positivo.

    Bisognerebbe leggerlo anche solo per vedere i fratelli Baudelaire che trovano all'ospedale Mrs ...(continue)

    La prossima paziente è Emma Bovary nella stanza 2611. Ha un avvelenamento da cibo, perciò ha bisogno di un atteggiamento particolarmente positivo.

    Bisognerebbe leggerlo anche solo per vedere i fratelli Baudelaire che trovano all'ospedale Mrs Dalloway e Madame Bovary.
    In aggiunta, si legge anche perché è una serie che dà dipendenza e io già mi chiedo come farò quando avrò letto l'ultimo volume, perché l'umorismo dark di Lemony Snicket è imbattibile, perché c'è una "moderata" presa in giro di un certo tipo di volontari e perché c'è anche una Cattedrale della Vergine Presunta, che quando l'ho letto ho riso come una iena per mezz'ora!

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    Eleonora said on Aug 22, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Dopo essere passati di parente in parente e poi anche per un villaggio, i Baudelaire sono ormai dei fuggitivi che stavolta trovano rifugio in un ospedale mezzo costruito e mezzo no, con un enorme archivio che contiene proprio le informazioni per loro ...(continue)

    Dopo essere passati di parente in parente e poi anche per un villaggio, i Baudelaire sono ormai dei fuggitivi che stavolta trovano rifugio in un ospedale mezzo costruito e mezzo no, con un enorme archivio che contiene proprio le informazioni per loro più vitali, forse. Ottavo volume de Una serie di sfortunati eventi, ottavo manifesto assoluto del livello di creatività ed eccellenza che può raggiungere la letteratura per ragazzi, stratificata a livelli per i quali il lettore più giovane vi trova una bella storia thriller (ma dai ritmi dilatati fino alla sfibratura del genere), quello più adulto e smaliziato può vederci i mille riferimenti colti (i nomi dei pazienti sono scrittori e personaggi letterari), e tutti e due vi trovano un mystery assolutamente formidabile, denso di interrogativi e sempre più appassionante via via che se ne disvelano i dettagli e i complessi coinvolgimenti dei personaggi. Anche stavolta poi Snicket si toglie i suoi panni facendo emergere ogni tanto e solo per qualche attimo Daniel Handler e le sue feroci critiche sociali travestite da humor nero, come nel memorabile dialogo fra Babs e Klaus: «Riuscite a indovinare quel è la cosa più importante che facciamo all'ospedale?» «Guarire i malati?» «No: sbrigare le pratiche». Meraviglioso, come pure meraviglioso è il consueto avvertimento in quarta di copertina, anzi questo è per ora il migliore della serie. E ora, si va al circo!

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    panapp said on Jul 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questa volta all'interno di un ospedale, con tutti i rischi del caso.. Di certo non vorrei incontrare il conte Olaf con una mascherina sul volto e un bisturi in mano. Ma nell'archivio i Baudelaire scopriranno molte cose importanti..

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    chia said on Jun 22, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Di cuori, crani e zuppa alfabetica...

    I Baudelaire, ormai sempre più ardimentosi, si tuffano a volo d'angelo in mezzo agli sgherri di Olaf i quali oltre ad essere deformi e dotati della stessa presenza scenica di un comodino dell'Ikea dimostrano anche di avere diversi problemi di diottri ...(continue)

    I Baudelaire, ormai sempre più ardimentosi, si tuffano a volo d'angelo in mezzo agli sgherri di Olaf i quali oltre ad essere deformi e dotati della stessa presenza scenica di un comodino dell'Ikea dimostrano anche di avere diversi problemi di diottrie per non distinguere un bambino e una bebè, seppur travestiti, da due donne incipriate. Ma sono adulti, quindi nulla di strano.

    La storia si tinge di cupezza ben oltre il classico "oh, come sono sfortunati questi bambini, che pena scrivere delle loro avventure": Violet, lasciata indietro dai fratelli durante una fuga, rischia di finire in pieno Alice del Paese delle Meraviglie, solo che qui le teste le fanno saltare in sala operatoria con lame arrugginite e non allelegante modo del giardino di Cuori in presenza di una sovrana. Tra incendi, craniectomie e affumicamenti vari, ficcarsi nel portabagagli del Conte Olaf è il meno, anche se puzza. Ammetto che la scena mi ha parecchio sconvolta (positivamente) alla prima lettura, non me lo aspettavo in un libro per bambini.

    Alla fin fine, si comincia a vedere, i Baudelaire non sono poi così diversi da Olaf e la sua banda di sgherri. E basta davvero poco per essere un malvagio (o essere reputati tali). Olaf poi si affida un po' troppo alle parole (molto più della Salani, che FINALMENTE si rende conto che i nomi non sono dati a cazzo e agisce di conseguenza, lasciando gli originali... Al Locco proprio...), tra anagrammi e sigle, per essere veramente un malvagio ignorante senza un minimo di istruzione, niente niente da giovane è stato un lettore inventore che mordeva le cose per Hobby.
    Sarebbe inquietante.

    Siamo in pieno mistero misterioso: chi ha trafugato la pratica Snicket sugli incendi che hanno distrutto casa Baudelaire? Perchè dei luoghi visitati dai Baudelaire e dalla loro nuvoletta dell'impiegato carica di sfiga sembra non esserci più traccia? C'è davvero un sopravvissuto? Che rapporto c'è tra i fratelli Snicket e i genitori dei Baudelaire? Gli orfani sono davvero orfani o dobbiamo cominciare a chiamarli "gli-orfani-ma-forse-no Baudelaire"?

    Spero intensamente che a Lemony Snicket o a qualcuno dotato di similari capacità venga l'idea di un crossover, con un magico e indispensabile incontro tra i Volontari Festaioli e il Dottor House: Egli li riporterà in 3 secondi a più logiche posizioni e si faranno passare la voglia di cantare e distribuire palloncini. Posso anche suggerire a Greg un paio di posti in cui infilare loro i palloncini, ma in quello credo sia un passo avanti a me. Chi sono questi V.F.? E perchè ogni volta che si fonda un gruppo nell'universo di Lemony Snicket devono per forza di cose usare questa sigla?
    C'è una qualche legislazione che lo impone?

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on May 28, 2010 | Add your feedback

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