The Hours

A Novel

By

Publisher: Picador

4.1
(3970)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , German , French , Italian , Spanish , Catalan , Dutch , Turkish , Greek , Swedish , Japanese

Isbn-10: 0312243022 | Isbn-13: 9780312243029 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , School & Library Binding , eBook , Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
A daring, deeply affecting third novel by the author of A Home at the End of the World and Flesh and Blood. In The Hours, Michael Cunningham, widely praised as one of the most gifted writers of his generation, draws inventively on the life and work of Virginia Woolf to tell the story of a group of contemporary characters struggling with the conflicting claims of love and inheritance, hope and despair. The narrative of Woolf's last days before her suicide early in World War II counterpoints the fictional stories of Samuel, a famous poet whose life has been shadowed by his talented and troubled mother, and his lifelong friend Clarissa, who strives to forge a balanced and rewarding life in spite of the demands of friends, lovers, and family. Passionate, profound, and deeply moving, this is Cunningham's most remarkable achievement to date.
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  • 5

    Consiglierei questo libro perché, una volta superate le prime pagine, ti cattura e non ti lascia più fino all'ultima pagina. Lo rileggerò presto!

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  • 5

    "La più grande felicità possibile..."

    Un giorno. Tre donne. Lo leggo nell'ultimo giorno di giugno, una casualità.
    Virginia, fragile, sensibile, eterea, claustrofobica. La sua unica forza è nelle parole, catturate a fatica nella sua mente ...continue

    Un giorno. Tre donne. Lo leggo nell'ultimo giorno di giugno, una casualità.
    Virginia, fragile, sensibile, eterea, claustrofobica. La sua unica forza è nelle parole, catturate a fatica nella sua mente instabile e incerta. Non dà scampo per quel fluttuare con le tasche piene di sassi sull'acqua, come la Ofelia di Everett Millais, il cappotto che si gonfia, i piedi che affondano lenti.
    Clarissa, la simpatica signora Dalloway, una donna di mezza età, che della sua banale normalità di vita fa il fulcro della sua esistenza e non se ne cura. Guarda la bellezza del mondo, trova ancora bellezza nel mondo attorno a tutto quello che le grida morte e sorride. Un amore non vissuto e inseguito per tutta la vita, che si trasforma in un accudimento incessante e materno al suo caro Richard.
    Laura, la madre felice e infelice, la moglie insoddisfatta, che legge Virginia e che pensa alla morte con desiderio, quasi con liberazione.
    Che cosa hanno in comune queste donne? Le ore. Quelle trascorse, quelle ancora da trascorrere, meravigliose per la loro possibilità, per la capacità di essere riempite di tutto e di nulla, per le mille strade che schiudono davanti ai loro ( e ai nostri) occhi e che promettono tutto e niente: "Ecco: ora è qui. Ora se ne va. La pagina sta per essere girata". " Cerchi di conservare questo momento, provi ad abitarlo, provi ad amarlo perché è tuo".
    Fin dalle prime battute la scrittura è attenta, ben calibrata, si sente una ricerca della parola che scivola nell'immagine che è sublime: l'irregolarità della sponda di un argine che l'acqua riempie; i bombardieri che ronzano e non si vedono, la scelta della pietra fatale, i pescatori, il profumo erboso reso più acuto dalla resina dei pini; le foglie che luccicano su un albero in una mattina di New York sfavillante; il diavolo come una pinna che rompe la superficie delle onde scure; un appartamento come una nave affondata in cui si fluttua; un uccello morto come un guanto perso per terra.
    Ma la possibilità è vita o morte. Che cos'è l'ultima cosa che vede Virginia? Che cosa l'ultima cosa che sente attraverso il suo corpo? Sente l'amore per Leonard, unica terra su cui riposare. E le parole che lascia per lui sono una dichiarazione d'amore come ne ho lette poche nella vita:
    "Mi hai dato la più grande felicità possibile, sei stato in ogni senso tutto quanto potevi essere...ti devo tutta la felicità della mia vita...tutto mi ha abbandonato tranne la certezza della tua bontà, non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto siamo stati noi..." Leonard non chiede quello che lei non può dare, accoglie e basta. "Se tu mi amassi farei qualunque cosa". No, non è vero. Se tu mi amassi io non avrei bisogno di dimostrarti l'amore che provo. Tu lo sapresti, e tutto il resto sarebbe inutile.

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  • 5

    Ottimo libro. Sulle prime fatica a "ingranare" (troppi pensieri e non tutti rilevanti), dopodiché diventa un capolavoro e sei lí a desiderare di leggere una frase dopo l'altra. Questo perché tutto è a ...continue

    Ottimo libro. Sulle prime fatica a "ingranare" (troppi pensieri e non tutti rilevanti), dopodiché diventa un capolavoro e sei lí a desiderare di leggere una frase dopo l'altra. Questo perché tutto è al posto giusto, tutto è bello, profondo, vero e soprattutto umano.
    Ho provato una forte empatia per tutte e tre le protagoniste di questo romanzo e mi ci sono affezionato. I loro crucci sono i crucci di noi tutti, le loro battaglie pure.
    Consigliatissimo.

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  • 3

    Tre donne, tre epoche e Virginia Woolf

    Inizialmente non mi prendeva, lo trovavo un po' prolisso. Poi ho cominciato ad apprezzarne l'andatura lenta, meditativa e a tratti molto poetica.

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  • 5

    Sono pochi i libri che lasciano un segno profondo, che in un certo senso ti cambiano la vita.
    Questo è, indiscutibilmente, uno di quei libri.
    Raccontando 24 ore (neanche) di tre donne diverse (apparen ...continue

    Sono pochi i libri che lasciano un segno profondo, che in un certo senso ti cambiano la vita.
    Questo è, indiscutibilmente, uno di quei libri.
    Raccontando 24 ore (neanche) di tre donne diverse (apparentemente estranee e scollegate sia temporalmente che geograficamente), raccontando cose banali come preparare una torta di compleanno per il marito, uscire a comprare dei fiori, o avere una conversazione con la domestica, Cunningham riesce a far emergere una complessità al limite dell'inquietudine; un insostenibile intreccio di pensieri ed emozioni viene reso con una lucidità impietosa e disarmante.
    Una sorta di contrapposizione tra banale quotidianità esteriore e tormento interiore attraversa tutto il racconto e una domanda sembra lambire costantemente i fianchi della lettura: "è tutto qui? la vita è davvero tutta qui...nella sua imperfezione ed incompletezza?".
    E la risposta, magnifica e commovente, è tutta nelle ultime righe "un'ora qui o lì [...] quando le nostre vite sembrano aprirsi completamente e darci tutto quello che abbiamo immaginato".
    Capolavoro.
    Voto 9

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  • 2

    Voglio ripromettermi di rileggere questo libro. Credo di averlo letto senza essere mai concentrato e non sono riuscito ad apprezzarlo per niente. Mi ha lasciato il dubbio che ci fosse molto di più di ...continue

    Voglio ripromettermi di rileggere questo libro. Credo di averlo letto senza essere mai concentrato e non sono riuscito ad apprezzarlo per niente. Mi ha lasciato il dubbio che ci fosse molto di più di quello che ho ricevuto.

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  • 4

    Sorpresa

    Ho fatto fatica ad iniziare il libro...poi ho letto le recensioni, tutte molto positive e sono andata avanti. Una vera sorpresa : un libro denso, profondo,ricco di poesia e di attenzione per i sentime ...continue

    Ho fatto fatica ad iniziare il libro...poi ho letto le recensioni, tutte molto positive e sono andata avanti. Una vera sorpresa : un libro denso, profondo,ricco di poesia e di attenzione per i sentimenti. L'autore mi ha dato l'impressione di amare profondamente i personaggi, di capirne le difficoltà, i difetti ,le sofferenze,le fragilità, i rapporti burrascosi...un bel libro, da leggere lentamente.

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  • 5

    Per me una splendida lettura. Con maestria l’autore scrive di tre donne, Virginia Woolf, Clarissa Vaughan, Laura Brown collocandole in epoche diverse ma legate da un filo comune, un libro, “La signor ...continue

    Per me una splendida lettura. Con maestria l’autore scrive di tre donne, Virginia Woolf, Clarissa Vaughan, Laura Brown collocandole in epoche diverse ma legate da un filo comune, un libro, “La signora Dalloway”. Viene raccontata la vita quotidiana di questi personaggi femminili dando importanza anche a dei semplici gesti come quello di mettere dei fiori in un vaso o di preparare una torta ma sono proprio questi particolari che ci fanno capire il loro stato d’animo, le loro preoccupazioni, le loro emozioni, i loro sentimenti d’amore. Inevitabile commuoversi pensando alla sofferenza di V. Woolf, a l’amore di Clarissa per Sally e per il povero Richard e al desiderio di fuga, di autodistruzione di Laura. Pagine che raccontano la vita di poche ore, ore che trascorrono tra i petali di rosa o tra quei baci leggeri, “ un’ora qui o lì “, ore che si susseguono e formano la vita.

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  • 5

    Mi è piaciuto tanto: lirico, delicato, tre figure facce diverse di una stessa unità.
    Una gioia per la testa, nel suo gioco letterario di rimandi circolari, fili che attraversano il tempo legando diver ...continue

    Mi è piaciuto tanto: lirico, delicato, tre figure facce diverse di una stessa unità.
    Una gioia per la testa, nel suo gioco letterario di rimandi circolari, fili che attraversano il tempo legando diversità, cause che generano effetti.
    Una gioia per il cuore, per la sensibilità con cui affronta argomenti importanti srotolandoli con levità, come la decadenza e la morte, come il tempo incurante che spinge avanti la vita, ora dopo ora. Come la domanda che a più riprese attraversa l'intero libro: "perché altrimenti combattiamo per vivere", se non per la bellezza della vita stessa?

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  • 4

    LE ORE

    La vita di tre donne, accomunata da un libro: La signora Dalloway. Sono gli anni quaranta, nel momento in cui la grande Wirginia Wolf sta per essere sopraffatta dal demone della depressione, ma anche, ...continue

    La vita di tre donne, accomunata da un libro: La signora Dalloway. Sono gli anni quaranta, nel momento in cui la grande Wirginia Wolf sta per essere sopraffatta dal demone della depressione, ma anche, attraverso magici flash back, mentre sta iniziando a scrivere il romanzo. Passiamo poi agli anni sessanta per incontrare Laura Brown, casalinga delusa dall’ordinaria quotidianità da cui sente l’irresistibile impulso di evadere, che trova rifugio nella lettura del romanzo. Arriviamo infine ai giorni nostri per fare conoscenza dell’ultima figura femminile, l’editor Clarissa Vaughan, ribattezzata signora Dalloway dal suo ex amante Richard, consunto dall’aids, per il quale sta allestendo una festa per celebrare un premio letterario che gli è stato attribuito. Così, mentre Virginia sta scrivendo il suo romanzo, e in un’altro tempo Laura lo sta leggendo nell’isolamento di una anonima camera d’albergo, ritroviamo Clarissa che assiste il vecchio amico Richard che continua a chiamarla Signora Dalloway come ai vecchi tempi del loro amore.
    Un romanzo dalla struttura complessa, a causa delle trame intrecciate che lo rendono inizialmente complicato. Ma, acquisito il meccanismo, la lettura scorre poi veloce ed avvincente. E gli avvenimenti vengono ricreati, in un fluire d’incastri, dal corso dei pensieri e dai monologhi interiori dei protagonisti. Ipnotico, avvincente, ben costruito, il miglior Cunningham.

    said on 

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