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The House of Sleep

By

Publisher: Vintage Books

4.1
(8024)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Czech , Chi traditional , Portuguese , Greek

Isbn-10: 0375700889 | Isbn-13: 9780375700880 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
Winner of the Writers' Guild Best Fiction Award in England and the Prix Médicis in FranceLike a surreal and highly caffeinated version of The Big Chill, Jonathan Coe's new novel follows four students who knew each other in college in the eighties. Sarah is a narcoleptic who has dreams so vivid she mistakes them for real events. Robert has his life changed forever by the misunderstandings that arise from her condition. Terry spends his wakeful nights fueling his obsession with movies. And an increasingly unstable doctor, Gregory, sees sleep as a life-shortening disease which he must eradicate.But after ten years of fretful slumber and dreams gone bad, the four reunite in their college town to confront their disorders. In a Gothic cliffside manor being used as a clinic for sleep disorders, they discover that neither love, nor lunacy, nor obsession ever rests.
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  • 2

    Esagerato, iperbolico, in una parola: troppo. Troppe coincidenze, troppi incastri, troppe stiracchiature. Nonostante ciò, gli avrei dato una stellina in più, ma ci sono due cose che proprio non posso ...continue

    Esagerato, iperbolico, in una parola: troppo. Troppe coincidenze, troppi incastri, troppe stiracchiature. Nonostante ciò, gli avrei dato una stellina in più, ma ci sono due cose che proprio non posso perdonare a Coe: il suo continuo flirtare col lettore e l'ostentazione della propria vasta cultura.
    Verboso.

    said on 

  • 3

    Ma il convitato di pietra si chiama Margaret

    Amo svisceratamente le coincidenze, sia nella vita reale che nella vita immaginata dalla letteratura, ma quando sono troppe puzzano di artefatto lontano un miglio.
    "La casa del sonno" è un libro sulle ...continue

    Amo svisceratamente le coincidenze, sia nella vita reale che nella vita immaginata dalla letteratura, ma quando sono troppe puzzano di artefatto lontano un miglio.
    "La casa del sonno" è un libro sulle coincidenze, un vero e proprio castello dei destini incrociati.
    Devo giocoforza citare Calvino, ma il castello calviniano appartiene dichiaratamente alla letteratura fantastica e non fa mistero di volersi cimentare con l'arte combinatoria.

    Del libro di Coe (che è scritto benissimo, intendiamoci, e la stoffa del grande narratore emerge dall'incredibile numero di parentesi che riesce a chiudere: tiene infatti saldamente in mano i fili della trama e non ne smarrisce neppure uno) preferisco perciò segnalare certi passaggi laterali che avrebbero anche potuto essere omessi, senza che l'impostazione generale ne venisse scalfita: mi riferisco ad alcune incursioni nel mondo della burocrazia scolastica e sanitaria, verosimilmente di derivazione thatcheriana ("La casa del sonno" venne pubblicato nel 1997, proprio alla fine della parabola neoliberista della Lady di ferro, cui avrebbe fatto seguito un rampantismo -quello blairiano- di stampo, almeno apparentemente, diverso).
    Sto parlando, amico mio, di scuole aziende e aziende sanitarie, insomma.
    Non conosco abbastanza l'opera di Coe per un giudizio definitivo, ma se tra i personaggi chiave di questo libro ci sono una maestra elementare emotivamente instabile ed una sorta di psichiatra pazzo, forse il messaggio del libro è molto più profondo ed oltre al piano esclusivamente letterario andrebbe valutato anche quello "sociopolitico".

    Di tutte le innumerevoli coincidenze di cui è costellata la narrazione, trovo che questo bagno nel rampantismo britannico sia una spina nel fianco del nostro presente. Come specchiarsi (un sogno? una premonizione?) nel nostro futuro prossimo venturo.
    Se così sarà (del resto già da tempo i sintomi ci sono tutti), auguri al Bel Paese. Ne avrà bisogno.
    .............
    “Volevo che il lettore si sentisse spaesato, non proprio perso, ma che provasse un senso di disagio, che non sapesse esattamente dove collocare gli eventi o quale fosse l'identità dei personaggi. Il senso di disorientamento che si prova nella fase tra il sonno e la veglia è la condizione in cui vivono molti dei miei personaggi. Si trovano anche in uno stato di confusione emotiva e non hanno ancora scoperto qual è il loro posto nella vita, non hanno ancora trovato la loro strada”.
    J.C.

    said on 

  • 2

    Avevo molte aspettative su questo libro ma sono state tutte deluse.
    Condivido le opinioni di chi lo ha trovato poco convincente. Mi ha lasciata perplessa, troppe coincidenze poco fluide, troppe descri ...continue

    Avevo molte aspettative su questo libro ma sono state tutte deluse.
    Condivido le opinioni di chi lo ha trovato poco convincente. Mi ha lasciata perplessa, troppe coincidenze poco fluide, troppe descrizioni inutili alla narrazione. Non ho trovato diversi piani di lettura, ma solo legami forzati tra le varie vicende raccontate. I personaggi non ispirano nessuna simpatia né empatia anzi, sono solo degli stereotipi: lo scienziato pazzo, la maestrina sfigata, lo studentello arrogante di cinema (pesantissime le digressioni sulle discussioni di cinema!).
    Forse non ho capito il libro, o forse non c'era niente proprio da capire. Non lo consiglierei.

    said on 

  • 4

    Consigliatissimo

    Spinta dalla trama intrigante, ho deciso di comprare questo libro di Coe, di cui non avevo ancora letto nulla. Si è rivelata una scelta decisamente azzeccata, andando addirittura oltre le mie aspettat ...continue

    Spinta dalla trama intrigante, ho deciso di comprare questo libro di Coe, di cui non avevo ancora letto nulla. Si è rivelata una scelta decisamente azzeccata, andando addirittura oltre le mie aspettative. Mi sono piaciuti sia i personaggi,sia la struttura originale, che ruota attorno ai disturbi del sonno. Da leggere!

    said on 

  • 5

    E sull’onda delle riletture (vengo dalla rilettura di “La prosivendola” di Pennac), decido di riprendere in mano questo romanzo di Coe, letto troppi anni fa per ricordarlo. Subito mi torna in mente pe ...continue

    E sull’onda delle riletture (vengo dalla rilettura di “La prosivendola” di Pennac), decido di riprendere in mano questo romanzo di Coe, letto troppi anni fa per ricordarlo. Subito mi torna in mente perché ho sempre amato Coe: uno stile di scrittura estremamente piacevole, che va a braccetto con i contenuti, l’attualità, la capacità di leggere il mondo, di analizzare la società, tutte cose con cui l’autore immancabilmente arricchisce le storie dei suoi personaggi. Storie private e storie pubbliche che si sovrappongono, si influenzano, convergono, contrastano. Meraviglioso.

    said on 

  • 2

    Mi è piaciuta la struttura di questo romanzo. E' bella l'idea di alternare presente e passato ad ogni capitolo.
    Ma è la storia che non mi convince. Troppe "coincidenze", troppe stranezze. Troppe pagi ...continue

    Mi è piaciuta la struttura di questo romanzo. E' bella l'idea di alternare presente e passato ad ogni capitolo.
    Ma è la storia che non mi convince. Troppe "coincidenze", troppe stranezze. Troppe pagine. Troppi particolari e non tutti sono davvero funzionali, secondo me.
    Anche qui Coe mi lascia perplessa.

    said on 

  • 4

    Ambientato ad Ashtown attraverso salti temporali che ci presentano i personaggi nel 1983-84 e nel 1996 alternando la narrazione tra presente e passato La casa del sonno ruota intorno al sonno, la foll ...continue

    Ambientato ad Ashtown attraverso salti temporali che ci presentano i personaggi nel 1983-84 e nel 1996 alternando la narrazione tra presente e passato La casa del sonno ruota intorno al sonno, la follia, le sessualità ambigue, la pazzia di psichiatri crudeli. I salti temporali mantengono alta l’attenzione creando un complicato puzzle narrativo.

    Una trama intricata da molti personaggi apparentemente scollegati che si sviluppa in una edificio dalle strane fattezze arroccato su una scogliera dove i personaggi si incontrano da giovani come studenti per poi incrociarsi da grandi in una casa di cura specializzata in patologie del sonno. Qui ormai professionisti i protagonisti faranno i conti con i nodi irrisolti delle loro vite.

    http://www.connessioniletterarie.it/wordpress/la-casa-del-sonno/

    said on 

  • 4

    Se è un sogno non svegliatemi...

    Uno di quei libri che celano molte cose tra le sue pagine. Un libro che ti sussurra qualcosa all'orecchio, ma tu sei impegnato nella trama, Senti questo sussurro, vedi l'architettura della storia che ...continue

    Uno di quei libri che celano molte cose tra le sue pagine. Un libro che ti sussurra qualcosa all'orecchio, ma tu sei impegnato nella trama, Senti questo sussurro, vedi l'architettura della storia che ti fa l'occhiolino ma non hai tempo di pensare. Non hai tempo di cogliere quelle piccole sfumature quei piccoli indizi di cui la storia è disseminata. E quando te ne accorgi è troppo tardi.
    Un libro in cui la struttura del testo stesso non è casuale. Un libro onirico. Non credo ci sia modo migliore di definirlo.
    Un libro dove anche la divisione in capitoli ha il suo significato. La storia vi porta a viaggiare su due tempi diversi. Gli anni 80 e gli anni 90. E questi salti temporali sono segnati dai capitoli pari e dispari. Ma non è tanto questa la particolarità, quanto la divisione delle parti del romanzo. Parti che prendono il nome delle varie fasi del sonno. (fase I, fase Rem...) e già questa scelta ti dovrebbe portare in qualche modo a capire la volontà dell'autore.
    Ma no, tu sei troppo coinvolto dalle vicende dei protagonisti. Ragazzi che negli anni 80 erano studenti e dividevano l'alloggio di Ashdown. Un alloggio che diventa il punto in comune tra presente e passato. La costante e l'anello di congiunzione tra i due tempi.
    Come ho già visto accadere in altri libri, anche in questo caso Ashdown sembra dotato di vita propria. Gioca un ruolo fondamentale nella storia e diventa esso stesso un personaggio del romanzo.
    Questi ragazzi vicini nel passato hanno preso ormai strade diverse nel presente, un presente dove Ashdown non è più un alloggio per studenti ma una clinica in cui vengono curati i disturbi legati al sonno.
    Una clinica fondata proprio da uno dei ragazzi che alloggiava ad Ashdown. Gregory. In assoluto il personaggio più inquietante della storia. Aveva una relazione negli anni 80 con la protagonista femminile Sarah, ma avvertiamo subito qualcosa di strano e di sinistro in lui. In questo ragazzo che amava osservarla mentre dormiva. Che faceva scorrere le sue dita sulle palpebre di lei arrivando a premere su di esse fino a svegliarla.
    E' proprio lui a fondare questa clinica, apparentemente per curare i disturbi del sonno. In realtà per poter studiare tutte quelle persone che erano riuscite a "vincere" il bisogno umano di dormire. O meglio...la malattia del sonno. Secondo Gregory infatti il sonno era una malattia, e lui era deciso e disposto a qualsiasi cosa per trovare una cura a questa malattia.
    Proprio su questo punto vi devo avvertire che c'è una parte del testo inerente ai suoi esperimenti particolarmente forte e intensa che mi ha disturbato non poco.
    Sarah è il personaggio chiave secondo me. Non solo perchè la protagonista insieme a Gregory ma perchè la sua malattia è forse la chiave per capire questa storia. Sarah soffre di Narcolessia, una malattia che la porta a perdere i sensi e a non riuscire a distinguere il sogno dalla realtà.
    Oltre a Sarah e Gregory ci sono altri personaggi all'interno di questa storia, Terry appassionato di Cinema è malato di Insonnia. Proprio lui che da ragazzo trovava il suo massimo piacere nelle lunghe ore di sonno. Sonno dal quale si risvegliava felice ma senza ricordare che cosa avesse sognato.
    Il personaggio di Terry riesce a creare dei parallelismi molto interessanti tra cinema e sonno.
    E poi c'è Robert... colui che amava segretamente Sarah e che ha vissuto gli ultimi dieci anni senza mai dimenticarla.
    Come vi dicevo vi perderete in questa storia, grazie ai colpi di scena finali, arrivando a perdere la cognizione della realtà, allontanandovi da essa, fino ad arrivare a pensare che l'autore abbia esagerato, che sia troppo inverosimile quello che ha scritto. E qui mi fermo per chi non ha letto il libro...
    ..............................SPOILER ...........................

    Solo alla fine della storia capisci che tutto è voluto. Che l'esagerazione è voluta. Perchè quando sogni, quando entri nella fase più profonda del sonno ti stacchi completamente dalla realtà, nessun sogno è razionale, nessun sogno è reale.
    E come tutti i sogni ti rendi conto di esserne parte solo quando ti svegli. E ti svegli sempre sul più bello. Perchè nessun sogno ha mai un giusto finale. Per quanto provi a riaddormentarti non riesci mai a finire il sogno che hai iniziato.

    said on 

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